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Poesie di Iris Vignola

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  • 31 marzo 2015 alle ore 17:34
    UN SORRISO VESTITO D'ANIMA

    IRIS VIGNOLA

    UN SORRISO VESTITO D'ANIMA.

    Con un sorriso vestito d'anima,...
    lasciai il mio involucro assopito,
    per levitare in alto, nel corpo mio astrale,
    onde elevarmi lassù, nel blu cobalto
    d'un cielo non fattosi ancor nero inchiostro.
    Verso le stelle, m'innalzai, in quella tarda sera,
    che stavano accendendosi, per illuminar la notte.
    Mi scrutarono in viso, con enigmatico sorriso,
    avean tessuto un magico velo, disteso fra di loro,
    nel quale i sogni imprigionare,
    lasciandone sol taluno libero di volare,
    affinché potersi realizzare.
    M'incupii, giacché i miei eran tutti prigionieri.
    Guardai le stelle, sempre più lucenti,
    che, come sfingi, apparivan misteriose.
    Lo sguardo mio trasudava parole,
    insieme a lacrime, come cristalli di sale.
    E con stupore, in quello spazio senza tempo,
    osservai i sogni miei volare,
    nel cielo fattosi ombroso, verso l'immane infinito.
    Fu allora che compresi ciò che sarebbe avvenuto,
    tant'è che quel sorriso, vestito d'anima,
    spuntò di nuovo sul mio viso, testé radioso.
    Ringraziando le stelle, discesi in tutta fretta,
    per far rivivere il corpo mio, in placida attesa,
    supino e immobile, sul letto ancor giacente, che parea sorridere, come sapesse
    del dolce incanto, accaduto in quel del cielo,
    in una notte serena e confortamte.
     

  • 31 marzo 2015 alle ore 17:33
    LA PASSIONE DI CRISTO

    IRIS VIGNOLA

    LA PASSIONE DI CRISTO

    Limpido cielo, di stelle ammantato,
    in quella gelida notte, nella quale sei nato,
    finanche, da vivida cometa, attraversato,
    onde annunciar sublime avvento,
    tra paglia, nell'angusto antro,
    in miseri panni e solo riscaldato
    dal fiato del bue e dell'asinello,
    Tu, Umile e Divino Bambinello,
    dall'eterea dimensione, proveniente,
    sull'angosciata Terra,
    per volontà del Padre Tuo Vivente.
    Regali gesti, dalle miracolose mani,
    generate per sanare e per donare
    ciò che era andato perso,
    per un destino avverso,
    da chi, nel proprio cammino, Ti ha incontrato
    ed il Tuo verbo, ha fatto suo,
    per cui, ogni peccato, gli è stato cancellato.
    Carismatiche parole, dalla Tua bocca,
    di pace, perdono,
    speranza, fratellanza,
    rivolte alla crescente folla,
    che ha barattato il cuore, in cambio del Tuo amore,
    per mezzo delle quali, mutando triste sorte,
    la vita, hai restituito,
    sconfiggendo la morte,
    su chi, di Te, la veridicità, ha recepito.
    Tu, come Buon Pastore,
    hai conquistato il cuore,
    di chi, di Te, ha compreso
    che fossi, in verità,
    il Messia tanto atteso,
    del Creatore, l'Unigenito Figlio,
    fattosi uomo e, tra i suoi simili, sceso,
    per prender su di sé,
    del mondo, diabolico peccato.
    Ed affinché ciò si avverasse,
    fosti straziato ed umiliato,
    a seguito di, con un bacio, esser tradito
    da chi, al desco Tuo, si era seduto
    ed aveva, con Te, intinto il pane consacrato,
    spezzato e dispensato,
    come Tuo Corpo, sulla Croce, immolato
    ed il vino, dal calice, bevuto,
    offerto, al pari del Tuo sangue, versato,
    per l'Eterno Patto,
    dal dorso, che lo scudiscio ha martoriato,
    dal capo, che le spine della vile corona hanno violato
    e, appresso che, durante la via,
    cadesti, sotto, della Croce, il grave peso,
    da taluni reietto e disprezzato,
    bensì, dai giusti, immensamente amato,
    dai piedi e dalle mani,
    trapassati dai sacrileghi chiodi
    e dal costato,
    dove, non ancor paghi del male compiuto,
    vigliacchi, Ti hanno altresì ferito.
    Tu, Essere Celeste,
    che, di alcun male, Ti sei macchiato
    ed hai, all'inverso, gli stolti carnefici, perdonato,
    che, all'insano ordine, hanno obbedito,
    senza capir realtà di Colui che stavano uccidendo
    e che, a Dio, l'innocente Suo Spirito, rimetteva,
    che fosse in ver chi, d'esser, predicava.
    "IO SONO LA VIA, LA VERITA' E LA VITA.
    CHIUNQUE CREDERA' IN ME NON MORIRA' MAI"
    Pronunziò, avanti la sua Ascesa,
    Gesù, chiamato il Nazareno,
    o il Cristo, dell'Onnipotente, l'Unto,
    il Messia, il Salvatore...
    Comunque sia...il nostro adorato Signore,
    che, per nostro amor, ha donato la Sua vita.
     

