username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Annamaria Vezio

in archivio dal 22 mag 2012

03 marzo 1955, Firenze - Italia

segni particolari:
"Attento a ciò che desideri perché lo avrai" (detto berbero)...e che sia buono il tuo pensiero perché egli sarà la tua Manifestazione (detto mio).

mi descrivo così:
Operatrice culturale: Critica letteraria. Responsabile editoriale. Organizzatrice eventi culturari. Formazione Studi Umanistici (ampliati nei rami specifici della Psicologia, dell’Arteterapia, del Benessere Psico/fisico e delle arti Figurative). Promuove " l'Arte per Gioia, Arte per Tutti" .

09 febbraio 2016 alle ore 19:33

Il pane

Intro: Stralcio da "Appunti di viaggio"

Il racconto

Ci sono delle giornate che hanno bisogno di lievitare prima di poterle accettare e amare, come per il pane. Cosa c'è di più simile al "pane" che possa "alchemizzare" l'inesprimibile sentire. Forse la musica, il colore, essi sì, sanno accompagnare la trasformazione da emozione sconosciuta a se stessa, a chiara percezione. Ma pure, il manipolare l'impasto del pane è così simile al lavorio inconsapevole dell'interiore, così affine è la lievitazione, così uguale è la trasformazione del "non so dire" a "so". Manipolazione lievitazione e trasformazione: la via per passare dall'inconsapevole al cosciente. E così, anche oggi ho fatto il pane. Dopo la prima esperienza terapeutica, la seconda medicamentosa. Dovevo disperdere le particelle scomposte in me, quelle ospiti autarchiche e irrispettose, che senza presentazione alcuna, vagano nel mio corpo come fosse la "loro" casa! Dovevo fare il pane, oggi. E le ho fregate, loro, le Particelle Scomposte. Sono lievitate con il pane, si sono gonfiate in esso e si sono disperse nel calore del fuoco. E' buono il mio pane, lo mangio e mi nutro delle P. S. ammansendole e facendomi amare, e le amo, così rinnovate e buone, ci apparteniamo, sappiamo lievitare.

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento