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in archivio dal 24 lug 2007

Luigi De Luca

03 luglio 1953, Napoli
Segni particolari: Porto gli occhiali, sto cominciando a sbiancare le tempie, basta?
Mi descrivo così: Ateo, politicamente impegnato da sempre, odio l'ignoranza e l'inciviltà, adoro le donne di tutte le età purché luminose, e gli animali! Scribacchio per diletto.

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  • 26 luglio 2007
    Altera

    Altera e fiera della tua bellezza
    doni sorrisi per nostra contentezza,
    sinuosa nel corpo e nella mente
    a ognuno di noi induci un sogno ardente.

     
  • Ora che di nuovo splende il tuo sorriso,
    Tutti noi riempi di gioia,
    Treman le gambe nel guardarti,
    Oh dea dal gran bel viso;
    Baciami prima che il sole muoia,
    Rendimi impossibile odiarti,
    E vola, nel vento dei miei sogni!

     
  • Ribes e amarena
    Ondeggiano nel mio bicchiere,
    Bevo emozioni e sogni
    Evidentemente ebbro d’amore;
    Rendi o mio cocchiere,
    Tumultuosi, amorevoli bisogni,
    Ascolta ancora, la voce del cuore.

     
  • 26 luglio 2007
    Ho visto

    Ho visto la tua anima luminosa


     


    TUTTE LE ANIME SONO LUMINOSE COME LA TUA


     


    Ho visto il tuo sorriso dolce


     


    MOLTI SORRISI SONO DOLCI COME IL TUO


     


    Ho visto i tuoi occhi ardenti


     


    ALCUNI OCCHI SONO ARDENTI COME I TUOI


     


    Ho visto il tuo corpo suadente


     


    POCHI CORPI SONO SUADENTI COME IL TUO


     


    Ho visto il tuo sentimento per me


     


    RARI SENTIMENTI SONO COME IL TUO


     


    Ho visto il mio amore per te


     


    SOLO IO POSSO AMARTI COSI’

     
  • 24 luglio 2007
    Lucciole di sudore

    Lucciole di sudore
    scintillano sulla tua pelle,

     

    con il caldo e l’ardore
    le tue forme ancor più belle.

     

    La mia pulsione sopita,
    senso di pace e cuore in affanno,

     

    e il tuo volto fra le dita,
    certo che il tuo amor è inganno!

     

    Carezzarti, è donarti la mia vita!

     
  • 24 luglio 2007
    In un mare

    In un mare di nostalgia
    naufraga la mia solitudine,
    mi sembra triste anche il canto dei grilli,

     

    e le barche nella notte vanno via;
    rimpiangerti ormai è un’abitudine;
    i tuoi sguardi, nel mio cuore, come spilli!

     
  • 24 luglio 2007
    Ridicolo (acrostico)

    Ridicolo è il suo amore per lei,
    Indice di senile illusione;
    Dovrebbe forse vergognarsene?
    Invece il suo cuore offre agli dei,
    Creando spazio alla sua passione.
    Ormai sa che dovrà andarsene;
    Lui, innocuo e patetico cantore;
    Or nella notte, solo il pianto del suo cuore!

     
  • 24 luglio 2007
    Cretina (acrostico)

    Credono tutti che sia un’oca,
    Ridono del suo stile sbarazzino,
    E non sanno, quanto amore c’è.
    Troppo spesso, è vero, il cuor trasloca,
    Ingannata, sempre, è dal destino.
    Nuota impavida controcorrente,
    Adorarla, non mi costa niente!