  • 31 marzo 2015 alle ore 17:29
    A MIO PADRE

    IRIS VIGNOLA

    A MIO PADRE

    Non ho scritto mai, per te,...
    alcuna frase, nel corso della vita,
    giacché son vaghi i ricordi,
    avendomi lasciata ancor bambina..
    Flash, nella mia mente,
    riportano a quell'età solare
    dove i pensieri volavano leggeri,
    sull'ali bianche della spensieratezza
    di quell'infanzia che m'appariva lieta,
    in specie, nei giorni della festa,
    quando s'andava, in campagna, a passeggiare,
    con il vestito domenicale e lindo,
    tenuto in serbo tutta la settimana,
    io a cavallina, sulle tue spalle sicure,
    guardavo il mondo, trovandomi su, in alto,
    quasi vicina a toccar il cielo con la mia piccola mano.
    Anche il mio nome, rammenta il tuo ricordo,
    di quella notte che udì il mio primo pianto,
    quando cantasti l'Iris di Mascagni,
    con la tua voce che vorrei poter sentire. Padre mio amato e troppo presto perduto,
    idealizzato nel ricordo che ho nel cuore,
    son qui a scriver, per te, d'amor, parole
    dolci come le caramelle che non mancavi di portare,
    a questa piccola tua figlia, prima di dover andare
    in una vita celestiale, che ti richiamava a sé,
    a cui non ti potesti rifiutare.
     

  • 31 marzo 2015 alle ore 17:22
    SE MI VUOI

    IRIS VIGNOLA

    SE MI VUOI

    Se mi vuoi, non occorrono parole......
    Guardami...
    Non son forse il tuo sole?
    Lascia trapelare il silenzio, senza smetter di guardare,
    arrivando come un'onda che abbandona il suo mare,
    per sfiorare ed unirsi all'arenile.
    S'infrange sulla pelle che si lascia ognor lambire, lo sguardo tuo,
    raccontando, al cuore mio,
    le dolci frasi che le labbra non saprebbero esplicare.
    Scruta gli occhi che hai davanti,
    veritieri traditori dei reconditi pensieri della mente,
    penetra or ora l'anima ignuda ed indifesa,
    per carpirne gli esaltanti e inestimabili segreti,
    che conducono al portale della dimensione astratta.
    Ma ancor concreta, tua sarò,
    nella silente attesa d'una sgargiante aurora,
    che possa baciare i nostri corpi addormentati dopo l'estasi d'amore,
    ancor dapprima d'udire, vicino, il tuo respiro,
    o percepire il tocco delle mani sul mio viso.
    Nell'ovattato silenzio, s'odono i palpiti del nostro cuore
    e il tuo mi sta dicendo che mi vuoi,
    mio immenso amore.
     

  • 31 marzo 2015 alle ore 17:20
    LACRIME DI PIOGGIA

    IRIS VIGNOLA

    LACRIME DI PIOGGIA

    Scorre, scivolando sul vetro del finestrino, la pioggia,...
    formando esigui canali
    che, zigzagando, s'avviano verso il proprio destino.
    Lacrime di pioggia, scendendo giù dal cielo,
    ammantato di cinereo,
    tremolanti, si soffermano,
    riprendendo poi quel pianto naturale.
    Intrisa di tristezza per la tua lontananza, scruto
    nel mentre che le fronde, dal vento, sono scosse,
    sotto la cappa velata del mesto orizzonte,
    che non vorrebbe piangere,
    ma risplendere di sole,
    come vorrei pur io,
    se non dovessi dirti sempre addio.
     

