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in archivio dal 29 feb 2012

Fabiana Traversi

19 aprile 1979, Roma - Italia
Segni particolari: Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre "Andiamo", e non sanno perché. I loro desideri hanno le forme delle nuvole.
Charles Baudelaire
Mi descrivo così: Amo la comunicazione fin dalla più tenera età, ho sempre riempito pagine di parole e conversazioni di parole. Quindi il diploma in liceo classico e dopo la  laurea in Scienze della Comunicazione, sono stati momenti quasi scontati ma decisivi per la mia formazione lavorativa.

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  • 12 ottobre 2015 alle ore 22:05

    Pensarti... Lasciarti o ancorarti nel cuore? I ricordi sbiadiscono ma non scompaiono al contrario delle persone... Amare e soffrire.... Cuori che si avvicinano ed allontanano come magnati.. Cercare in te la verità, inutilmente .. Quel che eravamo non tornerà... Non ti cambierò.. Lasciarti o ancorarti nel cuore?

     
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  • 04 aprile 2015 alle ore 19:03
    la ragazza di carta

    Come comincia: Osservando una fotografia con insistenza si rischia prenda vita. Che l'immagine salti fuori dalla carta e si presenti irriverentemente. Il problema si pone quando si spia la vita di un altra persona. Si cerca di dar un volto ad un ombra. Qualcuno che si è infiltrato in una relazione senza permesso e ritegno. Un intrusione improvvisa. Inaspettata. Cosi ci si presenta a questa sconosciuta, consapevoli che non potrà rispondere a domande, essendo una ragazza di carta. Ma almeno si avrà un confronto, per quanto atipico e silenzioso. Occhi negli occhi, senza scrutare l'animo. È assente. Come molto altro.

    Al contrario della fantasia che tesse strade uniche e surreali..

    "ciao, piacere Sofia"

    Silenzio

    "ti osservavo da un po'. La prima volta che ci siamo incontrate è stato su whats up. Ti ricordi?"

    Silenzio

    "avevi inviato delle tue foto piccanti al mio compagno..."

    Silenzio

    "capisco il tuo imbarazzo, ma sono qui per parlarne..e magari capire..."

    Silenzio

    "ogni rapporto è unico ed andrebbe vissuto, più che raccontato..ma non capisco perché hai scelto lui.."

    Silenzio

    "la tua vita non ti soddisfa?il tuo uomo non ti basta?"

    Silenzio

    "ad ogni stimolo corrisponde una reazione. Il mio compagno ha risposto al tuo narcisismo...mi avete ferita"

    Silenzio

    "credevo di aver risolto quando lo ho pregato di chiudere con te.hai continuato a cercarlo e lui a non dirmelo".

    Silenzio 

     
  • 29 febbraio 2012 alle ore 19:45
    Fine di un sogno

    Come comincia: Era un’estate torrida,  a detta del bagnino la più calda degli ultimi vent'anni,  e la vacanza
    procedeva a rilento  come un vecchio barcone a motore spento. I miei genitori si arrostivano al sole
    leggendo libri che non raccontavano a nessuno  mentre il loro matrimonio  se ne andava dolcemente
    alla deriva. Le giornate erano lente  e afose . La musica risuonava per gli stabilimenti mentre le
    persone si affollavano sul bagnasciuga. Il caldo era insopportabile quindi si cercava di alleviarlo
    con continui bagni e per noi bambini, la concessione di un ghiacciolo in più. La mattina veniva
    comprato al baretto nella piazza del paese ed il pomeriggio direttamente in spiaggia. E quest'ultimo era il più buono e ricercato. Il gelataio annunciava il suo arrivo con uno scampanellio. Tutti noi correvamo incontro al banco frigo colorato che nascondeva meravigliosi tesori ghiacciati.
    Ogni spazio conteneva un gusto unico: il rosa la fragola, il verde il pistacchio, il bianco la panna, il
    marrone la cioccolata ecc. La mattina eravamo in spiaggia, ad osservare il mare chiaro e tirar su
    castelli di sabbia sino all'ora di pranzo, poi noi bimbi venivamo trasportati, controvoglia, all'ombra e verso il cibo. Dall'una in poi dovevamo stare buoni, mangiare in silenzio, pena la mancata merenda e sopratutto star lontani dagli adulti. Dopo averci sfamati e messi a riposare, i nostri genitori si radunavano e si rinchiudevano tra  chiacchiere e sorrisi, giocavano a carte per gran parte del tempo.
    Poker, scopa, scala quaranta.
    Tutti li conoscevano.
    I ricordi della mia infanzia mi assalirono mentre passeggiavo per le vie strette del borgo antico.
    Volevo andare a visitare il castello degli Orsini.
    L'aria dolciastra mi pervase completamente mentre avanzavo sulla salita.
    Ad un tratto mi mancò il fiato.
    Forse troppi pensieri o il pranzo pesante, avevo ceduto alla gola ed all'aria di vacanza concedendomi uno spaghetto allo scoglio accompagnato da un bicchiere di vino bianco fresco e frizzantino. Dimenticando la mia astemia.
    Mi poggio su un muretto in attesa di riguadagnare il completo controllo del mio corpo. Mentre espiro ed inspiro, noto delle scritte nere  sui sassi accatastati e uniti dal cemento. "Cucciolo ti amo", "Ale e 
    Jordy per sempre"...segni di un passaggio.
    I ragazzi firmano la roccia come l'uomo di Neanderthal,  incise  le pareti delle caverne. Segni
    indelebili di un  passaggio. Cambiano i secoli, passano le ere ma l'istinto umano è sempre lo stesso.
    Me ne rendo conto ancor di più quando effettuo studi sui ritrovamenti antichi. Ogni pezzo
    rappresenta il frammento di una vita, ogni utensile, oggetto, racconta una storia. Il mio lavoro è
    scovarla e narrarla ai posteri.
    L'archeologia è una delle poche discipline che riesce ad unire in un addizione completa e perfetta
    passato, presente e futuro.  Venni distolta dai mie pensieri da un rumore e perché in  mi sentivo
    osservata. Non è una sensazione a me sconosciuta, essendo una donna . Sia socialmente che
    lavorativamente sono abituata ad avere l'attenzione dei miei interlocutori focalizzata su di me. Ma
    quando questo capita inaspettatamente, mentre sono sola con i miei pensieri, questa sensazione mi
    innervosisce. La vivo come una invasione dei miei spazi. Virginia Wolf aveva una stanza tutta per
    sé, io amo i prati  infiniti offerti dalla natura. Quando ho voglia di rimettermi in linea con il mondo
    o solamente schiarirmi le idee, osservare le foglie e le loro sfumature, alzo il naso verso il cielo e mi
    perdo nella sua immensità. Tutto  mi trasmette un tale senso di libertà assoluta che tutti i piccoli
    quotidiani si dissolvono.
    Mi guardo in giro infastidita in cerca del soggetto della mia distrazione. Intorno vedo solo le
    rovine del borgo medievale, ma nessuno per la strada. Incuriosita continuo a girare lo sguardo,
    domandandomi se sia impazzita. "bip bip", il cellulare mi distoglie dalla mia ricerca, lo estraggo
    dalla borsa e apro la bustina lampeggiante. Leggo velocemente il testo e mi riprometto di rispondere
    al più presto.  Non voglio perdere di vista il mio obiettivo. Ripongo il telefono e mi incammino
    verso l'entrata del castello. La grande inferriata mi osserva muta e piena di ghirigori. Le ante sono
    chiuse da un lucchetto.
    Non sono arrivata in tempo per una visita all'ultimo minuto. Quindi torno sulla strada quandosento una voce: "Miriam?"...mi giro di scatto...e....ritrovo il mio passato dinanzi a me! Avevo
    diciassette anni, voglia di amare e scappare dalla routine. Musica. Feste illegali, canne. Tutti i flsah
    di quel periodo mi passano dinanzi come una pellicola trasmessa a  velocità ridotta. I miei capelli
    colorati, le mie smorfie e la mia durezza esterna che nascondeva una grande fragilità.
    "Tommaso?!"...ancora incredula dell'incontro, mi avvicino alla figura maschile che mi osserva
    incuriosita. Lo saluto con un bacio sulla guancia mentre lo guardo, è ancora alto, moro con i ricci
    ribelli e gli occhi di un verde profondo. Quanto volte mi sono persa in quell'immensità. Ogni frase
    letta e discussa insieme era una conquista. La prima volta che mi prese la mano nella sua, pensai di
    morire. Per lui rinunciai alle unghie viola, alle canne e..mi adattai allo smalto rosso e le sigarette.
    Compromessi della coppia. Che non avrei mai più ripetuto. Lui era stato il primo amore,  colui che
    ti fa provare le così dette  farfalle nello stomaco, passare ore osservando il telefono che non squilla
    mai. Quindi ogni tanto provavo a prendere la linea da un altro apparecchio per assicurarmi che non
    fosse staccato o ancor peggio occupato. In quei due mesi trascorsi insieme, avevo colonizzato il
    telefono fisso di casa, il citofono e pure la cassetta delle lettere. Nessuno dei miei familiari era
    autorizzato ad usufruirne previa autorizzazione della sottoscritta. In caso di disubbidienza, armavo
    un casino di urla, pianti e lamentele. I miei genitori stettero al gioco, imputando la colpa
    all'adolescenza. All'epoca non esisteva internet, il cellulare ecc...ai mie tempi si recapitavano lettere
    d'amore, si doppiavano le cassette musicali sulle quali si apportavano dediche ad hoc e colorate. Gli
    anni 80...un altra epoca. Rivivo tutto ciò mentre Tommaso è davanti a me, bello come non mai.
    "Che coincidenza incontrarci qui. Sei di passaggio?". Le sue parole mi riportarono alla realtà. Due
    trentenni che non sanno nulla dell'altro....ma.... perché avevo voglia di parlare con lui? Di
    raccontarci le nostre vite? ...semplice curiosità o voglia di una svolta?
    E si perché la vita a volte è strana e crea degli eventi proprio per metterci alla prova. Chissà se
    magari da questo incontro fortuito, capissimo che è stato un errore lasciarci?anzi, che lui lasciò me?
    che in realtà questi anni sono passati proprio per farci capire il valore della nostra coppia? "si, sono
    venuta a trovare i miei genitori", rispondo mentre mi accorgo che mi sono nuovamente persa....la
    mia memoria congela e scongela a suo piacimento, come un freezer rotto, e la fantasia ne approfitta
    per volare in alto o allearsi con la speranza. Non riesco a concludere un discorso con un amico
    senza incepparmi o incappare in pericolosi silenzi. La digestione della mia vita è lenta, anzi
    lentissima, così nei momenti meno impensati si blocca o va avanti senza che me ne accorga. E  mi
    ritrova persa e sola. Il mio psicologo afferma che è una malattia guaribile. Ma già il terminemalattia-, non mi convince. Non ho la febbre, né una disfunzione o un eritema, soffro solo di
    pensieri in libertà. Nascono, viaggiano e volano nella mia mente. Semplice.
    Eppure tutto ciò, mi blocca nell'interazione con gli altri. Certo, in ambito lavorativo riseco a
    chiudere le porte stagne e sono attenta e disponibile. Con il mio micro mondo personale, però, le
    porte rimangono socchiuse. Come adesso. Tommaso mi sta parlando da un po’, ma non sento le sue
    parole, mi limito a fissarlo negli occhi e annuire o fare un sorriso di circostanza. Ogni tanto  penserà
    che soffro di qualche tic o paresi.
    "Papà!"
    Una voce infantile urla per la vietta di sassi ed una figura piccola ed esile con le braccia allargate
    si dirige correndo verso Tommaso.
    Fine di un sogno.

