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Poesie di Laura Di Vincenzo

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  • Temo il giorno distratto che si alza sull'ombra,
    il logorio di un silenzio assordante di un’ora ingannata,
    percepire la tua carezza di luce sbiadire
    nella trasparenza d’inchiostro.
    Non trovo conforto nell'abbraccio del tempo,
    nel seme che non germoglia nell'arsa zolla,
    nelle esasperate memorie.
     

  • 05 novembre 2016 alle ore 19:02
    La parola

    E’ poesia,
    la parola che penetra l'aria stagna di bruma,
    che sfida il limite del tempo,
    che spezza la schiavitù della materia. 

  • 06 settembre 2016 alle ore 18:00
    Musa

    Musa, hai rinnegato il mio nome
    soffocando i quantici flussi di pensieri
    che, impetuosi, fluttuano nell'etere
    nell'incoscienza del vero che esala respiri
    di  zolfo e di fiele in questo regno.

  • 13 agosto 2016 alle ore 17:27
    Ore

    Vago nella mia notte per sfuggire al giorno,
    in questa vita scandita da lunghi intervalli
    a strangolare stagioni nell'asfissia di stretti spazi,
    alla ragione che soffoca il cuore nello sgretolare delle ore.
    Ore forzate da questo labile tempo. 

  • 09 giugno 2016 alle ore 19:12
    Vuoti

     
    Frammenti slegati su un foglio
    di realtà in divenire
    di parole cangianti
    in sequenze d’inchiostro.
    Vuoti di memoria.

  • 07 giugno 2016 alle ore 13:11
    Ti ho visto andare via

    Ti ho visto andare via 
    lungo il sentiero delle ombre 
    tra le mie parole di nebbia.
    Scivolare tra i disegni
    astratti della mia follia 
    a riempire spazi vuoti 
    d’impercettibili respiri. 
    Ho sentito i tuoi passi
    ovattati dal silenzio della notte 
    nella luce tremula di una candela
    nell'impalpabile finitezza del sogno
    ad argine di quel pensiero
    che non muta mai.

  • 04 giugno 2016 alle ore 20:32
    Il vuoto

    Un’immagine spenta
    abita il vuoto che non sai
    nell'inconsapevole snodare
    di parole sfilacciate senza senso.
    Ingannevole ombra
    effusa da un raggio di luna nel buio
    attenuata nella sbirciata di un tiepido sole
    tra le imposte di una finestra assonnata,
    nello stropicciare di arti superstiti
    a una lunga e infaticabile notte.
     

  • 03 giugno 2016 alle ore 17:07
    Verso l'anima

    Verso l’anima
    Come le Driadi vago nei campi coltivati a inchiostro,
    sfuggo al tuo tronco ché gli occhi si annebbiano
    e i tratti segnati restano indelebili al tempo.
    Verso l’anima su quelle grandi distese,
    semi di vita smarrita e parabole disegnate dal vento.

  • 31 maggio 2016 alle ore 19:27
    L'attimo perso

    Ho camminato, vani passi,
    sul sentiero dei pensieri schiacciati,
    al ritmo del trotto battuto,
    nella nebbia avida d’ombra,
    nel vento foriero di consapevoli verità.
    Senza chiedere nulla
    al quadrante del tempo,
    all'attimo perso.