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Autore

Franco Di Mare

in archivio dal 30 mag 2012

28 luglio 1955, Napoli

segni particolari:
Ho passato la mia vita giornalistica a fare l'inviato di guerra, oltre a seguire diverse elezioni in tutto il mondo. Mi sono occupato anche di mafia e camorra.

mi descrivo così:
Sono un giornalista e conduttore, legato alla RAI dall'83.

30 maggio 2012 alle ore 8:09

Non chiedere perché

di Franco Di Mare

editore: Rizzoli

pagine: 296

prezzo: 11,05 €

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Coinvolgente, emozionante, commovente, vero: questi aggettivi e tanti altri ancora caratterizzano quest’opera prima di Franco Di Mare, volto noto della televisione, giornalista con un palmares di tutto rispetto soprattutto dalle zone di guerra più calde del pianeta; raccogliendone i ricordi ha costruito uno spettacolo teatrale che è poi diventato un libro dal titolo “Il cecchino e la bambina”. “Non chiedere perché” è il suo primo romanzo e se il buongiorno si vede dal mattino, Franco Di Mare ci regalerà ancora altri “gioielli” come questo.
…“serve un pizzico di follia per inseguire, nella vita, quello che a tutti appare un sogno irragionevole”: questa storia, ispirata a vicende realmente accadute, ruota attorno a un bellissimo atto d’amore che, a dispetto delle bombe e della burocrazia, si è potuto compiere grazie all’aiuto provvidenziale di due donne e alla determinazione incrollabile di un uomo che torna a Sarajevo nel 2005 per salutare un amico che sta morendo e la trova completamente cambiata da com’era nel 1992 quando per tre settimane ci ha vissuto come inviato. E’ l’occasione per rivivere quegli anni in un lungo flash back.
Un sorprendente talento narrativo quello di Franco Di Mare che avevamo potuto già apprezzare nel delizioso racconto breve “Casimiro Rolèx” ambientato nella “sua” Napoli e che qui ha potuto trovare lo spazio adeguato per parlare di una guerra, a due passi dall’Italia, di cui pochi di noi hanno percepito la gravità e la vastità, come dice l’autore “l’assedio più brutale e sanguinoso avvenuto in Europa dai tempi della Seconda guerra mondiale”.

recensione di Daniela Domenici

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