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Recensioni

“Pensare prima di parlare è la parola d'ordine del critico. Parlare prima di pensare è quella del creatore”
Edward Morgan Forster


Protagonisti di questa pagina sono i libri dei nostri autori e quelli di nomi celebri; se anche tu hai pubblicato un libro e vuoi farlo recensire, chiedi alla Redazione cosa fare.
Se invece ti piace scrivere recensioni, scopri come entrare a far parte del Comitato dei lettori.

elementi per pagina
  • Tutti potremmo scappare dall’amore sperando di non essere mai presi. Oppure costituirci, presentarci davanti al giudizio con una frase sola: “Sono stato io”. E in aggiunta supplementare: “Ho modificato la traiettoria”. All’improvviso.
    Diciamo così, “all’improvviso”, quando non sappiamo come giustificare una reazione che, a guardare bene, nasce da un’azione. 

    Se Giuseppe avesse prestato maggiore attenzione alla guida, se dunque non avesse compiuto un atto criminale spezzando una giovane vita, a quest’ora recensiremmo conseguenze diverse rispetto a quelle che Claudio Volpe ha narrato ne “La traiettoria dell’amore”. Se poi Andrea – il nostro Io narrante –  non si fosse presentata all’appuntamento con la fuga iniziata dal fratello Giuseppe, se non avesse coinvolto l’innamorata Sara in una faccenda misteriosa quanto insistente, saremmo costretti a lasciare stare l’amore e l’omosessualità, a pensare ancora che nel duemila e oltre le due cose debbano restare separate.
    E invece no, quello che leggiamo e traduciamo come il coraggio di Volpe sta nell’accoppiare due certezze della natura in una narrazione pulita e coinvolgente che porta il lettore a deglutire per un possibile concorso di colpa.

    “Correvi. Chi ti ha visto sfrecciare ha trattenuto il respiro come nel mezzo di un tuffo. Cavalcavi una velocità folle, un amplesso tra incoscienza e voglia d’aria sul volto. Sembrava quasi volassi, hanno detto, una sferzata di luce rossa che ha squarciato la notte […]”.

    È una storia che inizia nel momento topico, con una carica emotiva che sfilaccia l’anima prima di muoversi con circospezione e estendersi come un cono di luce su marciapiedi difficili. L’amore, appunto, che appare già nel titolo, viene trattato apertamente e non come ombra di se stesso. A giustificare quanto detto è la sua presenza multipla: prima nella fratellanza; poi nella crescita di un rapporto nato tra sconosciute.
    È una storia che offre una mano alla salvezza, che manda i suoi personaggi a nascondersi tra le colline e a imparare dall’esperienza di chi è abituato alla solitudine. Fin quando la giustizia inizia a procedere lungo il suo corso, un corso indotto a dire la verità. È qui che quanto appariva raro si riduce nell’esattezza della vita. In altre parole, se sbagli, e ti rendi conto di aver sbagliato, sei disposto a pagare. Una cifra onesta, comunque, anche se l’esistenza non riesce a esserlo con tutti. Ma è così.

    Claudio Volpe conosce a memoria i suoi personaggi, li anima con abilità distinta. Ed è una conferma, di certo non più una scoperta di Dacia Maraini e basta. Adesso anche i lettori sanno chi è, conoscono la sua narrazione e pare che lui non li voglia tradire. D’altronde il tradimento non è contemplato quando si ha a che fare con un’anima capace e buona a mettere insieme i piccoli pezzi di un puzzle sociale decisamente complicato.

    [... continua]
    recensione di Daniele Campanari

  • Un delicato e intenso omaggio a Leonard Cohen, da cui l'autore ha colto l'ispirazione per questa sua opera. E un omaggio alle donne che sono passate nella vita dello stesso autore, che qui lascia alle parole il compito di raccontare, di raccontarsi. Un'immensità di percezioni da cogliere e interpretare perché certamente, alla fine di questo lungo viaggio di lettura, vi troverete, vi scoprirete o vi ritroverete, ma comunque vada, vi emozionerete.
    Fra le più belle opere di Giuseppe Iannozzi, Donne e Parole è edito da Edizioni Il Foglio. Da regalare e da regalarsi.

