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Poesie di Michele Gentile

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  • 04 gennaio 2016 alle ore 7:17
    4 gennaio

    Chiesi aiuto
    la quiete intorno
    suggeriva l'impossibile.
    Il solito crinale
    la solita finestra,
    un uomo già piccolo
    sulle spalle del mattino.
    Del cammino che mi ha lasciato tornare
    apprezzo la cinica, lucida
    esposizione dei fatti.
    Una mia parodia in scena
    appetibile tragedia
    si consumava
    alla luce del sole.
    Immune al domani
    divenni impalpabile,
    necessario.
    Erede al trono
    di una fine negata,
    raccolto di sterili regioni
    sono in pace con le mie catene.

  • 29 ottobre 2015 alle ore 13:14
    La mia vita

    Mi è bastato un nome
    che nessuno voleva,
    mi è bastato inciampare
    in un mattino ubriaco
    o in un lamento del mare.
    E' servito nascere sbagliato
    per scoprirmi in vita,
    affezionato al silenzio
    della mia stessa pelle.
    Ho vissuto malgrado il vento
    che mi cercava tra i rovi
    per farmi appassire
    ed è servito perdermi
    per morire più dolcemente.

  • 19 ottobre 2015 alle ore 20:07
    Nel frattempo esisto

    Nel frattempo esisto
    e disto anni luce
    dalla verità.
    Giro intorno al problema
    senza risolvermi
    ostaggio di un falso io
    che sequestra anche i vostri intenti.
    Istanti di sopravvivenza
    o canto disarticolato,
    in avanzato stato di costernazione
    eleggo il prossimo messia.
    In regia un villano di nome profitto
    nei cassetti il sogno di un altro conflitto.
    Gravitano intorno al problema
    senza risponderne
    retaggio di un falso dio
    che ci ammaestra da fin troppi lustri.
    Precocemente estinto,
    cerebralmente avvinto
    della teoria di Thomas
    ne esercito l’effetto in ogni mio difetto,
    svilendo forme di vita indipendenti
    delegando novelli Vashna
    a fare chiarezza al posto mio.
     

  • 30 settembre 2015 alle ore 20:30
    La Rocca dei poeti

    La Rocca dei poeti
    a due passi dal cuore,
    ove tutto è silenzio
    dove tutto è parola.
    Spesse mura di memoria
    disperati bastioni,
    di un respiro custodi
    invocano pietà,
    implorano promesse.
    Cessano i re
    abdicano i mari.
    La Rocca dei poeti
    immutabile
    sul mio petto
    è preghiera,
    sulle labbra ferite
    è quasi vivere.

  • 29 settembre 2015 alle ore 23:24
    Arcangelo

    Chi brama l'orizzonte
    le anime, il cielo
    fugge il tuo nome.
    Fiero respiro
    del divino comando
    legge di spada.

    Terribilis est locus iste
    ombra di guerra
    Hic domus dei est
    non sarò io a tacere
    et porta coeli
    a spegnere la croce.

    La morte sorride
    soffoca l'indulgente attesa
    e china il capo
    dinanzi al tempo tuo,
    tempo senza stagioni
    senza pietà
    tempo di approdo.

  • 21 settembre 2015 alle ore 9:36
    Attimi

    Il cielo imperlano
    rami di malinconia
    poi il mare.
     

  • 19 agosto 2015 alle ore 22:49
    Le voci del vento

    C'è ancora tanta strada
    per arrivare al fiume,
    una valle di sogni e parole
    su onde argentate.
    Così bella da far invidia alla luna
    così sola sotto questo cielo.
    C'è ancora tanta vita
    per giungere al mare,
    senza timore di perdersi
    fra stelle pagane
    rinchiusa in un fiore
    che sboccia solo nelle tenebre.
    Le voci del vento
    danzano tra le vette,
    intorno al fuoco
    cantano le ombre.
    Sovrana è la notte;
    c'è ancora tanta strada...

  • 02 agosto 2015 alle ore 11:31
    Mylae

    Taccio
    nel tempio degli occhi
    a te votati.
    Scorro nelle vene
    di un vento antico
    e sento
    e posso
    accudire in un brivido
    le ali del mattino.
    Mi coglie l'immensità
    così, planando
    sull'azzurro frinire.
    La possente rupe
    scruta gli orizzonti
    adagio
    sino a perdersi,
    a dissetare
    queste mie radici.
    Ho l'età del sogno;
    nel sole morente
    ripara il mare,
    profondo singulto
    della sperata ora,
    custode arcigno
    di tanto splendore.
    Mia Mylae
    regina,
    ai petali di un tramonto
    affido il tempo
    del bramato ritorno.
     

