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in archivio dal 04 gen 2008

Antonio Colosimo

11 aprile 1962, Crotone
Segni particolari: Redattore di Aphorism dal 2009.
Leggo nelle pieghe dell'anima.
Mi descrivo così: Amo stare fra la gente e amo farmi amare

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  • 14 gennaio alle ore 12:49
    Sotto il cielo di Polonia ( Auschwitz)

     La strada è uguale a mille altre
    il colore dell’erba pare ancora amico
    e l’odore del grano appaga la mia pace
    solo il grido è diverso e implorante
    aiutami tu che sei Uomo

     
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  • Un salto nell’antica Roma
    di Francesco Primerano
     
    In tutti noi, la storia della Roma antica evoca impressioni sopite di imperatori e imprese eroiche di centurioni e legionari e sappiamo per certo che sono quelle le origini nostre e del mondo in cui, a distanza di millenni, ancora viviamo.
    Anche la legge Aquilia di cui il nostro Autore esplora tutti gli aspetti, mostrando una competenza e una comprensione particolare, potrebbe essere considerata l’embrione da cui sono nate le leggi e i codici attuali su cui si basa il nostro vivere civile.
    Il trattato non è adatto a tutti, nel senso che non è un racconto né una raccolta di versi, ma Francesco Primerano rende l’argomento piacevole e interessante, proprio perché è evidente la sua conoscenza approfondita e la capacità di coinvolgere anche il lettore meno erudito con esempi che spesso riguardano episodi di vita quotidiana, perciò facilmente comprensibili.
    Perfino l’uso del latino che, a prima vista, potrebbe sconcertare chi delle lezioni di scuola ricorda a malapena qualche declinazione, alla fine, risulta perfettamente inserito nel contesto. Come si potrebbe, infatti, parlare di diritto romano senza le opportune citazioni nella lingua del tempo?
    Quindi, alla fine della lettura che scorre rapida e gradevole grazie alla chiarezza dello stile e alla capacità divulgativa dell’Autore, potremo sicuramente dire di avere imparato qualcosa di nuovo e, forse, troveremo molte similitudini perfino nelle regole dell’attuale società, quella del terzo millennio.
     

    [... continua]

  • Ancora una volta il nostro autore Mirko Tondi, ci trascina nel suo mondo surreale che ci prende come un turbine di vento e, attraverso le storie dei suoi personaggi, ci obbliga a prendere coscienza di noi stessi. Le citazioni tratte da film famosi che hanno fatto la storia del cinema mondiale, rendono il suo romanzo ancora più ricco e affascinante, mentre il leitmotiv di tutto il libro è la musica di Jimi Hendrix, l’ineguagliato mito del rock che è stato il simbolo di un’intera generazione e, ancora oggi, è un obiettivo quasi impossibile da raggiungere per chi vuole cimentarsi nello studio della chitarra. Quel magico strumento, infatti, tra le mani di Jimi prendeva vita e toccava nel profondo chiunque lo ascoltasse.
    Brando, uno dei personaggi del libro, pensa di esserne la reincarnazione pur non avendo la benché minima somiglianza con lui, ma a volte basta crederci…
    Non si può, né si deve, raccontare la trama di un libro come rock opera; bisogna soltanto leggerlo con la mente aperta a cogliere sfumature e atmosfere originali, facendosi coinvolgere dalle storie dei suoi personaggi che s’intrecciano come i fili di un merletto che soltanto visti nel loro insieme danno vita a un’opera compiuta e di grande armonia.
    La scrittura di Mirko Tondi è, come ogni volta, piacevole e scorrevole con quel pizzico d’ironia, a volte leggera e a volte caustica, che rende ogni sua creazione un gradevole momento da dedicare a se stessi.

