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in archivio dal 23 mag 2013

Marco Bo

Periferie del mondo
Mi descrivo così: "Chi può dire di che carne son fatto? Ho girato abbastanza il mondo da sapere che tutte le carni sono buone e si equivalgono ma è per questo che uno si stanca e cerca di mettere radici, di farsi terra e paese perché la sua carne valga e duri qualcosa di più che un comune giro di stagione" C. Pavese
Mi trovi anche su:

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  • Non cercare schegge di ansia negli angoli di te stesso o degli altri 

    mangia solo quando si ha fame...
    la fame comunque arriverà  lo stesso, basta sapere come aspettare il momento giusto 

    non smettere di sognare
    e ricorda che il vento di prima mattina all'inizio di Aprile è ancora fresco,
    così come dovrebbe essere...
    almeno nell'emisfero boreale sopra al 44 °parallelo
    o approssimativamente lì intorno 

    prenditi cura delle tue fragilità
    tutto il resto può attendere

    Marco Bo https://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2017/04/in-arrivo-prima-di-me-promemoria-per.html

     
  • 24 marzo alle ore 12:03
    La terra che nessuno ha promesso

    Sotto questo grigio cielo di periferia andare da soli 
    dove nessuno conosce il tuo nome
    dove tu non sai nome alcuno
    dove le storie iniziano e non finiscono mai

    andare verso la terra dove la salvezza vive 
    perchè nessuno sa nulla sull'inizio della storia di ognuno
    e nessuno aspetta la fine 
    e nemmeno una qualsiasi fine 

    e allora ancora e sempre spogliati da ogni pretesa, presunzione e rancore
    verso la terra  che nessuno ha promesso 
    andare.

     
  • 31 gennaio alle ore 15:43
    La prima pietra

    La porta chiusa
    e una piccola pace dentro che muore da sola

    un vestito della festa pulito
    perché sopra si indossa un vecchio cappotto da buttare

    una carezza di circostanza
    come confine invalicabile per mantenere la distanza...

    distanza
    certo, è un'evoluzione di pensiero inconcepibile sotto questo cielo
    eppure
    l'unica salvezza possibile alberga nel salvare dall'abbandono e portare in casa chi là fuori al freddo è più fragile e solo

    perché non l'ultima che ormai non ha più memoria,
    ma è prima pietra che porta tutto il peso del muro

     
  • 02 gennaio alle ore 8:17
    latte e giornale

    crateri di silenzio e creduloni in attesa
    la vita sotto questo cielo grigio di periferia
    e tra l'altro, cosa aspettarsi non sanno nemmeno più

    condoglianze orfane e risate senza parenti,
    in questa vuota ed effimera connettività
    i sentimenti marciscono e vanno persi nei rifiuti
    sotto una leggera brina artificiale

    lusinghe e misfatti schiacciati sotto i sogni di riconciliazione
    in questo inverno di polveri sottili

    se non altro io ancora ricordo cosa aspettarmi
    tra rime non mie e senza fretta rimarrò in attesa della fine
    a proposito l'unica certezza che ancora ci è rimasta sotto questo cielo grigio di periferia

    per lei sarò in attesa guardando fuori dalla finestra
    come si aspetta il tizio che porta il latte e il giornale
     
    intanto lascia che io prepari la colazione

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/#!/2016/12/latte-e-giornale.html

     
  • 20 dicembre 2016 alle ore 11:45
    incerta età

    sotto questo cielo di periferia,
    poi
    o prima 
     ti rendi conto
     di aver raggiunto un'età certa
    quando inizi a provar nausea della solita lucida e grigia superficie
    tutta uguale
    e prendi a scavare
    con le tue nude mani a scavare

    e quando inizi a scavare, non ti puoi più fermare
    e allora ti accorgi
    che una nuova e incerta età
    è iniziata
    ma non hai più paura
    anzi, con piacere gusti il sapore e la buona frescura
     che passa leggera
    attraverso quel sottile velo di libertà

