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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 28 febbraio alle ore 13:16
    Io confesso

    C'è stato un tempo 
    in cui morivo dalla voglia 
    di sbarazzarmi di te

    Magari soffocandoti 
    col cavo che pendeva 
    di lato al divano a tre posti,
    quel filo su cui rischiavo d'inciampare 
    ogni volta che mi recavo alla finestra 
    per osservare il vuoto del mio cuore

    Mi ero convinto che l'avida cannuccia 
    che trapassava il mio petto, 
    poggiasse tra le tue labbra di donna devota, 
    moglie mia ingombrante,
    seduta con tutto il peso 
    sulle mie ali annodate 
    alle dita di una promessa fatta a Dio
    _amore eterno

    Invece, un mattino come tanti
    ho veduto il tuo corpo nudo
    riflesso allo specchio
    e non ho saputo fare altro 
    che cingerti i fianchi 
    e annusare le tue spalle
    fresche di talco

    Eri vita, eri mia 
    eri aria, ero tuo
    amarti da capo era l'unica via 
    da intraprendere in due 
    per giungere adesso 
    all'ultimo bacio.

  • 28 febbraio alle ore 13:11
    Ad un bacio da me

    Sei l'amore 
    che allontana dal cuore 
    ogni dolore,
    in questo spicchio senza patemi
    sul caldo azzurro in cui mi hai distesa

    Sei l'amore 
    che disarma la realtà
    fino a metterla in castigo
    tanto quanto lo vorremo

    Tu sei qua
    ad un bacio da me,
    un bacio solo
    dal sapore di poesia

    e il mio sguardo adesso,
    vuol scostare l'alba 
    che travolge le tue forme

    O forse l’alba
    siamo proprio io e te.

  • 28 febbraio alle ore 13:07
    Quando il vento viene a va

    Quando giunge il vento 
    tutto si muove,
    sia esso discreto o sfrontato
    e tutto fa musica 

    Le foglie, il mare
    le pagine di un quaderno 
    dimenticato in giardino
    i panni stesi

    Le ombre incastonate
    sulle pareti dell'anima
    sembrano danzare, 
    tanto che a volte qualcuna 
    rotola altrove

    anche se poi
    fanno sempre ritorno
    quando il vento si placa
    e la musica anche 

    e la cappa 
    riprende a premere.

  • 28 febbraio alle ore 12:55
    Pagine di marmo

    M'incanto all'imbrunire
    e la notte non sfoglio
    per timore di trovar la luna spenta 
    tra le pagine di marmo
    di quest'epoca beffarda.

  • 28 febbraio alle ore 12:52
    (S)memorandum

    Ho scordato
    le carezze al mattino 
    e pure gli attimi appresso 
    ma non il prima,
    quando d'ogni altezza 
    toccavam la cima 
    e poi per cosa...

  • 28 febbraio alle ore 12:49
    All'Uomo

    Non temere 
    il ruvido sintomo
    nella calma mischia di cielo.

    Quello sei tu,
    un po' meno forse 
    o magari poco più.

    Tuttavia tu,
    dopotutto in coda al resto
    ed il resto prosegue:
    con te o senza
    non fa alcuna differenza.

  • 28 febbraio alle ore 12:43
    Il girotondo in corsa

    Ci incontreremo
    in un ricordo che sappia obliare 
    questo infecondo presente 
    accecato da ori e vizi bugiardi
    coi quali il potente opulento 
    ingombra il mondo
    imboccando le deboli genti

    Ci ritroveremo così,
    tra le rughe di un diario 
    sepolto in soffitta 
    ove parole e disegni alla buona
    narrano ancora del bosco in festa 
    e di tasche zeppe di ghiande 
    da tirare al di là del recinto

    E frugheremo tra rocce vestite di muschio
    per riprenderci i nostri sguardi incantati
    su briciole in spalla a formiche frementi

    Poi ascolteremo 
    i nostri respiri ansimanti 
    dopo aver corso per giungere primi alla fonte
    e annuseremo le danze di un tramonto arlecchino
    col naso incollato al finestrino di un treno in corsa 
    verso il tepore di casa

    Infine ritorneremo leggeri e nostalgici 
    in quest'oggi straniero 
    e sapremo spegnere il futuro in fiamme 
    coi passi di un girotondo 
    di sorrisi e poesia.

