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in archivio dal 13 set 2013

Alessio Trebini

Gaeta (LT)

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  • 15 settembre 2013 alle ore 2:12
    Una vita non mia

    Come comincia: Eravamo seduti al tavolino di un bar,sulla strada centrale della città mentre aspettavamo una nostra amica con una notizia impellente da comunicarci."Fra quanto arriva,amò?"chiesi alla mia ragazza Mary che estrasse il cellulare dalla tasca e mi rispose"Aveva detto che sarebbe stata qui per le cinque...sono le cinque e venticinque""Certo che quando si tratta di appuntamenti,Stella è sempre in ritardo,eh?"risposi sarcastico,leggermente cattivo.Si avvicinò la cameriera del bar che vedendoci lì seduti da tempo,pensava che stessimo aspettando qualcuno che prendesse le nostre ordinazioni"Ragazzi prendete qualcosa?"guardai Mary che annuì ed io mi accodai"Si grazie.Tu che prendi?"per cavalleria prima le signore."Io un ginseng,grazie""A me invece porti un caffè macchiato a vetro,con zucchero di canna.Per cortesia""Subito"si allontanò tra i tavoli e la gente che parlottava tra loro,per poi svanire nel bar."Certo che tu sei proprio rompi palle con i gusti,Jim!""E che vuoi da me se le mie origini napoletane pretendono di gustare il caffè in un certo modo,oppure non lo prendo proprio!".Eravamo una coppia ben assortita;lei italiana ma sognava l'estero e di andare a vivere in Norvegia.Io un italo-americano trasferitomi da poco più di cinque anni in Italia,ma che grazie ad i miei nonni parlavo perfettamente napoletano.Sbuffai irritato dalla lunga attesa cominciando a tamburellare con le dita sul tavolino"Una chiamata!"esclamò afferrando il telefono"Pronto.Stella,dove sei?"alzai le mani al cielo"Dovresti essere qua,papera odiosa!"pensai tra me"Stai vicino al bar,come?"sentivo la voce gracchiante fuoriuscire dall'apparecchio telefonico"Aspettami lì,ti vengo in contro"attaccò e mi stava per dire quello che avevo appena sentito."Fammi indovinare...devi andarle incontro?""Ma quanto sei bravo,amore!"mi baciò mettendosi la borsa a tracolla"Certo...Ho sbagliato mestiere,non dovevo fare il pittore,ma l'indovino..."si girò facendomi la linguaccia"Stai attenta e chiamami se qualcosa!"le urlai come tutte le altre volte che se ne andava in giro senza di me."Che scassa palle questa...uff!"borbottai mentre cominciai a giocare a scopa con il telefono,o meglio a perdere a scopa contro il telefono.Ogni volta che mi concentravo a scervellarmi di fronte a quel giochino,finivo con l'imprecarci contro ed innervosirmi"Maledetto pezzo di plastica.Giuro che ti sbatto contro il muro!"se non lo facevo era solo perchè mi era costato duecentocinquanta euro."Ecco le vostre ordinazioni"la ragazza del bar mi riportò alla realtà facendomi distrarre dalla faida verso il mio cellulare"Ecco a te.Ma la ragazza?""Non preoccuparti,metti pure qui.Adesso torna"feci posare l'ordinazione di Mary al suo posto e ringraziai la cameriera,che magari si aspettava anche una mancia.Che non arrivò;se le davo la mancia non potevo pagare le consumazioni"Che povertà!"esclamai nel mio dialetto compatendomi da solo."Ciao Jimmy!"mi girai e vidi l'oca,cioè Luna venire verso di me e salutandomi con un bacio su ogni guancia si sedette accanto alla mia ragazza."Mary la tua ordinazione""Ah,è arrivata?""E no la tenevano nascosta nel bar!Certo che è arrivata!""Ma quanto mi fai ridere...dovevi fare cabaret!""Guadagnavo sicuramente di più!"le lanciai un bacio ed un occhiolino che contraccambiò.Notammo che Luna dopo averci salutati si era spenta,strano visto che lei era una di quelle ragazze che dovevi