    [... continua]

  • Nel mondo di oggi, dove tutto sembra correre senza uno scopo preciso e la vita è un susseguirsi d’impegni che ci sembrano assolutamente improrogabili e imprescindibili, vale la pena, ogni tanto, ritagliarsi un momento e dedicarsi a qualcosa che ci riconcili col nostro essere più profondo.
    Ecco, quindi, che la Poesia in questo può venirci in aiuto e, nella fattispecie, i versi della nostra autrice Beatrice Bausi Busi che ci riportano agli elementi fondamentali del creato: Aria, Acqua, Terra e Fuoco, che riescono a darci finalmente quel senso d’intimità con noi stessi che a volte ci sfugge.
    In questo libro, come afferma la stessa Autrice, tutto promana dall’intensa fede che si coglie appieno in tutte le poesie che sembrano, o meglio, sono un inno alla bellezza e alla dolcezza dell’Universo, inteso anche come profondità dell’animo umano.
    Non cerchiamo, perciò, di raggiungere mete impossibili, ma godiamo di ciò che è intorno a noi, fosse anche solo un refolo di vento che ci sfiora il viso o l’acqua zampillante di una fontana, oppure la terra su cui camminiamo inconsapevoli della nostra fortuna o il fuoco che ci riscalda non soltanto le membra intirizzite dal gelo, ma soprattutto il cuore.

    [... continua]

  • Aprendo a caso la raccolta di aforismi del nostro Autore, ciò che più colpisce è lo svelamento dell’interiorità di un poeta sensibile proteso a esaminare, con occhio critico ma benevolo, tutte le sfaccettature dell’animo umano. Tutti gli aspetti della vita, perciò, sono trattati con uguale delicatezza in questa breve opera. Ma al centro di tutto Emanuele Marcuccio pone lei, la poesia.
    N. 63: “La poesia è anima che si fa parola.”
    Ecco, credo che in questo pensiero si racchiuda l’origine e lo scopo essenziale di questo libro. L’autore cerca di indagare da dove proviene quel lampo della mente e del cuore che poi, espresso a parole si trasforma in versi e s’indirizza ad altre anime e cuori pronti ad accoglierli con identica passione, assimilando e facendo proprie immagini e metafore, con l’unico scopo di godere del prezioso frutto della condivisione tra anime elette.
    Il volume è composto di ottantotto pensieri da leggere anche senza un ordine preciso, perché ognuno di essi ha bisogno di un particolare raccoglimento per assimilare fino in fondo il vero pensiero che l’ha generato ed entrare in sintonia col poeta e conoscerlo non solo dal punto di vista artistico ma anche umano.
    Appunto per questo, a mio parere, sintetizza molto bene tutta l’opera di Marcuccio il pensiero N.65: “La poesia è voce nel silenzio e visione nel buio.”

    [... continua]

  • Se quando sentite la parola “poesia” vi vengono in mente eteree e svenevoli fanciulle… beh, dovete subito cambiare opinione.
    Nel libro del nostro Autore, un sequel del Polaroids # 1, troverete la cruda realtà portata all’esasperazione dall’occhio del poeta che ci lascia quasi esterrefatti dinanzi alla crudezza delle immagini e delle situazioni.
    In questa nuova silloge poetica, nulla viene tralasciato o ignorato e con il suo stile, asciutto e senza mezze misure, Lorenzo Bonadè richiama alla memoria i poeti maledetti dell’Ottocento: il suo è una sorta di moderno decadentismo in cui bene e male, vita e morte, amore e sesso si respingono e si attraggono in un continuo, dannato carosello.
    Già dall’impaginazione e dal formato grafico, questo album di “foto verbali ” lascia perplessi e sconcertati; l’ermetismo e la brevità dei versi non agevola l’immediata comprensione, ma proprio questo fa in modo che il lettore si debba soffermare per comprendere il vero senso delle parole dell’Autore di modo che, quando, infine sarà arrivato a coglierne l’essenza ne uscirà sicuramente arricchito di una nuova esperienza.
    Non è un libro facile, né adatto a tutti. Occorre una certa maturità e uno spirito critico che superi le barriere del perbenismo e del facile giudizio, ma si renda disponibile ad apprezzare anche ciò che non è immediatamente percepibile da chiunque.

