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Poesie di Patrizia Chini

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  • 15 luglio alle ore 17:07
    Tu sei...

    Tu sei...

    l'acqua che spegne le fiamme del fuoco
    che spesso divampa dal mio animo ardito

    sei il giorno di sole che arriva gradito
    e asciuga in silenzio il mio pianto

    del freddo mio viver_cui appoggio
    il mio traballante andare per le strade del mondo

    sei l’essere istrionico che si fa diverso
    e muta aspetto e cuore solo per affetto

    per questo, amico, tu non hai prezzo...
    sei il dono di un dio buono alle pene dell’uomo

  • 11 marzo alle ore 0:29
    Come onde

    La pelle urla,
    è in crisi di astinenza
    vorrebbe tenerezza
    sentire ancora forte
    l’emozione del cuore
    al tocco delicato
    delle tue labbra morbide.
    Davanti agli occhi passano
    come onde i ricordi
    di quei giorni lontani…
    e i baci e le carezze
    e gli abbracci avvolgenti
    che ho ancora nella pelle
    mi sconvolgono la mente
    allora alzo la voce
    e chiedo loro di tornare
    per regalarmi un'ultima
    struggente
    ebbrezza d’amore
     

  • 24 gennaio alle ore 18:10
    Oggi vi celi

    Da sempre di fiocchi candidi
    hai coperto ogni cosa
    riversando su tutto
    un silenzio sereno

    Di bianco abbagliante
    hai dipinto le case e le strade
    Con suoni ovattati
    ci hai addormentato

    Hai reso ridenti occhi
    e bambini che, sorpresi
    ti hanno guardato
    scendere piano

    Hai messo a riposo
    ogni refolo
    e sotto il tuo manto di freddo,
    hai sempre celato fermento...

    ma oggi vi celi
    solo morte e sgomento.

  • 26 novembre 2016 alle ore 9:00
    Chi sono?

    “Chi sono?”
    Quesito mesto
    che mi rivolgo spesso
    specialmente
    nei momenti di tensione
    quando tardo
    a prendere decisioni
    e, invece, avrei bisogno
    di conoscermi meglio
    e avanzare sulla strada
    del progresso.

    Così avanzo
    in questo labirinto
    con mille porte
    che non vanno aperte
    per non rischiare
    di trovarmi fuori
    prima di aver saldato
    il debito concesso.

    E mi scopro
    a consumare il tempo
    mentre vago
    nella difficile ricerca
    di me stesso.

  • 18 giugno 2016 alle ore 8:57
    Tu, figlio indegno

    Nutrite da cupidigia e indifferenza
    hai affondato le tue mani avide
    nel grembo sacro della terra
    senza ritegno senza rispetto...
    tu figlio indegno.
     
    Hai sparso veleni nelle acque illibate
    dei fiumi e dei mari.
    Hai strappato gli alberi alle foreste.
    Hai sottratto, hai bruciato...
    di gas mortali hai ammorbato
    l’aria che respiriamo.
     
    L’ira che monta a ogni
    tua nuova angheria
    colmerà la misura deflagrando
    e innescherà lo tsunami
    che sulle spalle porterà la morte
     

  • 31 maggio 2016 alle ore 16:50
    Fichetti

    "Fichetto" deficiente
    a te interessa solo l'apparire
    dell'essere non te ne frega
    niente

    Ogni tua cura
    la riservi al corpo
    né cibo, né esercizi
    hai per la mente

    Nei tuoi pensieri
    tanta palestra
    anabolizzanti
    e preservativi

    Più profumato
    di una meretrice
    l'anima tua
    fa puzza di bugie

  • 04 maggio 2016 alle ore 18:14
    ... e te guardi con amore

    Finché vivi su ‘sta terra
    omo mio sai che t’aspetta
    primma o ppoi ha da finì
    più de tanto ‘n po' dura’...

    Ma ‘na cosa c’è che speri,
    fino a quanno tu respiri,
    è la gioja de ‘n abbraccio
    de ‘n sorriso... ‘n bacio vero

    che quarcuno te stia accanto
    stringa forte la tua mano...
    e te guardi con amore
    quanno nun c'avrai colore.

