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Racconti di Jean-Paul Malfatti

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  • 22 luglio 2016 alle ore 1:29
    Letterina vuota

    Come comincia: C'era un tempo in cui io ero una piccola lettera. Una letterina del tutto vuota e celata in una busta invisibile, quindi ormai pronta per essere spedita in un certo giorno, di un certo mese, ma di un anno troppo incerto e pieno di incognite, ad un indirizzo di posta che, a quell'epoca, ancora non esisteva né qui né qua né, tantomeno, nell'aldilà della fisicità. Poi morii, ed insieme a me anche la letterina.

    Qualche tempo fa, per sorpresa mia, ho scoperto che il suo misterioso destinatario ero io stesso, ed adesso, proprio adesso, la leggo (o meglio mi leggo) e rileggo ancora una volta. No, non è più vuota, anzi racconta una storia che ho vissuto in prima persona...o meglio si fa leggere come una retrospettiva di ciò che io provai nella mia vita passata che, piaccia o non piaccia, ora si incrocia e se fonde con la presente come se fosse una sua parte mancante. Quella parte di cui mi ero scordato ma che oggi, ricordandola, capisco meglio il perché della fugacità della vita terrena e dell'inevitabilità della morte del corpo carnale.

    Dicono che sono pazzo. Forse lo so, forse no. Voi che mi leggete, che ne pensate?

  • 16 dicembre 2014 alle ore 2:53
    Il sogno di Paolino

    Come comincia: ― Buongiorno, bei ragazzi! Adamo ed Adamo?
    ― Naa, Mister Serpente. Siamo Paolino e Riccardo!
    ― Benissimo! Ma dimmi, perché siete gay?
    ― Bella domanda, ma prima dimmi tu perché sei biscia...
    ― Boh, non lo so, ma che colpa ne ho se la natura mi ha fatto così?
    ― Saggia risposta, anche se a mo' di domanda...hehehe! Ciao, creatura strisciante!
    ― Ciao? Ma aspetta un po', caro mio, e la tua risposta alla mia domanda?
    ― No c'è bisogno, visto che te la hai già data tu da solo!
    ― Ma grazie, Paolino, sei troppo carino! Da come ti fai vedere in giro con questo biondino stupidino che non apre la bocca nemmeno a pagarlo, capisco che sei un fanciullo.
    ― Prego, rettile velenoso, un gran Vaffanculo a te ed alla tua cretina domanda!

    Nota: Riccardo non ha detto nulla, ma ha riso a più non posso. Capisce l'italiano, ma non lo parla affatto. E' buono e "bono" in quasi tutto che fa, ma quando si tratta di lingue straniere, è proprio un disastro...hehehe!
     

  • 13 giugno 2014 alle ore 9:21
    Una domenica in famiglia

    Come comincia: E' l'ora del pranzo domenicale e la famiglia Malfatti è pronta per condividere un momento che negli altri giorni della settimana non è certo così significativo e socializzante. Mentre i suoi genitori cercano di arrivare ad un accordo su quello che ognuno di loro pensa su Dio, Paolino prepara la tavola per tutti e tre.

    Alla fine della chiacchierata, il marito dice alla moglie: Se Dio esiste, perché non si fa vedere? Lei gli risponde: Esiste e si fa vedere in tutto e a tutti, ma i ciechi di spirito non riescono a vederlo. E se per caso ce la fanno, non lo riconoscono affatto.

    Allora il padre, profondamente sdegnato, domanda al figlio: Tu Paolino, che sei ben più colto e intelligente di noi e non complice di nessuno, cosa ne pensi di questa roba? La madre approfitta della cosa e dice: Sì, figlio mio, diglielo subito ma in "inglese" e senza troppi giri di parole, altrimenti questo nostro "Father Knows Best" non capirà un'acca di quello che gli dirai tu!

