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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 28 febbraio alle ore 21:01
    Senza fiato

    Guardo questo mare e le sue onde
    nel loro andare a lasciarmi senza fiato
    con gli occhi di chi sa d'amarle
    e darmi intenso piacere
    nell'egoismo dolce di sentirmene padrone
    in questo mio vivere denso
    e gioiosamente calmo
    E di riflesso invoco i miei pensieri
    a chiedere d'attraversarmi e definirmi
    nella penombra di questo tramonto
    e nell'inquietitudine della mia natura
    E mi rallegro con me stesso
    per la mia storia d'uomo felice
    contrapposta ai drammi di un mondo
    che frantuma i sogni
    nelle tragedie d'ogni giorno
    e subito lezioni di sofferenza
    consumate tra i sentieri
    del patimento e dei tormenti
    nel sublime percorso della vita
    mi lanciano in attimi di tristezza
    sperduti nei momenti del mio passato
    a invadermi in un misto di ossessività
    che genera mutue dipendenze
    e intride di vergogna i sentimenti
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

     

  • Il mio nome scorre nel mio sangue

    eco di una vita dedicata a pene diverse

    momenti importanti
    nei quali ho vissuto dolcezze e amarezze

    dove

    aver fatto le mie scelte
    era diventato una folle battaglia interiore.

    E nella consapevolezza
    di ciò che la ragione adesso mi suggerisce

    tesso ancora il mio mosaico
    di sofferenze e godimenti

    divenuti logica meraviglia
    del mio esser fecondo

    porto sicuro nel quale approdare
    nei giorni tempestati dai tormenti

    rifugio segreto della mia stramba felicità
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 28 febbraio alle ore 19:53

    La vita ti ha trascinato via come un fiume in piena e ti ha fatto sbattere contro rive e sponde che non avevi mai né visto né conosciuto. Le hai esplorate comunque e malgrado le difficoltà hai saputo adattarti ad esse, trovando il modo di sopravviverci. Pur sapendo che non era la meta definitiva, ci hai vissuto così a lungo da arrivare quasi a sentirle tue. Ora, in alcuni tuoi lati non sai riconoscerti, ti cerchi, ma non trovi più quelle porte che un tempo bastava riaprire, varcare e rispolverarne il contenuto. Quelle porte sembrano sparite e tu devi fare i conti con ciò che al loro posto hai plasmato, lasciato crescere e diventare parte di te. 

  • 28 febbraio alle ore 19:50

    Ho odiato i pazzi e i folli e pazza e folle sono diventata. Ho criticato i solitari per poi finire ad amare la solitudine. Ho vissuto per ciò che potevano pensare gli altri, per poi capire che l'unica cosa che conta era il mio di pensiero. Ho rinunciato a milioni di cose per non ferire nessuno, ma poi ho capito che se ciò che voglio mi è lecito devo prendermelo. Ho vissuto anni interi a riflettere... Adesso vivo seguendo l'istinto, il cuore e tutto ciò che la mia persona sceglie di seguire. Il resto del mondo può anche guardare e criticare alle mie spalle... Tanto niente mi sfiora più!

  • 28 febbraio alle ore 15:50
    Non sapevo

    Si sono aperti i rubinetti della luce
    fiotti dai boschi, perfino, corrono a me
    in questa piccola poesia- guanciale.
    Ti chiamo taglio che inverte il fiato 
    marmoreo istante, plasmo -clic
    e studio l’estetica del lampo
    quando finisce e stende, sulla pietra. 

    Potrei spingermi in un giudizio artistico 
    levigandoti in mille forme 
    muscoli in lavorio, sudario ripiegato
    mentre pensi, scrivi, voli e un brivido s’irrora 
    in seta. Spazia tra i corpi. Smette di pensare.
    Un angolo diventa linea, la linea
    asseconda -mi fa un cenno, la tua mano 
    che sa di nido. Sa che sono lì, da sempre.
    Non sapevo, io, di aver giurato.

  • 28 febbraio alle ore 14:11
    Mattonella disordinata

    Potessi escogitarmi inganno
    sui marciapiedi 
    di questo mondo senza equatore
    transitati dall'ossesso via vai 
    di passi sadici

    Potessi essere
    mattonella disordinata 
    in apparenza ben posata
    e solo io venir trafitta
    da quei tacchi assordanti

    Ma poi improvviso un crac!

    Tutti giù all'inferno
    e quassù 
    niente più orrori!