     
  • 29 febbraio 2012 alle ore 19:31
    Due giorni

    Come comincia:  “Poi è arrivata la crisi e la Nulla S.p.a® ha chiuso. Così, da un giorno all’altro, mandando in frantumi tutti i nostri prevedibili progetti futuri e le misere, scontate programmazioni spazio temporali che ci separavano dalla pensione”, ascolto questi frammenti di un’intervista fatta a un operaio cassaintegrato, trasmessa al telegiornale. Ogni sera il momento della cena diviene sempre più amaro. Forse basterebbe non accendere la televisione, ma come resistere alla voglia di essere informati e condividere gioie e disgrazie del mondo?
    “ Claudia è pronto!”, il richiamo di mia madre è più forte del mio senso civico. Spengo la tv e mi siedo a tavola. “tesorino come è andata la giornata?”, cinguetta ingenuamente la mia mamma-bambina. “al solito….siamo in attesa”, rispondo, ripensando alla mattina trascorsa in istituto. Rivivo la sensazione di scoraggiamento provata nel leggere: “Il dottore la vuole nella sua stanza tra cinque minuti”. Un messaggio secco e autoritario lasciato su un post it dalla segretaria personale del mio capo sulla scrivania. La mia mente ricrea perfettamente tutti i frammenti delle ore passate in quelle quattro mura. Come un film trasmesso a rilento, mi rivedo alzarmi e sbuffare, dirigendo lo sguardo verso la scrivania davanti a me. Francesca imbambolata davanti allo schermo che digita come una matta sulla tastiera, come se fosse in piena maratona di calligrafia on line. Apro la porta e m’incammino verso la Direzione generale.  “Buongiorno dottoressa, si accomodi”, esorta il mio capo. Il suo tono è sicuro e formale, “La ho convocata per parlare un po’ con lei dell’odierna situazione”. Si ferma e mi osserva. Provo a pensare qualcosa d’intelligente da dire, ma non capisco a quale delle mille situazioni lavorative si stia riferendo.
    “Claudia, ci sei?”, domanda la mamma, “la carne si fredda”.
    “Si, si…scusami stavo ripensando all’incontro di questa mattina”, provo a giustificarmi, “c’è qualcosa che mi sfugge…”, ed inizio a tagliare la fettina frastornata dai miei stessi pensieri. “Piccola, cosa ti preoccupa?”, sento i suoi occhi fissi su di me e il tono preoccupato. Socchiudo gli occhi con il boccone in bocca. Mastico automaticamente, provando a rintrecciare i fili spezzati della mia mente.  Sono davanti al mio capo, immobile, consapevole che è giunta l’ora di affrontare la realtà. Rintraccio le sue parole nei miei ricordi: “Mi dispiace, ma poiché non abbiamo ricevuto nessuna lettera di re-invio da parte della Regione e che voi collaboratori non percepite lo stipendio da diversi mesi, il Direttore generale ha deciso di rescindere i contratti”. Sbarrando gli occhi e cercando di recuperare l’uso della parola ho chiesto: “Quindi Lei ritiene che in questa settimana dovremmo ricevere la notifica del nostro licenziamento?”. Non volevo realmente ascoltare la risposta, ma era dovuto. “Sto cercando di prendere tempo, ma la decisione è stata presa ormai. Temo che la prossima settimana sarete tutti disoccupati. Mi dispiace”.
    “Bene, La ringrazio per la sua franchezza”, mi alzo, gli do la mano e mi dileguo.  Deglutisco quel che è rimasto della mia cena, alzo gli occhi dal piatto e affronto la donna che mi ha dato la vita: “Dalla prossima settimana saremo disoccupati”. Lo annuncio con tono neutro, quasi glaciale. C’è l’ho fatta nuovamente, ne sono uscita indenne nonostante le ginocchia che tremano e la sensazione che tutto il mondo giri su di me. Ancora stordita cerco di ritrovare la calma. “ Non preoccuparti, qualcosa mi inventerò”, affermo cercando di rassicurarla, “ora vorrei alzarmi ed andare in camera mia”. Lei mi fissa in silenzio, si alza lasciando la tavola apparecchiata, si avvicina e mi stringe forte sussurrando, “ti voglio bene”. Sorrido e mi avvio nel corridoio. Cerco di mettere a fuoco la situazione: è tutto finito. Da giovane precaria diventerò disoccupata.  Senza più uno spazio dove lavorare, colleghi e stipendio.
    Accendo il computer, per distrarmi un po’, per prima cosa decido di controllare la posta: cinquanta messaggi in due ore. Scorro la barra laterale per capire la natura delle email: notifiche di facebook, pubblicità, tutte cose che potrò vedere più tardi. Tra il mucchio, noto un nome: Lorenza. Finalmente mi ha risposto, penso mentre apro la bustina gialla. Ero quasi preoccupata dal suo ritardo ma consapevole della sua pigrizia mentale e fisica.
    “Francesca è stata spietata, non ha usato mezzi termini, ha vuotato il sacco. Che era bello pieno e tracimava abbondante merda. Che s’è riversata, tutta, su di me e mi ha colpito e affondato, fino agli abissi, dove c’è un buio pesto. Inutile ribattere, spiegarsi ancora, parlare all’infinito, dare dettagli. Non servirebbe a niente.”
    Allibita, rileggo le poche e sintetiche righe riportate sul monitor. Deve essere accaduto qualcosa di grave. Inutile mandarle una risposta scritta, rimarrei con l’angoscia sino alla sua prossima lettera. La chiamo. Afferro il cellulare e digito sulla rubrica il suo nome. Immediatamente appare il numero con il prefisso francese. Spingo il tasto verde mentre cerco di respirare profondamente. Il telefono squilla a vuoto, al quinto squillo risponde la segreteria: “Lolla sono io. Ho appena letto, sono senza parole. Ho voglia di sentirti, chiamami, ti voglio bene”. Attacco.
    “Claudia, ti sei addormentata?”, chiede una voce conosciuta alle mie spalle. Mi volto cercando di rilassare il viso e sorrido, “tutto bene, Mamy”, rispondo in automatico. Sento i suoi passi per casa. Nonostante tutto è sempre solare, perché darle altre preoccupazioni? Mia madre vuole bene a Lorenza come una figlia e per oggi ha già ricevuto abbastanza emozioni, non posso raccontarle anche delle scaramucce tra la mia amica e la sua compagna. La mamma è una donna moderna, quando frequentavo il liceo e le ho raccontato per la prima volta di avere un’amica gay, non ha battuto ciglio. Ricordo perfettamente il suo sorriso mentre mi chiedeva dolcemente: “È la tua ragazza?”. Questa frase all’epoca mi spiazzò, non avrei mai immaginato che non facesse storie e soprattutto potesse ipotizzare che sua figlia fosse lesbica. Rimasi senza parole. “Tesoro?”, m’incalzò.
