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Autore

Lucio Paolo Raineri

in archivio dal 23 mar 2007

08 dicembre 1938, Genova

mi descrivo così:
Amo il bello dovunque e comunque

14 aprile 2015 alle ore 17:14

Questi Fantastici Diavoli

Intro: Sì, dopo cinquant'anni, mi stupisco ancora!

Il racconto

Trovato da Feltrinelli ieri sera, l’avevo portato con me, in ambulatorio, per assaporarne le prime pagine: “Un paradiso abitato da diavoli “di Benedetto Croce. La mia camera dà sul cortile, e i suoni vi giungono dopo il filtro di mura storiche, che hanno lasciato passare lo stridore di ruote di carrette di appestati e di felpate carrozze di cardinali e re, in pompa magna. Al primo intervallo di lavoro, il caffè delle undici, avevo trovato una piazza insolitamente affollata, il traffico fermo e un lussuoso carro da morto svelava il motivo di quella adunata insolita. Il fonendo posato sulla schiena di donna Rosalia, oltre al crepitio dei suoni bronchiali, generati da due pacchetti di sigarette quotidiane, mi rilasciava altre note che stentavo a collegare tra loro. Uno scrosciare ripetuto di applausi ad intervalli regolari, una voce femminile gorgheggiante tra rabbia e dolore, il suono chiaro delle note di una tromba che recitavano il Silenzio di un cimitero di guerra. Poi, guizzante, a tratti su tutto, un suono indimenticabile per me, nella mia prima notte napoletana, venuto da Genova: il fischio lacerante, metallico, impertinente della caldaia dei lupini. Era morto il giovane venditore di lupini della Sanità.

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