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in archivio dal 10 dic 2005

Jaroslav Seifert

1901, Praga
1986, Praga
Segni particolari: La mia fede nei valori della tradizione mi ha portato il premio Nobel, nel 1984.
Mi descrivo così: Mi piace spaziare e scrivere seguendo diverse correnti, ma resto sempre innamorato della mia Praga.

elementi per pagina
  • 07 aprile 2006
    Rondò di primavera

    Tu devi credermi, io sarei felice
    se sorrisi mandassero i tuoi occhi
    quando stasera dovrai ricucire
    ciò che le mie mani ti hanno strappato.

    Quelle mani che finora io sentivo
    essere vuote senza i tuoi seni.
    Tu devi credermi, io sarei felice
    se sorrisi mandassero i tuoi occhi.

    Quando poi starai per addormentarti,
    il tuo sonno sia come quello di un re
    che ha riconquistato il proprio castello

    svettante sulla cima di una rupe.
    Tu devi credermi, io sarei felice
    se sorrisi mandassero i tuoi occhi.

     
  • 10 dicembre 2005
    Musica e poesia

    Da tempo la vita mi ha insegnato
    che musica e poesia
    sono al mondo le cose più belle
    che la vita può darci.
    Oltre all'amore, ovviamente.

    In una vecchia crestomanzia
    stampata all'epoca dell'Imperalregia Libreria,
    nell'epoca in cui viveva Vrchlicky,
    cercai una trattazione di poetica
    e stili di poesia.

    Poi misi una rosellina in un bicchiere,
    accesi una candela
    e cominciai a scrivere i primi versi miei.

    Divampi pure la fiamma di parole
    e arda,
    magari mi bruci le dita!

    Una sorprendente metafora val più
    che anello d'oro al dito.
    Ma nemmeno il Rimario di Puchmajer
    a niente mi servì.

    Invano raccolsi i pensieri
    e spasmodicamente chiusi gli occhi
    per udire il primo meraviglioso verso.
    Nell'oscurità invece di parole
    scorsi un sorriso di donna e una chioma
    svolazzante nel vento.

    Fu il mio destino.
    Dietro di lui ho arrancato
    senza respiro per tutta la vita.

     
  • Allora mi preparavo alla vita
    e puntavo là dove
    il mondo è più denso.
    Sulle bancarelle della fiera ogni tanto
    scrosciavano mazzi di rosari,
    come quando piove su un tetto di lamiera,
    e le ragazze che passeggiavano per la fiera
    col fazzoletto nella mano impacciata
    prodighe offrivano per ogni dove
    i loro occhi splendenti
    e le loro labbra seminavano nel vuoto
    voluttà di baci futuri.