    [... continua]

  • Un anno era passato da quando quattro amici avevano vissuto una stravagante avventura sulle Alpi Apuane. Stella, appassionata di scrittura, aveva addirittura pubblicato il suo libro e, adesso che stava per arrivare il Natale, lei e sua sorella Glenda avevano avuto una meravigliosa opportunità: il signor Antonio, padre di Frank e Rebecca, aveva regalato loro i biglietti aerei e le aveva invitate a passare le festività natalizie a Boston, nei favolosi States!
    Per i nostri eroi, inevitabilmente, anche questo viaggio si trasforma in una nuova avventura ricca di colpi di scena e accadimenti del tutto straordinari, a cominciare da un misterioso libro blu, che coinvolgeranno il lettore, aiutati in questo dallo stile narrativo lineare e fluido della nostra Autrice che ci prende per mano e ci porta a condividere con i quattro giovani protagonisti, e gli altri personaggi che via via si aggiungeranno, le varie vicissitudini che renderanno indimenticabile questo Natale americano.
    Tra realtà, fantasia e fantascienza, la vicenda si dipana con leggerezza e ci coinvolge, quasi obbligandoci a continuare la lettura fino all’ultima riga.
    Non raccontiamo, ovviamente, i dettagli lasciando al lettore il gusto di scoprire l’intreccio pagina dopo pagina; basti sapere che il racconto è adatto a tutti e che, alla fine, rimane il desiderio che i nostri quattro giovani amici ci portino con loro nelle prossime avventure.

    [... continua]

  • La piccola e dolce Maddy osserva coi suoi occhi innocenti e privi di malizia il mondo che la circonda, incurante delle critiche e delle cattiverie che le persone cosiddette normali tendono a esternare. Eh sì, perché la piccola Maddy non appartiene, a giudicare dai parametri piuttosto cinici che la quotidianità ci impone, al gruppo delle persone normodotate. Lei è difettosa, svantaggiata, per usare un termine delle tre nostre Autrici, e cerca disperatamente di camminare in parallelo con i suoi compagni appartenenti alla sponda dei normali.
    Alcune volte, il suo cammino sfocia in situazioni d’involontario umorismo, altre in contingenti difficoltà ma, a suo modo la nostra piccola protagonista può considerarsi fortunata, perché ha un corollario di parenti, amici e compagni di scuola che le vogliono bene e la supportano e a volte la... sopportano.
    Nel leggere il racconto, resta impresso lo sguardo trasparente e privo di sovrastrutture con cui la dolce Maddy, la difettosa, guarda le persone; con amore e infinita dolcezza.
    La gente cosiddetta normale avrà solo da imparare dalle persone come Maddy e ognuno di noi può e deve cercare di regalare uno spicchio di sole che possa filtrare tra l'ombra che copre, purtroppo, spesso il ventunesimo cromosoma.

    [... continua]

  • La piccola e dolce Maddy osserva coi suoi occhi innocenti e privi di malizia il mondo che la circonda, incurante delle critiche e delle cattiverie che le persone cosiddette normali tendono a esternare. Eh sì, perché la piccola Maddy non appartiene, a giudicare dai parametri piuttosto cinici che la quotidianità ci impone, al gruppo delle persone normodotate. Lei è difettosa, svantaggiata, per usare un termine delle tre nostre Autrici, e cerca disperatamente di camminare in parallelo con i suoi compagni appartenenti alla sponda dei normali.
    Alcune volte, il suo cammino sfocia in situazioni d’involontario umorismo, altre in contingenti difficoltà ma, a suo modo la nostra piccola protagonista può considerarsi fortunata, perché ha un corollario di parenti, amici e compagni di scuola che le vogliono bene e la supportano e a volte la... sopportano.
    Nel leggere il racconto, resta impresso lo sguardo trasparente e privo di sovrastrutture con cui la dolce Maddy, la difettosa, guarda le persone; con amore e infinita dolcezza.
    La gente cosiddetta normale avrà solo da imparare dalle persone come Maddy e ognuno di noi può e deve cercare di regalare uno spicchio di sole che possa filtrare tra l'ombra che copre, purtroppo, spesso il ventunesimo cromosoma.

