username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Poesie di Annamaria Vezio

Visita la scheda completa e tutti gli altri testi di Annamaria Vezio

  • 23 febbraio 2016 alle ore 11:35
    Vento

    Sono come il vento
    Mi senti ma non mi tocchi
    sono inafferrabile
    Ti avvolgo
    ma non puoi stringermi
    ci sono sempre
    ma mi senti quando faccio rumore
    Sono dentro e fuori di te
    mi respiri e non lo sai
    Sono come brezza di mare
    e come stormire di foglie
    Se sono lieve sono serena
    Se soffio forte e mi senti ululare
    sono sofferente
    Se mi senti ridere fra gli alberi
    e fra l’erba e sulle onde increspate
    sono felice
    Comunque e ovunque ci sia il vento
    ci sono io
    Lieve come respiro
    Frizzante come spuma di onde
    Violento come un dolore
    Leggero come una carezza
    Ondeggiante come una melodia
    Sono vento
    Sono nel vento.

     

  • 16 febbraio 2016 alle ore 19:55
    La parola

     
    Unguento unge
    meandri d’anima
    di letizia illumina e nutre
    pareti di vita
    Solco nell’anima:
    parola cala
    lava incandescente
    a bruciare
    pareti di sangue
    La parola:
    tonfo di nota sulla tastiera.
     

  • 29 gennaio 2016 alle ore 23:11
    Pensieri fatui

    Quanti pensieri restano
    attaccati a un capello
    Quanti capelli
    a inanellare pensieri
    Pure l'aria
    leggera e fredda
    di questa sera
    carezza l'onde
    di pensieri fra i capelli
    In anelli di cielo
    salendo il gelo
    li dissolve.

  • 27 gennaio 2016 alle ore 15:57
    Questo giorno

    Scende in fondo
    in fondo all'anima
    questo giorno
    s'annida 
    cresce e resta 
    in un singulto del cuore
    la sua carezza.

  • 27 gennaio 2016 alle ore 0:58
    Ci sono note

    Ci sono note nella notte 
    che accompagnano
    Raccontano
    Stringono
    nei palpiti il cuore
    Lo sollevano
    fra ali di Universo.

  • 21 gennaio 2016 alle ore 20:21
    Anima e Corpo

    Guardo, la nebulosa
    che danzando s'espande
    e poi s'inchina e solleva
    In stretto spazio ritenta
    ogni volta volute nuove
    D'un corpo s'accontenta
    ma aspira a larghi cieli
    e dunque decide
    di non uscir dai suoi canali
    ma i canali stessi
    nell'aere trasportare
    D'unificare il sé
    col suo sé volante
    e del corpo che protegge
    farne lo strumento.

     Quattro agosto 2013  h. 01, 07

  • 20 gennaio 2016 alle ore 16:11
    Penso

    Volute di colori
    i pensieri nell'aria:
    inseguire se stessi
    e dal sé fuggire.

  • 03 gennaio 2016 alle ore 17:51
    Al porto

    Statua al vento 
    di salmastro sgranato
    ti vidi
    e sorrisi alla riva 
    di notte baciata.

  • 03 gennaio 2016 alle ore 16:23
    Come

    Correre
    per non farsi raggiungere
    dal Tempo
    Seminare
    prima che arrivi il Vento
    a disperdere i semi
    Dare dare
    quel che si ha
    per non arrivare Oltre
    con troppi fardelli.
     

  • 03 gennaio 2016 alle ore 1:02
    Persone

    Ci sono persone sulla Terra
    Persone utili 
    Persone 
    di comodo 
    Persone scomode
    Le persone utili servono 
    a fare da apripista 
    per il proprio altrui utile
    Quelle di comodo per l'altrui 
    accompagnare 
    sulla scivolosa pista per l'utile
    Ci sono poi le persone scomode: 
    quelle che nelle piste scivolose
    hanno aperto la via e accompagnato maternamente, 
    e amorevolmente lasciato,
    a nuove vie le persone 
    certe di averle usate 
    per il proprio utile 
    e per il proprio comodo
    Le persone scomode 
    hanno spalle rigide e forti 
    per i pesanti pesi portati
    E più forti devono averle 
    per pararsi dalle schegge 
    dell'utile e del comodo
    Le persone utili e comode 
    blandiscono
    Le persone scomode 
    amano.

  • 25 dicembre 2015 alle ore 19:54
    Plenilunio di dicembre

     
    Cosa riusciamo a sentire
    di te Astro
    che rasenti l’urlo
    pur sussurrando
    Cosa riusciamo a vedere
    nell’ombra tua di luce
    - a proiettar germi di verità -
    Cosa siamo pronti
    ad accettare…
    di te, Astro.
     