  • 21 gennaio 2016 alle ore 9:43
    Sui monti

    Respira il mio animo
    alla brezza leggera
    che spira tra gli alberi
    alti sui monti...

    ne ama il monotono
    suo lento avanzare
    mentre salendo
    a fatica si inerpica
    nell’erta sterrata
    calcata dagli avi

    senza voltarsi,
    senza rimpianti.

    Su sentieri impervi,
    tra sassi e sterpi,
    s’immerge e si inoltra
    nei suoi silenzi...

    falciati solo
    dal verso acuto
    della poiana.

  • 09 novembre 2015 alle ore 18:08
    Ero un'amazzone

    Ero un’amazzone,
    cavalcavo l’onda...
    un’onda alta e fragorosa
    che correva veloce
    tra mille spruzzi
    e grida di gabbiano
    Solcavo le  acque
    dritta al timone
    strette nel pugno,
    le briglie della vita.
     

  • 31 ottobre 2015 alle ore 9:18
    Restami accanto

    Spesso mi sembra
    di sentirti ancora...
    Rivedo le tue mani
    ruvide ma buone
    e i tuoi occhi
    che indagavano
    il mio cuore.
     
    La tua voce poi
    non mi abbandona...
    non mi lascia mai sola.
    Nessuno più di te
    mi può comprendere-
     
    Mentre percorro mesta
    la mia strada
    chiedo a te consiglio
    e in te trovo l’affetto
    che i vivi non riescono
    più a darmi.
     
    La tua forza
    me la sento dentro
    in te mi specchio
    e, mentre la notte
    si avvicina all'alba,
    ti chiamo a voce alta...
     
    ─Padre mio
    restami accanto!
     
     

  • 16 ottobre 2015 alle ore 12:27
    La falce

    Di violenza ormai trabocca il mondo
    il suo clamore copre ogni altro suono
    urlano i morti che non hanno pace
    urla il cuore degli assassini.

    Con ogni genere di nefandezze
    colpisce duro l’umanità
    scatena guerre tra i fratelli
    coltiva l’odio tra le genti.

    Chi fermerà l’onda del male
    prima che soffi in ogni dove
    il vento mortale innescato dal taglio
    secco... ineluttabile di quella falce?
     

  • 19 giugno 2015 alle ore 9:13
    Senza speranze

    È come andare
    senza sapere dove
    sperando solo
    che si arrivi in fretta.

    Ti trascini dietro
    il peso dei pensieri
    il dolore pungente
    dei ricordi.

    Non comprendi più
    il senso delle parole
    e il perché del nostro
    quotidiano vivere...

    Non senti battere
    il tuo cuore
    inutile orpello
    senza più speranze.

    Intorno a te c'è il mondo
    e le sue grida
    che ti lancia l'ennesima sfida...
    ma tu la senti sempre più lontana.

  • 27 maggio 2015 alle ore 9:10
    Ciliege

    Lisce, tonde,
    turgide palline
    di rosso fiamma
    ad arte rivestite.
     
    Alberi chiomati
    illuminate
    con mille lampi
    d’oro e di rubino.
     
    Le mamme grate
    guardano felici...
     
    A due a due
    o a mazzi
    le bimbe fan campane
    di orecchini
     
    mentre di noccioli e grida
    fan battaglie
    eserciti di monelli
    divertiti.
     

  • 30 aprile 2015 alle ore 20:55

    Chi son io che scrivo
    cancello e rileggo
    poi lascio la penna
    mi sdraio nel divano
    mi accoccolo e  leggo.
    Sono un’opera incompleta,
    un progetto bloccato
    una statua senza un braccio
    non un capolavoro...
    un abbozzo e nient'altro.
    Vorrei essere opera
    completa di forza...
    piena di coraggio
    anche e non soltanto
    per chi mi sta al fianco.
    Svegliarmi una mattina
    che corro fiera e me ne vanto
    è il sogno ricorrente
    delle mie notti in bianco.
    Sono così, incompleta...
    ma chi non lo è un pochino?
    Per questo mi accontento
    e non prego l’Artista
    di rimettersi al banco
    e perfezionarmi
    con l’attrezzo più adatto.

