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Poesie di Annamaria Vezio

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  • 23 ottobre 2012 alle ore 22:30
    Ombre note

    Ho visto ombre vagare
    nelle note
    e smorfie beffarde
    accecare il silenzio.

  • 13 ottobre 2012 alle ore 18:12
    Quell’abbraccio

    Quell’abbraccio che comprime,
    avvolge e sfinisce
    il corpo, l’anima e la mente
    è un mantello grigio scuro
    ed impalpabile
    che come un silenzio non voluto
    cala e rapisce
    trasporta
    in fondo a mari pregni
    di fantasmi spaventati
    che per paura si nascondono
    e di paura sconfiggono
    In quell’abbraccio
    prigioniera è rimasta l’innocenza
    che il cuore mio bambino
    perpetuamente partoriva
    E aborto sconfitto
    nell’abbraccio mi dissolvo
    e sfinisco.

  • 12 ottobre 2012 alle ore 23:28
    Azzurri

    Come fosse una canzone
    questo pensiero per te
    note si avviluppano
    cirri capricciosi
    di nubi bianche
    azzannate
    da rivoli azzurri
    Come fosse un canto
    il mio pensiero per te
    liquidi azzurri
    giocosi
    si rincorrono
    si ingoiano
    si respirano
    si abbracciano
    si fondono
    Come fosse musica
    il mio pensiero per te
    note che scivolano
    e danzano
    sul pentagramma
    e lo stupiscono
    Come fossi onda
    io,
    in un canto antico
    intriso d’azzurri
    e di venti
    ti avvolgerei
    ti amerei
    ti vivrei nel sempre.

  • 10 ottobre 2012 alle ore 15:57
    Adesso

    Adesso il dolore
    si allarga e cresce
    come un bimbo
    e chiede spazio nel petto
    Si nutre del mio essere
    ma non ha scelto il mio ventre
    ha scelto i miei polmoni
    e in essi corre, fugge via dal respiro
    Corre, a piedi nudi
    sulla terra e veloce
    schiva gli alberi di questo bosco
    e li abbraccia
    Non capisco se urla o ride
    Ma che differenza c’è
    tra un pianto e un riso
    un urlo e la corsa e l’aria
    nel bosco
    che tutto unisce
    tutto libera
    e diventa unico elemento
    del mio essere
    Io, il bimbo
    che nei miei polmoni cerca spazio
    Io, mio ventre
    che vuole ospitare
    Io, ventre ho accolto te
    ed io stessa fuggo
    nei polmoni
    come fossero bosco
    e urlo e piango
    Libero me stessa dal dolore
    che mi attanaglia
    dal sentire
    che mi imprigiona a te
    e il mio correre
    non è fuga non è liberazione
    E’ disperazione
    è urlo di bimbo appena nato
    che non conosce
    dimensione e confine
    che non sa
    se la vita è orrore
    o amore.

  • 09 ottobre 2012 alle ore 16:20
    Dove l’acqua scende lenta

    Guardavo
    quegli occhi genuini
    di bimbo fermato nel tempo
    e caddi
    nei meandri dell’anima,
    proprio lì,
    dove l’acqua scendeva lenta
    e lambiva i miei piedi bianchi
    e poi gorgogliava
    mentre le mani affondavo
    nell’ argento suo felice
    Da quegli occhi di bimbo
    fermato nel tempo
    lacrima senza sale cadde 
    e scivolando sul mio petto
    lavò ogni dolore,
    purificò goccia a goccia il sangue
    e sbiancò il mio pensiero
    Unendo i colori del cielo
    mi proiettò nell’arco tinto
    e fra garriti di gabbiani in volo
    le note mie lasciò cantare
    in risa di ritrovata vita,
    la mia,
    nell’oscurità del tempo ormai smarrita.

  • 08 ottobre 2012 alle ore 0:01
    Nella scia

    C’è il silenzio
    nella scia
    che rimane al mio passaggio
    Sfioro sassi e fiori teneri
    ed i rovi si diradano
    per lasciare spazio al passo
    Sento lento un carezzare,
    delicato e sorridente,
    della terra deliziata
    dei miei passi sul suo petto
    Fronde d’albero si chinano,
    sento un bacio sulla fronte,
    è una foglia che saluta
    e mi invita a soffermarmi,
    a lasciare la corazza
    e riposare alla sua ombra
    Bianchi petali si sciolgono
    e mi avvolgono di luce
    ricoprono il mio corpo
    e m’invitano al ristoro
    mentre un canto
    scende morbido
    e si posa attorno a me.