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/12/incerta-eta_16.html#!/2016/12/incerta-eta_16.html

     
  • 12 dicembre 2016 alle ore 11:39
    la creazione

    le creature più piccole
     donano sempre il nome alle cose più grandi di loro

    madre natura lo sa
    e consente loro di essere
    liberi
    così come vogliono

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/12/la-creazione.html#!/2016/12/la-creazione.html
     

     
  • 30 ottobre 2016 alle ore 8:24
    attraverso le barricate

    se alziamo lo sguardo
    se vogliamo vedere
    se guardiamo
    se diamo il tempo alle parole di arrivare
    se ascoltiamo attraverso le barricate
    se apriamo la porta
    se tracciamo il cammino
    se camminiamo

    se arriviamo a prenderci per mano

    da soli ostacoli,
    insieme tutti gli scalini fanno una scala

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/10/attraverso-le-barricate.html
     

     
  • 14 settembre 2016 alle ore 15:04
    un bicchiere di liquore

    alla fine della festa della vita,
    nulla di più triste sotto questo grigio cielo di periferia

    un bicchiere di liquore mezzo pieno
     senza più nessuno da scaldare

    un pezzo di solitudine nascosto in tasca
     e frammenti di rimpianti rovesciati per terra

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/09/un-bicchiere-di-liquore.html#!/2016/09/un-bicchiere-di-liquore.html
     

     
  • 25 agosto 2016 alle ore 7:59
    le voci

    soltanto in silenzio si possono sentire
    quando la terra trema,
    le voci

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/#!/2016/08/le-voci.html
     

     
  • 05 agosto 2016 alle ore 11:11
    primordiale

    sul quadrante della storia
    particelle

    probabilmente
    per quanto noto
    del tutto, un piccolo frammento di uno

    e come ti riconosceresti?

    alcuni perdono
      altri vincono
      arrivando e partendo
    prima e dopo
    e viceversa

    cosmica radiazione di fondo
    polvere di stelle
    stampelle dell'anima
    ponti primordiali
    non algoritmi
    ritmi

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/#!/2016/08/primordiale.html

     
  • 31 luglio 2016 alle ore 16:37
    bozza in seppia

    affabile libero arbitrio perdona
    la mia ineffabile e fragile struttura ossea

    debole incupisco
    mentre tu incornici
    la tua libertà

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/07/bozza-in-seppia.html

     
  • 23 luglio 2016 alle ore 16:39
    per rilassarsi occorre mangiare

     non sono così brillante
    da scrivere di cuore e anime sanguinanti

    e così io aspetto la fine della discesa prima di declamare
    perché so bene che tutti noi viviamo su un piano inclinato

    e so che in fondo valle troverò la pace e la tempesta assieme
    e laggiù per prima cosa scalderò i piedi perché
     è ai piedi che sentirò il freddo del primo e dell'ultimo inverno
    sotto questo grigio cielo di periferia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/07/per-rilassarsi-occorre-mangiare.html

     
  • 17 luglio 2016 alle ore 8:33
    sulla battigia

    Il passo dell'infinito
    quello della tua gamba

    sussurrano le onde
    alle tue membra che gridano

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/07/battigia.html

     
  • 15 luglio 2016 alle ore 9:57
    rifugio con didascalia

    sopra la tua  testa
    un cielo di marmo nudo e liscio

    non lasciarti ingannare  dal titolo
    l'arrampicata è un sacro esercizio di verità

    sotto i tuoi piedi
    la terra è calma e umida

    non lasciarti intimorire dalla didascalia dello spavento
    poichè le nostre antiche radici
    sono la stoffa calda dei nostri sogni

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/07/rifugio-con-didascalia.html

     
  • 10 luglio 2016 alle ore 1:01
    la lista di cui sopra

    un produttore di mattoni
    un apicoltore,
    un agricoltore in fondo al filare pianta una rosa
     che protegge ed abbellisce

    e poi disquisire sulla creazione
    e sulla speranza di salvezza

    modifica l'ordine della lista di cui sopra
    la cura è la costante
    che distingue
    il tutto dal nulla

