username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

David Mitchell

in archivio dal 22 giu 2017

12 gennaio 1969, Southport - Inghilterra

segni particolari:
Nel 2007 sono stato nominato fra le 100 persone più influenti al mondo da Time Magazine.

mi descrivo così:
Il mio romanzo più famoso è "Cloud Atlas", che è diventato film nel 2012 con un cast eccezionale.

22 giugno alle ore 14:00

Cloud Atlas

di David Mitchell

editore: Frassinelli

pagine: 597

prezzo: 8.93 €

Acquista `Cloud Atlas`!Acquista!

“Cloud Atlas” è un piccolo mondo perfetto, alla Tolkien o alla Michael Ende, del quale si diventa dipendenti. Per gli appassionati del tema (seconde possibilità, reincarnazioni, destino) deve essere un must. Scritto nel 2004 ma riportato all'attenzione nel 2012 dall'omonimo film dei fratelli Wachowski, è una grande matrioska di vite passate, presenti e future in cui, dal passato-passato (fine diciannovesimo secolo) al futuro-futuro (un'umanità post-apocalittica), di vita in vita ogni personaggio compie il suo piccolo passo verso l'affrancamento dai soprusi. Sei storie, un filo comune: la lotta contro gli abusi, la volontà di cambiare le cose, di difendere gli indifesi. Fa da sfondo una musica che attraversa i secoli, il sestetto “Atlante delle nuvole”: occorre leggere il libro per capire che non è soltanto un capolavoro musicale, ma è il volume stesso, perché ogni strumento procede in assolo finché non si interrompe per cedere il passo a un altro, che a sua volta si interromperà per un altro, e via così finché non si riprendono in maniera speculare gli assoli interrotti. Esattamente come le storie dei sei personaggi.

Ho trovato assolutamente coinvolgente il riproporsi della possibilità di cambiare le cose e di modificare il rapporto fra i poteri. Ogni vita mostra una lotta tra gli oppressori e gli oppressi, a volte dalla parte dell'oppressore, come lo schiavista dell'Ottocento, altre dal punto di vista dell'oppresso: il compositore succube del suo datore di lavoro, la giornalista che fugge dagli insabbiatori del rapporto sul progetto HYDRA (così chiamata perché "un'idra a molte teste è la natura umana"), gli anziani che vogliono sottrarsi alla prepotenza degli infermieri nella casa di riposo, i nuovi schiavi del futuro (gli artifici koreani), i nuovi inferiori del futuro-futuro (la razza bianca)... Tutti sono alla ricerca della verità, tutti vivono in qualche modo un incontro monco, che dovranno rimandare a un'altra vita, tutti adorano delle divinità mitizzate dal passare del tempo, tutti vengono traditi da una persona o dal sistema. Tutti, soprattutto, rinascono con una voglia a forma di stella cometa addosso...

recensione di Cristina Mosca

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento