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Poesie di Alarico Bernardi

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  • 02 ottobre 2016 alle ore 21:40
    24 Agosto 2016

     
     
    Il golf azzurro del cielo s’è impigliato
    a cespugli di nuvole corvine
    che l’hanno scolorito, e poi strappato,
    mettendo a nudo i graffi delle spine.
    Spinge il vento la pioggia sulle alture,
    mentre s’affanna a ritrovare il sole.
    E’ a lui che svelerà le sue paure,
    e la sciagura che gli morde il cuore.
    Lacrime intanto iniziano a cadere
    sul pallore spettrale della sera:
    si spegneranno infine nel braciere
    di una notte silente e menzognera.
    S’ode lontano il pianto di un bambino
    avvicinarsi ai borghi addormentati,
    e una saetta percorre l’Appennino,
    accolta da collerici latrati.
    Esplode un tuono tra gli alti campanili,
    e l’universo sembra vacillare.
    Le greggi abbandonano gli ovili,
    quando ad oriente inizia ad albeggiare.
    Il gemito del bimbo s’allontana,
    svanendo in una bolla di sapone.
    E una scossa possente, disumana
    lascia trionfare morte e distruzione.
    Oh madre terra, prodiga nutrice
    perché hai tradito chi ti ha sempre amato?
    Chiedono affrante le genti di Amatrice
    che una risposta avrebbero apprezzato.