  • 14 febbraio 2015 alle ore 17:50
    La vigna

    Non ci sarà vendemmia,
    padre mio.
    I vitigni generosi
    scelti con cura
    interrati da te
    in ginocchio, con le mani
    ora, ammalati nello spazio breve
    di un’estate infame,
    stanno per morire…
    La tua vigna muore!
    Io non ho cuore
    né occhi per guardarla
    posso solo sperare
    che a te sia dato di vederla
    come ce l’hai lasciata
    bella com’era
    la nostra vigna… amata.
     

  • 11 gennaio 2015 alle ore 23:34
    Il mio "Albicocco biondo" non è più...

    Il mio albicocco biondo non è più…
    Ne hanno fatto legna per il fuoco.
    Non sarà più la casa dell'allodola
    o del fringuello o dell'usignolo.
    Ne sarà di aiuto a me viandante
    che a fatica salgo per la china
    e prima di rientrare alla magione
    m'inebrio al fresco dell'ombra generosa.
    Tronco slanciato e fronde rigogliose
    paradisiaca oasi per il corpo
    mentre la mente rimugina e si illumina.
     

  • 10 gennaio 2015 alle ore 0:10
    La prima neve dicembrina

    Scendeva fitta
    senza rumore
    la prima neve
    dicembrina.

    Fiocchi veloci
    si rincorrevano
    si superavano
    e poi cadevano...

    Seguivo i fiocchi
    da dietro il vetro
    di una finestra
    con le tendine.

    In casa l’albero
    e il presepe
    magie d’incanti...

    riflessi di stelle
    negli occhi ridenti
    di noi bambini.

  • 07 ottobre 2014 alle ore 16:02
    Finchè tu ne abbia la forza

    Calma piatta nel mio animo
    Non c’è onda o increspatura
    Niente smuove il mio torpore.
    Preferisco la tempesta
    il ciclone e l’uragano...
    input forti  che pretendono
    risposta
    che ti chiamano all’azione
    che ti impongono la lotta
    finchè tu ne abbia la forza.
     

  • 05 ottobre 2014 alle ore 9:17
    Famose n'insalata

    Quanno l’afa t’abbiocca...
    e nun sai che fa pe’ cena,
    “Né pajata né minestra...”
    pensi “Mejo fasse  n'insalata
    preparata la per là”
    Che ce vo’... ecchela qua!
     
    Sceji ‘n cetriolo fresco
    che sia giovane e gustoso
    taja er pezzo der picciolo,
    e strofinalo cor resto
    così perde ‘n po’ l’amaro
    e puranche nun rinfaccia
    Poi lo sbucci e lo riduci
    a fettine o a “dadolini”
    come dice “Antonellina”
    che è maestra de cucina.
    Ce poi aggiunge ‘n pommidoro
    ‘na carota a la julienne
    ‘na cipolla fina fina
    fatta co l’amandolina
    Ce va pure, te lo dico,
    ‘na fojetta de basilico
    e der sellero più tenero
    quattro o cinque  costoline...
    Pe finì sta leccornìa
    butta olio a volontà
    spargi sale quanto basta
    e ‘na saggia dosatina
    dell’aceto de cantina.
    Je voi dà ‘n po’ de colore?
    Quarche striscia de radicchio
    due olive baresane
    tanti rossi ravanelli
    e poi... basta!
    Che artro voi?
     
    L’insalata pe’ esse bona
    nun ce serve tanta robba
    ma ha da esse strapazzata,
     maneggiata e ‘carezzata
    come fa ‘n omo a ‘na donna
    ner momento dell’amore
    quanno se la strigne ar core.
     
     

  • 19 settembre 2014 alle ore 23:40
    Sera di gelo

    Il tuo sguardo
    è freddo, stasera .
    Un lago ghiacciato
    senza fremiti.
    Non ali di gabbiano,
    in volo radente,
    a sfiorarlo.
    Un muro di gomma
    senza pietà.
    I miei occhi messaggi
    che non hanno risposte
    a placarli.

