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Recensioni

“Pensare prima di parlare è la parola d'ordine del critico. Parlare prima di pensare è quella del creatore”
Edward Morgan Forster


Protagonisti di questa pagina sono i libri dei nostri autori e quelli di nomi celebri; se anche tu hai pubblicato un libro e vuoi farlo recensire, chiedi alla Redazione cosa fare.
Se invece ti piace scrivere recensioni, scopri come entrare a far parte del Comitato dei lettori.

elementi per pagina
  • Patrizio Pacioni ci presenta Leonardo Cardona, detto “il Leone”, commissario a Piacenza anche se spesso le sue indagini vedono protagonista la misteriosa città di Monteselva. Non poteva mancare al fianco del commissario un attendente simpatico e dotato di disarmante schiettezza meridionale, Gaetano Gargiulo. Sono questi gli elementi di successo per una serie di romanzi brevi dove il lettore familiarizza facilmente con i protagonisti.
    Il confronto con il celebre Montalbano nasce spontaneo, è normale vista la popolarità del commissario siciliano, ma Cardona non ne soffre… anzi. Cardona è collega e “rivale”, Cardona non teme confronti: ha i suoi metodi, la sua morale, il suo senso della giustizia. Il commissario piacentino è ben sorretto da una struttura che non lo fa apparire come un’imitazione, ma come un eroe nuovo, originale, e questo è un grande merito dell’autore.
    “La beffa di Cardona”, il primo racconto pubblicato dall’autore su Aphorism, riassume quanto descritto, ed è un ottimo biglietto da visita per chi desiderasse fare la conoscenza di questo personaggio.
    Ecco, una premessa simile era necessaria per introdurre “Malinconico Leprechaun”, un libro che vede il suo protagonista in trasferta all’estero, in Irlanda, alle prese con un omicidio compiuto sotto i suoi occhi, e che rivela da subito alcuni aspetti incredibili da affrontare.
    La lettura scorre piacevole, le descrizioni dei verdi paesaggi irlandesi sono precise, i dettagli psicologi dei protagonisti ben dettagliati e l’aura di mistero che avvolge la trama alimenta la curiosità, la voglia di capire quali inquietanti meccanismi si sono innescati nella vita di Alice e Patrick, i due fidanzati che lasceranno un segno indelebile nella memoria di Cardona. E il Leprechaun del titolo? Be’, non possiamo mica svelare tutto…
    Insomma, gli ingredienti per una buona lettura ci sono eccome, l’editore Sampognaro & Pupi dovrebbe continuare a puntare sul talento di Pacioni, un autore che ha capito l'importanza del Web ed è presente su Internet con un sito personale e addirittura un blog dedicato alla misteriosa Monteselva.
    Continueremo a seguire Patrizio Pacioni, perciò il suo buon Cardona è avvisato… stavolta è lui ad avere qualcuno alle calcagna!

    [... continua]
    recensione di Luigi De Luca

  • Luciano e Adele sono due estranei fino al giorno in cui la ragazza decide di affrontare da un punto di vista medico le ansie e le paure che, a ventotto anni, condizionano profondamente la sua vita e le sue scelte. Nel racconto dello psicoterapeuta il lettore è invitato a osservare quali meccanismi si attivano all’instaurarsi di una relazione terapeutica: da un lato vi è una ragazza che scarnamente si autodefinisce come “una persona sensibile”, “molto chiusa” e che “si sente spesso inutile”, solo in parte appagata dai suoi legami affettivi e dalle sue scelte professionali; dall’altro un professionista, chiamato a enucleare gli aspetti oscuri della personalità tramite un consolidato protocollo, non senza mettere in discussione molto umanamente se stesso e le proprie capacità. Un caso di studio, e insieme una vicenda drammaticamente comune, narrati con estrema sensibilità.

    [... continua]

  • Come dice il titolo stesso, la raccolta “Un tempo chiamato vita” riunisce poesie che raccontano la realtà di tutti i giorni, osservata dalla lente d’ingrandimento a tinte rosa di Silvana Stremiz.
    Il filo conduttore dell’opera è infatti l’amore, che unisce e che divide, contemplato in tutte le sue forme: filiale, familiare, passionale e romantico. Alla fine del volume è possibile accedere ad una raccolta di aforismi della stessa autrice, che rispecchiano la sua concezione della vita, suddivisi per argomenti: dai sentimenti umani (paura, amore, tristezza…) a temi generali (verità, poesia, religione, morte, matrimonio…).
    Un aforisma su tutti, in grado di riassumere fedelmente la poetica della Stremiz, potrebbe essere questo: “L’amore è il sogno, il senso e il traguardo di questa vita. Perché l’uomo è fatto per amare e farsi amare”.