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/07/la-lista-di-cui-sopra.html
     

     
  • 12 maggio 2016 alle ore 17:38
    L'artefice di chi adesso sono

    Nel commentare i tuoi versi
    mi sono reso conto di parlare e ricordare a me stesso che
    forse studiare da piccolo mi avrebbe aiutato a raccogliere prima questa semplice evidenza in mano

    che il passaggio di calore da un corpo caldo ad un corpo freddo non è soltanto una legge della fisica ma è indizio d'amore

    che  i secchi per le perdite del cuore si posizionano da soli
    che, sì è vero, l'ordine è autosufficiente e funziona sempre
    ma se io rimango ordinatamente con me stesso
    non assaporerò mai quel frammento di calore a me concesso sotto questo grigio cielo suburbano

    nel commentare i tuoi versi mi sono reso conto di parlare e ricordare a me stesso che perdere qualcosa è un dono

    e che sgretolarmi e disperdermi nel fango come l'acqua che scivola e si disperde in mille rivoli di nuova vita
    è il vero l'artefice di chi adesso sono

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/05/lartefice-di-chi-adesso-sono.html

     
  • 09 maggio 2016 alle ore 7:07
    quali materne parole?

    tra voler scappare via lontano
    e lavare, alleviare le ferite
    tra arrendersi alla paura del buio
    e rincuorare con una luce buona
    buona come il pane

    tra fermarsi esausti e ripartire ancora e sempre
     tra inseguire un miraggio ed esistere teneramente
    esistere

    quali altre materne parole?
    carezze

    carezze su ogni singolo respiro
    carezze su ogni piccola ferita
     carezze su ogni lacrima e su ogni sorriso

    lacrime e poi sorrisi
    attraverso la dura scorza dell'ignoto verso il mare della vita
     dalla gemma, germoglio e fiore
    ancora e sempre
    madre
    madre
    madre

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/05/quali-materne-parole.html

     
  • 06 maggio 2016 alle ore 17:25
    o non essere

    come si suol declamare, non so dire esattamente dove come quando e perchè
     eppure, ad un certo punto del cammino
     mi sono reso conto di essermi caricato sulle spalle una buona porzione di tutto l’ovvio che andava ramingo e perso sotto questo cielo,

    e che la vita, come una scintilla, fino alla fine del nostro fragile e precario sempre,
     è improvvisa e abbagliante come un fulmine

    e che presi tra due fuochi si può soltanto passare sopra, in alto
     oppure scavare

    e in quel momento
     mi son pentito
     di non essere salto
     di non essere vento
     di non essere fango

    ma non mi sono mai pentito e neppure ho rimpianto
     il fatto
     di non essere fuoco

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/05/o-non-essere-fuoco.html

     
  • 02 maggio 2016 alle ore 16:06
    nelle rapide della vita

    ancora di salvezza nella deriva delle assordanti e tribolate rapide della vita
     essere come acqua
    che nel mezzo della peggior tormenta
    è sempre fedele a sè stessa
    semplicemente
    pacifica e calma
     acqua corrente

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/05/nelle-rapide-della-vita.html
     

     
  • 28 aprile 2016 alle ore 10:15
    tasti sensibili

    più vecchio
    e gli altri non ti sentono

    ascolti
    ma loro non parlano

    eppure non ti lamenti più
    perché ormai sai bene
    che il cuore dell'uomo non è un foglio bianco
    dove scrivere battendo sui tasti di una vecchia macchina

    e sei consapevole del fatto che, come in una gara,
    nella vita quanto piùsi corre, più vicino si capisce e si duole

     e in conclusione
     non cerchi più risposte certe da incidere con lettere di vento e di pietra
    sulla dura superficie della fine

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/04/sui-tasti.html

     
  • 24 aprile 2016 alle ore 0:10
    pre scriptum

     orfano del silenzio,
     tra cielo e terra costretto
    prima di essere scritto all'incrocio con la luce abbagliante
     del potrebbe essere
     
    a volte mi sento trafitto da un momento passato
    e in questo istante già trascorso
    fino a sempre
    libero

