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in archivio dal 24 ott 2015

Adua Biagioli Spadi

Pistoia - Italia
Mi descrivo così: La poesia è un'alba: quella di oggi che sarà domani.
Mi trovi anche su: www.aduabiagioli.it
Pagina Facebook: Adua BiagiolI Spadi
Twitter e Open Arte.

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  • 06 novembre 2016 alle ore 15:37
    La Pietà (omaggio a Michelangiolo Buonarroti)

    Smuove dell'essere uomo
    il sacro sentire stasera,
    silenzioso viandante che entri.
    Si fa vertigine la trepidazione
    nel Tempio antico delle preghiere.

    Di contemplata luce
    riemerge in silenzio la vita,
    favilla nel buio
    quasi è un drappeggio,
    soave si mostra impallidita.

    Stai lì, nel riposo a sentire
    come vergine disarmante
    in celeste assorto ammirare,
    riluci nel sommo incarnato
    con dolci movenze nel marmo,
    e tenera muove in Pietà
    suscitando tempeste di cuori.

    da "L'Alba dei papaveri" - Poesie d'amore e identità - Ed.La VIta Felice

     
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    • Fuoco
    • 07 novembre 2016 alle ore 21:02

    Fuoco, il secondo romanzo di Alessandro Moschini, mette in luce l'elaborazione di una trama che è frutto di una ricerca storica dalla quale dipanano confluenze unificanti o meglio, un'unica sorprendente trama che, come il percorso di un'antica sorgente si dirige e trova inesorabilmente una foce frastagliata, il delta convergente in divenire mosso, quasi privo di una conclusione a chiusura del tutto. L'autore si serve e gioca sapientemente con parallelismi e distanze temporali, linearità di struttura linguistica e di suspanse, verità e immaginazione, mistero, attrazione e simbolo (si pensi al fascino richiamato da un tatuaggio che trasporta in una situazione altra, quasi onirica, la rosa, fiore sacro a Venere, ma che ha in sé fin dall'antichità una certa connotazione funeraria) il tutto calato in una realtà vicina ad un'ambientazione ed a luoghi caratteristici della Valdinievole toscana, rivisitato bacino di affetti, accadimenti e colpi di scena.
    L'amore è il filo conduttore, collante di verità lontane, uniche e intrappolate nel tempo. Quest'ultimo diventa simbolo della caducità di ogni cosa e avvalendosi del doppio principio insito nel flusso che lo distingue, risulta essere distruttore da un lato, abbracciando senza possibilità di uscita un fatto accaduto e destinato a ripetersi, e conoscitore dall'altro, in quanto contributore del trionfo delle verità contro insidie, vizi, calunnie, divenendo l'equiparazione simbolica dell'infinito quale elemento che permette di ritrattare e trasporre la vicenda nella contemporaneità, dove il lettore si ritrova e sa di riconoscersi.
    Vita - Morte - Amore, un tris di significativa simbologia, il rinnovarsi ciclico attraverso la nascita, principio cosmico di generazioni ed evoluzione perpetua contro la fine di ogni principio vitale e ineluttabile destino, che assume quasi una funzione oscura, mirata ed elettiva rendendo eterni i personaggi che si riscoprono, ricordando un certo filone letterario e cinematografico legato allo Sturmundgrund romantico.
    Il fuoco stesso, che ha in sè fin dall'antichità una valenza rinnovatrice della dimensione umana dell'esistenza, è il più ambiguo fra tutti gli elementi, in quanto alterna affascinanti contraddizioni e purifica e distrugge, è luce e calore e al contempo violenza senza fine e fiamma (celeste o divinità infernale), diventa dunque simbolo e metafora dell'accadimento.
    Si valorizza la preziosità di un sentimento quale principio motore dell'universo che, non a caso, è correlato a divinità e antichi simboli, quali appunto, la vita e la morte, soltanto esso può sopravvivere di se stesso e rendere irripetibile la vita, così che ancora una volta per amore è possibile morire, e ancora una volta per amore è possibile rendergli giustizia, al di là degli esiti.

    [... continua]