    [... continua]
    recensione di Annalisa Stamegna

  • Un piccolo velivolo precipita nel deserto del Sahara. Sopravvivono solo Giselda, giovane donna di origini italo-tedesche, e il suo compagno Nicholas. Giselda, ancora sconvolta dal tragico epilogo della sua storia d’amore con Raul, scrive un diario, unico testimone di quelli che potrebbero essere gli ultimi giorni della sua vita. L’unica speranza di sopravvivenza per Giselda e Nicholas, avendo a disposizione solo pochi viveri e una limitata quantità d’acqua, è di avventurarsi nel deserto e tentare di raggiungere un luogo abitato dove chiedere ospitalità, senza un vero itinerario da seguire e in balia dei repentini cambiamenti climatici della zona. La traversata del deserto si trasforma in un’avventura a tinte noir, con personaggi misteriosi e situazioni ambigue che intrecciano passato e presente in un unico filo conduttore.
    “Un barlume di speranza”, opera prima di Tiziana Iaccarino, caratterizzata da un registro narrativo vibrante, ricco di pathos e di tensione emotiva e psicologica, conquista l’attenzione del lettore e lo conduce repentinamente fino all’ultima pagina, nella scoperta di numerosi misteri che dal deserto del Sahara si dipanano fino alla lontana Cuba.

    [... continua]
    recensione di Annalisa Stamegna

  • Una poesia intrisa di sensibilità e di misticismo, quella di Fedel Franco Quasimodo.
    Il suo libro “Colloqui con Cristo” raccoglie una serie di preghiere e di considerazioni sulla dottrina cristiana, traducendo in versi la devozione dell’autore verso Cristo.
    Proteso verso l’espressione più delicata del sentimento religioso - il dialogo aperto con Colui che crea e che protegge, che ama e che consola, che guida e che sostiene - Quasimodo rivolge all'interlocutore i suoi pensieri più accorati e sentite considerazioni sulle Sacre Scritture, accarezzando i temi portanti della religione, come la Carità, il Perdono, la Pietà, l’Umiltà. Ad ognuno di questi elementi, a Cristo e alla Vergine, Quasimodo dedica versi ricchi di spiritualità e di ispirazione poetica.

    [... continua]
    recensione di Annalisa Stamegna

  •  Il testo è scritto bene, la narrazione è fluida e per quanto sia trattato un tema “paranormale”, come si evince dal titolo, la trama è credibile e ha un impianto solido.
    I lettori più scaltri non mancheranno di notare riferimenti a illustri predecessori letterari come “La casa stregata” di H.P. Lovecraft, e cinematografici, difatti la protagonista ricorda la straordinaria Cate Blanchett nel film “Il Dono”.
    Il giudizio è quindi positivo: siamo di fronte a una buona prova di Eduardo, che affronta un tema  sempre molto discusso e lo fa senza riserve: si schiera dalla parte del mistero, dell’inverosimile, lasciando intendere che non sempre lo scetticismo è sinonimo di ragione. E lo fa da “padrone” dell’argomento, come se le sue esperienze fossero strettamente collegate agli eventi narrati: così si fa, un autore deve “sentire” la sua storia, deve immedesimarsi, altrimenti come possono farlo i suoi lettori?
    La Ibiskos pubblica di nuovo un autore di Aphorism e ci auguriamo che questo connubio si sviluppi ancora, producendo altri libri così.

