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Poesie di Gabriella Stigliano

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  • 27 settembre 2013 alle ore 22:44
    IL MIO SPIRITO GUARDIANO

     Il mio spirito guardiano
    attende ogni notte
    l’astro di fuoco bianco
    che fa luce
    sui tuoi pensieri sovrapposti
    ai miei cieli neri,
    pensieri mutevoli nei sogni,
    distanti da torbide fonti
    e sacri come calici
    di eterne preghiere
    che dissetano
    e redimono le ombre
    inconsce ed inquiete
    del mio predestinato
    spirito guardiano.
     
     

  • 07 agosto 2013 alle ore 3:02
    Il tuo sorriso

    Un fascio di luce bianca
    emana il tuo sorriso
    che hai sempre inciso
    sui mille volti della tua vita
    e non smette di illuminare
    la gente attirata
    dal tuo modo d’amare.
    Sei una fonte incessante
    di carica positiva,
    sei la vita stessa
    ed il primo elemento
    che tesse visioni di meraviglia.

  • 12 luglio 2013 alle ore 23:18
    LA NAVE

    Ricordo una nave,
    una nave bianca
    con una striscia blu
    o azzurra.
    Parlava di un uomo
    che aveva amato
    pur non essendo ricambiato;
    parlava di uomini
    persi sulla strada
    dell’ Amore;
    parlava di un mondo
    spaccato in due
    o più parti
    per la parola Amore.
    Io ci son salita
    qualche volta
    su quella nave,
    ma ogni volta
    mi mancava il respiro
    e non riuscivo bene
    a respirare
    quell’aria che emana,
    quel puro ossigeno
    che noi tutti
    non riusciamo
    a sostenere.
    Ma credo che
    alcuni giorni
    sulla nave ci son stata
    e molto spesso
    mi son rifugiata,
    per poi tornare
    e da sola ricordare.
     
     

  • 08 luglio 2013 alle ore 18:25
    Profondità

    Mi ritrovo
    nelle oscurità dell’essere,
    perdendo i miei passi
    nei labirinti bui
    dei miei pensieri.
    Respiro nel silenzio,
    dissolvo il mio presente,
    germoglia un po’ di luce
    negli occhi miei riflessi
    sullo specchio dei ricordi,
    che dimorano segreti
    nella casa immaginaria
    di un altro tempo,
    vissuto a cuore aperto
    nel petto mio tremante,
    pesante di emozioni
    necessarie più dell’aria.

  • 05 luglio 2013 alle ore 16:24
    La mia avventura

    Aggressiva e sfuggente,
    l’avventura così si presenta.
    Pioggia addosso,
    vento e foschia;
    ponti di ghiaccio,
    treni d’avorio.
    Voglia di andare,
    esplorare,
    cercare.
    Cercare le ali,
    cercare più lune.
    Avventurarsi senza sosta
    come il volo di un rapace,
    come un flusso di cascate.
    E poi via, correre via
    gridare al mondo
    che il mondo è magia,
    e senza vergogna,
    senza timore,
    sfrenare lo spirito
    e la ragione.

  • 05 luglio 2013 alle ore 0:24
    Sacrificio della natura

    Nel giardino annerito
    di un mondo lacerato,
    c’è ancora l’odore
    di un cespuglio profumato,
    che cespuglio non è,
    ma un uomo ripiegato,
    di foglie ricoperto
    e di fumo annebbiato.
    E’ stato l’unico
    ad apprezzare fino in fondo
    la natura,
    non sradicando
    per poi innalzare grigie mura,
    ma curando i suoi paesaggi,
    comprendendo
    della natura i linguaggi.
    Il mondo ora è distrutto,
    ma rinascere potrà
    da un sacrificio d’amore,
    da un atto di dolore,
    dalla vita preziosa
    che quell’ Uomo darà.

  • 05 luglio 2013 alle ore 0:23
    La mia realtà

    Ho perso le ali
    sotto un arco di menzogne,
    le ho ritrovate
    sui rami di un albero
    rivolte al cielo.
    Sono sveglia
    mentre la vita dorme,
    pregando a bassa voce
    nel tempio decadente
    della mia anima.
    Cammino
    tra le statue logore
    e il colonnato,
    senza scarpe,
    senza età
    e quando arriva l’alba
    con un inchino
    mi dimetto
    dalla mia realtà.

  • 05 luglio 2013 alle ore 0:16
    Dedicato a me

    Predicavo parole d’amore,
    gioivo,
    soffrivo,
    lenivo il dolore.
    Dipingevo uomini soli
    nel silenzio di un pensiero,
    nel candore dell’essenza,
    nelle ombre del mistero.
    Provocavo sorrisi
    e amarezze,
    confondevo l’amore,
    rubavo carezze.
    Questa ero io
    e forse lo sono ancora,
    ma adesso vado via
    senza geometrie
    dal mio regno crepato
    che si scolora.