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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 14 aprile alle ore 20:13
    Semi di mandarino

    Continuo a sputare semi di mandarino 
    dalla notte di Natale in punto,
    mirandoli al cuore di madre terra 
    ché a quell'ora già sentivo
    sale di madre tintinnare
    e le pietre cantare del giusto la morte

    Povero Cristo, 
    ma chi te lo fece rifare 
    a venire a questo mondo,
    un altro Giuda sta quasi per baciarti,
    dovresti saperlo a memoria 
    come andrà a finire

    Risorgerai lo sai
    dal belare degli agnelli
    dalle uova di varia origine,
    tra le rondini e gli ulivi,
    risorgerai lo sai!

    Ma per cosa dimmi,
    che dopo sarà come sempre 
    e lo sai

    Eppure ancora sputo là, 
    semi di mandarino.

  • 14 aprile alle ore 20:05
    In nomine Fabo

    Casomai la malasorte
    si accanisse sul mio corpo
    sarei costretto (d)allo Stato
    a dipendere dagli altri,
    più o meno come quando

    -ero un bel pupo

    Solo che non potrò sgambettare allegramente
    quando mamma mi cambierà il panno
    e non potrò farle Ciao Ciao con la manina 
    e nemmeno le sorriderò
    ma il perché non te lo spiego,
    immagina...

    di avere magari la mente lucida
    e perciò i sentimenti più vivi che mai,
    immagina di non riuscire a sopportare 
    un simile martirio 
    -il cuore che batte come un tempo 
    ormai perduto, come quando eri carne 
    e non l'avanzo

    Immagina di ricordarti
    magari ogni santo giorno,
    a quanto era bello 
    quand'eri un bel pupo soltanto

    Immagina di riuscire 
    ad accettare tutto questo
    con serenità,
    infine immagina di non riuscirci
    di voler morire del tutto

    -Staccate la spina-

    e morire per morire 
    che almeno possa morire in patria.

  • 14 aprile alle ore 20:03
    Sarò il glicine

    Sto chiudendoti 
    un'altra volta gli occhi,
    buona morte mio inverno

    Sarai presto un bacco 
    ed io
    il tuo succo,
    sarò glicine che risale l'abisso 
    per arrivarti alle labbra
    e lì avvizzire

    Buona morte anche a me.

  • 14 aprile alle ore 20:01
    Ancora non ho finito

    Pensa che germogliarono 
    per giunta i sassi, ma io no

    dopo molto accadde 
    di germogliare anch'io
    e ancora non ho finito sai... 

    non lo so se ci riesco 
    a mettermi al mondo per intero

    in fondo non sto tanto male 
    ad essere un po' qui un po' no,
    forse non ho bisogno di esserci del tutto 
    o forse non ce la faccio e basta.

  • 14 aprile alle ore 19:48
    Tutto il resto è SESSO

    Sono nata, eccomi al mondo
    come chiunque son nata anch'io
    e come chiunque sono nata persona
    - mio padre va urlando - di SESSO femmina!

    L'essere a tratti molto diversa 
    da quei nascituri là, di SESSO maschio,
    non sarà certamente un problema
    anch'io come loro potrò crescere serena 
    per diventare un giorno donna 
    e loro uomini

    - forse

    Quando vorrò realizzarmi 
    forse non mi ostacoleranno
    forse mi aiuteranno
    e quando vorrò fare qualcosa
    o invece non vorrò farla
    forse non mi picchieranno 
    forse mi capiranno

    Forse mi ameranno per davvero
    e ameranno il mio corpo,
    non lo copriranno con la scusa di un dio 
    forse non lo mutileranno con la stessa 
    o con altre assurde scuse
    et cetera et cetera

    Dicevo - forse 
    e tu dirai, sono appena nata 
    nemmeno so dove, 
    sono nata persona di SESSO femmina
    e ho così tanti - forse, ma che ci vuoi fare...

    manco ero nata 
    che già mi giungevano all'orecchio 
    voci di persone,
    come me di SESSO femmina
    ridotte ad altro
    a tutto fuorché a persone,
    ridotte a una volgare questione 
    di SESSO e supremazia
    (del più debole sul più forte?)

    - perché!

    Il perché in fondo è assai banale 
    si chiama Male e il diavolo non c'entra
    questo lo capisco anche io 
    che sono appena nata,
    ancora non so parlare 
    figurati il resto
    però sorrido e penso (a te)

    Penso che non vorrei piangere 
    se non qualche volta di fame e di sete 
    e di altro anche, fai qualche gioia
    e perché no, pure d'amore se proprio devo,
    d'altronde ho appena saputo 
    che la vita è anche dolore
    ma senza esagerare,
    né sangue né fuoco

    vigliacchi!

