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Autore

Francesco Giuliano

in archivio dal 13 set 2011

Idria - Italia

segni particolari:
Barba bianca e capelli radi. Scrivo e pubblico articoli di Didattica della chimica in "CnS" (SCI) e in "Scienze & Ricerche" (AIL), in www.latinainvetrina.it, in www.buongiornolatina.it e in http://educa.univpm.it. Aborro la separazione della cultura umana, che è una e una sola.

mi descrivo così:
I romanzi:I sassi di Kasmenai,Il foglio;Come fumo nell'aria, Prospett.Ed.;Il cercatore di tramonti, Il foglio; L'intrepido alchimista,SensoInversoEd.; Sulle ali dell'immaginazione,Aracne. Le poesie: M'accorsi d'amarti;Quando bellezza m'appare;Ragione e sentimento;Voglio lasciare traccia,Libr.Ed.Urso

16 maggio alle ore 19:59

Sulle ali dell'immaginazione

di Francesco Giuliano

editore: Aracne

pagine: 232

prezzo: 12.46 €

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Francesco Giuliano è professore di Chimica e Tecnologie chimiche per licei superiori, oltre che docente a contratto per l’università. Dati per nulla insignificanti, anzi, hanno a che fare con “Sulle ali dell’immaginazione” (Aracne), il suo ennesimo libro, per almeno due motivi: il primo è una conferma, quella che mette tra gli scrittori pure chi per professione non si occupa direttamente di scrittura (giornalisti, critici letterari, ecc.), e questo può essere un “bene” (esistono diversi avvocati, commercialisti e addirittura ristoratori che hanno pubblicato libri di successo); il secondo è il romanzo stesso. Un romanzo autobiografico perché ambientato nei luoghi frequentati da Giuliano, perché scritto come se l’autore avesse una telecamera sulla fronte per osservare – facendosi notare – l’amore degli altri o provato sulla pelle. Un amore giovane, inesperto, per questo banale ma certamente tenero. È l’amore tra Fausto e Monica, entrambi liceali, entrambi uniti dal curioso destino che vuole i genitori occuparsi di chimica proprio come lo scrittore.
Giuliano racconta l’amore gettandosi a capofitto su di esso, rischiando però di cadere essendo trattenuto da un filo sottile che affida alla narrazione la parvenza di una fiaba condita da dialoghi poco fitti limitando la discorsività. Ecco, dunque, a proposito dei dialoghi, che Giuliano sceglie spesso di accompagnare molte battute con una precisazione sintattica in più (“precisò il padre”; “chiese Fausto”; “rispose la madre”) e sequenziale che rende la lettura come gestita da un'altalena. E ancora, alcuni dialoghi appaiono surreali se affidati a giovani liceali del nostro tempo:
“… nel nostro rapporto sono orientata da quel sublime sentimento qual è l’amore […] Godevano la mente e il cuore, ma ne godevano anche i sensi”.
“[…] L’amore è il sentimento umano più nobile che permette di evadere dalla realtà. L’amore fa estraniare dal mondo e dalle pochezze individuali […]”.
Ecco quindi che l’amore descritto da Giuliano diventa poesia, ma una poesia colta e distante dal linguaggio quotidiano. Giuliano avrebbe dovuto assegnare un periodo storico, diverso da quello attualmente vissuto, per evitare di cadere in una scrittura solo immaginaria o abituata a vecchi contesti personali. Questa certificazione trova conferma quando l’autore, affidando l’azione a uno dei protagonisti, cita un passo del famoso “Cyrano de Bergerac” di Edmond Rostand rendendo inusuale questa presenza tra giovani notoriamente per lo più a distanza dalla lettura, addirittura di un classico.
Ciò che manca è, prima di tutto, un contesto temporale evidente, l’esplosione di bombe sulla testa se necessario o radio libere che trasmettono il nulla; qualcosa che conduca a un preciso momento. Un peccato, certo, comunque insufficiente per pensare di allontanare il lettore dal sempre sorprendente amore a prima vista.

recensione di Daniele Campanari

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