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in archivio dal 05 mar 2011

Alessandro Moschini

02 febbraio 1969, Montecatini Terme - Italia
Mi descrivo così: Ho vinto il concorso nazionale di poesia "Il Federiciano" 2011 organizzato da Aletti Editore con la poesia "I musicisti". Ho appena ristampato con LunaNera la mia prima silloge "Le corde di Eros".
Mi trovi anche su:

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  • 30 gennaio alle ore 23:23
    Il cubo di Metatron

    Tredici mani di luce
    inventano colori e suoni,
    acquarelli d'anima 
    rotanti 
    nel pentagramma conico.
    Squarciano il buio 
    arpeggiando 
    l'incedere del tempo,
    coprendo la brace dell'odio
    con cenere d'angelo.
    Dal nulla all'equilibrio.

     
  • 15 gennaio alle ore 19:59
    Forma e consistenza

    Mi avvolgo
    del calore amoroso
    del tuo tatto,
    contatto innamorato
    tra le mie mani
    e la tua pelle.
    Come un bambino
    che scopre la materia
    travasando l'acqua
    dai bicchieri,
    ti sento in mezzo ai denti
    che dolci stringono
    i tuoi fianchi
    e accarezzandoti,
    allungo le mie mani
    verso i piedi
    strizzando piano i tuoi
    gommini delle dita.

     
  • 09 novembre 2016 alle ore 22:26
    Disordine d'amore

    Le stanze degli artisti
    hanno occhi 
    per vedere l'invisibile.
    Come fantasmi buoni,
    sono spettri di città
    dominate da montagne
    di libri accatastati 
    e copertine di dischi,
    attraversate da un vento 
    di parole e note
    che muove fogli svolazzanti,
    spartiti finiti ed incompleti. 
    Negli angoli dominati
    da chitarre 
    e pagine di cinema,
    è legato il cielo 
    coi fiocchi delle corde
    fissato a picchetti 
    di bottiglie di birra. 
    Questo disordine d'amore
    ti entra nella pelle 
    e piega i pori al suo volere
    col potere del suo fascino.
    Ti ammala le ossa di passione
    come ascoltare un profumo
    ed annusare un suono.

     
  • 21 agosto 2016 alle ore 13:35
    Breve immagine

    L'immagine che ho fermato
    è quella del tuo sorriso
    ai bimbi che giocano.
    L'immagine che hai fermato
    è quella del mio sorriso
    mentre ti guardavo.

     
  • 09 agosto 2016 alle ore 17:28
    Frinire

    Il frinire del sogno
    ti desta,
    t'acquieta,
    fa festa,
    t'inquieta,
    l'orecchio t'allieta,
    ti molesta.

     
  • 29 luglio 2016 alle ore 8:41
    Una rosa

    Una rosa
    per ammazzare l’orco.
    Non basta certo
    a renderti la luce dentro gli occhi.
    Ma questa, e non l’orrore,
    è l’immagine che avrei voluto per te
    prima di addormentarti.

    Una rosa
    per ripulire l’erba.
    Non basta certo a cancellare tutto
    e a riportarti il sangue nelle vene.
    Ma è la carezza che avrei voluto per te
    prima di addormentarti.

    Una rosa per un dolore in meno.
    Una rosa per ridonarti il seno. 

     
  • 10 giugno 2016 alle ore 4:34
    Specchiati in me

    Specchiati in me
    quando vedi il tuo male
    e solo porte chiuse.
    Sei luce
    direttamente proporzionale
    al buio che senti.
    Specchiati in me
    quando ti credi sbagliata.
    Ti vedrai nei miei occhi
    perché quello che ho dentro
    è il riflesso di te.

     
  • 24 aprile 2016 alle ore 9:26
    L'acquaio

    Con le mani immerse
    in acque oniriche
    ti ho sentita smanacciare
    insieme a me
    litigandosi i piatti da lavare.
    Era da tempo
    che nella notte
    non passavi a farmi visita.
    Mi mancavi.
    A mani nude
    ho sbattuto nel coccio di un ricordo
    e la ferita ha ripreso a sanguinare.
    Quando ho tolto il tappo
    il sogno è defluito
    ed ha lasciato il posto
    ad una lacrima.

     
  • 24 marzo 2016 alle ore 18:13
    La muraglia di vento

    Come un castello
    dalle pareti e i pavimenti
    tremanti di rena 
    ad invadere e bucare gli occhi
    questo tu sei. 
    Fotografia dell'anima tua nera
    ad immortalare la morte
    che porti dentro. 
    Credi di avere difese sicure
    granitiche e salde
    ma solo aria ad alimentare il fuoco
    di questa tua terra bruciata
    intorno a te possiedi,
    facendoti scherno di chi 
    ti è fedele dal basso
    e che insolente calpesti
    e credendo alle menzogne
    mascherate da verità 
    di chi ti sta in alto
    promettendoti ori
    dietro pugni di mosche.
    Un coltello alle spalle
    e la solitudine 
    di trenta denari
    è la tua ricompensa
    meritata e ottenuta.