    Però so che mai vorrò piangere
    solo perché di SESSO femmina,
    questa colpa che non è colpa
    semmai mielata dannazione

    Prima di guardarmi
    se la scrivano sugli occhi 
    la parola Rispetto
    quei nascituri di SESSO maschio,
    ché come loro sono anche io persona 
    e tutto il resto è SESSO.

  • 14 aprile alle ore 19:40
    Se mai saprò disfarmi

    Se mai saprò spogliarmi 
    di tutto questo tempo 
    avrò da dirti tanto

    avrò da dirti forse
    di come il vento può farsi musica 
    e non spavento

    Avrei anche da dirti 
    che invece delle fragole
    succhiavo rose bianche

    i petali mie ostie
    e amarti 
    un gran peccato

    Se mai saprò disfarmi
    di quando non ti ho avuto
    mi rifarò le trecce

    poi giocherò col fuoco 
    finché non bruceranno 
    insieme a questa pioggia

    e tu 
    l'ultima goccia 
    di amore mancato.

  • 14 aprile alle ore 19:38
    Potendo

    Potendo 
    me ne andrei via di qua
    lasciando radici 
    a vacillare

    Via, da questo sporco di nome mondo
    nei fatti troppo immondo
    oramai non più casa 
    per niente e nessuno

    Se ne andrebbero potendo
    pure alberi e fringuelli
    e le vacche belle grasse 
    insieme a quelle tutte ossa

    Potendo anche i nani pacchiani
    dei giardini imborghesiti, via!
    A braccetto con gli altissimi ideali 
    di umiltà e sostanza

    E, sempre potendo
    se ne andrebbero persino i cari estinti
    ché non c'è pace mai
    neppure a star di sotto

    Sì, potendo me ne andrei via di qua
    lasciando radici a vacillare
    e come nulla fossi 
    vagherei per galassie

    in cerca di asterischi
    che sappiano spiegarmi perché 
    questo mondo giri sempre più al largo
    anche solo dall'ombra d'iddio.

  • 14 aprile alle ore 19:14

    Non una di quelle che il suo dolore lo manifesta al mondo. Amo, odio, piango, rido, non importa... Ogni cosa la condivido solo con chi decido io. Non sono fredda e nemmeno mielosa. Non sono un genio, ma nemmeno una stupida. Non sono una "Prima della classe", ma nemmeno l'asino della scuola. State calmi e rilassati. Paragonatevi pure, giudicatemi pure, sminuitemi pure, non importa. Riempitemi di storie che non mi appartengono, di colpe che non ho e di mille volti falsi, non fa niente. Credetemi con la mia anima e con la mia coscienza sono io a farci i conti ogni singolo giorno e vi posso assicurare che mi posso permettere di camminare a testa alta... Sempre! Voi?!

  • 14 aprile alle ore 12:08
    Mi manchi

    Mi manchi, così all'improvviso.
    Come se avessi perso un pezzo di me.
    C'è un vuoto che non riesco a colmare, una voragine.
    Mi manchi nei momenti in cui non dovresti.
    Nei lunghi silenzi.
    In quelle parole così colme d'amore.
    Nel calore della tua mano.
    Nella scintilla dei tuoi occhi.
    Nella curva del tuo sorriso.
    In un pensiero improvviso.
    In un gesto inatteso.
    Tu, che hai riempito la mia vita,
    adesso mi manchi...

  • 13 aprile alle ore 15:12
    con gergo sregolato

    con gergo sregolato
    da trattenute aferesi di pianto
    rigurgito un dettaglio ...
    per tacitare effluvi di carezze
    abbarbicate agli embrici dell'anima

  • 13 aprile alle ore 14:24
    Da oggi cambierò

    Ho deciso, da oggi cambierò
    farò il contrario di quello che sento.
    Mi piacerà una donna?
    Le dirò che fa schifo.
    Mi sarà indifferente?
    Inizierò le danze
    e quando l'avrò in pugno
    la getterò alla ortiche.
    Se ti mando all'inferno
    vuol dire che ti amo
    se ti prendo la mano
    tu dovrai stare attenta
    ché starò per esplodere.

    Ho deciso, da oggi cambierò
    violenterò emozioni e se avrò fame
    vagherò nel deserto
    se voglia di sentirti
    spegnerò la tua luce
    se avrò voglia di amarti
    praticherò ferocia
    se vorrò possederti
    che castità mi sazi!
    Se cercherò ancora un senso
    me ne starò qui nel nulla
    ad osservare muto
    come saetta il mondo.
     