  • 24 luglio 2015 alle ore 11:38
    Una poesia

    Ti dedico una poesia figlio mio
    il tramonto.
    Ti dedico una casa
    che odora di primavera,
    il mare e mille stelle
    al risveglio del cielo.
    Ti dedico fiori di campo
    un sorriso sempre.
    Ti mostro un sentiero
    per non perdere altro tempo
    ti svelo la notte
    per non temere il giorno.
    Ti dedico una poesia
    prima di andare,
    i giorni, la bruma
    il pesco e le vette.
    Ti auguro sogni, canzoni
    un nome da pensare
    ogni carezza di felicità.

  • 18 giugno 2015 alle ore 9:11
    Frontiere

    Scorci di luce
    inattesi
    imprevisti vagano
    per questo inferno.
    Acque di oblio
    lacrime, grida senza vita.
    Ho sognato un bimbo
    che non piangeva,
    libero di sbagliare.
    Un vago ricordo di dio
    sarà il mio domani.
    Un principio senza senno
    una casa dove annoiarsi,
    il canto dei gabbiani.
    Scorza di luce in attesa...
    gli abissi sono il mio approdo.

  • 19 maggio 2015 alle ore 10:18
    Deserti

    Inaridisce  l’indulgente chimera,
    ciò che mai ebbe pace
    torna a chiamarmi.
    Prego su croste di cielo
    consunte sagome
    di strade interrotte.
    Genero genti,
    creo abissi
    dubito.
    Scorie, detriti
    vaghi confronti;
    deserti senza pudore.
     

  • 24 aprile 2015 alle ore 21:53
    Alda Merini

    Pensando al senso profondo della poesia,
    alla dolcezza
    alla malinconia,
    al dolore e alla felicità di comporre versi,
    provo ad immaginare una porta che si apre
    una casa che mi accoglie
    sorridendo tra l’odore acre di una sigaretta
    e il frusciare di fogli bianchi da riempire
    con la bellezza di un nome.
    Quella porta, quella casa, quel nome
    Alda Merini.
    Immagino una vita vissuta in pieno
    con tutte le tonalità e le sfumature possibili,
    con la consapevolezza di esserci e darsi
    con una finestra spalancata sul bene
    e il sapore di fogli bianchi da incidere con lo stupore di un nome.
    Quella vita, quella consapevolezza, quel nome 
    Alda Merini.
    Nessun titolo di coda, parole senza confini
    fanno rotta verso un mare di poesia.
    Le vele sono rime
    il vento mi spinge a largo
    per trovare il giusto equilibrio
    tra pace e tempesta.
    Getto l’ancora in queste acque 
    mi faccio cullare dalle onde del tramonto,
    vedo isole che mi accarezzano la pelle.
    La notte avanza e il faro dalla scogliera porta in salvo il mio cuore.
    Quelle onde, quelle isole, quel faro… 
    Alda Merini.

     

  • 15 aprile 2015 alle ore 21:24
    Ai re

    Ai re
    che dileggiano la poesia
    con frasi di circostanza,
    ai sovrani
    che sporcano i mari
    pisciando vergogna.
    Agli dei
    che giocano al perdono
    mischiando le carte.
    Ai prìncipi
    che dimenticano le favole.
    Il trono, un tuono
    da trincee scavate
    con le ossa.
    Dentro chiese
    consacrate alla rivolta
    abbiate cura dei vostri nomi,
    si fa strada
    l'eco della verità.
     

  • 13 marzo 2015 alle ore 21:32
    Lupo

    Governa l'inverno.
    Mesta è la sorte
    del viandante
    per cieli d'ambra.
    Orme di ombra
    nel bosco
    pallidi sogni ove
    riposano uomini
    senza memoria.
    Canta la notte
    nel vento, una luna
    spettro d'amore
    sincero richiamo
    alle porte del mare.
    Libera echeggia
    la selvaggia voce
    promessa sposa
    al silenzio
    frastuono di pace
    sulla pelle dei giusti
    sussurra impavida  al cuore...
    " il lupo non muore"

  • 04 marzo 2015 alle ore 11:27
    Onore

    Porto in salvo queste lacrime
    sulla pelle del silenzio.
    Fragile, eterna
    volteggia la luna
    colando su acque raspose.
    Lungo il fiume scorre
    la speranza di altri sguardi,
    nuove maestranze.
    Graffia il mattino
    oramai
    l'urlo delle fronde.
    Vacilla il vento
    palpitano i saccenti;
    è il tempo,
    sono pagine
    dove scolpire
    il rito dell'onore.

  • 12 febbraio 2015 alle ore 14:17

    La prima luna;
    solo il mio respiro.
    L’inverno è un giuramento.

