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in archivio dal 11 giu 2011

Mauro Medici

05 luglio 1958, Morciano di Romagna (RN) - Italia
Segni particolari: Ho immaginato cose che voi umani potreste solo vedere.
Mi descrivo così: Naturalizzato terrestre, cittadino del mondo.
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  • 18 ottobre 2014 alle ore 22:10
    NELL’ALBA DEL MONTEFELTRO

    Vado nell’alba del Montefeltro, passando sul crinale di una montuosa collina che punta verso Carpegna.
    Il sole crescente a levante, la luna calante a ponente
    rappresentano all’orizzonte un immanente bivio,
    ma nessuno dei due “soli” celesti illumina e indica la mia strada.
    Poi, i primi raggi di quel velato sole portano a dolomite la roccia della scoscesa Ripa dei Salti del Monte Carpegna, rivolta a levante, e un roseo bagliore di riflesso illumina così la strada che “devo” percorrere.

     
  • 01 gennaio 2014 alle ore 22:20
    Pensiero a me stesso vecchio, se lo sarò

    Che sei vecchio te lo dico io, ora, se, come tanti, anche tu lo negassi a te stesso. Nella vecchiaia si entra così a poco a poco, che non c’è una porta che ne segna l’entrata, e la si vede per anni e anni in lontananza, che non ti accorgi di vederla da dentro, se non ci sono gli acciacchi a ricordartelo.
    Che sei vecchio, quindi, te lo dico io, ora. Ma tu non lo negherai a te stesso, se sarai ancora io, se la realtà del sogno ed il sogno della realtà ti sorreggeranno ancora, perché io ti lascio i sogni, e non i rimpianti, che sarebbero più consoni a quella età.
    [Ma tu come puoi averne di rimpianti, se la tua vita hai lasciato che si volgesse quasi come acqua piovana: per caso caduta e per caso guidata, dalle pieghe del terreno, fino al grande mare!?]
    Forse è per questo che non ho realizzato i miei-tuoi sogni; per lasciarteli quasi come li avevi formulati, dopo averli presi, lasciati, ripresi e rilasciati, cento mille volte, ogni volta come fosse la prima…
    [Quale miglior stratagemma per un sognatore dimenticare i sogni rincorsi, così da trovarsi sempre esterrefatti, anche quando si ritorna sui percorsi già fatti!]
    Chi non sogna non vive, e si vive finché si sogna
    E tu devi vivere fino all’ultimo, e quando proprio non ce la farai più
    Sogna almeno di sognare.

     
  • 24 marzo 2013 alle ore 17:13
    Le poesie più belle

    Le poesie più belle
    Sono quelle che non ho mai scritto
    Pensate, recitate, e già dimenticate
    -
    Perché non ho carta e penna, perché
    Sono alla finestra, o in bicicletta, a passeggio
    O gli altri stanno parlando, oppure …
    Perché quando è il momento È IL MOMENTO
    Non lo posso preparare
    Niente mi può far pensare che …..
    -
    Le poesie più belle
    Sono quelle che non ho mai scritto
    Nate e morte nello spazio di un pensiero
    Di un sogno ad occhi aperti
    Quando in viaggio con la mente
    Arrivo a scoprire un grande tesoro nascosto
    Senza però avere il tempo di fare una mappa
    Così da potervi tornare
    -
    Le poesie più belle
    Nessuno le ha mai scritte
    Pensate e recitate, o solo sognate
    Ma già dimenticate

     
  • 23 ottobre 2012 alle ore 22:46
    In alto canti

    -PARTI UCCELLO
    --UCCELLO VOLI
    ---VOLI IN ALTO
    ----IN ALTO CANTI
    -----CANTI IN ARIA
    -----ARIA DI CANTI
    ----CANTI IN ALTO
    ---IN ALTO VOLI
    --VOLI UCCELLO
    -UCCELLO TORNI
    - - - - - -
    TORNI?----UCCELLO?

     
  • 19 giugno 2012 alle ore 23:19
    Solo un po’ di cielo

    Senza essere visto, vorrei che si sentisse, come le allodole,
    il mio canto, nascosto solo da un po’ di cielo.