    [... continua]
    recensione di Luigi De Luca

  • Quando questo libro arrivò in redazione fu una giornata bellissima: Attilio Del Giudice era tornato!  Non abbiamo mai nascosto la nostra passione per questo autore e ritrovarlo pubblicato da  Gaffi Editore è stato un piacere, anche sotto l’aspetto estetico: il volumetto è stampato in un comodo formato tascabile e la copertina ha un riquadro ritagliato che in parte mostra, e in parte nasconde, l’immagine intera presente in terza pagina, che accompagnerà il lettore nella scoperta di questa raccolta di racconti.
    Difatti è proprio attraverso questa finestra ritagliata che entriamo nel vivo dei contenuti, per “navigare” tra numerose storie catalogate per decenni, dagli anni ’50 fino ai nostri giorni.
    Stavolta, quindi, non ci troviamo di fronte ai personaggi seriali conosciuti negli ottimi noir precedenti. No, Attilio ci fa conoscere nuove trame tracciandole con la sua penna raffinata e il suo stile inconfondibile.
    I racconti sono brevi e intinti di humour nero, cinismo, magia e realtà. Troviamo personaggi fantastici a cui ci si affeziona, di cui si “divora” la vita seguendo le loro vicende fino alla conclusione, che spesso lascia un sorriso amaro.
    Degno di una particolare menzione è il testo degli anni ’90 “Lo scrittore e la realtà”: ci sono tutti i presupposti per farlo diventare una storia indipendente, un libro a sé… e se Attilio non lo ha già pensato, glielo suggeriamo noi!
    "Una barchetta di carta" è un'altra conferma delle capacità di Del Giudice, è una chicca da avere in biblioteca e regala istanti di pura neo-letteratura e pennellate di avanguardismo, perché Attilio non ha mai temuto di essere un autore fuori dagli schemi ingessati di molti pubblicazioni contemporanee.
    E per leggere questo genere di libri un ringraziamento va fatto anche alla casa editrice che, in tempi difficili e in un paese dove non si legge mai abbastanza, scommette e investe sul talento dei suoi autori. Gaffi e Del Giudice: un’accoppiata che non dimenticheremo. Da leggere.

    [... continua]
    recensione di Luigi De Luca

  • La dolcezza di Michela Zanarella si evince fin dai primi versi della raccolta di poesie “Risvegli”, dove emergono, come una delicata visione, scene di vita rustica del passato.
    E’ come rivedere vecchi film al proiettore, con i colori sciupati e le immagini al rallentatore, è come tuffarsi nell’infanzia, dove sapori antichi e profumi familiari vengono fuori dallo schermo per trapassarci l’anima. La poetica di Zanarella è limpida, informale, profonda, caratterizzata da una forte propensione alla descrizione e all’immaginazione. Così il lettore affronta un vero e proprio viaggio per trovarsi lì, con lei, davanti al focolare, in una pista da ballo, sotto la pioggia o in un vociante mercato. Incanto e poesia, vecchio e nuovo si fondono e danzano insieme in un continuo rievocare e tornare al presente, in cui ogni verso è una sorpresa, ogni parola è magia. 

    [... continua]
    recensione di Annalisa Stamegna

  • “La gloria dell’indigente” è la raccolta di racconti di Davide Imbrogno.
    A ventun anni, Imbrogno si guarda attorno con occhi arguti e disincantati, pronti a cogliere ogni sfumatura del mondo circostante, che descrive come un universo viziato e perverso, dove ogni singolo individuo può trovare forza solo in se stesso.
    I suoi personaggi hanno un comune denominatore: sono figure disadattate, deluse, incerte che attendono il momento giusto per prendersi la rivincita sulla vita. A volte ci riescono, altre volte no. 
    Sono personaggi dal background difficile e tormentato, che si muovono in scenari metropolitani asettici e rudi.
    Una scrittura forte e decisa caratterizza tutti i racconti, rendendo la lettura piacevole e coinvolgente.

    [... continua]
    recensione di Annalisa Stamegna

  • “Semplicemente… Diamante” è il libro di poesie di Massimo Canton.
    Quest’opera, come scrive lo stesso autore, è “un’ode all’amore ed è dedicato alle donne”. Partendo così dalla donna per eccellenza, la Mamma, alla quale sono dedicati numerosi versi, Canton giunge a rivelare il segreto profondo che si nasconde dietro gli amori che costellano la vita di ogni uomo. Essi sono destinati a lasciare tracce profonde e nascoste, che emergono nel momento in cui si torna indietro nel ricordo.
    Il libro è caratterizzato da una poetica ricercata e accurata, ove ogni verso ha un ritmo denso e calibrato.
    Canton riflette profondamente sulla natura dell’amore umano, e sceglie di scrivere questo libro con l’intento di incoraggiare gli uomini a contemplare i propri sentimenti, sia per imparare ad amare le donne così come loro desiderano, sia per spronarli a comprendere l’importanza della persona che si ama.