  • 18 gennaio 2015 alle ore 12:44
    La via del Pensiero

    Piove il mattino
    da curvi rami.
    Costeggia fiordi d'ebano
    assolve acque ostili.
    Sboccia su prati di pietra,
    si forgia nella quiete.
    Liturgia, sorda al capestro
    cammino che contempla affilate dottrine.
    Selvaggia verità
    che logora
    condanna
    dilania
    onora...
    salva.
    Giunge il mattino
    dai porti della notte,
    antiche colonne
    che non rovinano.
    Lentamente si svela
    la via del Pensiero.

  • 13 dicembre 2014 alle ore 15:23
    Arcadia

    Severi silenzi
    sonori.
    Intere distese
    di croci
    laconico addio,
    fugaci.
    Care,vetuste ombre
    volgo alla sacra Vetta
    e urlo alle memorie
    un antico idioma.
    Possa questo sguardo
    trovar pace,
    dissetarsi, comprendere
    fiori di mare.
    Distante dal cuore
    il selvaggio cardo
    ebbro di altari
    muore tra le mie dita;
    è ancora giorno.

  • 26 novembre 2014 alle ore 8:29
    Lanterne

    Svellono sonno alla notte. Ingarbugliate, impigliate alla vita chiassose, disturbano infide stelle dottrine di speranza. Misurano il profondo drappo alla ricerca di uniformi destini amari e benedetti nel crepitio di muti sguardi. Già sanno di perdersi in quel disperato volo eppure vanno sorridendo.

  • 24 novembre 2014 alle ore 20:34
    Bruma

    Passi nella bruma
    colgono l'infinito.
    Spaziano lungo
    la docile linea
    degli orizzonti.
    Ho salde radici
    in questo cielo
    che non mi appartiene
    e mi accarezza.
     

  • 17 novembre 2014 alle ore 22:00
    Stagioni

    Evanescenti stagioni
    frutti caduti da un Tempo
    avaro d'arpeggi.
    Caducità del giorno
    nel solenne incontro
    con apolidi mari
    trascina con sè
    diafane radici,
    vorticando appena
    sui porti dell'Assenza.
    E' melodia
    Amico mio.
    A noi la burrasca
    che ora torreggia impavida
    dalle vette del ricordo.
    E'il mestiere della vela
    Amico mio.
    A noi il lamento
    di un vento indecente.
    Saldo il timone,
    impugna il sole che sorge
    lasciati cullare ora
    dal volo di queste carezze.

  • 11 novembre 2014 alle ore 21:57
    Istante

    Evocare la luce,
    accarezzarle i rami
    che fremono
    e ondeggiano
    su nocche livide
    di luna.
    Interrogarmi sui passi del vuoto
    sull'assenza degli dei,
    tradurre la volontà
    dei cercatori d'oro. 
    Fin dove possiamo spingerci?
    Un istante.
    Patire l'umile giaciglio,
    impilare sorrisi
    giorni,
    e consegnarli al vento.
    Richiamare il domani
    asciugargli lacrime
    che cadono
    e dissetano
    acque orfane
    di luna.
    Un istante.

  • 21 ottobre 2014 alle ore 9:34
    Una brava persona

    Di giorno sola sola con la notte, prodiga di sorrisi quando la mediocre ombra si tinge di realtà. Lenta naviga attraverso specchi scarabocchiati sui muri issando uno sguardo di insano orgoglio. Impazzisce di gioia insegnando alla solitudine, brinda a una sorte timidamente in attesa. Curiosa vaga fra i ricordi del giorno che verrà inventando primavere per non cedere alle lusinghe della malinconia.

  • 11 ottobre 2014 alle ore 8:34
    Una carezza

    Per quello che sono
    e mai diventerò,
    troppo attento
    a distrarmi
    quando chiamato
    in causa.
    Saggio
    al punto di perdermi
    se una promessa
    mi mostra la via.
    Lesto
    ad impugnare un tramonto
    per trafiggermi il cuore
    ma
    schiuse,
    mani tese
    perchè una carezza
    sa perfettamente
    cosa
    non bisogna tacere.

  • 27 settembre 2014 alle ore 13:32
    Non basta più il cielo

    Ho poche cose con me
    o spazi senza senso
    da riempire a caso?
    Siamo scesi in strada
    sotto la stessa luna
    augurandoci un formidabile
    ritorno alla solitudine.
    Il calice della sera
    tra le dita,
    un sorriso in meno
    nel frastuono
    di confuse abitudini.
    Precisare giorni,
    parole
    equivoci
    salutare mancanze,
    tutto in nome
    di errori già commessi.
    Non basta più il cielo
    punti di vista,
    una lacrima ha sempre ragione.