     
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  • 20 settembre 2007
    Aloisius primo incontro

    Come comincia: Ho incontrato, o meglio, ho percepito la presenza di Aloisius, una mattina piovosa  di un anno insulso, simile a tanti altri. La pioggia, appunto, mi aveva spinto a rifugiarmi in quella chiesa, e lì, seduto in un cantuccio poco in vista ne ho approfittato per guardare l’architettura del monumento, le sue vetrate, i suoi arredi, ma soprattutto, l’imponenza delle colonne portanti, costruite con pazienza e perizia, pietra su pietra, ognuna scolpita ad hoc, tale da essere, perfettamente, tetto della precedente e solida base della superiore.
    E ad un certo punto ho avuto l’impressione che qualcuno mi parlasse, sono certo di aver visto una figura rannicchiata alla base della colonna di destra, solo che a meglio osservare, mi sono reso conto che in realtà questa presenza non era affianco alla colonna bensì all’interno della stessa. Mi sento dire: ”Mi vedi?  Mi senti?”.
    - “Sì” - risposi - e l’altro: “So chi sei, o meglio so quale è il tuo pensiero, so che sei come me, altrimenti non potremo comunicare, io sono Aloisius”.
    - “Anche io mi chiamo Luigi. Ma spiegami  chi sei e perché io sarei come te”
    - “Sono un costruttore di Cattedrali, o se preferisci, uno scalpellino, quasi 600 anni da oggi, insieme ad altre decine di carpentieri, muratori e maestri della pietra, ero qui a lavorare alla edificazione di quest’opera commissionata da una famiglia devota suddita della chiesa romana.
    Il lavoro era duro, ma emozionante, con le mie mani ho prima forgiato gli attrezzi per poter poi squadrare e formare le pietre, in modo tale che l’incastro seguisse esattamente il disegno del progetto.
    E giorno dopo giorno, ho visto crescere queste mura. Il problema era che io non ero ben visto dai compagni e soprattutto dai monaci appaltatori, il perché lo puoi intuire, io non ho mai creduto a tutte le infami menzogne della chiesa, io sono un uomo libero dalle  pastoie  della religione, qualunque essa sia.
    Ma il mio difetto era ed è di non saper tenere la bocca chiusa e quindi… Beh, per farla breve una mattina, con la paterna complicità del priore, e la pagata complicità di due manovali, il mio capomastro, mi ha legato le mani e i piedi, mi ha infilato uno straccio fra i denti e mi ha fatto calare nell’intercapedine naturale di questa colonna, m’ha fatto ricoprire di sabbia finissima e ha fatto continuare il lavoro di edificazione, come se nulla fosse mai accaduto; della mia scomparsa nessuno mai s’è dato pena, e così, sono morto soffocato dal mio stesso terrore, e da secoli sono qui, vigile e presente, e di tanto in tanto ho la consolazione di incontrare altri come te, ad esempio, dei quali percepisco le affinità.”
    Mi sono rivolto, dopo lunghissimi tentennamenti, sia alla polizia che alla magistratura, chiedendo che si facesse una perizia radiografica alla base di quella colonna, per certificare la presenza della stessa, di resti umani, e liberare quindi, il povero Aloisius dalla sua ingiusta prigionia. E’inutile dire che non ho ottenuta nessuna collaborazione, anzi, sono stato intimato a non disturbare oltre le forze dell’ordine con sciocchezze da folle!
    Mai e poi mai la chiesa autorizzerebbe  spontaneamente una tale ricerca a sue spese, mai e poi mai la magistratura “perderebbe tempo” per un ipotetico reato prescritto, quindi… sono rimasto l’unico, o forse uno dei pochi, amici di Aloisius e talvolta, soprattutto quando piove, mi siedo ancora vicino alla sua colonna e scambiamo quattro chiacchiere, e potete immaginare di chi parliamo male, anzi malissimo.