    [... continua]
    recensione di Annalisa Stamegna

  • Caratterizzato da una narrazione corale, così come collettiva era la vita nomade dei commedianti, il libro “La Favola I – Eleonora” di Fabrizio Diotallevi, è la prima di tre parti di un esperimento narrativo che prevede diverse ambientazioni ripartite al Nord, al Centro e nel Sud della nostra penisola.
    Il primo capitolo è strutturato proprio nel Nord Italia, precisamente nella lattiginosa e romantica Venezia di Goldoni.
    Diotallevi gioca con espressioni e citazioni in dialetto veneziano, si diverte a far comparire personaggi illustri in azzeccati camei in stile cinematografico, ed è con queste tecniche che ci seduce per narrare “La Favola di Eleonora”.
    Tutto comincia con un viaggio a bordo della nave Belisario, il luogo in cui avverrà l'evento più straordinario dell'umanità: la nascita di una nuova vita. E questa nuova vita è donna, è Eleonora.
    Nello svolgersi delle vicende, la straordinaria ambientazione storica fa la sua parte, ed è trattata con cura e competenza dall'autore, che la intreccia in maniera sapiente con la narrazione profondamente immersa nel contesto culturale dell'epoca.
    Il risultato è ciò che cerca ogni lettore: un ritmo gradevole, che suscita interesse e fa perdere il senso del tempo in un viaggio fantastico.

    [... continua]
    recensione di Annalisa Stamegna

  • Quello del giovane poeta Luca Sebastiano Nisi, è uno sguardo che non tralascia nulla. Le sue “ipotesi di mondo” sono tante parole, tanti secondi studiati e compresi che portano dentro di loro l’ottica di un ragazzo che si affaccia alla vita e ai suoi confronti. Una visione d’insieme in cui è netta e palpabile, la presenza di una fede che lo accompagna in questi versi e che lui stesso definisce di importanza primaria per la sua interiorità.
    Analisi temporali colte, nell’assoluto dello scorrere del tempo e dell’incombente futuro.

    […] Del 2008 cosa sarà?
    Ve lo dico all’alba del domani
    o nel secondo
    che passerà inosservato…
    [da "Il 200… e 8, e 9, e 10"]

    La penna di Nisi viaggia leggera sul mondo e sul foglio bianco. L’ossigeno è la sua fede e il sogno di non lasciar andare via nulla, di quello che può essere apprezzato attraverso la lente magica della poesia. Abbiamo estrapolato un passo da una sua poesia, e sembra che sia proprio lui a descriverci il posto da cui germogliano i suoi versi.

    […] Dal sorriso
    acceso e desideroso dei fiumi sognanti
    agile
    valico le profondità marine
    con la pinna sfolgorante
    della fede d’ogni istante.

    [... continua]
    recensione di Paolo Coiro

  • Franco Maffiodo continua a vivere in quell’elastico che rimbalza tra l’essenza dell’uomo e quella intrinseca della natura. Pronto a dare un’altra forma al suo essere attraverso una simbiosi atavica con le forze che muovono l’universo.

    […] Quel giorno se bevo
    Sono io a prendere la forma dell’acqua,
    se mangio mi nutro di me stesso,
    quel giorno non dormo
    ma affioro dai sogni degli altri,
    non vivo ma coltivo la mia esistenza.
     (da "La forma dell’acqua")
     
    Sempre ondeggiante nel connubio spazio-tempo, pronto a rivivere paesaggi, tempi mai cancellati, impressioni ed emozioni indelebili.
    La terra è la nostra rappresentazione, la nostra storia. La sua poesia, le sue creazioni nascono forse da una citazione di Navarre Scott Momaday, che Maffiodo ha posto nell’altro suo libro intitolato “Quaderno del borgo”: “Una volta nella propria vita – così io penso – un essere umano dovrebbe concentrarsi con tutto il suo essere su un pezzo di terra a lui familiare”.
    La dimensione spazio-temporale è quella che preferisce, per danzar leggero con una lingua colta, ma mai troppo artificiosa, originale ma diretta. Ricrea dolci atmosfere sospese, come nella poesia “È forse estate”, che a nostro giudizio merita di essere proposta integralmente.

    Le seggiole fuori dal bar scottano vuote.
    I balconi hanno sagome di bambini
    da mostrare fra i tortiglioni di ferro.
    Nell’ora nuova stecca il pendolo e
    voci straniere si dileguano.
    Non passano treni e cani e gatti
    tutti dormono o a chi dorme somigliano.
    Il sole preme l’aria nei suoi antri.
    È forse estate. Chi può dirlo?

    [... continua]
    recensione di Paolo Coiro

  • Pierfrancesco Di Matteo è un autore da accogliere con pieno gusto nella scuderia di Aphorism. Una ventata di eleganza, stile, erotismo, raffinatezza e arte. Pronto a stupire e ad ammorbidire la lettura di noi tutti, con lampi di intimità profonda e riflessioni argute e originali. È uno di quei classici poeti che vanno commentati a suon di sue citazioni, per mordere qualche assaggio di testi originali e genuini nella loro essenza.