strapparle la lingua per non farla parlare più"We Luna,che ti succede?"esitò ancora continuando a fissare il pavimento"O,ci dici che ti è successo o no?!"io sempre così fine e dolce provai a spronarla ad aprirsi."Ho un problema ragazzi.Un problema piuttosto serio."Guardai Mary oltre il bordo della tazza di caffè dalla quale stavo gustando la calda bevanda,vidi che il suo colore vivace di sempre s'impallidì di fronte quella notizia."Che cosa tesoro?Sai che a noi puoi dire tutto!"le prese le mani tra le sue cercando di spronarla a scucirsi."Ho un ritardo di due mesi...""Cazzo..."pensai tra me"Non sia mai capitasse a Mary,non so come reagirei...""Hai paura che...""Si,è molto probabile che io...sia..."inspirò profondamente"Incinta..."la tazza fra le mani di Mary vacillò e per poco non cadde per terra per lo stupore"Ma come...""Sono stata con un ragazzo,ho preso le dovute precauzioni...""Ho capito c'è stato qualche problema!"andai subito al sodo"Esatto...La protezione si ruppe..."si interruppe trattenendo a fatica le lacrime"Il resto lo intuiamo da soli,Luna"tagliò corto la mia ragazza."Ne sei sicura?""Bhe sicura sicura no,ma il ciclo mi è sempre venuto regolarmente""Hai fatto il test?""Non ne ho il coraggio..."sorrisi amaramente tra me"E come darle torto..."questa me la tenni per me."Vuoi che lo facciamo insieme?""Ho troppa paura Mary..."si portò una mano tra i capelli"E se risultasse positivo?""Positivo o meno è sempre meglio esserne certi piuttosto che stare qui  a disperarci senza far niente,no?".Luna cosciente annui tristemente"Ok allora lo andiamo a comprare""No,vado io ragazze!""Sicuro?""Si,a me qui mi conoscono in pochi ed un ragazzo che chiede il test fa meno brutta figura di una ragazza"mi guardarono di traverso"Tu ed i tuoi stupidi pregiudizi sulla mentalità italiana"mi punzecchiò Mary,ma non le diedi peso la baciai e mi avviai verso la farmacia poco distante dal locale.Da lontano mi sbraccia per attirare la sua attenzione"Tienila d'occhio e consolala!"raccomandai gesticolando,non volevo farmi sentire da Luna.Mi calai gli occhiali da sole sugli occhi e continuavo la mia disceva verso la farmacia,che arrivò dopo qualche metro ed una curva a sinistra.Entrai e mi alzai gli occhiali dagli occhi,mettendomeli tra i capelli e mi allineai alla fila.Notai che erano tutti dei giovincelli quelli che avevo avanti a me;eranp tutti oltre i settant'anni(anno più anno meno)e notai che stavano facendo la "spessa"di cose necessarie loro per vivere.Dopo un tempo che mi sembrò secolare,toccò finalmente a me."Ciao,mi dai un test di gravidanza per favore?"mi guardò sospettosa"Non preoccuparti non è per me,guai di questo genere non ne ho ancora combinati.O almeno credo!"il farmacista rise ed andò a prendermi ciò che mi serviva e pagai ad occhio e croce dieci euro ed uscii."Eccomi"mi presentai al tavolo e mi sedetti al mio posto porgendo alle ragazze ciò che avevo acquistato,incartato nella carta della farmacia."Grazie amore"prese il pacchetto e lo mostrò a Luna che si alzò titubante"Veniamo tra un pò""Non preoccuparti,io ho un conto in sospeso con l'omino che gioca a scopa nel mio cellulare!"sorrise e si allontanò con l'amica sotto braccio"Ora bastardo virtuale,sei mio!"ricominciai la partita attendendo le ragazze."Asso,tre e dieci...Non posso prende niente!"e ricomincia ad imprecare contro la scarsezza delee mie carte,che non mi permettevano di mettere a segno qualche buona presa.Passarono quindici minuti buoni,e le ragazze ancora non tornavano così mandai un messaggio a Mary."Com'è la situazione là?Ti amo"aspettai qualche minuto che mi rispondesse e ricominciai a giocare.La partita si interruppe automaticamente quando mi comparì il messaggio di risposta sul display"Male piccolo...