  • 28 febbraio alle ore 14:04
    Chiedi alla pioggia

    Ascolta il vento che s'alza 
    quando un tuono spezza il silenzio
    e chiedi alla prima goccia di pioggia 
    cosa si prova ad esser delle sue sorelle 
    la prima a dissetar la nostra vecchia e amata terra 
    per poi morir da sola al sole

    La sua risposta sarà la via
    per giungere in grembo a madre utopia.

  • 28 febbraio alle ore 14:00
    Soltanto un dettaglio

    Non riesco a frenare
    questo amore che s'alza
    quando il vento s'inchina 
    al calar della sera

    Neppure riesco 
    a dartelo in dono
    in quanto potresti
    non fartene niente

    Non ha senso l'amore
    se non può respirare 
    non ha senso nemmeno 
    doverlo strozzare

    Ma intanto l'amore 
    fa ciò che gli pare
    e se m'ami o non m'ami
    è soltanto un dettaglio.

  • 28 febbraio alle ore 13:57
    Come se

    Come se quegli attimi spentisi bruscamente
    e conficcati nel cuore senza apparente rimedio,
    stessero invece lasciandomi
    uno dopo l'altro 
    ma senza urgenza

    alcuni con passo goffo, a testa alta pochi
    umiliati i più

    Come se avessero fallito il piano
    di ributtarmi dentro un sogno 
    non più sogno
    ma deprimente realtà

  • 28 febbraio alle ore 13:37
    Adesso noi

    Ascoltare i passi dell’amore
    e ritrovarsi tra le sue braccia
    per respirarne i rintocchi
    nel profondo del cuore

    Donarne all’oggi il seme
    per camminare insieme 
    sguardi in direzione 
    della nostra destinazione

    Prima di te io, prima di me tu, 
    adesso noi
    senza chiederci come andrà
    perché il futuro ancora
    non appartiene alla realtà.

  • 28 febbraio alle ore 13:32
    Era sempre domenica

    Era sempre domenica
    quando soffiavi solitudine
    sulle tende infiammate d'estate

    e col dito appeso al cielo
    pigiavi le tue ore andate a male: 
    acini rossi trafelati di rimpianto,
    indegni d'esser vino

    È sempre domenica adesso
    eppure fingo che non lo sia
    e ubriaco l'autunno
    con le strofe della tua malinconia.

  • 28 febbraio alle ore 13:30
    Respiriamoci nudi

    Respiriamoci nudi
    al centro di questa notte 
    scesa apposta per noi,
    ma rinvia all'infinito
    il travaglio del giorno

    ché i lamenti d'aurora
    squarcerebbero il grembo all'amore
    derubandoci a turno:
    privo di me, io senza te
    separati alla nascita.

  • 28 febbraio alle ore 13:16
    Io confesso

    C'è stato un tempo 
    in cui morivo dalla voglia 
    di sbarazzarmi di te

    Magari soffocandoti 
    col cavo che pendeva 
    di lato al divano a tre posti,
    quel filo su cui rischiavo d'inciampare 
    ogni volta che mi recavo alla finestra 
    per osservare il vuoto del mio cuore

    Mi ero convinto che l'avida cannuccia 
    che trapassava il mio petto, 
    poggiasse tra le tue labbra di donna devota, 
    moglie mia ingombrante,
    seduta con tutto il peso 
    sulle mie ali annodate 
    alle dita di una promessa fatta a Dio
    _amore eterno

    Invece, un mattino come tanti
    ho veduto il tuo corpo nudo
    riflesso allo specchio
    e non ho saputo fare altro 
    che cingerti i fianchi 
    e annusare le tue spalle
    fresche di talco

    Eri vita, eri mia 
    eri aria, ero tuo
    amarti da capo era l'unica via 
    da intraprendere in due 
    per giungere adesso 
    all'ultimo bacio.

  • 28 febbraio alle ore 13:11
    Ad un bacio da me

    Sei l'amore 
    che allontana dal cuore 
    ogni dolore,
    in questo spicchio senza patemi
    sul caldo azzurro in cui mi hai distesa

    Sei l'amore 
    che disarma la realtà
    fino a metterla in castigo
    tanto quanto lo vorremo

    Tu sei qua
    ad un bacio da me,
    un bacio solo
    dal sapore di poesia

    e il mio sguardo adesso,
    vuol scostare l'alba 
    che travolge le tue forme

    O forse l’alba
    siamo proprio io e te.

  • 28 febbraio alle ore 13:07
    Quando il vento viene a va

    Quando giunge il vento 
    tutto si muove,
    sia esso discreto o sfrontato
    e tutto fa musica 

    Le foglie, il mare
    le pagine di un quaderno 
    dimenticato in giardino
    i panni stesi

    Le ombre incastonate
    sulle pareti dell'anima
    sembrano danzare, 
    tanto che a volte qualcuna 
    rotola altrove

    anche se poi
    fanno sempre ritorno
    quando il vento si placa
    e la musica anche 

    e la cappa 
    riprende a premere.

