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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 29 dicembre 2009
    Indifferenza

    Quando estirperò dal cuore l'ultima radice la farò bruciare al fuoco dell'indifferenza,
    cospargerò la cenere nei tuoi occhi e quando dal cielo pioveranno sassi correrai al riparo.
    Ma troverai chiusa la porta del grande rifugio e ti inseguirà il grido infinito del mio silenzio.

  • 29 dicembre 2009
    Inquietudine

    Scrivo sul ghiaccio parole incomprensibili
    parto infelice di un'angoscia la cui fine non vedo.

    La mia inquietudine mi attanaglia, compio respiri corti
    agogno la pace ridotta ad un lontano lumicino che non si avvicina
    non si ingrandisce , non illumina la mia stanca anima.

    E' pari ad un miraggio d'acqua nel deserto
    al sogno di lauti banchetti compiuto da un affamato
    alla visione effimera della donna di un amore non ricambiato.

    La desidero più di ogni altra cosa
    ma non c'è.
    Mi dico : arriverà domani!
    Ma simile ad un viaggiatore deluso
    aspetto il ritorno di un passeggero che invece non torna.

    Rimando ancora
    con il viso raccolto tra le mie mani disperate
    ed un urlo silenzioso il cui suono solo a me è noto.

  • 29 dicembre 2009
    Sogno di Natale

    Gelo che scioglie i giorni invernali
    caldo che entra nel cuore
    della donna.
    Essa ormai è in cerca del destino
    perduto un giorno d’estate
    quando passeggiava per il viale.
    Il vento: soffia e attacca
    i poveri fiori ormai stanchi.
    Ma mamma si sveglia
    e capisce che era un sogno.
    Si alza e mi vede.
    Sono lì. Ti voglio bene.
    Mamma.

  • 29 dicembre 2009
    Ci vuole tempo.

    Ci vuole tempo per mettere ordine nei pensieri,
    ma se un giorno tu lo trovassi raduna anche la più piccola cosa,
    il dettaglio,
    la dolce e triste parentesi,
    le voci del silenzio,
    la nenia accorata del cuore e i sospiri dell' anima.
    Raccogli tutti i frammenti e ricomponi il museo del tuo vivere.

  • 29 dicembre 2009
    Dov'eri.

    Tu dov'eri quando l'ansia e la paura prendevano il mio vivere e per non cadere mi aggrappavo come un'edera al muro di una speranza che avevo eretto ai margini del mio pensiero?


    Tu dov' eri per darmi una mano e accendere insieme le stelle?


    Forse eri dall' altra parte del mondo, o forse non sei mai esistito.


    Ma se ci sei e vuoi raggiungermi non camminare al contrario.

  • 29 dicembre 2009
    La tua immagine

    Un giorno toglierò la tua immagine dalla cornice del mio pensiero
    e lascerò entrare l'oceano per soffocare l' urlo della mia anima,
    fino a che non si plachi e torni ad immergersi negli armoniosi colori della vita,
    dove il tempo non conosce tramonto e il sole sorge sempre di primo mattino.

  • 29 dicembre 2009
    Non chiamarmi Amore.

    Non chiamarmi Amore: tu non sai amare, cuore di vetro.


    Mai sulle tue labbra ,fredde come l' inverno, bruciò la dolcezza di un bacio.


    Non ebbi mai Amore da quel corpo tuo, che mi rese prigioniera.


    Non chiamarmi Amore: non posso più sognare.


    Strappo alle ore e ai giorni che mi restano, l'illusione di questo Amore bugiardo, soffocando nel pianto le mie lunghe notti.

  • 29 dicembre 2009
    Finzione

    Sotto il nome dell'amore hai frugato nei miei sentimenti, facendone tuoi i segreti più profondi, racchiusi dentro questo povero cuore, che, fiducioso, si era aperto alla speranza, come un grande balcone di fronte al sole che sorge.
    Finzione, menzogna, lo hanno deluso, lasciandogli una ferita che nemmeno il tempo potrà rimarginare.

  • 29 dicembre 2009
    Mamma.