  • 31 marzo 2015 alle ore 17:18
    VITE SENZA TEMPO



    IRIS VIGNOLA

    VITE SENZA TEMPO

    Rumoreggia il silenzio,...
    nella coscienza attenta.
    Grovigli di pensieri,
    Intersecati come fili,
    tentacoli, nella mente, radicati.
    Chiazze d'oblio,
    lapsus di vita passata
    e, nel contempo,
    visi improvvisi,
    sprazzi d'eventi remoti,
    come lampi che affiorano dall'io.
    Giù nel profondo,
    scavando tra memorie antiche
    che, sapienti,
    riconducono i ricordi,
    appartenenti all'anima immortale.
    Effimere vite,
    vissute quanto un battito di ali.
    Realtá irreali,
    materia che non vale quasi niente,
    che si disgrega,
    come nuvola col vento,
    sotto l'inverecondo influsso
    d'un fuggente tempo,
    che lo spirito non teme, ma divora,
    nutrendosi di fasci d'ore e di minuti,
    onde approdar all'esistenza muta,
    in una dimensione ancora pura,
    nel suo non tempo,
    eterno ed assoluto.

  • 31 marzo 2015 alle ore 17:12
    IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI

    IRIS VIGNOLA

    Il silenzio degli innocenti

    Silenzio, nella verde valle ridente,...
    in cui la natura,
    in quell'aurora radiosa,
    è ancora, nel sonno, assopita.
    Echi improvvisi la invadono,
    poi disperdendosi,
    nell'ossigenante aria,
    testè fattasi frizzante.
    Echi di urla strazianti,
    di belati stridenti,
    contrastanti nel perfetto scenario
    del giorno nascente.
    Echi di sofferenza,
    occhi saturi di doloroso languore,
    delle vittime designate, tenere carni al macello,
    brutalmente trascinate.
    Sangue, dissacrante,
    colora la terra di purpureo rosso
    e l'odore di morte prevarica,
    ad oltranza,
    dei fiori, la fragranza.
    Poi torna il silenzio,
    a regnare con clemenza,
    donando, della pace,
    solamente la parvenza,
    nella valle, tutt'intorno.
    Il silenzio di creature innocenti.
    Il silenzio delle vittime dell'uomo

  • 31 marzo 2015 alle ore 17:07
    SCARPETTE ROSSE

    IRIS VIGNOLA

    SCARPETTE ROSSE

    Leggiadra all'apparir, sovvieni, al pari di dolce farfalla,...
    volteggiante nell'aria tiepida di primavera in fiore.
    Son ali colorate, le tue scarpette rosse,
    di lucente raso create, nastrate alle caviglie,
    come, da tempi immemori, son solite far le ballerine.
    Punte gessate, su cui spiccare il volo,
    acciocché farti ammirare, tentando di scordar dolore e ansia,
    roteando, aggraziata, in vorticose pirouettes infinite,
    esile trottola, nell'armoniosa danza,
    ritmata al cadenzar d'una soave melodia,
    nell'attitude, nel fouetté, nel pas de chat,
    nel coup de pied, nel developpé, nell'arabesque,
    le tue movenze fluidamente delicate trasudano energia
    e fan di te poesia, sublime libellula danzante,
    sposata al sacrificio, senza alcun indugio,
    a cui ti doni con passione e dedizione,
    per tornare ad esser ancora e ancora notturna falena,
    attirata dall'aura iridescente della scena,
    nell'istante supremo d'apertura del sipario,
    quando, ad occhi chiusi, trai un respiro più profondo,
    per balzare dalle quinte e volare su quel palco,
    avvolta in altrui vesti, d'organza e di paiettes,
    giacché narrar le storie, con la tua suggestiva danza,
    preludio, fulcro, epilogo del cantico d'amore.

  • 15 marzo 2015 alle ore 19:20
    ANIME

    IRIS VIGNOLA

    ANIME

    L'anima,

    come scintilla di luce,

    esplode nel corpo,

    non visibile agli occhi,

    non tangibile al tocco,

    seppure il suo impulso

    governi ogni singolo,

    umano cosmo,

    che abiti

    l'immenso universo,

    nel quale

    luci ed ombre si alternano,

    in strabilianti giochi,

    di cui ci è dato,

    solamente, immaginare.

    E, tra luci,

    di accecante luminosità,

    come spiragli,

    conducenti

    al divino Regno

    e ombre,

    corvini buchi d'inchiostro,

    come tenebrosi varchi,

    sfocianti

    nell'infernale dimensione,

    brillanti infinità di anime,

    pulsanti Esseri

    di lucente energia,

    vagando,

    si confondono

    tra le miriadi di stelle,

    sulle quali risiedono.

