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Autore

Delphine De Vigan

in archivio dal 25 mag 2015

01 marzo 1966, Boulogne-Billancourt - Francia

segni particolari:
Il mio romanzo "Niente si oppone alla notte" è stato il libro più venduto in Francia nel 2011.

mi descrivo così:
Scrittrice e mamma a tempo pieno. Ho iniziato a scrivere raccontando di me: il mio primo libro racconta la mia battaglia e guarigione dalla anoressia .

06 ottobre 2016 alle ore 8:50

Da una storia vera

di Delphine De Vigan

editore: Mondadori

pagine: 302

prezzo: 16,15 €

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Delphine De Vigan ha dato alle stampe il suo nuovo romanzo, "Da una storia vera", centrando ancora una volta il bersaglio. La trama del libro verte su un blocco creativo e su un incontro inquietante, alla stregua di quello narrato da Stephen King nel suo 'Misery'. Ma l'incontro di cui dicevamo, e il susseguirsi di eventi, affidati a uno stile incalzante e mirabile, è solo un pretesto - il lettore se ne accorgerà in corso d'opera - per raccontare la fatica di scrivere e di narrare la verità.
Hemingway diceva che un bravo scrittore deve raccontare solo 'la cosa più vera che sa'. Partendo da qui, Delphine racconta se stessa, la sua vita, i suoi inciampi, il suo rapporto col compagno Francois, la sua timidezza patologica. Mentre racconta, però, inizia l'inversione del vero, nonostante (o forse secondo) le intenzioni dell'autrice. Ma questo il lettore non lo sa, nè può saperlo. Egli è, in fondo, solo un avventore distratto, che cerca indizi ma non vere risposte, poiché sente che una luce troppo netta toglierebbe incanto alle cose.
E, dunque, nello snodarsi della vicenda - che è avvincente , ottimamente narrata e tiene col fiato sospeso - chi legge si perde, smarrisce il filo, crede a ciò che viene descritto, fino all'epilogo, che è un capolavoro di inganno, auto-inganno e redenzione attraverso il narrato.
Cosa voleva dire, la De Vigan, si chiede il lettore a testo finito, quale messaggio sul busillis della letteratura ha voluto lanciare, servendosi di me? Fino a che punto, infatti, uno scrittore può essere autobiografico, nell'era del Grande Fratello, del privato rivelato e svilito sui social network e perfino nelle fiction?
Grande opera, 'Da una storia vera' analizza la scrittura al tempo di facebook, le difficoltà di chi si cimenta col romanzo e l'incapacità di dirsi che la realtà non esiste, che, come diceva il fisico Heisenberg, l'osservazione modifica il suo stesso oggetto e lo distorce.
"Il reale, ammesso che esista e che sia possibile restituirlo", scrive la nostra autrice, "ha bisogno di essere incarnato, trasformato, interpretato. E questo lavoro, qualunque sia il materiale di partenza, è sempre una forma di fiction".
L'inganno, la rivisitazione, la riparazione fanno parte dell'attività dello scrivere.
E gli scrittori sono figli della vergogna, del dolore, del segreto,della disperazione.
"Venite da terre misteriose (...), siete dei sopravvissuti, ecco cosa siete, ognuno a modo suo e tutti allo stesso modo".

recensione di Tullia Bartolini

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