    “No no, è solo un’amica. Mi trovo bene a chiacchierare con lei, siamo tutte e due nel Collettivo”, mi giustificai. Conobbi Lorenza durante i primi giorni del ginnasio, ero in cortile con una sigaretta in mano, in cerca di un accendino. La vidi che si accendeva una sigaretta e mi avvicinai, dicendo: “Anche tu!” e lei all’unisono rispose con la medesima frase. Scoppiamo a ridere e incominciammo a ragionare del più e del meno, come se ci conoscessimo da sempre. Solo in seguito chiarimmo la frase del primo incontro: io intendevo: “ anche tu fumi”, e lei: “anche tu qui”. Un piccolo malinteso che ci ha unite per la vita. Sorrido ripensando al passato e decido di scriverle, così mi sentirà vicina.
    “Tesoro come stai? Ho voglia di sentire la tua voce.ma hai la segreteria telefonica. Dove sei di bello? Io a casa e stavo ripensando al liceo, alla nostra amicizia. Mi dispiace molto per quello che è accaduto con Francesca ma può succedere che i sentimenti a volte finiscano o semplicemente si decida di ignorarli. Lei è sempre stata meno forte di te. Tu sei bella, sicura di te e del tuo essere. Ricordi il tuo intervento durante la conferenza scolastica sull’integrazione? Ti sei alzata in piedi ed hai praticamente urlato: “ Sono lesbica. E’ la mia natura. Da piccola mi piacevano le bambine e tutt’ora amo le donne”. Tutti rimasero un attimo interdetti e poi ti hanno applaudito. I tuoi genitori non ti hanno mai fatto sentire diversa. Carla e Massimo ti hanno spiegato le varie direzioni che potevi prendere e provato a ipotizzarne insieme le conseguenze. Francy al contrario ha avuto problemi con la sua identità, ha provato a farsi piacere i ragazzi. Si è fidanzata con loro ed ha anche avuto rapporti intimi, senza mai provare piacere. Così ha compreso che i sentimenti non conoscono differenze genetiche, ma in realtà non l’ha mai accettato pienamente. L’ho vista felice solo in tua compagnia nonostante i suoi genitori la abbiano rinnegata da quando convivete. Siete andate in Francia per essere libere. Ma forse lei non riesce ad assaporarne pienamente il gusto. Non incolparti amica mia. Ti abbraccio forte -C-“
    Spengo il pc e decido di andare a dormire, questa giornata è stata molto lunga e difficile, troppe notizie tutte insieme.
    Drinnnnnnnnnnnnnn
    Cerco a tentoni la sveglia. Voglio rimanere nel caldo ovattato del piumone altri cinque minuti.
    Drinnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnn
    Trovata. Blocco la levetta del suono e…
    Drinnnnnnnnnnnnnnnnnnn
    Svogliatamente realizzo che non è la sveglia, è il citofono.
    “Mamma puoi rispondere?”, urlo dalla mia tana.
    Nessuna risposta. Mi alzo mio malgrado, liberandomi dall’armatura del piumino. Lentamente vado verso la porta d’ingresso. “Che bel risveglio!”, borbotto mettendo lentamente un piede dopo l’altro. Arrivata nel disimpegno, mi rendo conto che il suono è svanito. Come se nessuno avesse suonato. Che abbia sognato? Mentre m’interrogo sul mio stato mentale, mia madre mi viene incontro dopo aver chiuso la porta. Ha in mano una lettera aperta e ha il viso chino sul foglio. Un brivido di freddo scivola sulla schiena. La guardo avanzare in silenzio. Quando siamo l’una di fronte all’altra, alza gli occhi verso di me, sono rossi e grandi lacrime le ricadono sulle guancie. “Che cosa succede?”, domando preoccupata. Mi porge il pezzo di carta che tiene cautamente tra le mani. Ancora intontita dal sonno interrotto bruscamente, provo a mettere a fuoco le righe trascritte in modo disordinato: “Lorenza questa notte si è tolta la vita. Ancora non conosciamo bene i particolari, siamo stati avvertiti poco ore fa dalla polizia locale. Vi abbiamo mandato un telegramma perché non abbiamo parole ma solo lacrime. Andremo oggi stesso a riprenderla a Parigi. Vi chiameremo appena possibile per informarvi su ulteriori sviluppi ed il giorno del funerale. Carla e Massimo”

     
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  • A volte la realtà supera la fantasia... e anche quella è poesia.
    La poesia racchiude pensieri, sentimenti che prendono forma attraverso versi e strofe. 
    Un linguaggio universalmente riconosciuto che diviene uno specchio tra scrittore e lettore. 
    La raccolta poetica di Sandra Carresi è uno scrigno che racchiude verità e ricordi che volano leggeri creando immagini e paesaggi.
    Il vento che scorre veloce mentre il sole squarcia i rami degli alberi, il cambio delle stagioni che rappresenta l'evolversi dell'età, battiti di amore e vita.
    Natura e umanità si sposano nelle strofe libere in cui il tempo è scandito da piccole cose.
    Poesia della memoria che esprime il passato per integrarlo nel presente e migliorare il futuro. L'evocazione del tempo perduto permette di cogliere sfumature improvvise e sconosciute, da conservare, salvare e rendere fonte di ispirazione futura.
    Giulio Cesare scriveva: "La storia è testimoninaza del passato, luce di verità, vita della memoria, maestra di vita, annunciatrice dei tempi antichi". E scorrendo le liriche dell'autrice ho pensato a questa citazione: la scrittirice rende il passato vivo attraverso le sue parole e gli dà nuova forma grazie a toni medidativi, dolci e melodiosi. La metrica è colloquiale e intima. Le emozioni prendono vita grazie ad una scrittura ricca e ricercata, preziosa ed autonoma. 
    L'amore è la trama che scorre in questo patworch vitale, amore per la vita, persone e tempo passato. Tutti uniti da un elemento unico caratterizzato da mille sfaccettature nostalgiche e vitali al contempo. Ogni attimo diviene un dono, basta coglierne i riflessi. 
    Le poesie spaziano tra i sentimenti e il tempo, esprimendo l'esser donna, persona, amante e amata. Fragile e viva. In bilico tra quello che fu, l'essere e il sarà. Sempre e comunque. Nonostante tutto. Armonia tra se stessi ed il mondo circostante. L'io che diviene noi.
    Pensieri che squarciano il velo della falsità e dei luoghi comuni per trasformarsi in un inno alla verità.

    [... continua]

    • Brida
    • 06 giugno 2016 alle ore 19:04

    Brida è una giovane donna curiosa, intelligente e sensibile. Più della media. Da molto tempo si interroga sull'origine del cosmo, il senso della vita, il bene ed il male. Quotidianamente affronta responsabilità ed affetti con paure e insicurezze. Caratteristiche umane.
    Ma può una donna ambire ad ampliare la propria visione della vita, aumentare i suoi sensi e divenire una strega? La risposta si nasconde nella natura e nel moto della terra. Il tempo ne è nl'unico custode, insieme alla sola verità: l'amore.
    Un libro intenso e denso di spiritualità e speranza. Dopo il cammino di Santiago, l'autore brasiliano coinvolge nuovamente gli animi dei lettori per elevarli verso la semplicità e purezza che rende ogni persona unica.

