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Autore

Erri De Luca

in archivio dal 23 mag 2011

20 maggio 1950, Napoli

segni particolari:
Ho pubblicato il mio primo libro a quarant'anni.

mi descrivo così:
Scrittore italiano apprezzato in gran parte d'Europa. Sono anche un poeta e traduttore.

09 agosto 2012 alle ore 12:48

Il peso della farfalla

di Erri De Luca

editore: Feltrinelli

pagine: 70

prezzo: 6.38 €

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"Ci sono carezze che aggiunte sopra un carico lo fanno vacillare". E, alla fine di una lunga ricerca, anche il peso di una farfalla può determinare un cambiamento. Magari è la stessa farfalla che, nella teoria del caos, scatena un uragano sbattendo le ali dall'altra parte del mondo. Il suo ballo a zig zag attraversa la strada di un cacciatore e di un camoscio. Ma Erri De Luca non racconta di un cacciatore e un camoscio qualsiasi: sono entrambi re. L'animale è il re dei camosci e re dei camosci viene soprannominato anche il cacciatore, che sa arrampicarsi e arrivare dove il branco non lo può fiutare.
Mentre si legge la loro storia sembra di leggere la versione montana de "Il vecchio e il mare". Di fronte alla "forza, furia e grazia scatenata" del camoscio, l'uomo è una roccia vulnerabile, un "bicchiere a rovescio", un pugno compatto che persino una donna potrebbe sconfiggere, come fa la "mano aperta al gioco della morra cinese, la mano che vince perchè si fa carta intorno al sasso e lo avvolge". 
Il tutto è condito dalla scrittura bilanciata, musicale e misurata di Erri De Luca.
Il libro contiene due racconti lunghi, "Il peso della farfalla" e "Visita ad un albero", una bella fotografia in bianco e nero fatta con le parole.

"Le bestie stanno al presente come vino in bottiglia, pronto a uscire. Le bestie sanno il tempo in tempo, quando serve saperlo. Pensarci prima è rovina di uomini e non prepara alla prontezza. (...) L'uomo sa prevedere, incrociare il futuro combinando i sensi con le ipotesi, il gioco preferito. Ma del presente non capisce niente. (...) Il presente è la sola conoscenza che serve. L'uomo non ci sa stare nel presente" (Erri De Luca)

recensione di Cristina Mosca

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