    Mamma, sei il seme che mi ha
    fatto sbocciare il cuore.
    Mamma sei la sorgente che porta
    amore.
    Mamma sei tutto il lato positivo.

  • 29 dicembre 2009
    Tempesta

    C'e' aria di tempesta nell' oggi del mio vivere.


    Non riesco a contenere questo graffiante pensiero che cerca di scalare la ripida montagna dell' anima, dove si nasconde l'invisibile nemico che con mano maestra scava solchi profondi per fare appassire le radici del cuore.


    Mi sento come un albero, che la bufera del vento ha sradicato, e rassegnato aspetta di cadere al suolo; ma radici profonde tu hai lasciato dentro l'anima mia, che, trepida, attende il tuo forte sostegno.


    Vorrei strappare dal mio cuore questa funesta nostalgia e colorarla di celesti sensazioni.


    Annega il mio pensiero in questa triste realtà, ma la visione tua mi appare.


    Tu, sospinto dalle onde, rubi miei segreti e parli al mio silenzio che impetuoso mi avvolge.


    Ho cercato di allontanare queste fitte nubi per fare spazio all' arcobaleno, ma le grandi ali del falco hanno coperto l' orizzonte e ogni cosa rimane immutata.


    Solo questa mia attesa con piglio tenace si aggrapppa allo spigolo di un ritaglio di tempo.

  • 29 dicembre 2009
    L'occhio buono del cielo

    Quando ti accorgi che niente è come prima, il tuo tempo da protagonista è passato.
    Allora il tuo pensiero prima di chiudere il copione recita all' anima l' ultimo atto, mentre l' occhio buono del cielo lascia aperto il sipario ad una nuova platea.

  • 29 dicembre 2009
    Se...

    Se un giorno ti parlassero di me, vorrei che nei tuoi occhi si accendesse la stessa luce di quando sul mio viso si specchiava la primavera e ti inebriavi al profumo dei miei pensieri.


    Se un giorno ti parlassero di me e sul mio viso ci fosse il riflesso del tramonto, vorrei che si accendesse nei tuoi occhi la stessa luce di allora, anche se i pensieri avranno l'odore acre del tempo.


    Ma se nessuno ti parlasse di me conserva nel tuo cuore almeno la mia immagine.

  • 29 dicembre 2009
    Empera

    Come il vento
    adesso
    sta suonando la mia pelle
     
    Così
    t’amo
    con la stessa dolcezza
     
    Tu sei il mio arcobaleno
    ed io il mar
    sul qual tu appari
     

  • 29 dicembre 2009
    Un gireto co' la bora

    In piaza xe borin
    Me son sveià bonora
    Man man che passa el tempo
    Se alzerà forte la bora


    In giro per Trieste
    la me porterà
    Parlar co la gente patoca
    De sta granda zità


    Una bela spazolada
    del carso a miramar
    La riva fin san giusto
    I nuvoli spostar


    E quando in ponterosso
    Le bancarelle colorade
    Con tante venderigole
    Vigniva sbatociade


    El mar coi sui colori
    Le onde contro i scoi
    Do muli che camina
    Finissi slavazai


    Che teneri che i xe
    I se tien streti la man
    Ma sto vento no perdona
    Ribalta anca i tram


    De opicina xe quel
    Che tuti noi cantemo
    Che ga solo el frenador
    Intanto che tuti lavoremo


    Xe tante canzonete
    bone per far festa
    Se canta volentieri
    La bora e marinaresca


    El carso fa figura
    Con alberi e cespugli
    Xe tuto dentro un quadro
    Ottobre foie rosse
    Par proprio piturado


    Girando co la bora
    Te rivi in val rosandra
    Li tuto va pian pian
    E anca le cascate
    Te ciolerà la man


    Te pol anca fermarte
    Trieste no ga furia
    Intorno sta a vardarte
    El spettacolo dela natura


    e dopo el molo audace
    La bora te saluda
    La va de novo in tana
    Sora del municipio


    Ma come no savevi?
    La guardia la fa là
    Insieme a mikeze jakeze
    Su piaza unità