è incinta!".Assimilai le parole appena lette,rileggendole varie volte magari che rileggendole cambiassero.Ma niente."Madonna Santa...e adesso?"pensai portandomi una mano alla bocca non sapendo più cosa dire o pensare,soprattutto conoscendo la famiglia di Luna;l'avrebbero uccisa!Dopo venticinque minuti tornarono dal bagno con Mary che teneva abbracciata Luna in lacrime,mentre si copriva il volto con le mani.Era letteralmente disperata.Quando si sedette neanche mi parlò ma la sentivo piangere con foga e quindi non me la presi,anzi mi dispiaceva per lei."Dai Luna,qualcosa faremo non preoccuparti!"cercava in tutti i modi di consolarla Mary,ma le parole potevano ben poco in una situazione del genere"Mary è inutile che cerchi di consolarmi le soluzioni sono solo due..."disse tutto d'un fiato con il volto rosso e le lacrime che le bagnavano il viso"O me lo tengo e mi faccio massacrare da i miei,o abortisco!"Ogni volta che sentivo la parola aborto ribolliva in me una rabbia incredibile,perchè una vita innocente non deve morire perchè tu incosciente di una ragazza non sei stata attenta come dovevi.Non parlavo ne da un punto di vista politico e tanto meno teologico,ma puramente morale.Siccome non era stata ne stuprata o violentata,io l'aborto in quella situazione non l'accettavo."Questa decisione devi prenderla tu,Luna.Noi non possiamo far di più che consigliarti.Vero amore?"mi guardò e vide il buio nei miei occhi.Aveva capito perchè mi ero zittito e mi ero oscurato in volto."Io non voglio ammazzarlo,ma non posso neanche tenerlo...Oddio non so che fare,aiutatemi voi ragazzi,vi prego!"si gettò sulla spalla di Mary continuando a piangere,mentre lei mi guardava ma dal mio sguardo fuoriusciva solo tanta indifferenza ed odio.Non avrei mai perdonato a Luna l'uccisione di un piccolo innocente per lo sfizio di una notte."Io dico di provare a parlarne ad i tuoi"tentai una via molto difficile e perigliosa,ma dovevo salvare quella creaturina."Cosa?"esclamò incredula"Hai capito bene,non credo che più che strillarti possano farti""Tu non li conosci i miei Jim...sono antichi e retrogradi per loro una cosa del genere è da fucilazione!"lo stomaco mi si stava incendiando"Ti capisco,ma con questo non vuol dire che per colpa tua e delle tue paura,lui o lei debba morire".Lo so che era alquanto bastardo mentre parlavo,infatti Mary mi diede un calcio sotto il tavolo per farmi smettere di esprimere la mia.Non le diedi proprio retta."Io...io voglio abortire...Si non posso tenerlo...Mary mi accompagni tu?""Se diventi complice di quest'omicidio contro un innocente,puoi scordarti di me!"fui secco e deciso inchiodandola sul posto con quelle parole."Sei proprio uno stronzo!"mi urlò contro lei alzandosi e scappando via inseguita dalla mia ragazza che mi guardò incredula per la mia testardaggine ela mia reazione.Non riuscì a raggiungerla così tornò da me incazzata come non mai"Perchè le hai detto quelle cose?""Sai già come la penso...""Lo so ma non era il caso di spiattellarcelo in faccia,non credi?"cominciammo così a discutere,poi a strillare ed infine a litigare come Cristo comanda;insulti a non finire e parolacce in quantità.Ce ne andammo ognuno a casa propria senza neanche salutarci,la notte mi arrivò un messaggio di Mary dove c'era scritto che avrebbe accompagnato Luna all'ospedale per abortire,l'indomani mattina.Fuori di me spensi il telefono e provai a dormire.Mi svegliai all'alba dopo una notte di incubi e patemi d'animo che non mi fecero chiudere occhio,girando intorno a me come