     
  • 27 febbraio 2016 alle ore 0:51
    Non manca niente

    Son messo all’angolo
    dalla tua bocca
    imprigionato
    in un recinto d’aria.
    Tra le nostre labbra spira
    una corrente di petali rossi
    nello spazio di un bacio.

     
  • 06 febbraio 2016 alle ore 1:58
    La voce

    Strana felicità
    che arrivi insaspettata
    a cancellare giorni
    dal sapore di fiele
    e sorprendi le mie piccole ore
    con le mani nel sacco
    ad aspettare in silenzio
    un tuo cenno
    nel ticchettio di lancette
    che si infiltrano
    tra i battiti del cuore
    diventando una cosa sola
    datti voce
    tra un sorriso e una sillaba
    pronunciata in silenzio
    nella penombra di un sogno
    a confondere sillaba e sogno
    abbandonando questo
    retrogusto di buio sporco
    che troppe volte
    ti ha allappato la bocca.
    Sali sul trono di questo segreto.
    E' arrivato il tuo tempo.

     
  • 27 gennaio 2016 alle ore 18:33
    La scatola del nulla

    “Allargati!” Mi dici.
    No grazie!
    Mi bastano i miei suoni.
    Almeno li conosco
    ed evito di pescare a caso.
    Le forme anonime
    le riconosci subito
    proprio perché non le distingui.
    Sembra un paradosso,
    ma hanno la firma inconfondibile
    del confuso tra un milione
    della morte mnemonica immediata,
    che non lascia nomi,
    non lascia titoli,
    non lascia nulla.
    Solo tonnellate di non uno,
    di nessuno
    di centomila vuoti a perdere
    rinchiusi
    nella scatola del nulla.

     
  • 08 gennaio 2016 alle ore 13:05
    Luna rosa

    La Luna rosa
    ci osservava sorniona
    e note si calavano furtive
    giù lungo un filo di luce
    attaccato all’abat-jour oscurata.
    Avevi gli occhi chiusi
    mentre lento
    coi palmi delle mani
    dolcemente
    ti percorrevo la schiena.

     
  • 27 dicembre 2015 alle ore 5:58
    Il quarto tempo

    Sono in trappola
    impigliato in una rete
    sullo spartiacque
    divisore di un sogno
    tra passato
     
    (non troppo prossimo,
    non troppo remoto)
     
    e futuro
    il cui nome
    non risponde a presente.
     
    Erano pesci le mie parole.
    Sono caduto in queste acque
    tentando di afferrarli
    e intrappolarli nella mia penna
    ma sono sguisciati via
    dalle mie mani
    rimaste vuote
    come un pugno di mosche
    messe in fuga
    da uno sciame
    di pensieri aggressori.
     
    Sulla sfera
    una goccia d'inchiostro
    è tutto ciò che rimane
    della loro fuga
    da questo acquario fluente.
     
    (Né libertà, nè prigione).
     

     
  • 09 dicembre 2015 alle ore 18:43
    Voce a corda

    Tira un’emozione
    chiusa in un involucro
    di lacrima al nichel
    e lasciala urlare
    di gioioso rimpianto
    tra le falangi.
    Se guardo indietro
    vedo solo l’inizio del manico
    da dove il cuore,
    come foglia al vento,
    inizia a vibrare.
    E’ voce metallica
    che corre veloce,
    prolungamento
    e proiezione dell’anima
    che dice coi suoni
    quel che la bocca tace.
    Silenzio e espressione
    agli estremi di uno stesso
    mare interiore.

     
  • 17 novembre 2015 alle ore 21:52
    Donna albero

    Era di sole quel sorriso
    nascosto tra le ciocche
    mosse dal vento.
    Vennero giù,
    tagliate come rami secchi
    e ributtarono vita
    come le foglie nuove
    madri di figlia
    e figlie di madre,
    nate dallo stesso
    grembo radice
    della rupe.

     
  • 07 novembre 2015 alle ore 23:12
    Pezzi di naso

    Pezzi di naso
    lasciati al caso
    Cercano incavi
    dove svernare
    fissa dimora
    per breve tempo,
    un mese,
    un giorno,
    un’ora.
    Con le narici
    ad inalare incubi
    scalano specchi
    figli d’un incavo nuovo
    incongruente vetta
    illuminata dal buio.

     
  • 27 ottobre 2015 alle ore 13:43
    Il viaggio nuovo

    (Ho troppi chilometri
    ammucchiati sul groppone
    e scorie da scacciare
    dalla pelle).