    [... continua]

    • Adesso
    • 26 aprile 2016 alle ore 13:24

    Adesso, qui e ora, con traumi e fantasmi vivere il presente. Questo sembra esser il consiglio del nuovo libro di Chiara Gamberale che, con arguzia e intelletto, sviscera i sentimenti.
    Nel nuovo romanzo della giovane autrice ci si allontana dallo stile precedente pur ritrovando vecchi amici conosciuti nelle "Luci delle case degli altri": Lorenzo e Lidia. Una coppia che ha vissuto l'innamoramento e la routine per decidere di tornare alle passioni e a un equilibrio stabile da individui che si conoscono, amano e perciò decidono di non stare insieme. Da questo momento Lidia conoscerà persone e uomini ma solo uno l'attirerà: Pietro. Si può vivere nuovamente l'amore, convivendo con acciacchi e paure passate? Sarebbe utile presentarsi con il curriculum sentimentale?
    Queste e altre sono le domande che si intrecciano e riconcorrono in un libro forte, che fa riflettere e sorridere, perché “è brutale che le persone che amiamo si trasformino in passato”. Forse perché “in amore siamo tutti difettosi”, ha dichiarato l’autrice Chiara Gamberale in una recente intervista, la quale ha anche confessato che “nel libro le paure sono autobiografiche, ma i personaggi hanno più paura di me”.

    [... continua]

  • La vita è fatta di momenti. Fabio Volo in ogni libro ne descrive frammenti, particolarità ed evoluzioni sviscerando le situazioni e narrando la quotidianità, nella sua semplicità.
    "È tutta la vita", il suo ultimo romanzo, è una lettura piacevole che porta il lettore a confrontarsi con se stesso, e non solo. Cosa succede quando la famiglia si allarga e da due si diviene tre? Questa sembra essere la domanda alla base del  libro, che trova la risposta nell'incipit: "Per una coppia felice nulla è più pericoloso di un figlio". In realtà il nuovo best seller, parte proprio dalla coppia ed esplora l'evoluzione dell’amore nella vita di tutti i giorni: il primo incontro, il primo appuntamento, l'attrazione e il cammino che si compie insieme. Tra alti e bassi. Un amore semplice e complicato al tempo stess, come tutti i rapporti che risentono del tempo, responsabilità e convivenza. È facile perdere la poesia, più difficile ritrovarla, ricordare cosa ci ha colpito e fatto innamorare.
    Il protagonista di questa nuova avventura firmata Volo è Nicola, simpatico quarantenne che come in un diario descrive le sue insicurezze, dubbi e gioie verso la paternità. Perché, come ha detto un suo amico, "La tua vita di prima scordatela. Quello che vuoi tu non è più una priorità".  
    Il romanzo ha inizio con un viaggio a Berlino, che sarà anche la prima volta che il neo papà si allontanerà dalla compagna e dal pargolo. Tra senso di colpa e libertà,  ripercorrerà gli ultimi cinque anni e riavvolgerà la trama della  love story con Sofia. Questo gli permetterà anche di capire sottili differenze generazionali, come il fatto che che "mio padre non cucinava, non lavava, non sparecchiava, non caricava la lavastoviglie".
    Santa verità che esisteva in un passato in cui il rapporto genitori-figli era diverso e ci ha portato alla nostra realtà:  condivisione dei ruoli e delle responsabilità.
    Perché se è vero che crescere dei figli è il lavoro più duro e non retribuito, va anche considerato che lo stesso protagonista - ricordando il suo bimbo - pensa: "Mi piaceva annusarlo: la testa, il collo, il respiro che usciva dalla bocca".
    Il giro di boa implica dei cambiamenti con se stessi e nella coppia. Sofia, durante una discussione accusa Nicola: "È come se ci fossero due vite, questa e quella immaginata che sta nella tua testa. Sei qui ma sei altrove, come se fossi sempre davanti all’uscita d’emergenza".
    Parole semplici in cui ognuno può ritrovarsi. Il prima ed il dopo. Tempus fugit.
    Un libro piacevole, un metaromanzo in cui la narrazione assume come proprio oggetto l'atto stesso del raccontare, così da sviluppare un romanzo  nel romanzo.
    L'autore inserisce proprie considerazioni ed osservazioni, creando  un dialogo continuo con il lettore.
    Semplicità, quotidianità ed un buon stile sono gli elementi cardine di questo romanzo.

    [... continua]

  • "Credo che le parole siano importanti, mai sottovalutarne la forza. E non lo sono per loro stesse, ma per ciò che riescono a determinare nella vita delle persone".
    Inizia così un viaggio particolare, descritto e diretto con maestria da Alessandro Prandini.
    Le parole hanno un valore, che il protagonista, Lorenzo, scopre in tutta la loro forza attaraverso le pagine di un'agenda ricevuta in eredità.
    Un diario di viaggio  scritto durante un soggiorno a Bologna, ‘Città invisibile’ “più ingannatrice di Dorotea, più sfuggente di Zaira, più misteriosa di Tamara”.
    Passato e presente si intersecano delineando strade a volte misteriose. La vita di Ascanio, zio del giovane, si esprime in tutta la sua bellezza tra episodi trascorsi che riprendono vita grazie ai ricordi degli antichi amici. Lavoro e amore si annodano come una cravatta stretta che soffoca il proprietario e scapperà pur di non sopperire. Ma il tempo nonha cancellato del tutto i segni.
    Una narrazione che assume come proprio oggetto l'atto stesso del raccontare, perciò Lorenzo si troverà a che fare con dubbi, sospetti e nuove conoscenze, come la bella Lucrezia; moglie del socio dello zio che sarà ritrovata senza vita nella sua suite all'hotel Exodus durante i lavori di un'importante conferenza di architettura. Ciò darà vita ad un indagine, capeggiata dal commissario Scozia e la sua vice Sara Fiorentino. Una vicenda strana che muove i passi in un passato non troppo lontano, ma intriso di vicende oscure e domande dalla difficili risposte. 
    Un libro giallo ben scritto, capace di rapire il lettore sin dall'inizio, con paesaggi magici e personaggi ben definiti di cui si riescono a cogliere luci ed ombre durante la lettura. Una storia incalzante dal ritmo pacevole e dove non mancano i colpi di scena.
    Le riflessioni di Lorenzo e del commissario accompagnano la storia di Ascanio, rendendolo un romanzo nel romanzo.

    [... continua]

  • Dieci minuti per vivere. Dieci minuti per cambiare prospettiva. Guardare da un caleidoscopico e sbirciare tutte le combinazioni.
    Questa sembra la strada suggerita da Chiara Gamberale in "dieci minuti". Un matrimonio naufragato che trascina con sé ricordi e crea insicurezze. Invece di ballerini che danzano insieme si è divenuti due pugili. Un incontro terminato dalla fuga dell'altro, ex amico, compagno, marito. Il dolore ha preso il sopravvento per poi scemare e lasciare un caos primordiale. Come reagire? Analizzando, lavorando e consigliandosi con la propria psicologa. Che da esperta del settore ha suggerito un gioco: ogni giorno per dieci minuti bisogna fare qualcosa di nuovo. Obiettivo? La felicità.
    "Dieci minuti" è il diario di questa avventura che ha portato la protagonista a riscoprire i suoi familiari, gli amici e soprattutto se stessa. Nietzsche scriveva: "Ciò che non uccide fortifica". In dodici mesi il quotidiano ha preso nuove sfumature, il quartiere è divenuto sinonimo di "casa" e l'ex marito è scomparso. Un libro incantevole che coinvolge il lettore tra sorrisi e riflessioni. Un'opera biografica in cui ognuno si può ritrovare.

    [... continua]

  • Torna la saga di millenium, con un nuovo volume firmato da una penna esclusiva: David Lagercrantz.
    Noto scrittore e giornalista che a distanza di dieci anni dall'uscita di "Uomini che odiano le donne", prosegue la famosa saga di Stieg Larsson.

    Lo stile e' molto differente da quello dell'autore originale ed anche i protagonisti assumono forme diverse.
    E' come se la storia abbia realmente risentito del trascorrere del tempo, maturando.
    "Quello che non uccide"e' una lettura interessante, non sempre semplice che avvicinerà il lettore al misterioso mondo scientifico- matematico dei buchi neri ed i numeri primi.
    Molti i rimandi anche alla psicologia e psichiatria infantile.