  • 13 aprile alle ore 13:22

    A tutti quelli che anche con il cuore a pezzi non si arrendono, a quelli che hanno visto più notti buie che giorni splendidi, a tutti quelli che sanno cosa significa "Correre" per non fermarsi, che possa arrivare il mio abbraccio. A voi che come me, della vita ne fate comunque tesoro prezioso anche quando prova ad affondarvi. A voi che non ricambiate il male ricevuto, ma curate con le vostre lacrime le ferite, si.... A voi io mando il mio abbraccio. Che possa scaldarvi il cuore e donarvi nei momenti peggiori quella forza che viene a mancare.

  • 13 aprile alle ore 12:46
    Caro agli dei ( primo frammento )

    Guardo le foto
    abbandonate sul divano, la corazza
    scintillante ora 
    inutile
    sul letto.
    Ricordo che sei uscito, la porta
    ancora aperta
    dietro di te.
    I miei capelli rimasti appesi
    come ragni ai tuoi 
    vestiti nuovi.

    Poesia tra le finaliste al concorso "FIRENZE LIBRO APERTO"

  • 13 aprile alle ore 12:05
    Sicurezza

    Non uscire,
    resta in casa!
    Stai con noi
    di Tele Rinco,

    selezione d'orrori, poi 
    cosce e culi.

    Ipnosi da pixel e
    applauso di monchi.

  • 13 aprile alle ore 11:59
    Viaggio in Paradiso

    Nera la notte,
    tutto inghiotte
    il nero mare

  • 13 aprile alle ore 11:57
    Stacco

    Bigio il lavoro
    vado per campi.

    Curioso le rogge
    i nidi sui pioppi.

    Godo il momento
    la vita riprendo.

  • 13 aprile alle ore 11:55
    Notturno Rosso

    In questa notte d'incanto
    fatta d'aria Rosso rubino
    s'eleva l'essenza nostra
    come fiamma al cielo.

    Passi siamo, di danza lieve
    a sfumar dietro le quinte
    a calar di sipario
    in un mare di stelle.

  • 13 aprile alle ore 11:51
    Note mattutine

    Nutro l'anima
    di note,

    di fette biscromate
    spalmate di dolcezza
    e un po' di fantasia.

    Pulisce l'aria
    questa musica

    da polveri sottili
    e sottili pregiudizi.

  • 13 aprile alle ore 11:48
    Pensieri feriali

    Doppiopetto ciarlatano
    confondendo menti e cuori
    me lo punti contro l'ano
    mentre parli di valori.

    Ah, che tu sia maledetto!
    Che tu muoia con dolore,
    come tutti, dentro al letto,
    in un bagno di sudore.

    Ma attenzione, è solo un gioco,
    solo un foglio scritto in rima,
    io, si sa, rido per poco,
    mentre tiro la mia lima...

  • 13 aprile alle ore 11:44
    Solo, in mare

    Mare di notte.
    Sotto un manto di stelle
    riflessi di luna.
    Cullato, ascolto.

  • 13 aprile alle ore 11:41
    Momenti

    Ricordo le tue parole
    di preziosa semplicità
    gli ampi silenzi
    per ascoltare
    le voci della vita.
    Ricordo, Cecco,
    le sere a luglio
    in cima al colle
    ammirando il firmamento
    degustando Bonarda.

  • 13 aprile alle ore 11:39
    Primo mio fiore

    Fiore dei fiori
    immensamente doloroso
    è il cadere
    dei tuoi petali
    mentre lentamente
    reclini il capo.

  • 13 aprile alle ore 11:38
    Zuppa serale estiva

    Remavo nel brodo
    del doppio sapore
    e non ero solo!

    La luna danzava
    guardandomi
    attraverso i densi vapori.

    Danzava e rideva
    riflessa
    nel lago di brodo.

    Danzava e rideva
    e lo faceva

    solo per me!

  • 13 aprile alle ore 11:34
    Perdite

    Ho rinchiuso il mio dolore
    fra muri di cemento

    ma trasuda,
    lascia chiazze e manda odore.

    Questo, mal sopportano,
    certi condomini, così soli,
    così attaccati

    al telefono dell’amministratore.

    Non sapevo che le macchie di superficie
    potessero turbare così,

    non sapevo di avere macchie.

  • 12 aprile alle ore 21:05
    In noi poeti tutto è memorabile


    dove i pensieri
    cavalcano il tempo
    regalando
    pezzi di vita alle emozioni
    il cuore
    con i suoi palpiti
    amoreggia con l'anima
    E non potrete mai capire
    nè noi poter spiegare
    il vuoto che circonda
    le avventurose peripezie
    del nostro Essere
    i giochi goliardici della fantasia
    che trasformano l'oscurità in Luce
    Noi ad accettarci
    figli ribelli di questo mondo
    e inviare messaggi
    senza preoccuparci di niente
    E inseguiti dagli spettri degl'insuccessi
    rincorriamo il presente
    col piacere d'aborrire i "professori"
    nella crocefissione della critica
    e nella rassegnazione agl'insulti.