spiriti maligni che mi guardavano ridendo,godendo del mio dolore."Andasse affanculo lei e quella vacca dell'amica!"imprecai per qualche minuto mentre stringevo convulsamente i capelli tra le mani"Se solo ci fosse un modo per evitare la morte di quella povera creatura..."Colpo di genio"Ma certo,perchè non ciò pensato prima!"schioccai le dita illuminandomi,chiamando immediatamente Mary"Che vuoi?"risposta aspettatissima"Non riattaccare,ho un'idea per salvare Luna ed il bambino!""Cosa?Tu sei pazzo!""Fidati,dove siete?""Alla stazione...""Aspettatemi lì arrivo subito!"mi fiondai in bagno e mentre correvo mi infilavo il pantalone lanciando in aria gli indumenti che mi sfilavo.Scesi di casa quasi capitombolando per le scale e farmele tutte con una sola caduta ed arrivai alla macchina correndo e sperando di arrivare in tempo.Trovai un parcheggio che un altro reclamava"Non mi interessa ho da fare!"parlavi in napoletano mentre correvo fottendomene altamente di ciò che stava dicendo quello,entrai nella stazione e scesi per il sotto passaggio."Ragazze!"le vidi da lontano e sgomitando tra la folla leraggiunsi."Ho un'idea!".Cominciai a raccontargliela ed all'inizio sembravano quasi contrariate"Che vi costa?Potremmo uscirne tutti illesi,no?""Non lo so,mi sembra difficile come messa in scena...""Voi fidatevi e fate parlare me,ok?"titubanti accettarono.Andammo a casa di Luna ripassando la bugia salvatrice per strada,una volta di fronte al portone inspirammo tutti profondamente facendo l'ultimo ripasso."Ci siete?"annuirono tremanti come foglie"Bene,andiamo!"presi per mano Mary che a sua volta prese a braccetto Luna dovendola quasi tirare."Si chi è?""Io mamma"la madre di Luna aprì la porta e ci salutò con un grosso sorriso"Ciao ragazzi,come state?""Mamma dobbiamo parlarti?""Che succede?""Entriamo prima signora,poi parleremo".Entrammo accomodandoci nel salotto disponendoci,io e Mary su un divanetto e Luna su una sedia vicino a noi mentre la madre si era adagiata su una poltrona nell'angolo."Allora,che succede?""Ti ricordi che mi avevi sempre detto che dovevo aiutare il prossimo meglio che potevo,mamma?"annui titubante"Bene,sto aiutando Jim e Mary ad avere un bambino!"Rimase a bocca aperta,ma sicuramente meno sconvolta se avesse detto che era rimasta in cinta dopo una sveltina con uno sconosciuto"Cosa?""Lasci che le spieghi signora.La mia ragazza purtroppo è sterile,siccome bramiamo assolutamente essere genitori ho fatto impiantare chirurgicamente il mio seme nell'utero di sua figlia per poter realizzare il nostro desiderio""In poche parole è una madre surrogata?""Esatto mamma,proprio così!"la cosa stava andando alla grande e la madre sembrava già aver accettato la cosa"Ma la scuola,tutte le visite...""Non si preoccupi a quello pensiamo noi,io aiuterò Luna a studiare""Ed io pagherò visite e controlli che saranno fatti al bambino.Un collezionista vuole acquistare un mio quadro per una bella sommetta.I soldi non saranno un problema".Alla fine riempiendo di balle la povera signora,Luna ne uscì pulita più di quando ci era entrata."Stai attenta""Non preoccuparti mamma""Arrivederci signora,grazie!"la salutammo scendendo le scale frettolosamente."Che vi avevo detto che avrebbe funzionato?"a dire il vero ne dubitavo anche io,però..."Grande amore,sono fiera di te!"Mary mi saltò al collo stringendomi forte con Luna che piangeva,di gioia questa volta."Ora non devi far altro che farlo crescere e poi quando nascerà lo prenderemo in custodia noi,capito?""Grazie ragazzi,non so che dire...""Dire che non lo uccidi più mi basta"mi abbassai al livello della pancia"Vero MIchael?".Il bambino scalciò...