    Confido sempre
    nell’elemento acqua
    specie se carica
    delle atmosfere dei tuoi baci
    che leniscono
    e alcalinizzano il futuro.
    La notte ci sorprenderà abbracciati
    e sarà doccia d’amore
    sulla nuova strada.

    (Lavami via
    quest’ansia
    incagliata ai pori
    loia di tempi
    sovrapposti ad altri tempi
    e prendimi la mano
    verso altri tempi ancora).

     
  • 15 ottobre 2015 alle ore 23:51
    Come saresti?

    Come saresti?
    Me lo chiedo spesso, sai!?
    Voglio dire...
    Che aspetto avresti?
    Mi piace immaginarti
    con i capelli un po’ più bianchi
    e qualche ruga in più,
    magari mentre stiri
    Li sull’imbrunire
    in cucina con la serranda aperta
    e la caffettiera brontolante
    per l’uscita del caffè
    come eri solita fare
    mentre rientravo in casa
    e ti dicevo “Ciao bimba come stai?”
    E tu mi sorridevi dolce
    mentre appoggiavo le chiavi
    al lato del telefono.
    Come saresti?
    Lo penso a volte a voce alta
    forse perché anche se non ci sei
    ricordo esattamente la tua voce
    e mi pare di sentirla
    nelle sue curve dolci
    che riportano qui la tua presenza.
    Non so come saresti
    ma posso immaginarlo.
    Ti conosco troppo bene.
    E’ come se ti vedessi ancora.
    Chiudo gli occhi
    e una lacrima mi sfiora.

     
  • 09 ottobre 2015 alle ore 21:30
    Non io

    Ho gli occhi pieni
    di quello che non sono
    pienati dallo specchio
    imposto ed impostore. 
    Da qui,
    seduto dietro a sbarre
    di ambizione
    e compromessi scomodi,
    osservo 
    l’immaginazione mia volare
    verso campi 
    a me rassomiglianti.
    Non so che dire
    mentre i bocconi amari 
    si susseguono
    a soffocare gridi di rivolta. 
    So solo che confondo spesso

    (o forse faccio finta
    perché fà troppo male)

    Quale dei due io sono.
    Forse uno,
    forse nessuno, 
    forse entrambi.
    La gioia 
    e l’alter ego del mio boia.
    L’io e il non io.

     
  • 17 settembre 2015 alle ore 19:25
    La lupa

    L'aurora arrivò
    a piegare le ombre
    e sorprese
    la mia bocca smaniosa
    cibarsi ai tuoi seni
    In un attimo fosti
    nutrice e lupa.

     
  • 11 settembre 2015 alle ore 20:21
    All'inizio del tuo sorriso

    Ci sarò
    ad aspettarti
    in cima alla tua bocca
    con questi fiori in mano
    ed il vestito a festa.
    Forse sarò imbranato,
    un po' impacciato,
    imbarazzato
    dal non saper che dire
    cercandomi parole
    nelle tasche
    da tendere
    insieme con le mani.
    Ci sarò
    ad aspettarti
    in cima alla tua bocca
    quando alla nuova gioia
    farà l'arco.
    Il tuo sorriso io
    lo aspetto al varco.

     
  • 01 settembre 2015 alle ore 20:04
    Nastro e alabastro

    Crash...
    e fu di vetri rotti
    lasciati
    dalla bottiglia di champagne
    schiantata sulla prua
    a inaugurare
    lo sciogliere di ormeggi
    verso mari di rivolta.
    Furono applausi muti
    tutto intorno
    mentre tagliavo il nastro
    ad iniziar le mosse
    per arrivare a dama.

     
  • 05 agosto 2015 alle ore 19:37
    Aria nell'aria

    Aria nell'aria
    fiato nel fiato
    amore creato
    in un afflato all'unisono
    sulle pareti del buio.
    Aria nell'aria
    fiato nel fiato
    nell'amore sfinito
    chiuso tra le braccia,
    sul petto,
    addormentato. 

     
  • 24 luglio 2015 alle ore 21:55
    Iettatore

    Ho coltivato campi di fortuna
    vegliati dagli amici gatti neri
    che in ogni ora mi furono graditi.
    E' inutile che ti armi di macumbe,
    numeri diciassette e riti neri
    che fanno scompisciare i polli.
    Il tempo perso non ritorna 
    ed io non ho né voglia, né pazienza
    di ascolare le tue inutili idiozie.
    Ho già il mio bel da fare,
    organizzare a come spendere
    la mia felicità 
    e giuro, non riparo,
    non tengo botta 
    al sole che ho didentro.
    E in mezzo a tutto questo
    tu m'vuò fà
    o' iettatore?
    Ma vafangulo, va!

     
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