     

  • 15 marzo 2015 alle ore 19:19
    AMORE

    IRIS VIGNOLA

    AMORE

    Non so chi tu sia,

    né da dove provenga,

    ma so solamente

    che l'anima mia,

    per te, condannata,

    si è , da adesso,

    eternamente persa...

    Angelo o demone...

    nel mio sogno,

    sei apparso,

    da cui m'hai sottratto,

    per condurmi lontano,

    nel tuo mondo velato.

    Come quella di un Dio,

    la tua beltà,

    a te, mi ha attratta...

    Con un bacio infuocato,

    hai scaldato il mio cuore,

    sul quale, or ora ardente,

    hai impresso il tuo nome...

    ...Amore...

    con il mio sangue,

    al tuo, mischiato,

    giacché sia tua...

    da questa notte...

    per sempre...

     

  • 15 marzo 2015 alle ore 19:18
    ANIMA RIBELLE

    IRIS VIGNOLA

    ANIMA RIBELLE

    Subbuglio in Paradiso,...
    all'albore del tempo,
    caos, che ha intriso l'etere divino,
    nell'istante dell'occulto tradimento.
    Tracotante serpente, di sè, empio,
    dall'angelico aspetto sincero;
    da follia, preso, nel credersi il Dio Vero.
    Portatore di luce, il suo nome,
    malefico sobillatore del complotto audace,
    trascinatore d'angeli corrotti,
    nella celeste dimora,
    dove regnava, sublime, la pace.
    Angelo dissoluto, anima ribelle,
    forte di rabbiosa presunzione,
    per cui sottratto della luce,
    dall'Assoluto Padre,
    ch'egli non ha inteso amare,
    altresì, volutamente, ha rinnegato.
    Angelo caduto, Lucifero,
    condannato a lasciar, sì presto,
    il Paradiso.
    Angelo derelitto,
    indi sconfitto e calato nel baratro infernale,
    a comandare demoni in eterno,
    tra rosse fiamme e dannate anime nere,
    al pari dell'ali sue,
    dapprima candide ed eteree.

     

  • 15 marzo 2015 alle ore 19:13
    A MIA MADRE

    IRIS VIGNOLA

    A MIA MADRE

    Sei qui davanti a me.

    Vedo il tuo viso stanco

    memore di una bellezza ormai sfiorita;

    le Tue labbra un po' sottili, appena curve

    in un impercettibile sorriso;

    i Tuoi occhi verdi

    segnati da una vita dura e difficile:

    la guerra, la fame, la povertà,

    la perdita di una figlia,

    un marito che non ti ha resa felice

    e ti ha lasciata vedova troppo presto

    con tre figli e tante preoccupazioni.

    Ed io,

    nella mia stupidità giovanile,

    sempre pronta alla ribellione,

    sempre dura e prepotente.

    Quante volte ho visto il Tuo viso

    bagnarsi di lacrime,

    per colpa mia.

    Solo adesso capisco il tuo dolore,

    ora che sono due volte madre,

    ora che è troppo tardi.

    “Mamma, perdonami”

    vorrei dirti dal più profondo del cuore.

    Ma non posso farlo.

    Posso solo piangere

    davanti ad una piccola foto

    sopra un tumulo

    e sperare intensamente

    che esista un aldilà

    dal quale Tu mi abbia già perdonata.

     

  • 11 marzo 2015 alle ore 17:25
    COME SCOGLIO SENTINELLA

    Cavalcar l'onda dell'esistenza,
    come maroso del mare,
    infrangendo il negativo accadimento,
    come scoglio spigoloso,
    rinfrangente l'impeto ondoso,
    con la forza d'un guardiano tenace,
    che non cede e resiste all'abisso,
    disperdendo la candida cresta spumosa
    nelll'aria salubre, pregna di particelle di salsedine,
    al pari dell'energia vitale,
    che l'anima rilucente assorbe dal creato,
    espandendola attorno a sé,
    come fosse salmastro.
    Spirito umano sapiente che, in balia del vento contrario,
    si ribella e, come scoglio sentinella, resistente all'assalto impetuoso del mare,
    dal vento tormentato,
    si fregia d'esser essenza immortale,
    resistendo a quello tempestoso della vita,
    rischiando a volte d'affogare,
    per rinascer nuovamente dalle ceneri, come la fenice.