    [... continua]

  • Quando si vuole citare un romanzo ponderoso e complesso, tutti fanno riferimento a “Guerra e pace”, anche coloro che non lo hanno mai letto, dimostrando come l’opera di Tolsoj sia entrata, a buon diritto, nell’immaginario collettivo.
    Il libro racconta la storia di alcune famiglie dell’aristocrazia russa durante la campagna napoleonica in Russia e i complicati intrecci che le fanno interagire, mentre, più procedono gli eventi, e più Tolstoj nega ai protagonisti ogni facoltà di scelta: le gioie e le sventure di ognuno sono rigidamente determinate da una sorta di fato o necessità imprescindibile.
    Denso di riferimenti filosofici, scientifici e storici, il racconto coniuga la forza della storicità, la precisione drammaturgica (indimenticabile è il “ritratto” di Napoleone) e la descrizione puntuale degli eventi, da quelli colossali come la battaglia di Borodino a quelli più intimi dei singoli personaggi. Notevole è, infatti, la descrizione del tentativo di Napoleone di conquistare la capitale Mosca con la conseguente disfatta e la precipitosa ritirata dei francesi davanti all’impetuosa carica dei cosacchi.
    "Guerra e pace", quindi, è considerato da molti critici un romanzo storico tra i più importanti di tutte le letterature, in quanto offre un ampio affresco della nobiltà russa nel periodo napoleonico mescolando personaggi realmente esistiti a personaggi di fantasia; fra loro, s'imprimono soprattutto nella memoria le figure di Natalija Rostova ("Nataša") e Pierre Bezuchov il quale, ricevuta un'eredità inattesa, è improvvisamente costretto ad assumersi le responsabilità di un nobile e tenta, invano, di coniugarle con la propria idea di giustizia sociale.
    In conclusione, ancora oggi, a distanza di molti decenni, il libro conserva intatte la verità e la forza che ci fanno amare tutti i suoi personaggi, nei quali troviamo tanta parte di noi stessi e delle nostre più profonde aspirazioni.

    [... continua]

  • Il romanzo racconta le disavventure di tre quarantenni, amici d’infanzia, divenuti però più cinici e distanti, di fronte ad una realtà sconvolgente come può essere soltanto la prospettiva dell’imminente fine del mondo, alla quale ognuno di loro reagisce a seconda della propria indole e cerca di dare una risposta.
    Edoardo è l’Io narrante, Michele uno scrittore, più preoccupato di aver perso la propria ispirazione che della prossima catastrofe e Giovanni un assessore che, da buon politico, è abituato a minimizzare e quasi ignorare la realtà della situazione, perso nei suoi futili impegni mondani.
    Il nostro Autore, perciò, con la sua narrazione ci obbliga a  volte a sorridere, altre a riflettere sulle miserie umane che appartengono a tutti noi, ma che cerchiamo di non lasciar trapelare, presi dal vortice dei mille impegni quotidiani e che solo di fronte ad un avvenimento straordinario emergono in tutta la loro drammaticità.
    Con la sua pungente ironia, già evidente dal titolo paradossale, infatti, Francesco Franceschini legge la nostra epoca in chiave grottesca, mettendone in evidenza tutte le contraddizioni e le paure; perciò la vera morale, forse, è comprendere che non bisogna farsi troppe domande, né pretendere risposte, ma soltanto vivere al meglio ogni giorno.