     
  • 09 agosto 2007
    Una storia animale

    Come comincia: Qualche anno fa, durante i lavori per la metropolitana in piazza Cavour, mi è capitato di conoscere due “bande “di cani randagi.
    La prima era composta da tre esemplari che io ho nominato (io ho la mania di dare a tutti e a tutto un soprannome identificativo e personale) Nerina, Neretto e Nerone (facile intuire il loro colore).
    Tre cani  sempre uniti, sia nella ricerca del cibo o nella mendica di una carezza o nel fronteggiare la “banda “ rivale, composta da tre esemplari tipo Labrador, rigorosamente marrone chiaro, tipo il saio di alcuni frati, da cui  i nomignoli Frà Grande, Frà Medio e Frà Piccolo; mentre per Nerina sono sicuro del sesso (l’ho vista gravida) non potrei determinare il sesso esatto dei tre frati.
    Comunque, per alcuni anni li ho visti spesso, (passo di là quattro volte al giorno in media) e in più di un’occasione ho assistito a delle vere e proprie battaglie “acustiche”, nel senso che le due “bande” si schieravano contrapposte (all’incirca dove c’era l’Ufficio Postale) e giù a latrare selvaggiamente, le labbra tirate sui denti, il pelo del collo e della schiena arruffato, e tutti i segnali di guerra del momento.
    Fortunatamente, devo dire che non li ho mai visti azzuffarsi davvero, il loro odio è sempre stato esclusivamente “verbale” sebbene profondo e radicato.
    Posso capire come ognuna delle due etnie fosse gelosa del proprio territorio e ne rivendicasse il possesso anche con la violenza, del resto noi “gli umani” facciamo questo da tempo immemorabile.
    Fate questo in memoria di me? E’ questo che intendevano? Ma non voglio aprire una querelle.
    Comunque, il tempo passa, e dopo alcuni anni un po' per fine naturale (credo) un po'  per infame intervento umano (temo) dei sei cani ne sono rimasti in vita solo due.
    C’è Nerina, unica superstite dei Neri, e c’è  Frà Medio, sopravvissuto dei Marroni.
    Ed ora, il motivo di questo mio racconto: sapete cosa è successo? Ora stanno insieme! Hanno dimenticato l’odio atavico, hanno cancellato tutte le guerre di conquista, hanno azzerato i pregiudizi razziali, hanno fatto la pipì sulle loro bibbie o torà o come cavolo si chiamino  i loro credo religiosi, o meglio stanno costruendo un nuovo popolo, una nuova razza, una nuova civiltà…
    O almeno io credo che stia succedendo.
    Perché noi no?

     
  • 07 agosto 2007
    Addio

    Come comincia: Sto piangendo, e per non fartene accorgere, affondo il viso nel tuo petto, però tu, sensibile come sempre, mi accarezzi il collo e la testa e mi sussurri tenerezze per cercare di consolarmi.
    E’ ridicola questa inversione i ruoli, tu, la piccola, e tenera, e docile bambolina, che si prende cura del vecchio barbagianni.
    Dovrei essere io la tua guida, il tuo faro, la tua sicurezza, e invece…
    Invece piango, e più sento il tuo amore incontaminato e più mi sento felice e sgomento allo stesso tempo.
    Felice perché capisco che stai con me per amore, e non per patetica compassione.
    Sgomento perché non so mantenere il ruolo di “duro” di “macho” di “pater familia” e piango, e ti stringo fino a farti male; sono debole e tu mi fai sentire forte, sono insicuro e tu mi dai certezze, sono avvilito dalla vita ma tu riesci a strapparmi un sorriso.
    E non è forse, tutto questo, amore?
    Grazie, piccolina, forse un giorno riuscirò a ripagare tutto questo. Forse un giorno tu, sarai orgogliosa dell’amore che mi hai così liberamente, saputo donare. Forse un giorno, quando ti lascerò, sola per sempre, custode del mio ricordo, ti sembrerò migliore di quel che sono, migliore di quel che sono stato, o che ho cercato di essere, e l’urna delle mie ceneri ti osserverà crescere, smisuratamente bella, incontenibilmente donna!
    Addio piccolina, non saprò mai come sono riuscito a far entrare nel mio cuore, tutto l’amore che provo per te!
    Addio piccolina! L.