     

  • 11 marzo 2015 alle ore 17:24
    DIVENIR LUCE

    IRIS VIGNOLA

    DIVENIR LUCE

    Momenti rubati al tempo,...
    quasi sospiri d'eterno,
    fatti di piccoli spazi intersecantisi,
    a congiunger due esistenze diverse,
    fondendole nell'unicitá divina,
    al di lâ del proprio ego.
    Deliranti voluttá insaziate,
    ricercanti sublime compimento nell'amore, fautore incontrastato e onnipotente,
    scaturante il desio d'esser noi veri,
    insieme e per sempre.
    Inerpicarsi su per il pendio dei desideri,
    sfiorando il baratro dei sogni infranti,
    fino alla vetta designata,
    assaporando ogni fugace secondo
    d'una simultanea intesa,
    come fosse l'ultimo barlume
    d'un condannato a morte,
    che sente scivolar fra le dita
    quella fuggiasca vita che sta perdendo.
    Realizzarsi in un contiguo infinito
    di poetici pensieri,
    in simbiosi d'energia vitale,
    affinchè tornar ad amare,
    sentir pulsare il sangue nelle vene
    e respirar respiro beneamato,
    quasi aria pura, di cui depurare l'anima agognante.
    Esser noi, soli, divenir luce,
    tra l'ombre d'un vissuto
    lasciato nei meandri del passato.

     

  • 11 marzo 2015 alle ore 17:17
    ELISIR DI VITA

    IRIS VIGNOLA

    ELISIR DI VITA

    Soave mormorio di torrente,
    quasi un bisbiglio dolce e suadente, ...
    accompagnante gemiti sussurrati.
    Seni che sussultano, al sapiente tocco dell'amate mani,
    intanto che il respiro si fa corto,
    nel mentre che discendi lungo il corpo.
    Divampante rogo, hai acceso.
    Baci appassionati, labbra vogliose e compiacenti,
    d'assaporar quell'elisir di vita.
    Sublime istante in cui mi possiedi,
    penetrando la carne mia fremente,
    in un impeto crescente.
    Esilarante, maschio vigore,
    unito ad infinita tenerezza,
    assalgono la mente, priva di pensieri,

    sconvolta dall'irruente estasi d'amore,

    perpetrata ancora e ancora,
    coinvolgente i sensi ormai impazziti,
    che si lasciano condurre dal piacere,
    nell'ancestrale fusione dei due corpi.
    Erba inumidita dagli umori.
    Acqua fresca di torrente scorre,
    zampillante tra sassi e anfratti,
    sussurra il suo magico canto d'amore,
    in quell'eterno mentre..

     

  • 11 marzo 2015 alle ore 17:16
    DOVE SEI?

    IRIS VIGNOLA

    DOVE SEI?

    Dove sei, amor mio?...
    Quando tornerà?...Chiedo a Dio...
    Accolgo, insonne, l'alba nascente...
    Triste risveglio rammenta il tuo nome,
    al mio ricordo,
    che vorrebbe svanire,
    per più non soffrire...
    Bigio orizzonte,
    esplora il mio sguardo,
    che, mai, sa parlarmi di te
    e ricondurti a me...
    Cielo cinereo...di nubi colmo,
    fischiante vento...le fronde smuove,
    pioggia pietosa...lava il mio volto,
    segnato,
    da un tempo
    non più, a me, appartenuto...
    Da tristi giorni...empiti di nulla,
    defluenti
    nel tormentoso mare
    di un'attesa brulla...
    Da lugubri notti...
    privi del seguente languore,
    oltre schermaglie d'amore,
    quando, al tuo corpo, m'attiravi...
    mi coprivi...
    e, con me, t'addormentavi...
    Dove sei, amor mio?
    Guardo il cielo...e, ancora, chiedo a Dio...

    2)

    Io...
    T'invoco...
    Ti prego...
    Ti supplico...
    Fa che cruenta battaglia
    l'abbia risparmiato,
    onde tornar da me,
    amante mio adorato...
    Tra pallide braccia
    di, giovane, sposa...
    trovar vigore dovrà...
    e, certo, amore...
    racchiuso nel cuore,
    ancor troverà...
    Del tenero virgulto,
    nel grembo mio, attecchito,
    è all'oscuro, tutt'ora...
    misero...giovane marito...
    Non tanto tardi,
    ne sboccerà un fiore...
    che, di me,
    amorevole madre,
    avrà occorrenza...
    ma, altresì, di lui,
    orgoglioso padre,
    affinché essere avvolto
    in un cerchio d'amore,
    non può restare senza...

