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Autore

Kate Atkinson

in archivio dal 22 giu 2017

20 dicembre 1951, York - Inghilterra

segni particolari:
Ho vinto il prestigioso Costa Book Awards nel 1995. 

mi descrivo così:
Tra le mie tematiche preferite c'è il realismo magico.

22 giugno alle ore 14:11

Vita dopo vita

di Kate Atkinson

editore: Narrativa Nord

pagine: 521

prezzo: 8.42 €

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“Vita dopo vita” di Kate Atkinson è il libro che si vorrebbe aver scritto, o che, in alternativa, si vorrebbe rileggere dall’inizio appena finito. I suoi diritti cinematografici sono stati acquisiti nel 2014 da Lionsgate (la stessa di Hunger Games e della saga Twilight) e sarà interessantissimo vedere applicata al grande schermo la sua struttura circolare. La trama è basata su quei “se” e quei “ma” con cui “la storia non si fa”, e si concentra sul periodo del Blitz, cioè quei mesi di bombardamento strategico tra il 1940 e il 1941 con cui la Germania ha bersagliato l’Inghilterra a un anno dall’entrata in guerra. La scrittura è luminosa e vivida, mai noiosa: una complice eccellente del déjà-vu continuo di cui presto si sente protagonista anche quel lettore che non ha accantonato il libro dopo i primi capitoli.
La struttura è, infatti, così originale, che è inevitabile perdersi se non le si resta fedeli. La storia trova una risposta a quei presentimenti che a volte ci colgono impreparati: la sensazione di essere già stati in un posto, l’intuizione di essere scampati a qualcosa, la visione chiara di uno “sliding doors” che invece a destra ci ha portati a sinistra. Su questa sensazione, che per alcuni è una fantasia e per altri è una condizione di vita, Kate Atkinson lavora in maniera molto affascinante, immaginando che alla protagonista, Ursula, sia concesso di ricominciare la sua vita con un sentore più o meno concreto della precedente, a volte anche con la coscienza di poter cambiare il futuro del mondo.
“Vita dopo vita” lascia una sensazione bella di speranza e di apertura, mostrando quello che è e subito dopo quello che potrebbe essere, e, subito dopo ancora, quello che potrebbe essere stato, senza rischiare di cadere nel concetto della predeterminazione. Resta addosso la vivida impressione che ogni piccolo gesto, fatto d’istinto o dietro attenta riflessione, possa portarci verso la catastrofe o verso la salvezza, in maniera imprevedibile.

recensione di Cristina Mosca

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