  • 20 dicembre 2015 alle ore 15:41
    Almanacco

     
    Basita mi sporgo
    su linee confuse di tempo
    Passa il giorno e il mese accanto
    Perigliosamente oscillo
    aggrappata
    a un calendario
    che è fantasma di carta
    a se stesso partorito.
     
     
     
     

  • 18 dicembre 2015 alle ore 18:22
    Stanze

     
    In stanze dismesse
    bianchi lenzuoli
    su asfissiate emozioni
    Polveri di stanze passate
    appoggiate lì
    a lasciarsi morire
    Isterectomie
    di giovani ventri.
     

  • 16 dicembre 2015 alle ore 19:20
    L’oggi

    L'oggi mi  regala 
    onde di orologi 
    dalle lancette tronche
    senza motivo di esistere 
    ché il signor Tempo dedica 
     sua attenzione alle emozioni 
    non alla tacche 
    sul quadrante scolpite
    Regala al Cosmo 
    respiro d' esistenza 
    senza confini con l'umano 
    scorrer delle ore.
     

  • 14 dicembre 2015 alle ore 23:05
    È sera

     
    Scende la sera: 
    sipario sul giorno
    anima e corpo ammanta
    delicatamente accompagna silenzi
    a lenire
    cancellare beffare
    fatiche tristezze e affanni 
    e ogni ombra
    che non sia del cielo.
     
     
     
     
     
     
     
    Trenta settembre duemilaquindici h. 19,38

  • 01 dicembre 2015 alle ore 17:22
    Dedicata a Dolore

    Se furon lacrime di cielo 
    o sali in occhi sciolti
    non lo seppi mai
    Mai poté la mente
    celebrar 
    pensiero senziente.

  • 02 novembre 2015 alle ore 15:58
    Anima randagia

    Con l’anima randagia

    prendo penna e scrivo

    non so cosa dirò

    L’urlo

    prorompente della mente

    mi confonde

    Vedo petti

    e mani larghe e adunche

    stringerli e scoppiarli

    Vedo occhi

    grigi e stanchi

    fuori dalle orbite

    Vedo anime

    sdraiate e fiacche

    su suoli umidi

    sporchi di muschio

    Vedo pianto

    che alimenta il muschio

    e un freddo autunno scendere

    su petti ossuti

    e occhi stanchi e grigi.

  • 31 ottobre 2015 alle ore 20:55
    Marika delle Scotte

    Nel lettino bianco,
    due occhi sporgenti 
    e confusi 
    strizzano il giorno 
    fra le palpebre cadenti 
    Le mani protese, 
    si chiudono a pugno 
    sulle perle medicanti 
    e lievi si innalzano 
    seguendo l’onda del capo 
    Le perle rotolano 
    nella gola bagnata 
    dall’acqua amara 
    di gocce calmanti 
    Risatine seguono 
    ad urla arrabbiate 
    e poi ritornano e colorano 
    la tua voce bambina 
    incastrata 
    in un corpo di adulto 
    che niente domanda 
    ma ti comanda 
    Comanda alle “voci” 
    di dirti cose 
    che ti fanno impazzire 
    oppure gioire 
    Vorrei, 
    accostarmi al tuo orecchio 
    e anch’io sentire 
    quel che hanno da dire 
    e rispondere male, cattiva, arrabbiata 
    quando i tuoi occhi 
    di paura si bagnano 
    e le tue mani come ali tremano 
    Ti guardo. 
    Dai piedi del letto 
    ti mando un sorriso 
    e ti regalo 
    parole cantate 
    per farti sentire una voce 
    più umana e più calda 
    che come musica scende 
    sul pensiero tuo addormentato 
    e lo vedo accendersi 
    e colorarsi di vita 
    Se solo la voce, la mia 
    avesse davvero la musica 
    potente più delle “voci” 
    per darti il risveglio,
    canterei parole bellissime 
    In braccio 
    come una bimba ti prenderei 
    allontanandoti 
    da quel bianco lettino 
    e per mano ti trascinerei 
    in una danza gioiosa 
    in un rito leggiadro
    di inno alla vita, 
    ti slegherei. 

    dedicata ad una ragazza ricoverata a Siena, ospedale "le Scotte"
     

  • 19 ottobre 2015 alle ore 12:52
    Carte

     
    Mischio le carte e le spando,
    sbircia sorniona
    la regina di cuori
    ma l’asso di picche
    da un lembo del mazzo
    maligno ammicca
    Ed allora convinta
    di sconvolger la sorte
    con grinta decido
    di estrarre un’ultima carta
    che su tutte comandi
    Ed ecco l’incanto
    di un asso di quadri
    che sul palmo compare
    e s’apre e sorride
    illuminando di rosso
    il piano del tavolo
    Ho sconfitto la sorte
    Più forte
    dei colori di picche
    è stata la mia voglia
    di vincere e vincere ancora
    sugli ostacoli e su me stessa
    per ogni picche
    che la vita davanti mi para.
     