    Tutto infarcito con complotti internazionali, hakeraggi e morti sospetti.
    Perché nulla e' come appare.
    Una lettura accattivante che rapirà il lettore e lo condurrà su sentieri inaspettati e sorprendenti insieme, nuovamente al  famoso giornalista investigativo Mikael Blomkviste e l'hacker Lisbeth Salander.
    La trama è molto particolare:
     "Millennium", rivista  d'inchiesta  e molto popolare, ha risentito della crisi editoriale e  non naviga in buone acque.
    Mikael Blomkvist,  giornalista a capo della celebre rivista  non sembra più molto popolare.
    In molti ipotizzano e spingono per un cambio di gestiione e rinnovamento della testata giornalistica.
    Passato e presente si intersecano, crea un futuro dubbioso e fosco.
    Frans Balder, autorità mondiale nel campo dell'intelligenza artificiale, genio dell'informatica capace di far somigliare i computer a degli esseri umani, invita  Mikael Blomkvist per uno scoopo.
    Inoltre  Balder è in contatto con una super hacker: Lisbeth Salander.
    La giovane donna ed il giornalista si troveranno nuovamente fianco a fiancoin una nuova caccia ai cattivi che punta al cuore stesso dell'Nsa, il servizio segreto americano che si occupa della sicurezza nazionale.
    Inseguimenti unici e testimoni particolari come un bambino incapace di parlare eppure incredibilmente dotato per i numeri e il disegno a custodire dentro di sé l'elemento decisivo per mettere insieme tutti i pezzi di quella storia esplosiva che Millennium sta aspettando.

     

    [... continua]

    • Moiras
    • 10 agosto 2015 alle ore 10:57

    Una raccolta poetica particolare, in cui passato e presente si intersecano. L'uno dipende dall'altro. Esempio di ciò è la premessa in prosa del libro in cui l'autrice narra di Roma. La città si erge tra le pagine. Roma caput mundi, musa di ogni civiltà. Il tempo scorre tra le sue vie scandendo le ere.
    "... Roma è tutti: spoglia, resto che si dilegua, solitudine... Un ponte sul e nel tempo in cui i ricordi sono vivi regalando sensazioni ed emozioni. Nella Roma dei santuari della meraviglia celeste, l'invisibile scorre. È l'invisibile morte che segna catene di vivi che non morranno mai". Leggendo questi versi è facile immaginare il Verano che accoglie e protegge i defunti con semplicità ed amore. Grandi mente vi riposano all'ombra delle lapidi.
    "... Nella casa grande della notte chiara luccicano i morti. Nella città di sempre, Fra gli stagni vetrigni della brezza, I morti senza morte!"
    Vita e morte si alternano tra le righe di questa raccolta duale dalla lingua ai contenuti: spagnolo e italiano, passato e presente. Un testo che rispecchia la natura ed il mito con grazia e chiarezza. La poetica è frammentaria, elementi opposti come luce ed ombra, si alternano creando scenari unici ed irripetibili. Una lettura affascinante in cui i versi si snodano tra filosofia e misticismo, frasi brevi che creano bellezza e significato. Gli stati d'animo si specchiano nelle stagioni e le determinano. Una silloge preziosa che racchiude verità universali custodite nel tempo, che vengono rivisitate per renderle attuali. La poesia diviene un messaggio antico e prezioso.
    Moiras di Francesca Lo Bue è una lettura piacevole ma non semplice, forse non adatta a tutti. Necessita di attenzione, sensibilità ed empatia per seguire il percorso tracciato e descritto dall'autrice.

    [... continua]

  • Fjällbacka, piccola città balneare nordica diviene lo scenario di una serie di strane morti.
    I corpi verranno scoperti da un bimbo che era uscito di nascosto all'alba per giocare.
    Un corpo silenzioso e nudo giaceva sulla riva.
    Sotto i resti la polizia troverà altri due scheletri.
    Chi sono le vittime?
    Cosa hanno in comune?
    E' opera di un serial killer?
     Queste ed altre domande si troveranno ad affrontare la scrittrice Erica Falck e il poliziotto Patrik Hedström.
    Una coppia in giallo che avevamo conosciuto nella "principessa di ghiaccio" e che dopo le indagini ha scoperto l'amore ed attende una bimba.
    Vita e morte si alternano in una trama ricca di sorprese e colpi di scena, che si muove tra 
    passato e presente della famiglia Hult. Fulcro della narrazione.
    Da più di vent'anni il Clan degli  Hult vive una faida: Ephraim, capostipite detto"il predicatore ", figura carismatica che infiammava e coinvolgeva  le folle con  guarigione e salvezza, ha lasciato ai suoi discendenti una strana eredità : credenza e problemi.
    I parenti non hanno tra loro limiti e pietà. 
    Gli uni contro gli altri.
    Caino ed Abele.
    Verranno tutti coinvolti nelle indagini che sviscereranno realtà inverosimili e sorprendenti, coinvolgendo totalmente la piccola località turistica intrisa di chiacchiere e falso perbenismo.
    L'autrice coinvolge totalmente il lettore, trasportandolo tra le vie di Fjällbacka e aprendo le porte di ogni casa, mostrando misteri e scheletri di ognuno.
    Un libro audace ed unico, dal finale inaspettato e coinvolgente.
     

    [... continua]

  • Fjällbacka, piccola città balneare nordica diviene lo scenario di un efferata morte.
    Una giovane donna,Alexandra Wijkner, viene ritrovata senza vita nella vasca da bagno della sua casa.
    Suicidio o omicidio?
    Molti gli interrogativi che emergono durante le indagini condotte da un commissario convinto di poter risolvere in poco tempo il caso, errando.
    intrighi ed ombre si svelano alla piccola comunità dove tutti si conoscono e fanno congetture.
    Le chiacchiere si alternano ai fatti creando mix esplosivi per Patrick Hedström, poliziotto di Tanumshede e Erica Falck, amica d'infanzia della vittima.
    I due si ritroveranno a tirare le file di un percorso complicato dove l'oggettivo diviene soggettivo. Le vicende personali si mescolano ai fatti scientifici.
    Le uniche certezze sono che Alexandra è stata drogata e poi uccisa.
    Ma chi là ha uccisa?
    e perché?
    In apparenza la vittima conduceva una vita normale tra affetti e beneficenza.
    Erica e Patrick  dovranno fare attenzione ai minimi dettagli ed usare il massimo tatto per svelare una verità scomoda e sconvolgente.
    La realtà non è sempre come appare.
    Un vecchio episodio aveva legato il destino di Alexandra a quello di altri due uomini, creando un triangolo atipico e improbabile che aveva segnato il futuro di molte persone.
    L'autrice ha creato una trama atipica ed accattivante che incolla il lettore e lo tiene con il fiato sospeso siano alla fine.
    Il finale e' imprevedibile e la scrittura fluida e chiara gli conferisce un significato che permette di vedere  chiaramente tutta la storia.

    È il primo libro della serie che ha per protagonisti la scrittrice Erica Falck e il poliziotto Patrik Hedström.

    [... continua]

  • "Le mille luci del mattino", nuovo libro della Sánchez è già un must. Appena uscito ha scalato tutte le vette di lettura, spopolando in tutta Europa. Sarà merito della fama dell'autrice? Probabilmente. L'unica certezza è che il volume è sui generis, un nuovo stile ed una trama articolata che si distanzia molto dai precedenti libri della scrittrice spagnola. Lei stessa lo ha definito un "romanzo urbano", forse perché il racconto si articola intorno ad un palazzo di vetro e acciaio, sede di una famosa società. Le vite dei protagonisti si svolgono all'interno dell'edificio ed anche fuori risentono del suo fascino. Come una falena che gira intorno ad una luce sino a consumarsi per essa. La trama è ricca di segreti e misteri che legano storie e sviluppano trame inaspettate.
    "Hai paura delle tue certezze? Hai paura di fare domande? Non fermarti. Ogni luce ha la sua ombra". Come in uno spettacolo teatrale, i personaggi entrano ed escono dalla scena, legati tra loro da oscuri segreti e amori clandestini. Nulla e nessuno è come appare. Degno delle dicotomie pirandelliane, il libro narra sentimenti ed emozioni vitali, mostrandoli e nascondendoli con dialoghi e riflessioni che spaziano tra passato e presente. La scrittrice con eleganza e sensibilità studia e mette a nudo l'animo umano con virtù e debolezze, i sentimenti regnano sovrani ma il racconto si presenta lento e non decolla. Nonostante lo stile unico di Clara Sánchez, il libro potrebbe risultare lungo ed a tratti noioso, poiché un dialogo può creare dei rimandi e creare nuove storie. Un filo di Arianna senza destinazione, meno incantevole dei precedenti lavori letterari dell'autrice che hanno incantato e rapito milioni di lettori. Ma tutto ha una fine, tranne "Le mille luci del mattino".