    Mi piacerebbe essere graffiato
    sul naso da un gatto randagio
    piuttosto che essere morso
    sul culo dal mio cane […]
     (da "My Favorite Things")

    Amante dell’amore, si esibisce in valzer poeticamente erotici davvero attraenti.

    […] Le mie dita di cera
    si sono consumate
    sul tuo sesso /
    Come candele accese
    in una notte senza luna / […]
    (da "Blue Angel" (L’angelo azzurro)

    Un uomo che sembra aver scandagliato tutti i viottoli del cuore di uomini e donne. Svela i suoi segreti, le sue rivelazioni con cura e con quella lentezza dovuta.

    […] Per non amarti più
    ho nascosto il tuo cuore
    nel mio cuore /

    [... continua]
    recensione di Paolo Coiro

  • Renato Bergonzi ci accompagna in un viaggio nel recente passato degli anni '80. Ne esce fuori una sorta di reportage disilluso, che trova ispirazione nelle vicende di un gruppo di amici e nella città di Sanremo.
    I luoghi, gli episodi, i personaggi e le loro storie si mostrano al lettore e si trasformano: non sono solo immagini e descrizioni, sono realtà. Renato ci prende per mano, ci porta in giro per i locali che ha amato e ci fa conoscere tante persone, per farci capire che Sanremo non è solo il festival più popolare della canzone italiana, Sanremo è molto di più. E allora via per i vicoli, alla ricerca del mare, di panorami unici, di umanità nei forni comuni dove incontrare persone, confrontarsi, esprimersi vicendevolmente amicizia e solidarietà.
    Perché in queste storie non manca l'amore per gli altri, non mancano i riferimenti all'impegno politico protagonista delle vicende italiane del '68 e dei movimenti del '77. Erano ragazzi, sono diventati uomini e donne, e hanno visto in presa diretta i cambiamenti, radicali, della società che oggi viviamo. E al termine della lettura, non riusciremo a dimenticare quei protagonisti che sono stati portati via da una malattia che allora era nuova, misteriosa, e che ancora oggi miete tante vittime: l'HIV.
    Noi della Redazione suggeriamo la lettura del libro abbinata al gusto di un vino della propria regione, perché i luoghi amati possono ritrovarsi dentro un buon bicchiere, e siamo sicuri che l'autore di "Loro sanno" apprezzerà questo consiglio.

    [... continua]
    recensione di Luigi De Luca

  • 11 racconti compongono il mosaico di Iago. Ogni "tessera" si amalgama perfettamente con le altre, costruendo un insieme che si legge di un fiato e che regala ottimi spunti per profonde riflessioni.
    Iago non è mai banale, Iago non si ferma mai in superficie, anzi. Ci invita a scendere in profondità, a guardare prospettive diverse, a crearci punti di vista più maturi e indipendenti, fuori dai soliti giochi dei luoghi comuni e delle convenzioni sociali.
    Metafore, favole, allegorie si intrecciano e si dipanano rivelando morali comprensibilissime, messaggi da condividere e applicare per guadagnare un approccio alla vita diverso, questa è la "sfida" che l'autore lancia a noi lettori.
    Iago ci ha regalato il suo mosaico, con la sua filosofia di vita, affinché ognuno possa respirarne la quintessenza e magari scoprire e godere maggiormente la propria sensibilità e spiritualità, spesso mortificate dalla cieca "velocità" con cui affrontiamo la vita quotidiana.
    Allora? Cosa aspettate a iniziare il vostro mosaico?

    [... continua]
    recensione di Luigi De Luca

  • Abbiamo già pubblicato il nostro parere sulla coppia di scrittori Borghi & Conventi, e sembra proprio che la EdiGio' abbia preso sul serio quanto scritto nella precedente recensione. Oppure, come ci hanno confermato gli stessi autori, gli abbiamo semplicemente portato fortuna con il nostro interessamento.
    Fatto sta che Borghi & Conventi sono tornati con un nuovo libro. E questo ritorno è avvenuto con la stessa formula vincente vista in "Sulfureo", solo che stavolta i testi sono ancora più maturi, la scrittura è fluida, tratteggia in modo più approfondito i personaggi e spazia in diversi luoghi e periodi storici.
    Questa nuova raccolta di racconti è una stupenda conferma del volume d'esordio, è una scommessa vinta e il consiglio della Redazione resta il medesimo della volta scorsa: siamo ancora di fronte a un testo da avere in biblioteca.
    Le storie vi appassioneranno, i richiami al cinema horror sono molti (Shining, The fog, Il sesto senso, Creepshow) e divertenti da trovare, ma gli autori hanno saputo gestire molto bene il confine tra la citazione colta e l'idea assolutamente inedita.
    Ogni finale lascia delle belle sensazioni, quelle che solo un buon libro è in grado di far provare.

