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Autore

Fabio Avena

in archivio dal 25 feb 2017

22 marzo 1976, Palermo - Italia

segni particolari:
Scrivo di me, tra poesia e prosa. Vivo di attimi, emozioni, pensieri, ispirazioni che ho dentro l'anima. Attento osservatore, pensatore ribelle, fuori dagli standard. Profondo ascoltatore di stati d’animo e nuove idee.
Scrittore autodidatta tra prosa, satira, poesia e sete di verità.

mi descrivo così:
Introspezioni, meditazioni, esperienze, semplici accadimenti quotidiani che trascrivo di getto, in quelle che amo definire 'le mie istantanee di momenti in divenire’. Credo in Dio. Amo il cinema, l'arte, la natura, la conoscenza in senso ampio. La mia passione di sempre è il ballo, la street dance.

25 febbraio alle ore 14:13

Herbert

Il racconto

Herbert, uomo sulla trentina, adagiato sulla sabbia fissava inquieto l'infinito orizzonte che si estendeva ben oltre la sua fervida immaginazione.
L'uomo cominciò a volare, in alto con la fantasia, mischiando sogno a realtà, mentre le sue nude ossa toraciche erano a contatto con delle garze imbevute di una sostanza bluastra, il Placebo.
Quello sì che era un toccasana per un sognatore come Herbert, il quale cercava assiduamente uno sprazzo di appagante illusione tra la realtà che lo circondava, suo malgrado.
Dopo le prime applicazioni epidermiche di Placebo, egli si sentì come rinascere, o meglio come sgusciar fuori dal baccello crisalideo per tramutarsi in agile farfalla.
Passati circa trenta secondi dall'applicazione di Placebo, Herbert cadde in un piacevole torpore.
Come in dormiveglia, vide d'improvviso una luce verdognola avvicinarsi a sé.
Questo strano bagliore lo accecò, creandogli degli stati confusionali che gli fecero balzare alla vista dapprima fiale variopinte, disposte ad arco, e subito dopo delle mani con lunghe dita affusolate di una tinta argentea, che sapientemente imbevevano tali fiale in strani fluidi giallognoli con l'esperienza, la saggezza arcaica di un vecchio sciamano.
Mentre Herbert giaceva ancora supino sulla spiaggia, sotto l'effetto Placebo, due tizi gli si avventarono contro frugando nelle sue tasche vuote.
Non trovando nulla di cui appropriarsi, i due decisero di darsela a gambe mollando il povero malcapitato, il quale, come un sacco di patate, ripiombò inerme a terra.
Passarono diverse ore.
Si fece buio, ma nessun passante notò il corpo accasciato di Herbert.
Nel corso della notte, sinistri ululati fecero presagire che di lì a poco un violento temporale si sarebbe scagliato su tutto il litorale.
In effetti, dopo qualche istante, un imponente nubifragio si scatenò inondando la costa orientale di Romville, creando non pochi ingorghi nella superstrada adiacente il lido Sundee, dove Herbert suo malgrado giaceva.
Intanto, le palpebre di Herbert cominciarono a sussultare a contatto con la pioggia che le bagnava, quasi ad indicare a chiunque lo avesse visto, lì, sul lido che lui era ancora vivo.
Difatti, Herbert si trovava in uno stato di piacevole dormiveglia, e nemmeno i morsi della fame lo avrebbero scomodato.
Quando il temporale si fece più minaccioso, e la pioggia si tramutò in grandine, anche gli occhi socchiusi di Herbert si spalancarono, mostrando tutto lo stupore, l'angoscia di chi dopo un bel sogno si risveglia nell'incubo agghiacciante della dura realtà, in preda allo smarrimento più totale.
Herbert gettò un possente urlo, che, nonostante i tuoni riecheggiò lungo il solitario lido, mentre gli squarci giallastri di un lampo illuminavano come in pieno giorno il suo volto tremante, i suoi occhi stralunati che imploravano aiuto.
Le labbra del povero disgraziato erano del tutto screpolate, sanguinanti.
I capelli arruffati, sudici di sabbia.
Era a torso nudo.
Sul torace recava ancora le garze incriminate, colpevoli di lì a poco della sua tragica e isolata fine.
Sì, proprio quell'apparente toccasana, che altri non era se non il Placebo, consumò le sue logore carni, dapprima immobilizzando i suoi arti oramai gelidi, e poi, a poco a poco fagocitando i suoi neuroni, i centri pulsanti del cervello e del cuore, spazzando via in men che non si dica un'altra inconsapevole e giovane vittima dal lido Sundee, tristemente noto anche come Last Placebo.

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