     
  • 13 settembre 2013 alle ore 0:44
    Il comico

    Come comincia: "Non mi credete?"esclamò John con gli occhi del pubblico incollati su di lui mentre le persone esprimevano tutto il loro divertimento in modi diversi:c'era chi si copriva la bocca ridendo a crepapelle e per poco slittava giù dalla poltroncina di un orribile color azzurro scambiato,chi invece applaudiva con le lacrime agli occhi,chi si strozzava tossendo e diventando paonazzo in viso continuando comunque a ridere."Ve lo giuro su mia figlia,mia madre si metteva così tanta lacca ma così tanta lacca,che avevo le mosche che svolazzavano per il bagno con la messa in piega!""Bravoo!""Sei grande!"il pubblico apprezzava molto le battute di quel comico da quattro soldi che recitava le sue gag a buon mercato,ma di grande effetto per la platea."E poi..."rise anche lui"E poi vedi che si scambiano anche apprezzamenti tra loro.Ma come sei elegante,ma come sei bella oggi"gesticolava mostrando una mosca con i capelli fatti e che si pavoneggia andando da tutte le parti aggiustandosi continuamente i capelli."Perchè lei non la metteva direttamente sulla testa come noi poveri comuni mortali,noo!Lei la spruzzava in aria e poi si muoveva come Matrix per farla aderire meglio ad i capelli,almeno secondo lei era così."altre grida e risate venivano lanciate sul palco con fervore"Sembrava che nel mio bagno ci fossero sempre le nuvole,ogni volta che entravo sembrava che stesse per piovere.Una volta sono entrato con l'ombrello.Sapete com'è entravo con le dovute precauzioni!"rise anche lui nuovamente,facendosi trasportare dall'ilarità e le risate caotiche del pubblico."Sembrava di stare in Vietnam con tutta quella nebbia,una volta ho incontrato un vietcong che mi ha detto dove si trovava perchè diceva di essersi perso nella foschia!".La serata continuò così con lui che faceva ridere gli spettatori paganti che consumavano le loro ordinazioni,guardandolo sotto i riflettori che lo facevano sempre sudare fino a costringerlo a togliersi la giacca."Grazie mille a tutti,ci rivediamo venerdì prossimo.Mi raccomando vi aspetto.E ricordatevi che di mamma c'è ne una e come lei non c'è nessuna!"la platea ripetè il tormentone"E meno male!"accompagnato dalle risate e da gli applausi svanì dietro il rosso del sipario."Oh Dio ti ringrazio..."borbottò allargandosi il nodo della cravatta gettando la giacca color crema che aveva in mano,su di una logora poltrona.Si accese un sigaro che estrasse dalla tasca della camicia,lo passò sotto il naso e lo accese"Li hai stesi là fuori,John!"si voltò e vide il suo caro amico Murphy che gli andava incontro con le braccia aperte."Ciao giallino,com'è andata invece a te?"lo chiamava giallino perchè era di origini okinawesi"Certo come no...Ogni sera lo sketch del povero cinese maltrattato dal padrone,che commette sempre errori stupidi e viene trattato come un imbecille...Si John oggi mi è andata ploplio alla glande!"scherzò facendo un inchino in stile orientale.Lo faceva sempre sorridere quando gli faceva quella scenetta."Ma sempre a fumare stai,per la miseria!Quante volte ti ho detto che quella merda prima o poi ti manderà a fissare i fiorellini dalla radice!?""Smetterò quando diventerai più alto di me!".John non era un gigante ma l'amico Murphy essendo orientale era ancora più basso"Mi dai sempre la solita risposta stupida!""Se te la do è perchè non credo di voler smettere di fumare""E allora sai che ti dico,asfissiati pure!".Si voltò di spalle per andarsene"Dai lo sai che ti voglio bene,tappetto mio!"lo abbracciò da dietro ed avendo