     
  • 13 febbraio 2012 alle ore 23:10
    Una buca nel cielo

    Quando vado su per un monte
    Mi sembra di scavare una buca nel cielo.
    E siccome che quando si scava
    È bello trovare qualcosa
    Man mano che mi avvicino alla vetta
    Mi aspetto di trovare una sorpresa.
    Dopo che ho percorso con la testa
    Più sentieri che con le gambe
    Mi ritrovo che è ora di scendere
    E sembra che non ho trovato niente.
    Ma se ne resta anche solo uno
    Di quei sogni o pensieri
    Che ho fatto nella mia testa
    Mentre andavo per quei sentieri
    Ho trovato un tesoro che non si stima
    E mi ritrovo più signore di prima.
    -
    Quand a vag sò per un mont
    Um per da scavè una buga te cil.
    E sicom che se u’si scheva
    L’è enca bel a truvè chicosa
    Men a mena che a m’avvicin ma la vetta
    A m’aspett da truvè ‘na surpresa.
    Dop che a’iò fat sa la testa
    Di gir più long ad quii ca iò fat sal gambe
    A m’artrov che l’è ora da scenda
    E è per che inveci a n’ava trov gnint.
    Mo’ s’n’arvenza enca sno un
    Ad chi ansugne o pansir
    Che a’iò fat tla mi testa
    Te mentre che a feva tott chi santir
    A’iò trov un tisor che un si stima
    E a m’artrov più s-gnor ca ne prima.

     
  • 21 gennaio 2012 alle ore 13:43
    Verde Maggio

    Ti odoro Verde Maggio
    E ti faccio i conti in tasca
    Respirando i tuoi profumi
    Che millantano l’estate.
    Ad ogni passo ogni tuo fiore
    Ogni tua erba si rivela
    Ad ogni passo un nuovo odore
    Si unisce al vecchio e poi lo cela.
    -
    Al tuo verde più mi avvicino
    Più l’aria di fresco odora
    Ancor più fresca per gli odori
    Ed io m’inebrio nel cammino
    Nonostante il tuo sole sbarazzino
    Che sembra il profumo attenuare
    Finché la pioggia come sale
    Giunge il sapore ad esaltare.
    -
    Io adoro Verde Maggio
    Camminarti anche di notte
    Nel concerto di grilli e aromi
    Io rifuggo ogni luogo illuminato
    Per nutrirmi del tuo buio
    Dalle lucciole glassato.

     
  • 06 gennaio 2012 alle ore 10:56
    Al tramonto

    È al tramonto, quando il sole è già calato
    Ma l’eco dei raggi illumina ancora
    Che gli odori, i rumori… i colori
    Fervono fatui e salgono
    Mentre una friabile coltre umida scende
    È ora, che per qualche attimo
    Le colline, gli alberi, le case…… le cose
    Assumono il colore del cielo
    E il cielo si colora della terra il colore
    È ora
    Che si fa’ palese sensazione
    Lo sfuggire della vita
    Di un altro giorno andato
    -
    Il sole, domani, silenzioso
    Scandirà un giorno nuovo, smentendosi.

     
  • 11 dicembre 2011 alle ore 15:56
    Cammino

    Cammino, solo, per questa via di città, tranquilla come un paese,
    l’aria fresca che viene dal mare allevia il calore, ma non può alleviare
    la luce, forte, del sole, riflessa anche dall’asfalto e dalle case, chiari.
    La stessa luce che infastidisce l’ozio di un gatto,
    sdraiato all’ombra di un’auto in sosta,
    che guarda verso di me (verso la luce), senza scomporsi,
    con gli occhi appena aperti, e non solo per la luce:
    è uno sguardo sospettoso.
    Mi viene spontaneo un sorriso (forse per tranquillizzarlo)
    e il gatto spalanca subito gli occhi, incurante della forte luce
    e mi guarda (stavolta senza diffidenza), alza la testa
    e mi segue con lo sguardo,
    finché per il mio avanzare supero l’auto sotto cui si è riparato,
    ed il dialogo si interrompe (alla fine mi è parso che volesse seguirmi).
    -
    Quel gatto ha capito un sorriso.
    Chissà quanti uomini, qui attorno, non lo sanno (più) fare.