  • 29 dicembre 2009
    Bruto tempo

    Son sula zima de un colle
    che domino Trieste
    sento i grili tuto intorno
    ‘ncora prima che fazi giorno


    Xe tanta erba alberi e fiori
    xe profumi e xe colori
    vedo el mar: el xe calmo
    nuvole nere se sta avicinando


    Pioverà sicuro ma desso xe suto
    i cocai vien a tera co xe bruto
    de una parte la zità, le case, el porto, i cantieri
    de l’altra l’orizonte che me fa sognar
    ogi doman e ieri


    Si perché volessi ‘ndarghe oltre
    magari con un tufo
    rivar lontan
    ma la tera xe tonda
    ghe penserò doman


    Intanto me godo el panorama
    Trieste xe proprio bela
    me sa che un de ‘sti giorni
    farò vignir mia sorela


    Magari la fazo rivar
    in nave dal mar
    ‘ndando pian pian
    anca in machina
    e perché no in areoplan


    Unica roba devo ricordarme
    per no farla star mal
    che no la vegni subito
    Che ‘sta rivando temporal

  • 29 dicembre 2009
    Sono più sereno

    Porto ancora dentro
    un tuo ricordo,
    ma rinasco in me stesso.
    Dal ventre espello
    il veleno d'un tempo
    e finalmente
    riesco a sorridere

  • Io che sempre sprezzai
    il senso opaco della colpa ignota,
    le mia colpe però accolsi
    all'occorrenza.

    Fui cattivo scolaro,
    forse mai cattivo maestro,
    cattivo o buono però fui
    all'occorrenza.

    Io che mai volli esser forte
    o prono ai forti,
    forte però fui
    all'occorrenza.

    Con il debole
    contro e cospetto al forte,
    debole o forte però fui
    all'occorrenza.

    Vinsi anche il rammarico
    ma guardai indietro
    spesso però
    all'occorrenza.

    Io che sempre sprezzai
    il senso opaco della colpa ignota,
    le mie colpe però
    accolsi all'occorrenza

    e non fui mai
    ciò che non volli
    e presi parte chiara perciò
    all'occorrenza.

    27 dicembre 2009

  • 29 dicembre 2009
    Attesa.

    Finiranno i tuoi giorni razionali,
    chiusi nella corazza dell'indifferenza
    e la solitudine ti coglierà di sorpresa
    e colpirà dritto al cuore.
    Sarà quello il tuo tempo peggiore,
    perché intorno a te ci sarà solo l'urlo del silenzio
    e nessuno ti aiuterà
    a raccogliere i pezzi
    di quel mosaico d'amore
    che ti faceva rivivere l'alba dei freschi mattini.

  • 29 dicembre 2009
    Tu lo farai

    Dev'essere d'un asteroide
    la forma di questa buca oscura
    dove siamo,
    amico mio.

    Solo tu distrai il silenzio
    con il gorgoglio del tuo sangue.
    Il rantolo sfigura la tua vita
    ed il mio sguardo attonito.

    Senti i fischi
    delle parabole sopra di noi,
    senti le urla
    degli intestini fuoriusciti.
    Senti l'odore della terra
    fradicia e sommersa.

    Non uscirò più da questo posto,
    amico mio.
    Almeno tu, adesso
    lo farai.

  • 29 dicembre 2009
    Dell'apparenza

    Stasera quale cera porterà alla bocca
    assieme al solito sottile fumo americano.

    Avrà lo sguardo perlato oppure satinato,
    l'umore del tessuto deciso ed indossato.

    E con poche ore davanti cosa risponderà
    l'uomo vorace e innamorato del suo viso spogliato.

    Tutto cerca il sogno
    come il nostro pensiero levriero.

    Ma stasera davanti alla luna non v'è che luna
    come da sempre non c'è che tempo su tempo.

    Guardate il fuoco amici miei,
    fissatene lo scintillio
    e potrete scorgere il nulla,
    l'autentica rara verità
    dell'apparenza.