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  • Nel famoso film, Forrest Gump diceva che la vita è come una scatola di cioccolatini e che non sai mai quello che ti capita. Ecco, il libro del nostro Autore è un po’ così. Si può aprirlo a caso e trovare, ogni volta, uno spunto di riflessione.
    Tutte le varie esperienze umane, infatti, sono presenti, sintetizzate in poche parole, profonde o ironiche, a seconda della sensibilità del momento.
    Non occorre leggerlo in sequenza, quindi, ma si è sempre sicuri di trovare ciò di cui si ha bisogno: magari un consiglio su come vivere al meglio, forti anche dell’esperienza altrui, la propria vita.
    L’amore, il dolore, il tempo, il passato e il futuro, tutte le sfaccettature dell’esistenza si rincorrono negli aforismi di Manuel Cappello.
    Il libro non è semplice, né mai banale, ma anzi richiede l’impegno del lettore a voler davvero comprendere ciò che si cela dietro le sue parole scritte con apparente facilità. Ma d’altra parte, c’è più soddisfazione nelle cose conquistate per cui, alla fine della lettura, ci si ritrova sicuramente arricchiti di nuovi stimoli e di nuove intuizioni.

    [... continua]

  • La poesia di Enrica Miglioli porta con sé messaggi ineluttabili, ma non per questo privi di speranza. Troviamo, ad esempio, nella delicata e amara lirica al fratello scomparso prematuramente, parole che, a una prima lettura, sembrano pietre informi e fredde, invece fanno capire che Bruno, in realtà, continua a vivere dentro quella stanza dove l’unica cosa che parla ancora per Lui è una semplice foto.
    In questo libro, la nostra autrice spazia dalla semplice poesia di dedica alla pura riflessione, accompagnandoci in percorsi che paiono, a prima vista, di una semplicità disarmante ma, proprio per questo, traboccanti di puro piacere nel regalare a ogni soggetto o entità, che sia un fiore, una persona o un frammento di natura, parole belle e sentite. Si apprezzano molto gli istanti rubati nell’attimo solenne, come un germogliar di pianta, uno sbocciare di fiore o il sole che annega nel mare. 
    E infatti, proprio nelle più semplici manifestazioni della natura ritroviamo la nostra dimensione umana, nella quale è insito il nostro senso di appartenenza alla vita. Si comprende così che solo la vita può regalarci respiri che sanno di cielo, di acqua salata e di riflessi dorati dei tramonti; sono attimi che la nostra brava Enrica Miglioli riesce a catturare e fermare sulle pagine che scrive fissandole per sempre, come in una fotografia.

    [... continua]

  • La piccola e dolce Maddy osserva coi suoi occhi innocenti e privi di malizia il mondo che la circonda, incurante delle critiche e delle cattiverie che le persone cosiddette normali tendono a esternare. Eh sì, perché la piccola Maddy non appartiene, a giudicare dai parametri piuttosto cinici che la quotidianità ci impone, al gruppo delle persone normodotate. Lei è difettosa, svantaggiata, per usare un termine delle tre nostre Autrici, e cerca disperatamente di camminare in parallelo con i suoi compagni appartenenti alla sponda dei normali.
    Alcune volte, il suo cammino sfocia in situazioni d’involontario umorismo, altre in contingenti difficoltà ma, a suo modo la nostra piccola protagonista può considerarsi fortunata, perché ha un corollario di parenti, amici e compagni di scuola che le vogliono bene e la supportano e a volte la... sopportano.
    Nel leggere il racconto, resta impresso lo sguardo trasparente e privo di sovrastrutture con cui la dolce Maddy, la difettosa, guarda le persone; con amore e infinita dolcezza.
    La gente cosiddetta normale avrà solo da imparare dalle persone come Maddy e ognuno di noi può e deve cercare di regalare uno spicchio di sole che possa filtrare tra l'ombra che copre, purtroppo, spesso il ventunesimo cromosoma.