     
  • 09 ottobre 2011 alle ore 14:46
    Canovaccio ('78)

    Sulle piazze del mondo
    vestono, lo spettacolo-farsa
    gli arcadi commedianti
    -
    Spettatori assenti e presenti
    plaudono

     
  • 12 settembre 2011 alle ore 22:48
    StupidaMente

    Sono vicino a te
    con la testa non sono qui
    mi chiedi a cosa penso
    ti rispondo "a niente"
    e tutto finisce lì
    -
    quando ho una cosa bella
    o vivo veramente
    mi fermo a pensare quanto durerà
    stupidamente

     
  • 11 settembre 2011 alle ore 15:10
    Buonanotte luna piena

    Celata dalla prassi
    la fragranza di una notte
    violentata dalla luna
    complici le stelle

     
  • 19 agosto 2011 alle ore 9:58
    Poesia

    Non si fa poesia
    Non c’è poesia
    Non esiste poesia

    Non esiste poeta

    E l’uomo è lungi da questa meta

    È giusto che non ci sia poeta (?)
    È meglio per noi, per tutti, per voi
    Che non ci sia poeta

    È difficile che una tigre
    Partorisca chi la sbranerà
    (che ci sbranerà?)

    Non c’è poesia
    Non esiste poesia
    Non esiste poeta

    È meglio per tutti, per voi

    Non c’è chi canta e ricama ma
    Viviseziona
    Urla
    Sbrana
    Sputa ed
    Emana organicamente un succo gastrico
    Che ci aiuti ad espellere
    Quelle feci storiche
    Che non riusciamo ad eliminare
     
    Non c’è poesia
    Non c’è poeta
     
    È difficile che un uomo solo faccia poesia
    Facciamo poesia?
    È meglio per tutti, per noi
     
    È facile che un popolo unito faccia poesia
     
    Non si fa poesia
    Non c’è poesia
    Non esiste poesia
     
    Non esiste poeta
     
    Esistono
    Un uomo
    Un popolo
    Una meta

     
  • 14 agosto 2011 alle ore 18:18
    Lettera di un condannato

    Uomo di polvere
    Di carne
    Di polvere

    Morire per vivere
    O vivere per morire ?

    È duro rassegnarsi alla sorte
    Per chi nasce condannato a morte

    Perché procreare
    Non sono forse segnati
    Nascono anch’essi condannati

    È forse un sacrificio da offrire
    Ad un dio
    Nella cieca speranza di placarne le ire ?

    MORIRE PER VIVERE
    Come può un uomo
    Amare mangiare e dormire
    Cogliere un fiore o partire
    Lavorare studiare e capire
    Se di lì a poco andrà a morire

    Morire per vivere
    O vivere per morire

    VIVERE PER MORIRE
    Per dormire mangiare e amare
    Partire e cogliere un fiore
    Capire lavorare e studiare
         Vivere per morire
         Vivere per amare

     
  • 29 luglio 2011 alle ore 16:07
    Mentre un fiore

    Mentre un fiore muore di noia
    Mentre il sole molla la presa
    Un altro sole tira le cuoia
    E si allontana fra cronaca e storia
     
    Si attenuano la luce ed il calore
    Si accentuano l’ombra e il frescore
    Sulle foglie, sui sassi, sulla pelle
    Rimane solo un tramonto, gravido di stelle
     
    Ridenti rane dello stagno
    Esuli cani randagi
    Embolici animali notturni
    Chierici della notte
    Anche questa notte è vostra
    A me restano gli indugi
     
    Ridete, ridete e cantate, e ballate
    Tramate ritmiche ovazioni
    Ma non provate a redimere la notte
    Nessun rassegnato messia avrà mai i suoi occhi
     
    Quasi regna l’assenza
    E il silenzio diventa un percettibile rumore
    Ma la notte non ha padroni
         Ha i suoi parassiti
         Le sue inibizioni
         Ma la notte non ha padroni
       
    È l’ennesimo sole
    Re Mida di luce
    Che penetra e fa sua la notte
    E riassorbe l’ombra e il frescore
    Ridonando luce e calore

     
  • 02 luglio 2011 alle ore 16:41
    SeraInvernoUnVecchioMulino…

    Echeggia nel camino il fruscio delle fiamme
    che punzecchiano il buio, sempre pronto ad avanzare.
    L’aria è densa, odora di povero, di semplice, un odore antico
    che ti inebria, e ti ispira.
    Già, poco basta: un vecchio mulino, castagne e un camino
    acceso, pochi tuoi, una chitarra, quell’odore unico,
    quel bere tutti alla bottiglia del vino…
    e diventi l’altro: quello che pensa, che s’incazza, l’altruista,
    che vorrebbe che… e tutti i tuoi pensieri, i sentimenti
    le tue verità vengono a galla (anche sul vino)
    ed agli altri vorresti subito trasmetterli.