  • 29 dicembre 2009
    Psicolabilia

    Ieri
    uno psicolabile aggredì Silvio.
    Oggi
    una psicolabile aggredisce Giosef.
    Domani
    psicolabili aggrediranno il Padreterno
    e finalmente saremo
    salvi,
    liberi dalle catene,
    emancipati
    e non più schiavi.
    Cadranno i regimi subdoli mascherati da democrazie buoniste,
    cadranno i re buffoni e demagoghi,
    cadranno i papi vestiti di ori,
    spariranno!
    Spariranno i loro seguaci tutti!
    E mai più
    NOI
    saremo discriminati.

    Psicolabili di tutto il mondo unitevi!

  • 22 dicembre 2009
    Viola

    "Sento il tuo ritorno,
    i tuoi occhi verdi e veri
    guardare la solita strada
    dondolata
    fatta di curve e salite,
    pennellata di  locande
    di cartelloni, di nuovi bastioni
    di gente affrettata
    in perenne ritirata.


    Sento il tuo ritorno,
    che vuole silenzio,
    la cena del bacio,
    il camino dell'abbraccio,
    la disponibilità del racconto perdersi nel fuoco dell'intesa.
    Sento il tuo ritorno,
    dal riflesso della candela, dalla musica nella stanza,
    dal letto che ti accoglierà,
    dal gatto vagabondo che miagolerà
    una carezza.


    Sento il tuo ritorno,
    chilometro dopo chilometro
    zona dopo zona, come una sinfonia che si avvicina
    e suona la tua presenza.


    Sento il tuo ritorno,
    come l'avanzata della ricompensa,
    la tappa della rivoluzione,
    l'ideale senza corruzione, l'impegno senza alienazione.


    Sento il tuo ritorno... bianco viso che  vede correre le luci dei lampioni
    e il tempo che ci separa,
    persa in pensieri da donna guerriera.
    Sento il tuo ritorno...
    sento il tuo ritorno...
    mi guardo attorno...
    mi guardo intorno...
    ... eccoti!"

  • 22 dicembre 2009
    Ricordi

    Scendono
    i ricordi
    con noi rotolando
    come pietre svelte dal tempo
    a immani rocce antiche.

    In orridi scoscesi
    alcuni ricordi
    sprofondano
    altri nella china
    docilmente ci accompagnano.

    Tutti vanno
    precipitando o rotolando
    i ricordi con noi
    presente elusiva memoria
    alveo al nostro divenire.

    22 dicembre 2009

  • 22 dicembre 2009
    Il virus dell'amore

    Mai più violento virus si diffonde
    come quello dell’egoismo
    Mai più contagioso germe si propaga
    come quello dell’indifferenza
    Ho visto gente sommersa dall’opulenza,
    non essere mai sazia
    Ho visto gente invasa dallo sfarzo,
    non essere mai generosa
    Perché mai l’amore non può contagiare
    con uguale vigore
    O l’altruismo persuadere con ugual veemenza?
    Forse l’amore non ha adeguata forza per prevalere
    E’ fiacco il suo respiro e al mal non sopravvive?
    E allora, ahimé, non è vero amore...
    Modificarlo occorre, prima che per sempre si dissolva.

  • 22 dicembre 2009
    Nodosi mandorli

    All'ombra di mandorli nodosi
    arsi d'acqua e di sole
    e sferzati dal vento
    che sabbia di deserto
    seminava sulle messi
    appena mietute
    trascorrevo le estati
    inseguendo
    storie di principi e di eroi.

    Sognavo ad occhi aperti
    e sul libro che leggevo
    scorrevano come in un film
    panorami nuovi ed esotici
    e mari e monti
    che con il pensiero trascorrevo.

    Po l'autunno insidiava i tramonti
    di nuvolaglia sempre più fitta
    fino a cedere il passo
    al noto inverno che faceva strage
    di illusioni e speranze.

    A testa bassa
    come i girasoli al tramonto
    ciechi di troppa luce
    ma pronti a girare di nuovo
    attorno al sole
    appena disegnato agli orizzonti.