  • 05 ottobre 2012 alle ore 11:41
    Flash

    E calde lacrime
    come oceani in bottiglia
    defluiscono.

  • 29 settembre 2012 alle ore 0:31
    Fiducia

    Scrivo, ma forse prego,
    con le dita strette sulla penna
    come mani giunte in preghiera
    All’infinito affido
    i miei bisogni e le mancanze
    e, ognora, una risposta aspetto
    Chiedo sempre,
    con fiducia e con costanza
    che l’attimo futuro
    sia migliore del presente
    così come i presenti
    furon meglio dei passati
    E il giorno che, or ora viene,
    mi si mostra sempre nuovo,
    impertinente mi ricorda
    che ieri, è già “passato”
    lontano è abbastanza
    da mostrarmi ch’è reale,
    che l’oggi è bello e gravido
    di quei momenti
    che appena poco fa,
    erano soltanto
    lampi di promesse.

  • 22 settembre 2012 alle ore 17:42
    Io e l'Angelo

    Ti ho dato da vedere
    azzurri mari e prati verdi
    e i colori delle notti
    delle estati e degli inverni
    Ti ho dato da gustare
    frutti dolci e amari semi
    e carezze lussuriose
    e gemiti nel buio
    E sorrisi di neonato
    ed urla ed ossa rotte
    e poi il sollievo
    Ti ho dato da vedere
    le ombre oscure nel mio petto
    le speranze e le vittorie
    e i pianti e le risate
    I dolori dei miei parti
    e i vagiti dei miei figli
    Ti ho dato da vivere
    le angosce ed i dolori
    le gioie e i miei amori
    e tu mi hai compensato
    tingendo tutto dei colori
    dello spazio e dell’eterno
    Io e te, una cosa sola
    e l’un l’altro ci doniamo
    quei passi della vita
    che completano l’arcano
    Un giorno sarò io
    la stessa essenza tua
    e tu la mia
    Avremo preso
    l’un dall’altro
    il percorso sulla strada
    che insieme abbiam scavato
    appoggiando il piede io
    sui solchi della terra
    con tutti i suoi profumi
    e sul volo delle ali, tu
    sfrangiando nubi e cieli
    in spazi senza fine.

  • 20 settembre 2012 alle ore 23:58
    Ignari elfi

    Ignari elfi nel tempo
    di rugiada volteggiano
    nella danza disegnano
    opere nuove:
    meraviglie nel Cosmo
    Cantano in inni
    il sorriso alla vita
    Orecchi stanchi s’accostano
    nel pentagramma si perdono
    ritrovano il giorno
    e di nuovo si scostano
    Elfi danzanti
    felici carezzano
    palpebre nere di nero dipinte
    e lunghe ciglia marcate
    dal trucco del giorno
    Su labbra tese si posano 
    inventano il riso
    sul viso stanco storpiato
    da tristezza e di pianto.

  • 26 maggio 2012 alle ore 20:57
    Scia di pensiero

    S’appoggia sulle dita
    la penna e la sua scia,
    come fantasma vaga
    e trascina nella terra
    un pensiero e un’anima
    Non volevo scrivere
    ma sul foglio scivola e macchia
    creando ombre e suoni
    di mondi a me discosti
    Passa dall’inchiostro
    un pensiero mio che mio
    non era
    autonomo, traccia segni e geroglifici
    come volesse dirmi
    trasmettere ed elevare
    in sentieri aerei sconosciuti
    spazi anomali, d’aria colorati
    che la carta bianca
    stupita e impreparata
    non sa capire
    Muore una zanzara
    sotto il palmo
    mio arrabbiato
    per aver distolto il senso
    che da un giorno andato
    portava il suo messaggio.

  • 22 maggio 2012 alle ore 14:30
    Colori

    Partire per vedere correre
    le cose
    sentirle lontane
    sempre più
    Lontano
    tutto lontano
    Vedere solo il colore
    una pennellata
    di un pittore distratto
    Partire non fuggire
    per uccidere l'angoscia
    sentirla lontana
    sempre più.

  • 22 maggio 2012 alle ore 2:32
    Sera

    Musica
    nella danza
    del fumo della mia sigaretta
    Musica
    di dolce solitudine
    dopo
    aver chiuso il corpo
    in faccia
    ai rumori del mondo
    Musica
    ora
    nella sera
    sopra le finestre chiuse
    sull'asfalto bagnato
    che canta
    un'onda sfrenata
    mentre muore
    sotto un pneumatico
    Musica
    il mio pensiero
    mentre piano
    si allontana il giorno.