    Paolino, sorridendo, dice ad entrambi: Scusate ma non saprei cosa dire al riguardo, ma chissà un giorno cercherei di  informarmi con esattezza anche io. Ma rallegratevi perché, per la nostra fortuna, sono sicuro che i "malfatti" esistono davvero, che sono troppo buoni e che alcuni di quelli fatti da me, ovviamente con la ricetta della nonna, si fanno ora vedere su questa tavola da me preparata con le mie personali modifiche, in base a ciò in cui credo e ho sempre creduto, ossia all'amore e alla gioia di dare qualcosa di speciale non soltanto a me stesso, ma anche a chi mi sta attorno.

    Buon appetito, mamma! Ti amo!!!
    Have a good meal, dad! I love you!!!

  • 17 agosto 2013 alle ore 23:05
    Chi si ricorda di me!?

    Come comincia: Come tutti (o quasi) sanno, la mia inseparabile fata madrina era solita dire che, quando avrei smesso di dire tante balle, lei mi trasformerebbe finalmente in un "umano", che era proprio ciò che avevo sempre bramato. Un bel giorno, per insistenza di quel grillo parlante senza nome che nonostante mi rompesse le scatole con troppi consigli e avvertimenti, vedeva davvero lontano e più lucidamente di me, ho preso la "saggia" decisione di cambiare idea e, dunque, di non essere più in grado di continuare ad essere il più famoso "bugiardino" delle favole di Disney, così conosciuto e subito diventato celebre in tutto il mondo anche per il suo naso che lo distingueva da tutti, un beccuccio telescopico che si allungava di qualche centimetro ad ogni sua fandonia.

    In fin dei conti questa mia forma di vita umanoide non è del tutto male, evito di dire bugie e quindi ho un bel naso, ma ammetto che mi sono rimasto un po' deluso e vi dico perché: peccato che non sapevo cosa vuol dire essere un "umano", altrimenti avrei chiesto alla mia incantevole (ma un po' stupidina) fatina magica di trasformarmi invece in un cucciolo di  cane.

  • 09 maggio 2013 alle ore 21:37
    Sogno a occhi aperti

    Come comincia: Amore mio, oggi ho sognato ad occhi aperti. Sognavo che ero tornato a casa dal lavoro e te ne eri andato via per sempre. Così ho cercato di chiudere gli occhi e svegliarmi da quel sogno privo di sonno... un terribile incubo che volevo cancellare dalla mia mente, subito e per sempre... un brutto sogno che pian piano si stemperava e annacquava in un mare immaginario dell'universo fantasy creato da me. Chiudo gli occhi e li riapro... mi guardo allo specchio e ti vedo felice nel letto vicino a me. L'incubo è finito, ma la paura resta... una paura immensa di perderti, anche se solo in un sogno ad occhi aperti.

  • 07 agosto 2012 alle ore 18:49
    Paolino e suo padre

    Come comincia: Il padre:  Paolino, sei gay?
    Paolino:  Naa, perché, papà?
    Il padre:  Niente di più, solo curiosità!
    Paolino:  Il mio lui lo è però!
    Il padre:  Cosaaaaa!?
    Paolino:  Nulla contro eh!?
    Il padre:  Maledetta curiosità!!!

  • 13 luglio 2012 alle ore 7:36
    Sì, sono sempre stato gay!

    Come comincia: Il vento soffiava tra i rami; sospiri seguiti da gemiti rompevano il mistico silenzio. Le ginocchia tremavano forte, ma la curiosità m'incoraggiava ad avvicinarmi a quell'albero. Io, come un'ombra, pian piano mi muovevo verso quei rumori. Troppa paura? Si! Non lo nego! Faccia a faccia con l'albero; un sacco di domande in testa. Chi erano? Che cosa facevano?

    Un ragazzo baciava una ragazza e le toccava le parti intime. Sorpresa! Li riconosco subito! Lui, il mio cugino preferito; Lei, la sua cugina più grande. Fra invidia e gelosia, piango!

    Ero piccolo...ne avevo circa sette, ma la gelosia già la conoscevo. Non invidiavo il mio cugino, ma invece la sua fortunata lei. Volevo sol essere al suo posto, per poter essere baciato da lui.