    [... continua]
    recensione di Luigi De Luca

  • Acuta osservatrice del mondo e dotata di una serena consapevolezza, Silvana Stremiz racchiude in questo piccolo libro veri fiori di saggezza, da cogliere e conservare. Ogni poesia, ogni singolo pensiero sparso celebra grandi verità, trasmesse con soave gentilezza.
    Ricordi, idee, emozioni, a volte meditati in solitudine, altrove scaturiti dalla tenera consuetudine dei legami affettivi, fanno di questa raccolta un diario della memoria personale e familiare, e ci regalano il mondo da un punto di vista molto speciale.

    [... continua]

  • Franco Maffiodo rivive con la penna e l’occhio da adulto, il suo tempo di bambino. A lui non serve ripercorrere le strade, i vicoli e gli usci; si orienta col ricordo, e con paesaggi ed emozioni ormai indelebili nel suo spirito.
    La sua poesia è un piatto dolce con l’aggiunta di un pizzico di ironia bonaria. Come quando termina la poesia “V” così:

    Ci si rivede come minimo al prossimo funerale
    meno probabilmente ai matrimoni
    data l’attenta selezione.

    Ricordi sempre più vivi, come quel fiore “fatto col das”. Sono immagini e paesaggi presi nell’assoluto del rimembrare, per poi dargli vita e farli germogliare, con lo sguardo degli anni passati, dell’esperienza accumulata e delle cose comprese e oggi apprezzate ancora di più.
    Un sottile ma notevole anfratto psicologico rende ancora più preziose queste quindici poesie; facili da leggere più difficili da interpretare. Pronti a sfogliare queste pagine e farsi prendere per mano da Franco Maffiodo, per questo viaggio breve ma denso.

    [... continua]
    recensione di Paolo Coiro

  • La raccolta di Tullia Bartolini ha come titolo “Limen”. La sensazione, dopo aver sfogliato le cinquantasette poesie, è che si tratta di un limen sincronico. Di un pendolo che oscilla lento in uno spazio ovattato, in un tempo sospeso. Sfera temporale nella quale la Bartolini ha il gran dono di fermare, rendere immobili le emozioni che stanno per salire sino al cervello. Le frena, le prende per mano e le accompagna nel loro cammino con una dolcezza e una sensibilità che balza viva da queste pagine. L’aggettivo “sospeso” ritorna più volte nelle poesie, quasi a rimarcare quanto appena detto. Sensazioni che vengono svelate da lontano, ancora nel momento dell’attesa e in quello dell’elaborazione. Perché, come scrive la stessa autrice nella poesia che apre la raccolta: “perfino il dolore,/ si pensa”. È un pensare, che vuol dire acquisire sensazioni in un modo o nell’altro, secondo la nostra sensibilità, le nostre esperienze. Non è il nostro cervello a riflettere sulla maniera di accusare il colpo, è il nostro corpo che reagisce. “Je sentis avant de pensér” - scriveva Jean Jacque Rousseau.
    Il sentire della Bartolini è frastagliato, fine e dolce. Una poesia che non cade mai a picco, ma accompagna i signori lettori-passeggeri in un atterraggio morbido.

    Venisti da un inverno
    vivo di sole atteso.

    È l’inizio di un’altra poesia. Viene da lí la scrittura di Tullia Bartolini. Dalla pazienza di attendere un inverno, e insieme all’inverno attendere il sole. Essendo forte e debole per vivere anche il buio, la pioggia, la nebbia e il freddo. Perché vanno vissuti a pieno anche loro, altrimenti il sole non servirà a riscaldarci, ma solo a illuminare la terra come una luce artficiale.
    Una raccolta da gustare rilassati, sereni, con un animo predisposto a leggere tra i tempi, anche tra il passato, dove prende il la la rincorsa di quest’autrice raffinata e sensibile.