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  • "Killing Moon" è una raccolta di undici racconti noir di Mirko Tondi, edito da Edizioni Epsil.
    Questo autore è stato una piacevole sorpresa. Le sue storie sono brevi ed intense, accomunate da una costante ricerca e gioco di stili. La sua scrittura appare in continua e costante evoluzione, la narrazione è unica in ogni componimento. Il libro presenta il male espresso in tutti i suoi volti, quando si accompagna all'amore.
    Un sentimento non può esistere senza l'altro ma può modificarne il senso. L'amore diviene ossessione trasportando l'uomo nell'abisso della solitudine, l'odio si tinge di pietas verso se stessi ed il mondo, il male è poliedrico e multiforme. Insicurezze e paure prendono vita, creando inganni e tranelli che si intrecciano disegnando schemi particolari ed atipici; ogni vicenda è lo specchio di se stessa e delle altre.
    In particolare il racconto "Killing Moon", che dà il titolo al libro, è una storia particolare e articolata, che sembra esser l'incipit velato della raccolta che si sviluppa con e attraverso essa, come fosse una matriosca letteraria. La lettura risulta piacevole anche grazie all'aggiunta di citazioni cinematografiche, letterarie e musicali, i personaggi sono descritti con maestria e le trame tessute con attenzione e decisione verso i particolari. 
    Un'opera d'arte completa che rapisce il lettore proiettandolo in realtà uniche, storie a volte brevissime che scorrono veloci tra le pagine e nella mente, come nei miglior gialli.
    Un libro consigliato, la cui lettura scorre veloce e non delude le aspettative. Sopratutto per gli amanti del noir, dei misteri e dell'animo umano.

    [... continua]

  • Copertina intrigante e titolo ammaliante. Una piacevole sorpresa per gli amanti della lettura e cultori della parola. Il romanzo è ambientato in New England nel 1891. Gli scenari sono cupi e gotici come i pensieri della protagonista, intelligente, sagace e scaltra. Florence è un adolescente tenuta lontano dagli insegnamenti classici come la scrittura e la scrittura, abbandonata in un antica dimora con il suo fratellino e la servitù. Una piccola comunità, quasi isolata, dove i due ragazzi crescono liberi senza genitori e poche restrizioni ed insegnamenti. Pochi divieti, tra cui quello di accedere alla biblioteca. Il motivo si potrebbe ritrovare nella paura della scoperta della vera di libertà:il pensiero. Considerando che l'unico modo per liberarsi da una tentazione è vedervi, come affermava O.Wilde, ogni notte la ragazza si rifugia nella vecchia e polverosa biblioteca per farsi ammaliare e far compagnia da Poe, Shakespeare, Jane Austen, Charles Dickens e tutti gli autori che abitano negli scaffali impolverati. Amici scoperti grazie alla curiosità e la costanza che l'hanno portata ad imparare a leggere da sola. Avventure uniche ed oniriche prendono vita alla luce della luna, risvegliando una mente inquieta a cui sarebbero vietate. Per impedirle di volare. Lo stile dell'autore è descrittivo e sagace al contempo, sopratutto nella narrazione dei pensieri di Flo, che da autodidatta, scopre quotidianamente con gioia e stupore elementi che uniscono la realtà e la scrittura. Un rapporto intrinseco e tangibile anche nelle piccole cose. Inoltre J. Harding riesce a dar voce con maestria a sensazioni ed emozioni, coinvolgendo totalmente il lettore e trasportandolo nel mondo della protagonista,grazie ad un particolare linguaggio denso di neologismi creati da Florance. Pian pian i misteri iniziano a divenire enigmi che si inchiodano alle pagine che scorrono veloci per dar risposta agli interrogativi. Un libro che racchiude in sé un po' di giallo intriso con noir, sopratutto quando strani episodi iniziano a sconvolgere la tranquilla vita di campagna della casa e dei suoi abitanti. Apparizioni, morti violenti, documenti inspiegabili. Dove inizia la verità e finisce la finzione? Come in un gioco di ruolo pirandelliano, i protagonisti mostrano nuove dicotomie. Nulla è certo, sopratutto dopo l'arrivo di una nuova istitutrice. Una lettura che ha tutti gli elementi per un ottima riuscita, ma che delude in quanto l'autore non ha dedicato il giusto tempo ed attenzione a cose che anche rileggendo, non quadrano. Molte situazioni rimangono incomplete e sospese nelle pagine. Un po' come accade nelle saghe, dove la risposta sarà nel prossimo volume. Un vero peccato in quanto la storia è originale ed avvincente,con un finale a sorpresa.

    [... continua]

  • Amore, confidenza e conoscenza. Elementi portanti di una coppia. Anche se professionisti. Craig e Mara, due persone unite da passato e presente, incerte sul futuro, accomunate da sentimenti e matrimonio. Una coppia come tante e diverse dal resto del mondo. L'arte scorre tra di loro. Ma dove finisce l'abitudine ed inizia l'altro? Il tempo fugge e morde veloce tra capisaldi e emozioni. Perciò entrano altri soggetti nella storia. In un racconto che si svolge tra Inghilterra e Italia, carriere e aspettative. Andrea De Carlo torna in libreria. Grazie al suo stile unico,che alterna pensieri e parole di ogni attore, (filo rosso dei suoi ultimi romanzi). Un libro intriso di aneddoti e emozioni che tra un ragionamento ed un colpo di scena lascia il lettore in balia delle parole. Ed a volte delle domande e della noia. Molte pagine per narrare una storia semplice, dal gusto antico e unico.

    [... continua]

  • L’ultimo libro di Margaret Mazzantini, autrice dallo stile forte ed unico, è una storia attuale dolce e amara, narrata a due voci.
    Guido e Costantino, ragazzi che tra scuole, sport e amicizie diverse, vivono una relazione particolare. Si allontanano ed avvicinano come due calamite. Figli di ceti sociali ed educazioni diverse, accomunati dal senso di smarrimento e meraviglia che contraddistingue l’avvicinarsi al mondo. Ognuno cerca di seguire le linee guida ricevute nel "nido" di provenienza, inconsapevoli che ben presto il destino porterà all’allontanamento dai credo domestici e tutte le sicurezze amate e coccolate. Il loro volo sarà unico e irrepetibile, a volte libero e altre legato ai retaggi del passato.
    Sullo sfondo, l’autrice descrive avvenimenti sociali e politici che hanno creato speranze e contraddistinto un’epoca di rivoluzioni e cambiamenti. Nessuna data scandisce e denomina il periodo storico, ma iperboli, similitudini e situazioni permettono al lettore di identificare avvenimenti che hanno segnato un'epoca.
    Londra brucia sotto i nuovi movimenti sociali e l’Italia continua sorniona a spaccarsi tra Nord e Sud mentre i protagonisti iniziano a confrontarsi con la verità: l’amore. Un sentimento in grado di far girare il mondo, raccontato da poeti e scrittori ma tanto difficile da identificare e vivere. Come possono i protagonisti riuscire a identificare i sintomi e le aspettative di un sentimento tanto grande e primordiale?
    Guido proviene da una realtà  altoborghese, abituato a circoli letterari, sfarzi e nessuna lotta per riuscire. Un ambiente "ovattato" e "protetto".
    Guido al contrario discende dai piani bassi, persone umili al servizio dei “signori” che prova a raggiungere attraverso lo studio costante e lo sport. Un ragazzo che prova a fare la differenza e cambiare i logaritmi di una realtà stretta ed a volte incomprensibile. Due anime sole e sofferenti, lottatori che sono messi agli angoli dal loro amore inconsapevole.
    Una trama preziosa, tessuta con attenzione e dedizione che tra i suoi nodi narra lo scorrere inevitabile del tempo che modifica idee, convinzioni e atteggiamenti.  
    “E davvero accadde. E fu contro natura. E davvero vorrei sapere cos’è la natura”. Guido e Costantino, adolescenti in bilico tra sesso ed amore.
    Sentimenti o pulsioni? Quale delle due seguire? Come due ballerini danzano sulla punta dei piedi per paura di calpestare regole non scritte, dettate dalla società e dalla morale. Uomini confusi ed  inquieti che si aggirano tra le strade della vita, contraddisti da un grande voragine che solo il sentimento può calmare, come Jacopo Ortis e Andrea Sperelli. Figure letterarie diverse ed estreme, accomunate da un vuoto primordiale che potrebbe essere colmato, forse, dallo splendore-mazzantiniano: un momento di pace. I protagonisti lo intravedono ma non lo afferrano, lasciandolo fuggire. La violenza esterna inciderà profondamente il rapporto tra i due amanti, sfociando nella tragedia durante un viaggio in Italia in cui durante una romantica notte sulla spiaggia, saranno aggrediti.

