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Autore

Fabio Avena

in archivio dal 25 feb 2017

22 marzo 1976, Palermo - Italia

segni particolari:
Scrivo di me, tra poesia e prosa. Vivo di attimi, emozioni, pensieri, ispirazioni che ho dentro l'anima. Attento osservatore, pensatore ribelle, fuori dagli standard. Profondo ascoltatore di stati d’animo e nuove idee.
Scrittore autodidatta tra prosa, satira, poesia e sete di verità.

mi descrivo così:
Introspezioni, meditazioni, esperienze, semplici accadimenti quotidiani che trascrivo di getto, in quelle che amo definire 'le mie istantanee di momenti in divenire’. Credo in Dio. Amo il cinema, l'arte, la natura, la conoscenza in senso ampio. La mia passione di sempre è il ballo, la street dance.

25 febbraio alle ore 13:59

Uragano

Il racconto

"Uragano in arrivo", esclamò Sam, mentre il capitano attraverso le sue opache lenti scrutava avidamente la sua personalissima copia della Monnalisa.
Intanto, la nave cominciò a sobbalzare sulle onde.
Il capitano non poté fare a meno di distogliere lo sguardo dalla sua 'amata del dipinto'. Immediatamente, fu dato l'ordine di cambiare rotta verso una zona più calma, ma l'uragano imperterrito continuava ad avvinghiare a sé la nave quasi a volerla inghiottire nelle sue invisibili ma letali fauci.
L'equipaggio faceva il possibile per arginare l'ostacolo, ma dal canto suo il capitano si riteneva già spacciato, al punto da voler lanciare un ennesimo languido sguardo alla sua 'amata', prima di soccombere da eroe in mare.
Sicuramente, gli unici veri eroi, in quel frangente temporale, erano i ragazzi dell'equipaggio, i quali, come forsennati cercavano di fare il possibile per salvare la pellaccia; mentre il capitano, forse stanco di un'esistenza grama e meschina, aveva trovato invece nell'uragano improvviso la giusta occasione per mettere fine ai suoi dolori esistenziali, ai patimenti morbosi che provava per l'unica 'donna' della sua vita, la Monnalisa.
L'equipaggio, al limite della sopportazione umana, cercava in ogni modo di virare verso porti più sicuri, ma, la faccenda sembrava assumere una brutta piega.
Il capitano, immerso nella contemplazione della sua 'amata', si sedette sul legnoso pavimento della cabina, abbandonato, come in estasi, ignorando la tormenta che dall'oblò dello stanzino sembrava voler risucchiare nel suo vortice letale ogni singola forma di vita in quella nave.
D'improvviso, un lampo interno, una scintilla negli occhi del nostromo.
Si alzò di colpo, corse verso l'esterno, prese un secchio ed iniziò furiosamente a spalar via tutta l'acqua che poté dal pontile dell'imbarcazione, ormai fradicio e allagato.
Gli uomini dell'equipaggio, vedendo il loro capitano e la sua inaudita tenacia, come rinvigoriti da nuova energia, continuarono così con nuova lena a virare.
L'uragano sembrava quasi essere cessato, dopo aver riversato tutta la sua furia temporalesca sull'imbarcazione, che, nonostante tutto, aveva resistito abbastanza bene al forte impatto burrascoso, senza riportare gravi perdite allo scafo.
Il sole cominciò a brillare sul pontile.
I volti spossati dei marinai, da terrorizzati che erano qualche istante prima, ora brillavano radiosi.
Sam si avvicinò con perplessità al capitano, scrutandolo con riverenza e incertezza.
Gli chiese quale fosse stata la 'molla' che lo aveva spinto ad andare avanti, a infondergli quell'inaspettata audacia che mai prima d'ora egli aveva mostrato ai suoi uomini.
Il volto del nostromo assunse una nuova espressione, che lo fece sembrare più giovane, arzillo più che mai, e un magnifico sorriso da adolescente si stampò sui suoi zigomi.
"Sam, ricordi quel famoso detto ? 'Finché c'è vita, c'è speranza'.  Ebbene, adesso questa speranza non mi abbandonerà più, almeno credo!"
"Non capisco... cosa intendete dire, capitano ?"
"È semplice, Sam! Ci sono momenti nei quali un uomo deve scegliere quale valore mettere al primo posto, a cosa più tenere realmente per andare avanti. Bene! Mentre mi trovavo lì sotto, in cabina, ho fatto una scelta decisiva. Il mio equipaggio è più importante di una 'donna'. E così è stato!"
"Capitano, ma allora lei è... lei è... g-guaritooo!"
"Direi proprio di sì! Sì, sto benone! Mi sento davvero rinato! Si torna a casa! Forza miei prodi!".

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