  • 28 febbraio alle ore 12:41
    Adesso davvero

    Non avrei potuto far ritorno
    se non avessi strappato alla luna
    la sua maschera di sole,
    sputando finalmente in faccia
    all'ennesima illusione

    Di quel duello però
    non ti concedo dettagli
    ti basti sapermi qua,
    adesso davvero

    E ora spegni la luce,
    lega il tuo al mio respiro 
    e quando di nuovo ti chiederò 
    di lasciarmi andare via, 
    tu, stringi più forte il nodo.

  • 28 febbraio alle ore 12:30
    Risveglio

    Assaporo 
    questo mio imprevisto risveglio
    che mi espande 
    nella fluida assenza di turbamento.

    Voglio immergervi ora, 
    la mia essenza insonnolita
    per timida annodarmi 
    a fronde di quiete
    golose di me.

  • 28 febbraio alle ore 11:35
    Domani saremo le onde

    Sono nata per te 
    un mattino di ottobre
    ed in te ora muoio 
    per rinascere ancora domani

    e domani saremo le onde 
    che baciano terra 
    e domani faremo l'amore 

    e l'amore sarà 
    solamente un bel sole 
    anche se il cielo dovesse franare
    finendo nel nulla di fatto
    di un vago progetto 
    lasciato sotto il cuscino 
    dopo una notte trascorsa 
    in bianco e nero.

  • 28 febbraio alle ore 11:31
    Le vele di una poesia

    Ciò che dell'amore
    ancora non sapevo
    tuonò dentro fulmineo
    spiegando le vele
    di una poesia.

  • 28 febbraio alle ore 11:30
    Per riuscire ad amarti ogni giorno

    M'innamoro di te ogni mattina 
    quando la sveglia isterica mi ricorda 
    che un giorno ancora per amare è cominciato

    E m'innamoro di te nuovamente
    come se ieri non ti avessi amato abbastanza 
    perché in fondo è così, di più non so darti 
    e perciò debbo amarti da capo ogni giorno

    affinché questa mia notte tramonti 
    almeno quel tanto che basta 
    per riuscire ad amarti ogni giorno.

  • 28 febbraio alle ore 11:26
    Mattino d'inverno

    Mattino d'inverno
    sgambettano i gabbiani 
    sulle tegole ancora imbiancate
    e anche oggi l'odore del mare 
    si mescola al ricordo di te.

  • 28 febbraio alle ore 11:24
    Ora che non lo immagino sei qua

    Prima di te non lo sapevo
    dove andavano i gabbiani
    dopo che volavano tutti in cerchio
    all'ombra di nuvole pronte a scoppiare

    Li perdevo di vista ogni volta 
    come se gli occhi non volessero inseguirli
    per discrezione forse
    o per un paio di fitte al collo

    D'un tratto poi 
    soltanto pioggia 
    e correvo al riparo
    chiedendomi imperterrita 
    dove andassero i gabbiani

    Mi sarei giocata buona parte del cuore
    che non erano scesi e non erano saliti
    e non avevano virato ad occidente
    tanto meno ad est

    Così, scaldandomi alla luce
    di quelle tremolanti mie certezze, 
    sognavo che fossero usciti fuori dal mondo 
    magari per vie traverse ignote persino agli dei
    per raggiungere l'eremo blu

    Qua! Ove il silenzio sfora in limpida musica

    Ora che abitiamo l'immenso
    lo sappiamo dove andavano i gabbiani,
    ora che non lo immagino sei qua.

  • 28 febbraio alle ore 11:19
    Oggi è già domani

    Quando mi travesto di silenzio
    o quando mi confondo 
    tra la folla di parole

    quando muoio 
    dentro notti senza luna
    o quando mi ostino a frugare 
    nell'archivio di stelle

    tu, afferrami in fretta
    e incollami a te più forte che puoi
    così che io non scivoli nuovamente
    nella mia ombra trascorsa

    Spettinami i capelli quanto ti pare
    fino a farci addormentare
    e svegliami solo quando avrò imparato 
    che oggi non è più ieri 
    ma è già domani.

  • 28 febbraio alle ore 11:16
    Solo per amore immenso

    Ho amato le tue braccia immensamente
    quando mi tenevano stretta
    per non farmi rubare al presente
    dal fantasma di turno 

    le ho invece immensamente odiate
    allorché mi lasciarono libera 
    d'essermi prigione ed anche lima

    E venne presto il tempo 
    di rimpiangerti per sempre
    o di sfuggire -io a me 
    e forte d'ogni mio timore 
    scelsi di calarmi nelle ombre della mente
    per ritrovarmi infine a piè del mio principio

    Fu allora che d'incanto
    caddero nel buio gocce di sole
    ad indicarmi il senso 
    d'esserti di nuovo tra le braccia
    non più per bisogno
    ma solo per amore immenso.