  • 11 marzo 2015 alle ore 17:15
    FOGLIE D'AUTUNNO

    IRIS VIGNOLA

    FOGLIE D'AUTUNNO

    Il vento sibila

    tra le fronde

    ormai ingiallite

    e sembra cantare

    un mesto canto funereo.

    Le foglie rinsecchite,

    agonizzanti,

    si staccano

    e piroettano

    in sua balia,

    come danzatrici su punte gessate

    e, come soavi cigni morenti,

    si lasciano cadere,

    ebbre e silenziose,

    vittime del Tempo Sovrano,

    mutevole e spietato,

    rassegnate alla fine,

    oramai non più così lontana.

    L'una a fianco all'altra,

    sorelle

    accomunate da un unico destino,

    attendono inermi

    di essere spazzate via

    da rami di saggina

    e arse.

    Ma il vento,

    solitamente dispettoso,

    si muove a pietà,

    per loro.

    Le sue raffiche improvvise

    le separano,

    le sparpagliano,

    le sollevano dal suolo

    quasi gelido,

    2)

    trasportandole in alto,

    sempre di più,

    in quel cielo vivido e azzurro

    che, sopra di loro,

    appariva irraggiungibile.

    Ora non lo è più.

    Lassù respirano la libertà

    e svolazzano come farfalle

    dalle ali dorate,

    perdendosi lontano,

    lontane dalle lingue di fuoco

    che le attendevano,

    malefiche.

    Dal loro inferno.

    Il loro viaggio sarà breve.

    Il vento, presto,

    smetterà di soffiare,

    strappandole dall'incanto,

    per rituffarle nella realtà

    e, nuovamente,

    danzeranno per un poco,

    fino a scivolare, dolcemente,

    chissà dove,

    ma, forse,

    la morte, allora,

    diverrà più benevola.

     

  • 11 marzo 2015 alle ore 17:13
    FRANCESCO DA PIETRELCINA

    IRIS VIGNOLA

    FRANCESCO DA PIETRELCINA

    Non la lucentezza

    e la radiosità dell'oro

    rendono maggior splendore

    e omaggio

    alle Tue spoglie terrene.

    “L'argilla diverrà oro

    al cospetto del Creatore”,

    purtuttavia

    vanità e vanagloria,

    essenze

    del vistoso metallo

    che assedia

    e tormenta

    la tua bara di vetro,

    umiliano

    e offendono

    la sobrietà del Tuo pensiero,

    la semplicità dei Tuoi gesti.

    Tu, Santo tra i Santi,

    esposto

    alla vista dei credenti,

    pellegrini veneranti

    e speranzosi

    di una Tua intercessione,

    presso Colui che tutto può.

    Ed io,

    pellegrina tra i pellegrini,

    desiderosa

    della tua benevolenza,

    avrei dissolto

    la Tua cripta dorata,

    indegna sepoltura

    sfavillante,

    smodatamente sfarzosa,

    degna di castelli imperiali

    e residenze reali,

    che ti pone alla stregua

    di principi e re.

    Tu,

    già proiettato al Cielo

    che,

    come impavido guerriero,

    hai sconfitto malefiche entità.

    Tu,

    Francesco,

    Eletto del Signore,

    Umile Frate

    che brilli

    di luce propria,

    più fulgida e abbagliante

    di qualsivoglia preziosità.

    Lungi da Te

    questa ostentazione,

    pur frutto dell'Amore,

    al di fuori

    della Tua straordinaria essenza,

    della Tua concezione eccelsa,

    della Tua sovrumanità.

     

  • 11 marzo 2015 alle ore 17:11
    LA GROTTA DELL'ANGELO

    IRIS VIGNOLA

    LA GROTTA DELL'ANGELO

    Moltitudine di anime,

    nella vasta grotta,

    ascoltano,

    in silenzio,

    la parola del Signore

    e pregano.

    Lo sguardo sorvola

    tutt'intorno,

    nella sacralità del luogo,

    mentre l'emozione

    cattura la gola

    e gocce salate,

    trasparenti,

    luccicanti

    come cristalli,

    sgorgano

    dagli angoli degli occhi,

    scivolando giù,

    lungo le guance,

    inarrestabili.

    Le mani si congiungono

    per una silenziosa preghiera,

    intanto che la mente corre,

    a ritroso nel tempo,

    immaginando il toro,

    immobile,

    nel rifugio precario

    e la freccia scagliata

    dalla mano infuriata,

    tornata,

    come un boomerang,

    a colpire il mandante,

    in quella grotta

    tra le tante,

    in una zona impervia

    e incontaminata.