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/04/pre-scriptum.html
    .....................................................
    dedicata a Nelson Mandela

     
  • 17 aprile 2016 alle ore 7:49
    come ogni mattino ritorna il Sole

    dopo la tormenta delle nostre incomprensioni,
    esco a camminare e disegno
    un inconclusa illusione in matita e pastello 

     pochi passi nel silenzio
    e poi, così come ogni mattino ritorna il Sole,
    proviamo ancora
    ad ascoltare
    e parlare

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/04/come-ogni-mattino-ritorna-il-sole.html
     

     
  • 14 aprile 2016 alle ore 14:42
    la gabbia aperta

    per ottenere qualcosa
     è sufficientechiedere

    per trovare qualcosa
    è sufficiente cercare

    per essere ascoltati
    è sufficiente raccontare

    anche con timore
    che di ogni sogno e bisogno
    è il forziere,
    la nostra momentanea gabbia aperta
    sull'eternità

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/04/la-gabbia-aperta.html
     

     
  • 09 aprile 2016 alle ore 8:10
    la stele del pianto

    ognuno piange
    dalle ferite che sa

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/04/il-sorriso-e-universale.html

     
  • 06 aprile 2016 alle ore 11:28
    di fiore in fiore

    sotto questo Sole
    quante vite incoscientemente tocchiamo
    quanti cuori muoviamo inconsapevoli
    quanti sorrisi quanti pianti quanti sospiri quanta rabbia e quanti rimpianti?

    non sappiamo
    non sapremo mai durante il nostro effimero e precario sempre

    come l'occhio di un'ape la nostra fragilità percepirà
     le anime e il mondo intorno come piccoli tasselli di un immenso mosaico
     del quale forse riusciremo a decifrare soltanto un minimo frammento
     al termine del nostro ultimo giorno
    sotto questo grigio cielo di periferia
    eppure
    di fiore in fiore
    andiamo

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/04/di-fiore-in-fiore.html

     
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  • Come comincia: storie dalle periferie del mondo - la terra spazzata dal vento
    "la terra spazzata dal vento è più pulita di qualsiasi pavimento di marmo...."
    così ci salutava La Negra ogni volta che passavamo da casa sua
     
    io giravo la chiave per accendere il motore della macchina e puntavo gli occhi allo specchietto retrovisore e la vedevo lì, diritta in piedi con la scopa in mano, la gonna che ballava nel vento, il suo cane Llovizna che le scodinzolava intorno

    i bambini che giocavano con le biglie per terra, i ciondoli di argilla che tintinnavano la loro melodia...
    e lei con la mano alzata che ci regalava la sua benedizione, potevamo andare via

    la terra spazzata dal vento è più pulita di qualsiasi pavimento di marmo

    mi accomodavo nel sedile e puntando gli occhi in avanti, guidavo piano per evitare le buche sulla via del ritorno

    la terra spazzata dal vento è più pulita di qualsiasi pavimento di marmo

    era serena la sua voce, pensavo,
    si percepiva che lei credeva davvero a quello che diceva,

    lo viveva ogni singolo giorno che il destino manda in terra
    e non aveva paura nel cantarlo ogni giorno a chi la visitava,
     ogni sera come fosse una ninna nanna

    La Negra viveva  da sola da tanti anni,
    da sola, lei e i suoi figli

     viveva all'entrata de El Rosario il piccolo paese di artisti allevatori e commercianti sulla via verso El Dorado

    La sua era una lunga storia, noi la conoscevamo soltanto per quell'ultimo frammento che ci univa in quel momento,
    i corsi di artigianato in argilla che insieme a noi volontari  promuoveva presso quelle periferie del mondo,
    e per quella  cantilena, per quella preghiera

    la terra spazzata dal vento è più pulita di qualsiasi pavimento di marmo......

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/#!/2017/02/la-terra-spazzata-dal-vento.html