una corporatura robusta e muscolosa lo alzò da terra facendolo alzare di un metro circa.L'orientale sorrise giocoso dandogli un calcio in pieno petto"Bastardo,non solo ti faccio sentire più alto e tu mi fai male?""A noi orientali piace stare per terra!"lo posò su una sedia poco distante dalla poltrona su cui era adagiata la giacca.la spostò e si sedette."Dai parliamo seriamente ora.Come va?""Va come deve...""Non far finta di niente John,lo so che ieri è stato il secondo anniversario della morte di tua figlia e di tua moglie.Non far finta di niente con me!".Murphy fù severo con John,ma questo perchè l'amico non era molto loquace.Amava molto blindare i suoi sentimenti sotto quella scorza da duro che aveva,e gettarli nei meandri più oscuri del suo cuore.John aspirò dal sigaro gustando il sapore forte,molto intensamente e poi rispose""Cosa dovrei dirti...Che va tutto bene e che ho metabolizzato la cosa ormai,eh?"la voce gli tremava"Lo so,per questo ti chiedo di raccontarmelo ed aprirti almeno con me!".Sospirò rassegnato"Il cuore mi fa male ogni volta che le penso,Murphy...Non riesco a credere che non siano più a casa ad accogliermi,quando tornavo la sera e posavo il cappello sulla testa di Ashley e con la mano libera lambivo il fianco di Kristin e la baciavo..."appoggiò la fronte sulla mano"Continua amico mio,ti ascolto".L'okinawese era sempre disponibile con John,visto che era l'unico che lo trattava come un uomo e non come una bestia da soma da cui trarre quattrini."Se mi fossi fatto i cazzi miei...se solo mi fossi fermato quando avrei dovuto...se solo non l'avessi...ucciso...""John era il tuo lavoro,dovevi farlo.O tu o lui!"gli si accostò sedendosi sul bracciolo della poltrona posandogli una mano sulla spalla"No invece...dovevo lasciare il caso ad un altro,come consigliatomi.Ma io ed il mio maledettissimo orgoglio siamo stati sordi come sempre"gettò il sigaro in terra"E la mia ultima idiozia..."schiacciò il mozzicone con forza"Mi è costata la vita intera!".John non era sempre stato un comico,prima era uno sbirro infame e sadico.O meglio odiava chi trasgrediva alle leggi,soprattutto quelle che violavano i diritti altrui ed amava punire queste persone a modo proprio.Alzò le spalle il giallino"Bhe...Magari hai esagersto un pò..."John lo voleva fulminare con lo sguardo"Dai hai esagerato,gli hai mandato il figlio legato come un salame nel filo spinato e gli hai tagliato il coso mettendoglielo...ehm...""Quel vile maledetto aveva stuprato più di sette ragazze,tra cui minorenni.Ed alcune di loro hanno dovuto subire l'abuso suo e di quei porci che si portava dietro!"diese un cazzotto al bracciolo con rabbia,fissandolo negli occhi che per poco sembravano prendere fuoco."Intanto ecco la mia sete di giustizia dove mi ha portato..."Si alzò infilandosi la giacca,avviandosi verso l'uscita."Aspetta,ti accompagno""No non preoccuparti Murphy,vado da solo"gli urlò ormai dall'altra parte della sala,con la maniglia antincendio della porta in mano"Sicuro?""Si tranquillo.Chi la sente tua zia se fai tardi!"gli fece l'occhiolino"Senti non è che conosci un modo sadico e crudele per spegnerla per sempre?".Lo guardò storto"Ok è un no.Ma stavo scherzando,comunque!"John uscì"A meno che tu non ne abbia veramente uno..."rientrò con il capo fissandolo torvo"Ok ok,ho capito.La vecchiaccia per ora dovrà ancora vivere.Yuppy...""Bravo.A domani!"lo salutò e si chiuse la porta alle spalle.Nevicava e faceva freddo,si alzò il colletto della giacca e si soffiò sulle mani cercando di scaldarsele,e si avviò verso casa.Casa è un termine un