    Ancora pura.

    La grotta

    prescelta dall'Angelo,

    consacrata

    dalla Sua stessa presenza

    eterea,

    celestiale,

    paradisiaca.

    La grotta in cui Michele,

    Arcangelo di Luce,

    Agguerrito Capo

    delle Guarnigioni Angeliche,

    Intrepido Vincitore

    di orde di angeli del male,

    ha salvato l'animale

    ed è apparso,

    Messaggero proveniente

    dalla Dimensione Divina,

    su quest'angolo di mondo,

    a dare prova di sé

    e del Suo Mondo,

    Eterno,

    Perfetto,

    Immutabile.

    I miei piedi

    calcano la terra

    che hai calcato

    Tu

    e, per questo,

    il mio cuore esulta.

     

  • 11 marzo 2015 alle ore 17:09
    I RIFLESSI DELL'ANIMA

    IRIS VIGNOLA

    I RIFLESSI DELL'ANIMA

    I riflessi, dell'anima mia,

    sfaccettature, inestinguibili e variegate,

    da dissacrante metamorfosi, non intaccate,

    che induce il corpo mio, come petalo sfiorito,

    a morire e, alla polvere, tornare,

    per il destino, di ognuno, già scritto, al principio.

    Riflessi di luce,

    tonalità di colori mutanti

    e rispecchianti emozioni, sensazioni,

    di ogni momento dell'effimera vita,

    che, l'essere, empiono, attraverso la spoglia...

    Quand'esso ama e, l'anima che, di ardore, si nutre,

    di dolcezza, di candore e di eterno amore,

    l'ebbrezza passionale, fa volare,

    liberamente, oltre la materia,

    vagando, lucente rubino, per lo spazio smisurato,

    a lambire la luna, che la guarda attonita

    e a toccare le stelle, del cielo, splendenti sorelle...

    Quand'esso canta, incitandola a viaggiare

    tra terra, sorvolando città, aguzzi monti, correnti fiumi,

    ameni laghi, verdi prati, di fiori, cosparsi, d'estasi profumati...

    e mare, distesa fluida ed infinita, come il cielo, d'azzurro, colorata,

    2)

    su cui, l'anima, rapita, si fa turchina, specchiandosi, inebriata...

    Quand'esso soffre, espandendo il suo dolore,

    fino a travolgerla, per ciò che riserva la vita,

    nel buio opprimente si rifugia, di cui assume l'oscuro colore,

    anima in pena, miseramente smarrita.

    Riflessi d'anima pulsante, di luce, rifulgente,

    governatrice del vitale mio cosmo,

    creato e plasmato dal Sempiterno Artista,

    particella, seppur infinitesimale, integrante,

    di quello universale e sconfinato...

     

  • 11 marzo 2015 alle ore 17:07
    COS'E' QUELLO

    IRIS VIGNOLA

    FILASTROCCA DEDICATA AI PICCOLI

    COS'E' QUELLO?

    Cos'è quello?...Un fiore?

    Mi avevano detto che erano belli,

    su lunghi steli, corolle e pistilli gialli,

    però non sapevo che fossero tinti,

    azzurri, lilla, viola, rosa, rossi,

    insomma...diciamo...variopinti.

    Ma questo profumo, che sollazza i sensi,

    proviene da loro? Curiosa, testé annuso...

    Mi sento rapita...

    La mente gremita...

    e, lesta svolazzo tra l'uno e l'altro,

    affinché coglierne il gradevole olezzo.

    Cos'è quello? ...Il sole?

    Mi avevano detto che era dorato,

    di fuoco rovente, altresì formato,

    però non sapevo di questo calore,

    che brucia la pelle e ravviva l'umore.

    Ma questa luce, fin troppo brillante,

    arriva da lui? Curiosa, testé lo osservo...

    Mi sento abbagliata...e lo sguardo,volto...

    e, lesta, ad occhi chiusi,

    ad esso offro il viso, assai smorto,

    affinché ambrato possa divenire

    e, la mia dolce beltà, far riapparire.

    Cos'è quella?...La luna?

    Mi avevano detto quanto fosse amena,

    attorniata di stelle, come una sirena,

    però non sapevo che fosse d'argento

    e che lo spargesse, portato dal vento.

    Ma questa luce, così irradiante,

    arriva da lei? Curiosa, testé la scruto...