  • 28 febbraio alle ore 12:55
    Pagine di marmo

    M'incanto all'imbrunire
    e la notte non sfoglio
    per timore di trovar la luna spenta 
    tra le pagine di marmo
    di quest'epoca beffarda.

  • 28 febbraio alle ore 12:52
    (S)memorandum

    Ho scordato
    le carezze al mattino 
    e pure gli attimi appresso 
    ma non il prima,
    quando d'ogni altezza 
    toccavam la cima 
    e poi per cosa...

  • 28 febbraio alle ore 12:49
    All'Uomo

    Non temere 
    il ruvido sintomo
    nella calma mischia di cielo.

    Quello sei tu,
    un po' meno forse 
    o magari poco più.

    Tuttavia tu,
    dopotutto in coda al resto
    ed il resto prosegue:
    con te o senza
    non fa alcuna differenza.

  • 28 febbraio alle ore 12:43
    Il girotondo in corsa

    Ci incontreremo
    in un ricordo che sappia obliare 
    questo infecondo presente 
    accecato da ori e vizi bugiardi
    coi quali il potente opulento 
    ingombra il mondo
    imboccando le deboli genti

    Ci ritroveremo così,
    tra le rughe di un diario 
    sepolto in soffitta 
    ove parole e disegni alla buona
    narrano ancora del bosco in festa 
    e di tasche zeppe di ghiande 
    da tirare al di là del recinto

    E frugheremo tra rocce vestite di muschio
    per riprenderci i nostri sguardi incantati
    su briciole in spalla a formiche frementi

    Poi ascolteremo 
    i nostri respiri ansimanti 
    dopo aver corso per giungere primi alla fonte
    e annuseremo le danze di un tramonto arlecchino
    col naso incollato al finestrino di un treno in corsa 
    verso il tepore di casa

    Infine ritorneremo leggeri e nostalgici 
    in quest'oggi straniero 
    e sapremo spegnere il futuro in fiamme 
    coi passi di un girotondo 
    di sorrisi e poesia.

  • 28 febbraio alle ore 12:41
    Adesso davvero

    Non avrei potuto far ritorno
    se non avessi strappato alla luna
    la sua maschera di sole,
    sputando finalmente in faccia
    all'ennesima illusione

    Di quel duello però
    non ti concedo dettagli
    ti basti sapermi qua,
    adesso davvero

    E ora spegni la luce,
    lega il tuo al mio respiro 
    e quando di nuovo ti chiederò 
    di lasciarmi andare via, 
    tu, stringi più forte il nodo.

  • 28 febbraio alle ore 12:30
    Risveglio

    Assaporo 
    questo mio imprevisto risveglio
    che mi espande 
    nella fluida assenza di turbamento.

    Voglio immergervi ora, 
    la mia essenza insonnolita
    per timida annodarmi 
    a fronde di quiete
    golose di me.

  • 28 febbraio alle ore 11:35
    Domani saremo le onde

    Sono nata per te 
    un mattino di ottobre
    ed in te ora muoio 
    per rinascere ancora domani

    e domani saremo le onde 
    che baciano terra 
    e domani faremo l'amore 

    e l'amore sarà 
    solamente un bel sole 
    anche se il cielo dovesse franare
    finendo nel nulla di fatto
    di un vago progetto 
    lasciato sotto il cuscino 
    dopo una notte trascorsa 
    in bianco e nero.

  • 28 febbraio alle ore 11:31
    Le vele di una poesia

    Ciò che dell'amore
    ancora non sapevo
    tuonò dentro fulmineo
    spiegando le vele
    di una poesia.

  • 28 febbraio alle ore 11:30
    Per riuscire ad amarti ogni giorno

    M'innamoro di te ogni mattina 
    quando la sveglia isterica mi ricorda 
    che un giorno ancora per amare è cominciato

    E m'innamoro di te nuovamente
    come se ieri non ti avessi amato abbastanza 
    perché in fondo è così, di più non so darti 
    e perciò debbo amarti da capo ogni giorno

    affinché questa mia notte tramonti 
    almeno quel tanto che basta 
    per riuscire ad amarti ogni giorno.

  • 28 febbraio alle ore 11:26
    Mattino d'inverno

    Mattino d'inverno
    sgambettano i gabbiani 
    sulle tegole ancora imbiancate
    e anche oggi l'odore del mare 
    si mescola al ricordo di te.