    [... continua]
    recensione di Paolo Coiro

  • Per affondare nella poesia di Elio Ria, bisogna partire proprio dal titolo. Una maledizione, un rapporto conflittuale col tempo che domina sull’uomo e sul suo destino. Ria dialoga col tempo, col suo eterno fluire e con l’attimo eterno, che permette all’animo poetico di ergersi da questo fiume in piena e assaporare le cose e la vita nella sua intensità, nella sua qualità, nella sua essenza.
    Elio Ria non è né il primo scrittore, né sarà l’ultimo, a cercare vie che liberino dall’incombenza dell’ora, del minuto, del secondo. Il tempo per certi versi è maligno, ma bisogna anche saperlo gestire. Al carpe diem, Ria aggiunge la dolcezza per il passato, per quello che è stato e che rimane, col suo senso, scolpito nel tempo. È la musica sconosciuta che la puntina crea su un antico disco in vinile, sono le vesti nere delle vedove del Sud; sono le chiacchiere sospese nella leggerezza del tempo, che si mischiano col rumore di forbici e una radio in sottofondo, della barberia di un piccolo paese.
    Sono tutte immagini che si possono assaporare in questa raccolta di poesie. Ria le dona ai suoi lettori e forse – è proprio il caso di dirlo – le dona anche al tempo.

    [... continua]
    recensione di Paolo Coiro

  • Sei racconti appesi a delle essenze di vita, a sensazioni, a riscoperte di se stessi. Questo è il risultato che balza fuori da un primo approccio dell’opera di Lisa Pietrobon. Una scrittrice attenta a scandagliare con leggerezza e peculiarità – due analisi miscelate in maniera fluida – l’animo umano in tutte le sue sfumature.
    Non serve conoscere tutti i dati afferenti ai personaggi di questi racconti. La Pietrobon vuole regalarci sensazioni di uomini appesi alla vita, grazie a una continua ricerca del proprio ruolo, della propria pace, del proprio equilibrio. Così seguiamo affascinati la storia del diciannovenne I.S. – nel racconto che dà il nome all’opera -, e di lui ci basta sapere che “il suo cuore andava da una parte e il suo cervello dall’altra”. “Je sentis avant de penser: c’est le sort commun de l’humanité”, sentenziava Jean-Jacques Rousseau ne “Les Confessions”. La giovane scrittrice coglie in pieno questo messaggio e lo fa suo, plasmandolo con il suo stile e attraverso la sua lente, che pone sul mondo, sul cammino di ogni uomo.
    Nel primo racconto invece, si prendono in considerazione i diversi approcci di due ragazzi che cercano di cancellare il loro passato e la morte di un caro amico. Jonny Rollino rimane fermo, non si scompone, rimane nella sua casa a costruire bonghi. Dionisi invece, scappa. In giro per il mondo, scappa da se stesso per scappare dai ricordi. “Caelum, non animum mutant, qui trans mare currunt”. “Muta il cielo, non l’anima, per chi corre verso il mare”. Si tratta di un’Epistola di Orazio rivolta a un suo amico che stava partendo per un lungo viaggio, proprio per sfuggire a un sentimento che lo tormentava.
    Seguite con attenzione i passi d’inchiostro di Lisa Pietrobon, e scoprirete un animo sensibile a ciò che la gente prova, a ciò da cui la gente fugge.

    [... continua]
    recensione di Paolo Coiro

  • Spirituale, intima, moderna: ecco tre aggettivi per descrivere la poesia di Gerardo Di Filippo - il Poeta degli Angeli - come amano definirlo i suoi lettori.
    Il libro nasce con l’intento di “fare una carezza alla Vergine Maria”, ed è suddiviso in due parti: la prima raccolta ci introduce nell’animo del poeta, e i suoi componimenti, ricchi di spontaneità e chiarezza, presentano una serie di riflessioni che esprimono la personale visione del poeta su temi come la “diversità”, gli affetti, la famiglia e la religione. I suoi versi scaturiscono da una rinascita spirituale, e le sue parole rivelano un animo sensibile, dedito all’ascolto di se stesso e degli altri, proteso verso la vita.
    La seconda parte del libro è una raccolta di preghiere più o meno note, e di pensieri di Santi e grandi pensatori: da S. Agostino a S. Madre Teresa di Calcutta, ogni verso è una perla da conservare.