    Mi sento pervasa di freddo chiarore incantato...

    e, lesta, ad occhi chiusi,

    ad essa offro il viso bronzato,

    affinché splendente polvere di luna, si possa posare

    ed un innamorato, in un baleno, mi faccia trovare.

     

  • 11 marzo 2015 alle ore 16:57
    ACQUA

    ACQUA

    Acqua...
    ...Da natia sorgente, sgorghi,
    fra anfratti di roccia scalfiti,
    scrosci...
    Di artico fluido, ti vesti...
    spandendo invitanti fruscii,
    che, ad argentine e antiche risa,
    di giubilanti pargoli,
    riporti...
    Verso te...inchinata...
    ...Invoco...
    per grazia...
    Riempi l'immacolate mani,
    che devastante dolor, mai arrecarono,
    racchiuse, or ora,
    come caldo, concavo scrigno
    e compiaci
    l'assetata mia bocca,
    di voluttuosi baci, anelante,
    che, di te, si sollazza...
    ...Fitta cascata, irrompi,
    tra rocce e sassi, tuffasi,
    come vitale fonte,
    con zampillante balzo,
    in suggestiva pozza,
    da leggiadre ninfe, abitata,
    che, tu medesima, hai plasmato...
    Di cristallino manto, ti vesti...
    Ignuda...a te, protesa...
    ...Invoco...
    per grazia...
    Purifica, con salubre dolcezza,
    il languido mio corpo,
    come, pietosa,
    laveresti via mortal peccato,
    se, di Divino Assenso,
    fossi rivestita
    e carezzane l'infuocate membra,
    d'ardente desiderio, possedute,
    cosicché spegnerne il tormento,
    come spegneresti fuoco,
    divampante...
    ...Turchese mare, ti riveli,
    tra cielo e Terra,
    pulsante e vivo,
    di salina e amara linfa intriso,
    seppur, con carisma, generato.
    Nel tuo sconfinato impero,
    che, ognor dominante,
    invincibile, si erge...
    di bramante trionfo, ti vesti...
    Sconfitta...a te, arrendevole...
    ...Invoco...
    per grazia...
    Conducimi con te,
    per il sommerso spazio,
    tra varia e variopinta fauna,
    vermigli coralli e, di alghe, distese,
    onde, alla chimerica Atlantide, approdare,
    di aitanti fauni e lusinghiere sirene,
    segrete parvenze, scoprire,
    acciocché, dallo straziante vivere,
    sull'effimera terra,
    fattosi, anzitempo, mesto sopravvivere,
    fuggire e cercar rifugio.

     

  • 11 marzo 2015 alle ore 16:55
    A PIEDI NUDI

    IRIS VIGNOLA

    A PIEDI NUDI...

    A piedi nudi,

    al riparo della grotta,

    osservo...

    il cielo infuriare

    e

    scatenare la sua ira,

    mobilitando il vento,

    sulla tavola immobile,

    nera come pece,

    sotto di lui,

    che,

    come fluido specchio

    gli ha sottratto l'identità.

    A piedi nudi,

    accoccolata su me stessa,

    attendo...

    che il diluvio cessi,

    il vento si calmi,

    le nubi si disperdano,

    il mare si acquieti,

    la luna riappaia

    a irradiare la Terra,

    effondendo il suo argento.

    E ritorni il silenzio,

    a regnare sovrano.

    A piedi nudi,

    2)

    sulla rena bagnata,

    attendo ancora...

    e

    ancora

    il freddo mi pervade,

    provocandomi brividi,

    inarrestabili

    e

    incontrollabili

    che scuotono le membra,

    intirizzite,

    e

    fatalmente prostrate.

    A piedi nudi,

    il mio spirito tormentato

    ascolta...

    lo sciabordio dell'acqua

    accarezzare l'arenile,

    dolcemente

    e

    la flebile brezza sussurrare,

    nello sfiorare i miei capelli.

    A piedi nudi,

    perennemente immobile,

    la scorgo...

    nella semioscurità,

    Entità alata,

    volgere il capo, riccio,

    dissolvendo ogni mio pensiero

    e riacutizzando brividi,

    di tutt'altro genere,

    bensì

    nessun dubbio mi assalga

    che sia demone,

    sotto mentite spoglie.

    A piedi nudi,

    nuovamente sola,

    nonché turbata,

    avanzo...

    come fantasma errante,

    lungo la riva,

    deserta,

    bramando le sue orme,

    che il mare,

    venerante,

    non ha dissacrato,

    su cui,

    ad occhi chiusi,

    impregnandomi di pace,

    poso i miei piedi...

    nudi...