pò troppo elegante per definire la dimora dell'ex sbirro;un appartamento da cento dollari al mese grande quando un ripostiglio,con una cucina ed un salone minuscolo.Per non parlare del bagno grande quanto una cabina del telefono.Inoltre era ordinato come lo potrebbe essere stato il cervello di un serial killer.Camminava con le mani in tasca guardando le persone che camminavano per strada,mentre i fiocchi di neve gli cadevano sulla testa ormai quasi spoglia dalla chioma che un tempo la rivestiva.Attraversò ringraziando l'anima di Dio che lo aveva fatto passare,con un gesto appena accennato del capo e poi proseguì dritto per il "lussuosissimo"quartiere in cui abitava.C'erano solo persone facoltose e di classe;spacciatori ad ogni semaforo che ti si attaccavano alla portiera infilando la testa nel finestrino volendoti rifilare dosi di roda dalla dubbia qualità,prostitute poggiate ad i lampioni che ti guardavano con i loro occhi truccati così pesantemente da sembrare panda,anche se sapeva che il trucco eccessivamente marcato era dovuto alle botte che ricevevano da i loro protettori ogni volta che non portavano il dovuto ricavato.Alcune di loro erano anche piuttosto datate,evidentemente la fame le spingeva a fare quell'orrendo lavoro."Dacci tutti i soldi.Muoviti!"da un vicolo superato da poco,provenì una voce intimidatoria e molto nervosa."Cosa,hai solo questa miseria?"ancora quella voce,decise di lasciar perdere."Non tornare indietro...Non tornare indietro..."cercava di impartirsi la totale astinenza dall'intervenire per difendere l'aggredito"Devo intervenire!"ovviamente non ci riuscì."Che diavolo succede qui?"c'erano tre ragazzi di cui due con il passamontagna ed uno con una calza di nylon sulla faccia,impugnava un coltello a scatto."Vuoi fare l'eroe vecchio?"rispose uno dei due nelle retrovie ed estrasse anche lui un coltello dalla tasca,ne afferrò un'estremità e con varie rotazioni lo fece aprire.Era un coltello a farfalla."Già nonno,svuotati le tasche e dacci tutto quello che hai!"adesso anche il secndo si stava avvicinando minaccioso,ma senza nessun arma in mano."Mi piacerebbe ragazzi,ma con me non ho neanche un centesimo"i due si guardarono complici"Certo come no,facci controllare a noi!"l'armato diede l'ordine all'altro di frugare l'uomo."Scommetto dieci dollari che quel coltello tra poco starà in mano mia""Che cosa dici?"neanche il tempo di fargli capire ed atterrò l'aggressore disarmato con una spallata,afferrò la mano armata dell'altro e storcendogliela lo disarmò afferrando l'arma."Cazzo mi ha rotto la mano!"imprecò tenendosi la parte lesa."Ma che succede,non sapete neanche tener testa ad un vecchio idiota!?"intando quello con la calza come cappuccio si voltò aiutando gli altri,ma finì anche lui a terra con la faccia nella neve e qualche osso rotto."Via via,ragazzi!"I malviventi corsero incespicando tra loro spingendosi l'un l'altro durante la fuga."Sbarbatelli..."pensò mentre si avvicinava ad un corpo adagiato a terra"Stai bene?"cautamente continuava ad avvicinarsi e non avendo alcuna risposta,pensò al peggio.Posò le dita sul collo e sentì il battito cardiaco flebile ma presente,scrutò per vedere se perdeva sangue ma fortunatamente non aveva niente di grave,a parte un graffio su un braccio.Gli voltò il capo e vide che si trattava di un ragazzo,capelli biondi e barba leggermente sfatta ed aprendogli gli occhi notò che li aveva neri e reagivano alla luce del lampione sotto il quale lo aveva portato."Bene,sta meglio di quanto pensassi"lo caricò su una spalla e decise di portarselo a casa.A