     
     
     
     

  • 01 ottobre 2015 alle ore 14:32
    Doni

    Doni
     
    Lenta e silenziosa m'accosto
    agli occhi della mente
     tua
     e volteggio nei tuoi pensieri
    Nelle parole non dette
    vivo
     le danze e i colori
    che mi doni.

  • 30 settembre 2015 alle ore 19:41
    E' sera

    Scende la sera: 
    sipario sul giorno
    anima e corpo ammanta
    delicatamente 
    accompagna silenzi
    a lenire
    cancellare 
    fatiche tristezze e affanni 
    e ogni ombra
    che non sia del cielo.

  • 27 settembre 2015 alle ore 19:14
    Madre

     
    È sottile il dolore:
    ogni cellula impregna
    ogni respiro
    Ogni attimo
    non vissuto insieme
    è cicatrice lieve
    ma deturpa l'anima.
     

  • 23 settembre 2015 alle ore 18:48
    Il Signore dell’Ascolto

    Tutti
    Amici
    Amici tranne conoscenti
    Solo io
    Personalizzata
    Amici più stretti
    Area di Firenze
    Vedi tutte le liste...
    Familiari
    lavoro attualmente
    me stessa
    amici
    artisti
    .
    gruppo scirviamo
    gr calabresi
    parenti
    fratelli calabrasi
    Letteratura
    Musician
    Ministero della pubblica istruzione
    Istruzione e Cultura
    Poetessa e Scrittrice
    Conoscenti
    Torna indietroDire

    che il Signore dell’Ascolto,

    fosse lì,

    in attesa del momento

    in cui il pensiero buio

    cadeva dentro un tonfo

    e, nel suono muto e dilatato

    costruiva il mio silenzio,

    freddo e doloroso.

    Dire

    che il Signore dell’Ascolto,

    fosse lì,

    a rubarlo, quel momento:

    un pensiero di nero colorato,

    nell’angoscia del dolore,

    alimentato.

    Dire

    che il Signore dell’Ascolto,

    ha ascoltato

    quell’attimo di angoscia

    e l’ ha rubato e fermato,

    nel mio Tempo…

    Il Signore dell’Ascolto,

    non è preparato

    a capire che l’Umano, 

    quando è triste sa creare

    da un nulla un gran dolore.

    Il Signore dell’Ascolto,

    lui, non ha capito

    che il mio era un momento

    e che da solo

    doveva cadere nel vento,

    non ha capito

    e quel momento ha fermato

    e me lo ha reso immantinente,

    con mani forti e sicure l’ ha fissato

    e segnato nel mio Tempo.

    Sono Umana

    e non sapevo

    che il desìo triste e stanco,

    colorato dal dolore

    rimanesse fisso, eterno.

    Il Signore dell’Ascolto,

    ha ascoltato

    quel singhiozzo desolato

    che puniva me e il Creato,

    l’ ha bloccato e disegnato

    nello spazio della Vita

    che incornicia la mia Tela

    ed ora s’è voltato

    ad ascoltare altri pensieri

    ed il mio, quello nuovo,

    più non vede.

    da "Il mondo di A in volo" ed. 2005

     

  • 16 settembre 2015 alle ore 17:29
    Il Bimbo che parla

    Il bimbo che parla
    la lingua dell' eterno
    ha voce più profonda
    che unifica ogni mondo
    Dimensioni non han più contorni
    l' uno e il tutto è stessa cosa
    Non v' è colore
    che abbia un nome
    se non lo stesso
    che è “colore”
    Non v' è nebbia
    che occulti il mondo
    se non la luce che lo palesi
    Ogni voce ha stesso suono
    se pur di note assai diverse
    E' Armonia il probo incontro
    d' ogni colore e d' ogni nota
    che il Bimbo che parla
    ha voce - sempre più profonda
    che unifica ogni mondo.

  • 07 settembre 2015 alle ore 19:45
    Macchia bianca

    Per mano
    fra onde di terra 
    nel ventre vibrante,
    m'hai portata
    Cullata 
    in luoghi 
    di silenzio assordante 
    Rapita e persa
    fra bagliori e dolori
    Alla porta dell'eterno,
    m' hai portata
    e lì lasciata:
    macchia bianca 
    in cielo sbordato.