    [... continua]

  • L'Italia del boom economico vissuta da un bambino, raccontata da adulto.
    "La strada verso casa", il nuovo libro di Fabio Volo, rapisce il lettore per la semplicità con cui si assiste e ci si addentra nelle vicende di una famiglia, che incarna il nucleo medio italiano cresciuto negli anni '80: benessere, fiducia e sicurezza nel futuro. Ideali che mancano alle nuove generazioni, caratterizzate da crisi sociali, economiche, personali. Lo scrittore racconta una vita semplice, contraddistinta da routine e piccoli regali inaspettati come il dolce della domenica. Frammenti che si ricompongono nella mente del protagonista, Marco, quarantenne italiano emigrato da molto tempo per scardinare le ancore che lo legavano ai suoi cari. Un attuale lupo della steppa che corre in solitudine per le più diverse strade e verità, senza sosta, quasi a voler dimostrare che "chi si ferma è perduto".
    Ma da cosa si scappa? Ci si riesce realmente? E sopratutto, se si dovesse tornare? Domande che prendono vita quando Marco riceve una telefonata inaspettata e preoccupante che lo riporta alle sue origini. Il padre è malato, la diagnosi non è chiara ma la certezza dello stato cagionevole, trasportano il protagonista e il fratello maggiore Andrea, in un viaggio temporale unico ed irripetibile.
    Gli anni trascorsi riprendono forma e colore, i ricordi celati condivisi, le incomprensioni superate. I genitori divengono persone, spogliati dai sogni e credenze infantili, assumono nuovi ruoli e svelano scomode verità.
    Un percorso personale che diviene un gioco delle parti quando i due fratelli si confrontano, discutono e cercano insieme di ricominciare. Perché a volte basta aver qualcuno accanto "a cui poter dire che sono felice".

    [... continua]

  • Una carriera brillante, una bella e grande casa, un marito carismatico ed affettuoso, una famiglia presente e salda. Un quadro perfetto.
    Cos'altro potrebbe volere Patricia? Nulla, in apparenza, ma quando il volo su cui viaggia inizia a barcollare, il panico prende il sopravvento insieme alle parole della sua vicina: "Qualcuno vuole la tua morte".
    La protagonista ripercorre la sua vita come un trailer. Il film della sua esistenza, intriso di fortuna e decisione. Lei è una donna che a volte è giunta a compromessi per giungere alla meta, ma sempre con testa e charme. È sempre stata la migliore. Istanti, momenti passano nella mente mentre la paura di morire stringe lo stomaco. Nuove ombre prendono vita. Un'esistenza spezzata.
    Chi è la misteriosa donna? Cosa vuole? perché il destino le ha fatte incontrare? Come in un puzzle i pezzi dapprima separati iniziano ad unirsi. Un nuovo inizio. Nulla è certo. Il sole che irradia il sentiero a volte è eclissato da rami che bisogna spostare per vedere cosa nascondono.
    Ha cosi inizio un viaggio introspettivo, costellato di incidenti, paure e colpi di scena che porteranno alla verità. Nulla è come appare.
    "Anche un cielo senza nuvole può dar vita in un attimo ad una terribile tempesta".

    [... continua]

  • "Entra nella mia vita", un titolo originale che ha tutto l'aspetto di un gioioso invito, che ogni persona vorrebbe udire almeno una volta. Un romanzo multisfaccettato e poliedrico, uno specchio della realtà, della quale l'autrice si fa carico, esplorando con semplicità e osservazioni uniche, sia l’universo umano che le sue emozioni più profonde. La trama dell'ultimo capolavoro di Clara Sanchez, è lineare e semplice: Veronica, la protagonista è alla ricerca costante e perpetua della sorella, smarrita improvvisamente durante la loro infanzia. La bimba era stata coinvolta suo malgrado, nei traffici illegali di bambini rapiti e poi venduti. L’autrice, ripercorre fatti  di cronaca realmente accaduti in Spagna negli anni ‘80 e ‘90. Molti neonati venivano dichiarati morti alla nascita, per essere venduti a famiglie ricche e sterili.
    Un grande scandalo in cui vennero coinvolti preti, suore, infermieri e dottori. Una vicenda che provocò dolore e sgomento.
    Nelle pagine del libro che si intrecciamo con un passato reale, Veronica scopre per caso  una foto di una bambina di due anni più grande di lei. Ha così inizio un nuovo viaggio personale e familiare, in cui la protagonista, attraverso silenzi e cure per la malattia della madre, giunge a scoprire la verità: Laura, la bimba della foto, è sua sorella ed è stata rapita quando era appena nata. Venduta ad un donna che poi l’ha cresciuta insieme alla madre. La narrazione diviene incalzante e impostata sul doppio punto di vista: l’alternanza dei capitoli, permette di carpire il punto di vista di Veronica e a quello di Laura. Due sorelle che non si conoscono, conducono vite diverse, ma sono unite da un legame di sangue e il dolore che entrambe dovranno affrontare quando il loro incontro sarà indispensabile ed inveitabile. Due donne che sono state manipolate, ingannate e ferite da uno strano e beffardo destine che le ha divise.  
    "Entra nella mia vita" è una storia che parla di storia, paura delle perdite e relativi cambiamenti, ma anche dell'unicità dell'amore familiare. Solo se appoggiati dai nostri affetti, siamo in grado di sognare e volare cone la protagonista, Veronica. Una donna forte, decisa con un grande desiderio: la verità!
    L'autrice riesce a dar voce a tutte le donne che hanno sofferto per la sottrazione dei loro figli, che li hanno creduti morti nonostante le gravidanze serene ed il realtivo parto. Un complotto tra istituzioni e losche figure che ha creato uno scandolo e molta sofferenza. Le pagine del libro testimoniano un passato che merita di essere ricordato, confidando che non si ripeta nel futuro.

    [... continua]

  • "Credi alla apparenze? Credi di essere al sicuro? Conosci veramente chi ti è vicino? La verità deve venire a galla"... può una gravidanza cambiare e stravolgere la vita di una donna, incerta sul matrimonio? Ha così inizio il nuovo libro di Clara Sanchez, che attraverso la protagonista, Sandra, dà voce a tutte le donne che vivono le sfide della vita, cercando la quiete necessaria per riflettere. La protagonosta, per sfuggire ai suoi conflitti interiori si reca in spiaggia, dove  viene colta da un leggero malore legato alla sua condizione. A soccorrerla saranno due anziani coniugi dall'accento straniero. La coppia si prenderà cura della sconosciuta, accudendola come se fossero i suoi veri nonni che lei non ha mai conosciuto. Ma la realtà non è sempre come appare. Rinchiusa nei suoi dilemmi, Sandra non si accorge di piccole sfumature che dovrebbero portarla a domandarsi chi sono veramente Karin e Fredrik, i due premurosi coniugi che diventano suoi amici. Inoltre la storia si complica ancor di più quando apare Julian, un anziano vedovo che afferma che la coppia di salvatori, in realtà sono spietati assassini nazisti.
    Il nuovo arrivato, naturalmente cerca di mettere in guardia la futura mamma dalle sue nuove amicizie. Sandra però stenta a credere alla parole di quell’uomo che nemmeno conosce, e che prova ad insinuarle il tarlo del dubbio su due persone così disponibili e carine verso di lei. Ma d'altra parte, se fosse vero? In fondo perchè Julian dovrebbe mentire? Mille domande accompagneranno i mesi del parto, due i punti di vista: Sandra e Julian. Personaggi divesri e forti: lei è una ragazza un pò ingenua, concentrata sul suo futuro;  lui è un anziano che ha vissuto i campi di sterminio nazisti, e che non vuole dimenticare.

    “Il profumo delle foglie di limone” è un romanzo fche affronta tematiche dolorose e attuali. L'autrice con il suo stile unico ed evocativo,  penetra nell’intimo del lettore, mostrando le debolezze della soggettività. Un libro che narra di storia contemporanea, dolore ma anche speranza verso il futuro. Una lettura coinvolgente e scorrevole che alterna eventi e personaggi realmente esistiti, con una finzione dolce e delicata che riflette frammenti di realtà.
    Il tutto è condito con ricordi, sentimento e suspance; una ricetta perfetta!