notte fonda sentì dei rumori provenire dal piccolo soggiorno,impugnò la nove millimetri ed al buio,si avviò verso la stanza.La luce si accese e dei passi scalpicciavano sul pavimento,c'era qualcuno con lui in casa.Entrò con l'arma spianata scandagliando la zona di fronte a lui e non trovò alcun aggressore,ma solo il ragazzo che frugava nel frigorifero."Tu sei!?"esclamò sbigottito e sollevato"Mi hai fatto prendere un colpo.Per come stavi messo credevo che ti saresti svegliato come minimo domani".Il giovane lo fissava senza parlare"Come ti senti?"infilò l'arma nella cinta del pantalone e gli si avvicinò"Bene..."rispose con voce flebile e roca"Ti ho fasciato la ferita,niente di grave fra qualche giorno dovrebbe guarire"il ragazzò si fissò la fasciatura scrutandola da vari punti."Hai fame?"annuì"Siediti ti cucino qualcosa io".Lo fece accomodare al tavolo intriso di alcool e bottiglie rovesciate"Non preoccuparti pulisco io"prese una busta di plastica e con la mano gettò tutto al suo interno,con uno straccio bagnato pulì l'alcool."Come nuovo"tornò ad i fornelli mettendo una pentola con dell'acqua sopra ad un fuoco."Spero che ti piaccia la cucina italiana,io ne vado pazzo!"cercò di far sciogliere il giovane che continuava a stare sulle sue ed a non voler parlare più di tanto.Si sedete di fronte a lui continuando nella sua impresa"Allora,come ti chiami?""Pit...""Pit,abbreviativo di Peter?"non rispose nuovamente."Senti Pit,cosa volevano quelli da te?""Soldi...""Volevano solo rapinarti?"annuì lentamente con il capo"Sicuro?"annuì questa volta meno convinto"Va bhe dai,non pensiamoci più!"l'acqua stava cominciando a bollire"Dove abiti?""Non ho una casa..."Oh...Ed i tuoi genitori?""Mio padre non so neanche dove sia,mia madre è morta di overdose...".Si zittì per un istante non sapendo assolutamente cosa dire"Povero ragazzo..."pensò tra se buttando la pasta per farla bollire,si possiò ad un mobiletto accanto alla cucina"Ahia!"la pistola gli schiacciò sulla schiena facendogli leggermente male."A te posso metterti qui"la posò sul mobiletto su cui era poggiato per poi girarsi e girare la pasta."Come la vuoi la pasta?"gli chiese mentre la stava scolando"Sugo,bianco,pesto.Dimmi tu!"il ragazzo pensò per poi rispondere"Bianca...""E bianca sia!"la scolò e prese due piatti posandoli accanto la pentola,fece le due porzioni e le condi con olio e del parmigiano e le portò a tavola."Buon appetito"inforcò la pastà con voracità divorandosela con gusto mentre il ragazzo mangiava come un uccellino"L'acqua?""Ah già..."rispose con il boccone in bocca che ingoiò velocemente"La trovi nel frigo accanto la cucina,in alto ci sono i bicchieri".Pit si alzò passando dietro John ed aprì il frigo prendendo una bottiglia mezza vuota e due bicchieri.Stava tornando a sedersi,quando notò la pistola poggiata sul mobile."Dai quanto ci metti,Pit"lo esortò l'uomo mentre continuava a mangiare"Scusami non trovavo i bicchieri..."con la mano libera afferrò l'arma e gli sparò in testa,facendolo finire con la faccia nel piatto.Gettò a terra la bottiglia ed i bicchieri frugando nei pantaloni e nella giacca del cadavere cercando qualche soldo."Possibile che non ha neanche un soldo?"imprecò frugandolo dalla testa ad i piedi,fino a che non trovò una piccola mazzetta di soldi in un calzino;erano cinquanta dollari circa."Bene...Questi mi basteranno per una dose...".Guardò il cadavere e dopo essersi messo la pistola in tasca gli disse in un sussurro"Mi dispiace...preferisco la cocaina alla pasta..."uscì dalla cucina ed uscì dall'appartamento come se niente fosse.