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Autore

Fedel Franco Quasimodo

in archivio dal 04 dic 2006

04 agosto 1960, Catania

mi descrivo così:
56 anni, impiegato scritti aforismi, poesie introspettive, sociali, religiose, numerosi riconoscimenti in concorsi letterari nazionali ed internazionali; presente in varie antologie. Accademico dell'Accademia Costantiniana di Palermo; Accademico e Cavaliere della Cultura Dell'Accademia il Rombo

17 luglio alle ore 17:52

Don Bosco

Giovannino è un prete unico ed esemplare.
Non basta la Messa
e il Sacramento della riconciliazione;
occorre andar per le strade
e spargere esempio
che trae più delle parole.
Una misericordia colma di amore.
La gioventù sola, traviata, depressa:
il cor di Giovannino
sanguina con essa.
Giovannino è insuperabile giocoliere;
salgono e scendono i birilli,
con collaudata maestrìa,
senza toccar mai terra.
Don Bosco
ha il potere di sconfiggere
nell'anima la guerra.
Il giovinastro spaccone
getta al macero, con decisione,
la carta della irriferibile bestemmia.
Una indimenticabile passeggiata
per le vie della città.
Un nutrito gruppo
di giovani carcerati
girovaga,
senza manette
e tutori dell'ordine.
Tutti in fila
dietro a Giovannino.
A sera inoltrata
risponderanno orgogliosi
al contrappello:"Presente!"

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