    Ma non sono sintonizzati con te.

    Nel buio cerco un’occhiata che valga la parola e,
    nel buio, incrocio solo gli occhi lucenti
    dello sguardo sommesso, di un piccolo micio
    che biaciga il suo verso; e lo raccolgo
    ugualmente, anzi mi gaso ad averlo in braccio, gioisco,
    e mi basterebbe. Ma, poi, si stanca (già, sempre quei discorsi…)
    e si divincola mentre, tradito, vorrei trattenerlo.
    Deluso lo lascio, e in quel momento una semplice
    sigaretta mi espande, e mi fa spaziare.

    Mentre torno a casa il vento gelido accarezza il mio viso
    ed il mio sorriso, che non riesco a trattenere.
    Ma non voglio rammentarne uno di quei momenti,
    ne sciuperei l’enfasi; così me ne vado con
    la sola sensazione che la scena di poco prima
    l’ho già vista, ma solo perché, forse, l’ho sognata.

     
  • 20 giugno 2011 alle ore 8:10
    Parabola

    Chi vide un lampo raccontò la tempesta,
    chi vide un'onda raccontò la burrasca,
    chi visse nell'ombra raccontò la tenebra.

    Chi vide dio,
    si cucì le labbra e raccontò di sé.

     
  • 18 giugno 2011 alle ore 11:14
    Pensieri

    La luce diminuisce poco a poco,
    e quel po' che permette di vedere, sembra portato, di lontano,
    da questo forte vento, con un carico di
    odori
    rumori
    pensieri,
    che diventano più intensi, nelle folate più forti, così come la luce;
    ma è forse solo uno spiraglio, guadagnato dal vento, fra le nubi, all'orizzonte
    di questo tramonto.

     
  • 15 giugno 2011 alle ore 22:57
    Lode alla luna

    Lode a te, sole dell'ombra,
    fresca e volubile luna
    alla tua luce e immagine
    e riluttanza al sole
    unico riferimento, nelle notti senza fine,
    di esuli poeti, sperduti,
    alla ricerca, vana, di altra vita

    ed è così che, dopo le tue magiche notti piene,
    rimane sulle cose
    traccia del loro lungo e disperato pianto
    la rugiada

     
  • 15 giugno 2011 alle ore 22:45
    Fuochi fatui

    Ancora alcuni cantano
    le loro odi alla luna
    ultimi fuochi fatui, di un corpo ormai
    ...sepolcro.

     
  • 14 giugno 2011 alle ore 23:12
    28 aprile sera'77

    Nubili nubi
    che mai sposate
    il vento che vi porta, vi scaglia, vi trascina e abbandona

    Nubi nubili
    che mai sposate
    i campi gli alberi i fiori che adombrate
    le acque che trasportate

    Andate errabonde
    errabonde andate

    Nubili nubi
    che mai sposate
    la terra i boschi i prati su cui piovete
    il mare il fiume il lago a cui attingete

    Nubi nubili
    che mai sposate
    le irte montagne che avvolgete
    le vaghe figure che formate

    Andate errabonde
    errabonde andate

    Care nubi
    che mai sposate
    il paesaggio l'alba il tramonto che formate
    il sole la luna le stelle
    che a volte mi negate

    non sposate me
    ma il mio spirito
    esile
    esanime
    esistenziale
    affinchè quest'ombra
    non intralci il mio cammino

     
  • 12 giugno 2011 alle ore 9:18
    Digestione

    Il movimento peristaltico
    di questa vita intestinale
    mi trasporta, ma mi muovo lottando
    per divenire linfa
    e non liquame.

     
  • 11 giugno 2011 alle ore 13:30
    Si è come

    Si è come
    arruolati in-volontari
    in una strana legion straniera

    Si è scontenti
    per ragioni nostre
    e si combatte un nemico
    che non è il nostro

    (omaggio a G.U.)

     
  • 11 giugno 2011 alle ore 13:26
    C.Interruptus

    La prorompente
    vitalità dei giovani
    nella masturbazione
    della vita
    non trova il suo orgasmo