    [... continua]

  • Una tela nera su cui cadono sette gocce di giallo e ogni goccia diventa un filo, a volte indipendente e a volte imprescindibile dalle altre.
    La tela nera è la nostra mente, ricca di percorsi non sempre scontati e conosciuti, sulla quale le gocce percorrono queste strade oscure e piene di misteri, stampando poi al termine il loro ghirigoro spesso pieno di follia.
    L’Autore, il fiorentino Mirko Tondi, in questa raccolta di sette racconti descrive in modo asciutto ma chiaro  queste tortuose e, spesso, insondabili strade da cui derivano le nostre azioni e dove perfino il delitto ha una sua spietata logica e, incredibilmente, razionalità. Ognuna di queste storie s’incastra perfettamente dentro l’altra e tutte sono legate tra loro da un’unica matassa  che si dipana, poi, nei finali a sorpresa.
    Perciò, la lettura di questo libro, trascinante e davvero avvincente, lascia dentro di noi più di un dubbio. Ci chiederemo, alla fine, se l’assassino è sempre veramente così colpevole e se una di quelle gocce di giallo potrà un giorno imbrattare anche la tela nera del nostro perbenismo e del conformismo imperante nella società attuale.

    [... continua]

  • In questo bel libro di racconti emergono le varie alternanze legate allo scorrere della vita e, quindi, vi troviamo spesso la decadenza dei nostri giorni, ma anche un pizzico d’illusione legata alla dolce ingenuità di alcuni personaggi come, per esempio, il timido ma introspettivo professor Rossi, che preferisce il suo mondo fatto di parole e filosofie piuttosto che sprofondare nel degrado morale dei nostri giorni.
    Non possiamo, inoltre, tralasciare i malesseri giovanili e le utopie che, essendo tali, non troveranno mai realizzazioni o conferme.
    L’Autore vive a contatto con la realtà cruda della nostra epoca, ma non disdegna di lasciarsi andare a qualche innocente sogno di un mondo, se non proprio migliore, almeno non del tutto nero e invivibile.
    Perciò, i protagonisti delle storie di Pier Luigi Tizzano percorrono, spesso, strade oniriche per star bene e aiutarsi a superare i momenti difficili, proprio come facciamo tutti noi.

    [... continua]

  • Con occhi cristallini ma, a volte, opacizzati dalla fatica del vivere quotidiano il poeta Elio Ria osserva e percorre strade apparentemente diverse e scollegate fra loro fino a scoprire, invece, indissolubili intrecci.
    Dalla ricerca del Dio, ai profumi del mondo e al sondare dell'anima, il Nostro cerca le ragioni e le motivazioni che spingono l'uomo, in questo caso l'uomo Poeta, e per le quali vale la pena di soffermarsi nel delicato scrutare dell'intimo personale di ognuno di noi.
    Le sei sezioni presenti nel libro racchiudono le varie sfaccettature di un percorso vitale e, come in un prisma colorato, Elio Ria riesce a cogliere ogni luminosità che le varie facce di questo brillante emanano.
    Dalla più fioca traccia di luce nascosta negli abiti neri delle donne del Sud ai colori violenti e brillanti di una terra fertile e ricca di sole, troviamo nelle poesie di questo valido Autore le nostre domande e, spesso, le risposte che sono celate proprio nelle semplici osservazioni delle cose di tutti i giorni e del mondo che ci circonda.

    [... continua]

  • Gustosa sequenza di battute, giochi di parole e intrecci verbali comici.
    L'autore non risparmia ambienti, situazioni e personaggi noti, pescando nella sua fervida e umoristica fantasia le giuste essenze e fragranze che inducono a volte al sorriso lievemente abbozzato e a volte al riso vero e proprio, quello “di pancia”. 
    Il lettore potrà gustare con famelica e onnivora voracità tutte le pagine, scoprendo così di essere giunto, con rammarico, all'ultima battuta.
    La lettura somiglia a un’ingorda abbuffata di dolci e succose ciliegie: una tira l'altra e si rimane delusi quando si cerca disperatamente con le dita nel fondo della ciotola e si scopre che le ciliegie sono finite…
    Questo libro è proprio quello che ci vuole dopo una lunga giornata di lavoro, per risollevare così il morale e lo spirito e, cosa essenziale nel mondo d’oggi, riscoprire la gioia del sorriso.
    Nella divertita lettura si percepisce la sensazione di approdare su di un’isola felice, dove vige la regola della spensieratezza e del gusto per la sana ironia.
    Il buonumore è di rigore.

    [... continua]