    [... continua]
    recensione di Annalisa Stamegna

  • Per introdurre il testo usiamo le parole scritte da Luigi De Luca, autore della premessa e Responsabile Aphorism.it

    Spesso le parole di chi scrive la premessa a un libro di poesie non sono sincere, certe premesse risultano costruite, artefatte.
    A volte mi è capitato, sfogliando i tanti libri che arrivano in redazione, di trovarmi di fronte a premesse ricche di periodi composti quasi scientificamente, che a volte risultano finti, botulinizzati. Come se lo scopo del prefattore si concentrasse tutto nella ricerca isterica di vocaboli impossibili da comprendere senza l’ausilio di un dizionario.
    A mio avviso una buona premessa dovrebbe invogliare, stimolare, introdurre alla lettura. La premessa dovrebbe essere sempre al servizio dell’opera, non un’esibizione di preparazione, uno sfoggio di cultura e sapienza di chi la scrive. Non si dovrebbe mai sottrarre spazio all’autore del libro, perché il lettore vuole conoscere ciò che sta per leggere e va rispettato, anche perché di questi tempi i soldi spesi per acquistare e leggere poesie valgono il doppio.
    Quindi spazio all’autore e ai suoi testi, che sono semplici e veri, gli unici protagonisti di questo volume.
    Nelle poesie di Giulia una cosa è subito chiara: l’immenso, fortissimo legame con tutti gli elementi della natura. Aria, terra, fuoco e acqua sono presenti in forme diverse in buona parte dei componimenti, e Giulia traduce questo legame rendendolo intelligibile a qualsiasi tipo di lettore, per qualsiasi sistema di rappresentazione della realtà.
    Secondo i più recenti studi neurolinguistici, esistono tre sistemi di rappresentazione della realtà, a ognuno dei quali corrisponde un diverso schema espressivo: il sistema “visivo”, quello “auditivo” e il “cenestestico”. E ognuno di questi profili troverà soddisfazione, si sentirà coccolato dalle poesie di Giulia.
    Il lettore “visivo”, colui che predilige la rappresentazione per “immagini”, vedrà “dipinti sulle labbra” e assisterà ai “silenzi che passano senza guardare”, oppure “si specchierà in freddi occhi”.
    Il lettore “auditivo”, che preferisce i suoni delle parole, che è rivolto all’ascolto profondo, che va oltre l’insieme dei caratteri stampati sulla carta, non resterà deluso. Lo aspettano “sonori silenzi”, ma potrà anche “tapparsi le orecchie per non ascoltare”, oppure ascoltare diversi ritmi, il frinire di cicale e devastanti clangori.
    Anche il lettore “cenestesico”, colui che userà durante la lettura un approccio fatto di gusto, tatto e olfatto - cioè gli altri sensi che ognuno ha a disposizione oltre ai due già elencati - troverà soddisfazione.
    Perché questo piccolo viaggio nelle controverse dottrine della neurolinguistica? Perché da anni mi occupo di comunicazione, di tecniche e stili, di scrittura creativa, e so che è difficile riuscire a comunicare trasversalmente. Scrivere cioè un testo unico che possa essere gradevole a qualsiasi tipo di lettore. So che per crearlo c’è bisogno di cura e attenzione, di scalpello e lima.
    Quindi resto affascinato quando trovo una persona come Giulia che con semplicità, in ogni cosa che scrive, riesce a rivolgersi a tutte le categorie di persone senza forzature, senza risultare costruita, manipolatrice di parole e messaggi.
    Ci troviamo di fronte a una persona che ha capacità comunicative innate, perché riuscire a raggiungere chiunque non è da tutti. In molti ci provano ma in pochi hanno successo, e di solito chi ci riesce ha alle spalle due fondamentali inneschi: o il talento naturale o tantissimo studio.
    Nel nostro caso non dobbiamo approfondire quale di questi due fattori ha determinato le capacità di Giulia, non è su questo che dobbiamo indagare perché non c’è nulla da scoprire.
    Il risultato lo abbiamo di fronte, tutti: chiaro, sonoro, tangibile, questo libro può raggiungere qualsiasi lettore e il merito è solo di Giulia.

    [... continua]
    recensione di Luigi De Luca

  • Sullo sfondo della caduta dell’impero Azteco e dell’insediamento di Cortès, si intreccia il triangolo amoroso tra la giovane Necahual, bellissima e selvaggia, e due uomini molto diversi tra loro: il guerriero Yaotl e Ayotochin, uno spigliato artista. Entrambi innamorati della giovane, a loro spetterà il compito di introdurre Nacahual alla scoperta dei sentimenti più puri ed umani: l’amore, la passione, l’odio, la paura, in un intrigante susseguirsi di colpi di scena.
    Giusi Vanella ci conduce sapientemente nel viluppo dei sentimenti della natura umana, calandosi in un mondo e in una cultura misteriosa, l’impero Azteco, ed indagandone i rituali sociali e culturali, che fanno da cornice a questa affascinante storia d’amore.

    [... continua]
    recensione di Annalisa Stamegna