    [... continua]

  • Un nuovo romanzo denso di sentimenti e colpi di scena della collana Anagramma della Newton Compton Editori.
    Una raccolta pensata per giovani che non vogliono smettere di sognare e confidare nel grande amore.

    L’opera di Jessica Jiji narra con grazia e eleganza le vicissitudini sentimentali e lavorative di una donna americana di origini marocchine.

    La vita segue un flusso costante di alti e bassi sino al giorno in cui la protagonista decide di render chiare le sue aspettative matrimoniali.
    Da quel momento nulla sarà più come prima.

    Tutto ciò che sembrava sicuro in realtà si dimostrerà momentaneo, ma fortunatamente ci saranno gli amici a confortarla e sorreggerla.
    Michelle si troverà a fare i conti con un quotidiano svuotato dalle abitudini e dai sentimenti che sino ad allora aveva considerato basilari.

    Come il serpente cambia la pelle, la protagonista si troverà a fronteggiare situazioni che la porteranno a considerare e valutare vari punti di vista per scoprire se stessa.
    Un viaggio interno di una donna che si dibatte tra la curiosità verso le tradizioni del paese di origine dei suoi genitori e la voglia di amare in modo totale e forse anche un po’ banale.

    La protagonista imparerà a sua spese che non è un diamante al dito che può fare la differenza in un rapporto ma al contrario a volte sono più solide le unioni non convenzionali dove la purezza dei sentimenti è più brillante di un diamante.
    Nulla è come appare e Michelle lo imparerà percorrendo la strada verso la felicità.
    Un percorso a volte tortuoso e pieno di dubbi e insicurezze a ogni angolo.
    Ma la protagonista ne uscirà vincente e in coppia. Come in tutte le favole che si rispettino.
    Un happy end forse un po’ scontato ma necessario per non dimenticare mai che non è amore se non brilla!

    [... continua]

    • Mr Gwyn
    • 13 marzo 2012 alle ore 12:18

    Carriera, fama e soldi. Il sogno di molte persone che lavorano quotidianamente per salire un gradino della scala del successo. Passo dopo passo, anno dopo anno si cerca di costruire una felice esistenza lavorativa e personale. Del resto questi due ambiti sono strettamente legati tra loro, se uno va male, ne risente anche l’altro.Sino a giungere al culmine: posto lavorativo di responsabilità e prestigio, buono stipendio e magari una felice famigliola. Un quadro perfetto dipinto con tanta pazienza e sacrifici. Ma se una volta raggiunto l’obiettivo si capisce che non è il desiderio più importante della vita? Se si iniziasse a porre interrogativi senza apparente risposta? Questa è la tema iniziale del nuovo romanzo di Baricco: “ Mr Gwyn”. Il protagonista è un noto scrittore inglese che sconvolge il suo editore e l’opinione pubblica con l’articolo: “cinquantadue cose che non farò mai più”. L’ultima voce dell’elenco: scrivere libri. Una scelta forte e decisa che Jasper Gwyn ha portato avanti nonostante i giudizi negativi degli amici. Un uomo che ha voglia di voltare pagina, non sente recriminazioni e non trova giustificazioni. Così ha inizio il viaggio spirituale terreno di un uomo che voleva solo ritrovare il suo equilibrio, tra la Spagna e l’Inghilterra. Giorni di spostamenti e nuove conoscenze per capire che il vero desiderio era staccarsi dal personaggio pubblico costruito dalla pubblicità e la notorietà per tornare a essere naturale e indipendente. Vivere in un clima di vacanza. Il trascorrere dei giorni scivolò su Jasper con un’insolita malinconia, qualcosa d’indefinibile mancava all’appello. Un elemento conosciuto e talmente familiare da risultare scontato: la scrittura. Gli mancava la quotidiana cura con cui metteva ordine nei pensieri grazie alla forma rettilinea di una frase. Ma non poteva ricominciare a buttare se stesso su un foglio bianco. Aveva giurato di non farlo più. Doveva trovare un altro modo, magari un lavoro che unisca la voglia di scrivere con la necessità di essere occupato. Già, ma quale? L’ex scrittore viene sballottato nei suoi pensieri e istinti primordiali come una conchiglia nel mare, ogni frase è un onda che lo travolge e lo allontana dalla soluzione. Senza responsabilità e scadenze, Mr Gywn si trova  dover prendere le misure della sua nuova vita. Improvvisamente una sorta di racconto della sua strana esperienza odierna prende forma nella sua mente e Jasper si sente euforico come quando scriveva. Involontariamente aveva trovato la soluzione: scrivere con la mente. Scene e copioni mentali che permettono alla sua creatività di esprimersi e al suo animo e onore di non sentirsi traditi. Pensare, ragionare, raccogliere informazioni gli permette di costruire storie fantastiche, riproducibili. Come un pittore alle prese con la tela bianca. Ogni forma di arte ha bisogna di prendere vita, nella cura dei dettagli si trova l’immediato sollievo. Questa sarà la via di uscita del protagonista che attraverso nuovi incontri e re-interpretazioni di sé, trovare il suo posto nel mondo. Baricco sorprende nuovamente il lettore con una storia straordinaria narrata con elegante semplicità. Coinvolgono ogni animo sensibile e lo guidano nel labirinto mentale del protagonista in cui si può rispecchiare ognuno di noi. La vita pone sempre dei bivi improvvisi e ignoti. Lo scrittore ci insegna che bisogna intraprenderli con consapevolezza e voglia di giocare, come se la nostra esistenza si svolgesse sempre un palcoscenico.

    [... continua]

  • "conosci la voce del silenzio?
    Ti fidi del buio?
    Ti fidi di te stesso?"

    Semplicità e profondità sono l’ossimoro vincente di Clara Sanchez. La celebre autrice spagnola torna nelle librerie con " La voce invisibile del vento", dopo l'incredibile successo del "Profumo delle foglie di limone".
    Un nuovo romanzo che si prospetta essere un nuovo successo editoriale in grado di annodare il lettore alle pagine.
    "La voce invisibile del vento" è uscito in Spagna nel 2008 (due anni prima del grande successo con il suo primo best seller),  ma solo quest'anno è stato tradotto per gli altri paesi europei.

    La trama
    Spagna, località di Las Marinas.
    Una famigliola madrilena, Julia, Félix e Tito di 6 mesi, partono per le vacanze estive
    .Julia sente una persistente stanchezza e una strana sonnolenza dopo la nascita del bambino. Dopo cinque ore di viaggio senza imprevisti, arrivano in un intrico di viuzze che s’incrociano a perdita d’occhio in un assembramento di complessi residenziali appiccicati tra loro, individuano il loro residence, scelto su Internet: gli oleandri.
    Julia ha dimenticato di portare il latte per Tito: “Vado io a prendere il latte, resta tu con il bambino”, dice a Félix, esce e non ritorna
    La luce si è ritirata verso qualche luogo nel cielo, il buio della notte avvolge le strade del paese e il mare è nero come la pece.
    Julia ha perso la strada di casa, è circondata solamente dal silenzio e sente solo la voce del vento che soffia dal mare, profuma di sale e fiori.
    La protagonista non ricorda cosa sia successo, improvvisamente si è ritrovata in macchina, sulla strada del ritorno ma senza soldi, documenti e cellulare.
    Strade deserte intorno a lei, le case sulla spiaggia sembrano tutte uguali.
    Julia prova a contattare la sua famiglia  da un telefono pubblico, ma la linea è sempre occupata.
    Tra le vie oscure e labirintiche c'è solo una luce, quella di un locale notturne, che decide di raggiungere.
    E' la sua unica chance.
    La giovane donna troverà ad aspettarla,un uomo affascinante, con la barba incolta e l'accento dell'Est Europa, che sembra sapere tante cose su di lei. Il suo nome è Marcus.
    Julia ha la sensazione di averlo già incontrato, perciò fidarsi di lui è molto semplice.
    Come un sentiero che si biforca, il romanzo prende un avvio bilaterale: da una parte Félix nella disperata e anche fiduciosa speranza che Julia si risvegli da questa strana forma di narcolessia temporanea aggravata dall’incidente ed esca da questo suo mondo parallelo di sogni, dall’altra Julia vive, in questa fase onirica, accadimenti imbarazzanti, sentimenti contrastanti e incontra persone, in particolare, l’enigmatico e affascinante Marcus, l’uomo dell’Est, che non sono altro che le proiezioni o meglio le rielaborazioni del suo inconscio.
    Come narratrice esterna, ma conoscitrice dei fatti, l'autrice Clara Sánchez entra nel cervello dei due protagonisti, svelando caratteri, personalità, stati d’animo.

    [... continua]