  • 28 febbraio alle ore 11:12
    Se una sera così fluttuando

    E cosa mai dovrei inventarmi
    per non perdere la bussola
    mentre galleggio a due palmi dal cielo
    come fanno i gabbiani quando indossano il vento giusto
    ed il sole si accascia sui bordi degli occhi...

    pensa, se una sera così fluttuando 
    io non tornassi,
    nessuno potrebbe giurare
    di avermi vista andare via 
    poiché non ci sono stata mai del tutto

    Sto arrivando 
    a piccole dosi da nessun luogo
    ma non ho fine né mira 
    perciò mi spargo senza criterio
    così fluttuando.

  • 28 febbraio alle ore 11:08
    E le ore a seguire rotonde

    Scaleranno gli uomini il silente abisso
    e zeppe di cielo torneranno le bocche. 
    Del verbo in ginocchio solo esile sibilo
    una fuga di gas, il boato dell'alba 
    e le ore a seguire rotonde.

  • 28 febbraio alle ore 11:03
    A Natale

    A Natale
    lo scialle del tempo 
    s'impiglia ai rovi innevati

    scintillio di finestre ovunque 
    qua nell'isola dei nuraghi

    Le risa di quando eravamo
    si fanno più chiare a Natale
    zittendo il belare dei greggi all'addiaccio

    Tra un'esigua manciata di stenti
    la porta di casa _illusione
    ché a Natale lo sai 
    la distanza trascorre infinita 
    come il cielo lassù

    Tutto è immoto quindi
    come in una cartolina 
    non ancora arrivata
    al cuore del tuo inverno.

  • 28 febbraio alle ore 10:54
    Timido mi sfiori

    Timido mi sfiori
    con dita imbevute di luna
    e l'anima mia si spoglia
    come a maggio una sposa.

     

  • 28 febbraio alle ore 10:51
    Parole di neve

    A dire il vero 
    non osavo afferrarle 
    quelle tue parole,
    mi piaceva la musica che spargevano
    cadendomi negli occhi, adagio

    Ma tutto divenne in fretta
    talmente chiaro e freddo 
    da fare inferno:
    eri cielo a febbraio 
    e le tue, parole di neve.

     

  • 28 febbraio alle ore 10:50
    Non lo so dire

    Ci provo e fallisco, riprovo 
    ed è un fiasco di sillabe liquefatte 
    da svuotare piano in pieno silenzio

    quella pozza rugosa a forma d'immenso 
    tracanna ogni volta la mia voce 
    dopo avermi cucito la bocca col fumo,
    fili di Chesterfield naturalmente blu

    E chissà se ti accorgi 
    del disagio che impazza in me
    o davvero mi credi rapita
    dai libri che sfoglio per farmi aria

    Almeno riuscire ad espormi al gatto 
    invece continuo a inspirare il sottobosco 
    perché io non lo so dire
    quanto fa male e cosa
    ma so che dovrei.

  • 28 febbraio alle ore 7:33
    Mi volto indietro

    Mi volto indietro per incontrare il vuoto nel posto dove c’erano i tuoi occhi.

  • 27 febbraio alle ore 21:28
    Disincanto è il mattino

    Disincanto è il mattino
    che irraggia in microbi molli
    e terge lo spazio ritinto
    a sembianze di pena;
    nell’aria lo stento di morsi
    motorei divampa,
    discioglie la luna dei sogni
    già d’ora più rari.
     

  • Nel bisogno di dar libero sfogo alle mie impazienze
    m'abbandono alla creatività

    con la speranza sopita
    che essa stessa possa divenire realtà

    Maniaco del "rosa" e del "bianco"

    azzardo qualche tocco "d'azzurro"

    nella fragranza genuina
    di non pensare mai a me stesso

    E costruisco nella mente
    grattacieli di pensieri

    nei cui prospetti insistono balconi
    adornati di sogni e d'armonie

    dove restano affacciati

    uomini donne e bambini vestiti di quei colori

    a combattere ogni giorno
    la loro battaglia per la vita

    E scrivo queste parole
    senza alcuna pretesa politica

    raccontando a me e a voi

    tragedie che riguardano solo il nostro dovere morale
    .
    Cesare Moceo
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