    È un inverno ricoperto di gelo
    non suoni che accarezzano l'aria
    non il canto del tuo cuore
    a scaldarmi …
    il tuo sguardo
    la mia sera
    raggela.

  • 10 settembre 2014 alle ore 9:15
    Tamburi lontani

    Tamburi lontani
    io sento
    rullare
    Inarco il mio corpo
    lo ruoto
    e in basso lo adagio
    e poi
    in alto di nuovo
    lo porto...
    Un ritmo incalzante
    che nasce
    nel cuore
    e batte veloce.
    Lo seguo.
    Affondo
    nel vuoto
    l'anca di seta
    che docile torna
    e
    in lunghi meandri
    si snoda
    seguendo nell’aria
    tracciati sognati
    rubati a paesi
    assolati.
    Rimbalzano echi
    per tutta la stanza
    arabeschi
    a colori
    tappezzano
    il vuoto
    la musica
    inonda
    travolge ogni cosa
    il mio corpo
    che freme
    dipinge una danza..
    Si sazia
    la gusta
    voglioso
    e ancora
    e ancora
    e ancora…
    I tuoi occhi
    di fuoco...
    implorano
    che venga
    la fine..
    Il mio ventre impazzito
    lanciato in un ritmo
    tribale
    conclude la danza
    DI COLPO!
    La gente seduta a guardare...
    mi batte le mani 

  • 22 agosto 2014 alle ore 0:42
    Ndo ce l’hai la coscienza?…

    Omo cinico che cortivi l’apparenza
    che te ‘nteressi d’abbandono e d’assistenza
    solamente se te fa cresce er conto ‘n banca,
    dimme, “‘Ndo ce l’hai la Coscienza...?”
     
    Nun risponneme “’n testa” perchè l’artezza è tanta
    e ‘na nobirdonna se ha d’affittà ‘na stanza
    ha da chiede pure quarche referenza
    e la coscienza tua amme me pare scarza.
     
    Forse è tra er digiuno e er duedeno
    d’andove scappa l’aria pe’ disperazione
    ‘ndove spesso romba er chiasso dell’inferno...
     
    forse là potrebbe trovà sistemazzione,
    'n compagnia der feto della putrescenza,
    quer po’ che te rimane de coscienza.
     

  • 29 aprile 2014 alle ore 14:06
    Il tramonto a Roma

    Nuvole di storni scuri
    nel tramonto coprono il cielo
    quando il ponentino spira
    verso Roma.
    Avanzano come onde
    s'impennano e precipitano
    in un'antica danza tribale...
    Cambiano rotta e forma
    come creta plasmata
    da un artista.
    Si sciolgono come neve
    poi tornano a nascere
    e l'animo è felice.
    Catturano i miei pensieri
    che svaniscono con loro...
    ed io rimango ad aspettare
    che tornino di nuovo.

  • 25 aprile 2014 alle ore 11:15
    In attesa

    Notte senza luna.
    Bagliori di anime.
    Riflessi di paura
    che brulica
    tra la folla scura
    ferma, in attesa
    davanti al mare...
    Porta un bagaglio
    di un solo abbraccio,
    una lacrima, un bacio...
    Sulla bocca una preghiera,
    negli occhi speranze
    di una vita vera.
    Nel suono lieve
    della risacca
    attende Caronte...
    infame nocchiero
    della sua barca.
     

  • 24 aprile 2014 alle ore 15:21
    Il mio nome era ...

    Sono “cosa”,
    “oggetto” vecchio
    rilasciato in un cassetto
    o in un angolo in soffitta.
    Sono stato cancellato
    o mi sono cancellato
    dalla faccia terra...
    vivo solo nei ricordi
    di qualcuno o di qualcosa.
    Sono sedia traballante
    appoggiata giù in cantina
    che nessuno cerca più.
    Sono fiore ormai appassito
    che non ha più profumo.
    Il mio nome era...
    non me lo ricordo più.