    [... continua]
    recensione di Vanessa Sulpizi

  • "Toglietemi tutto ma non il mio braille" è un libro scritto da Ciccio il Giovinotto (un personaggio che tutti almeno una volta nella vita dovremmo incontrare). Il volume non appartiene a quella categoria di libri che dopo averli letti vanno riposti nella libreria, ma è un vademecum da tenere sempre a portata di mano, e non solo sul proprio comodino prima di addormentarsi. Il volume, infatti, è un "documentario" che narra esperienze di vita vissuta, raccontate ironicamente e che potrebbero appartenere ad ognuno di noi. Che tu sia del Nord o del Sud, della Corsica o del Bangladesh non importa, Ciccio riesce a strappare un sorriso a tutti in qualsiasi giorno della settimana... anche di lunedì. Propongo un audiolibro per rendere giustizia a questo manuale degno del suo nome. Sono sempre del parere che i libri siano di chi li legge e non di chi li scrive, e Ciccio questo lo sa benissimo. Ha messo nero su bianco di ciò che è lui, mettendosi empaticamente nei panni di ognuno di noi. Già leggendo i suoi aneddoti sui social ho notato subito che si contraddistinge non solo per il suo carattere avvincente e spumeggiante, ma anche per le sue straordinarie capacità comunicative.
    L’autore catanese è “innamorato” della sua terra e attraverso il suo libro arricchito di significative immagini (peccato che non siano a colori) insegna trucchi, strategie con una semplicità tale da affascinare anche le persone più apatiche verso la vita. Oltre 100 aforismi pensati ed elaborati con simpatia, parlano dell’autore, della sua voglia di vivere e della sua grande passione per la vita che è diventata la sua filosofia.
    Lasciatevi contagiare dal sorriso e dalla positività di Ciccio, non ve ne pentirete. Una filosofia di vita che andrebbe seguita sempre da tutti.

    [... continua]
    recensione di Enza Iozzia

  • Non è semplice scegliere e trovare nella vita quotidiana un posto che permette di esprimere quello che siamo e/o possiamo dare. Siamo circondati da moniti, emozioni, segnali che guidano i nostri passi e con coraggio ci guidano oltre le gabbie e le frontiere. Ognuno di noi ha un suo "Custode" che sussurra e non ci abbandona, nel bene o nel male. Ed è proprio di questo che l'autrice narra.

    "La stirpe di luce" e la scelta di Asaliah, un angelo sceso sulla terra con il proposito di sostenere gli esseri umani a lei affidati. Un compito arduo che si scontra con il libero arbitrio e con un'umanità non sempre predisposta a fare la cosa giusta.
    In continuo combattimento la stessa Asaliah, nelle vesti anche di donna, percepisce le emozioni, i dubbi, la malinconia di sentirsi incompleta o inadatta. Nella sua magia che unisce il cielo a terra, cerca di trovare il suo spazio e la sua logica, fino a provare la gioia di innamorarsi di un giovane medico, Mikael, ridisegnando un nuovo cammino e senza paura di nascondere all’amato le sue ali.

    Un amore che produce amore mettendo al mondo una splendida creatura Yezael, che raccoglie in dono tutti quei poteri speciali propri delle creature angeliche. Ma nel mondo il male è sempre in agguato e nelle sue forme sa come tentare, ossessionare, impossessarsi e fare il suo gioco pericoloso.

    Yezael viene difatti rapita e portata agli inferi, e costretta a crescere in fretta dovendo sopportare e vedere anche cose inimmaginabili.
    Ma le schiere angeliche non restano immobili, così come la stessa giustizia terrena.
    L’impossibile è la vera “Bestia” da combattere, perché alla fine, il destino è scritto nelle nostre azioni ed anche se questo comporta avere tutti contro, il bagliore di una nuova possibilità di luce, Dio la concede a tutti, uomini, donne, angeli e demoni compresi.

    Note: il libro è disponibile anche in lingua inglese.
     

    [... continua]

  • A volte la realtà supera la fantasia... e anche quella è poesia.
    La poesia racchiude pensieri, sentimenti che prendono forma attraverso versi e strofe. 
    Un linguaggio universalmente riconosciuto che diviene uno specchio tra scrittore e lettore. 
    La raccolta poetica di Sandra Carresi è uno scrigno che racchiude verità e ricordi che volano leggeri creando immagini e paesaggi.
    Il vento che scorre veloce mentre il sole squarcia i rami degli alberi, il cambio delle stagioni che rappresenta l'evolversi dell'età, battiti di amore e vita.
    Natura e umanità si sposano nelle strofe libere in cui il tempo è scandito da piccole cose.
    Poesia della memoria che esprime il passato per integrarlo nel presente e migliorare il futuro. L'evocazione del tempo perduto permette di cogliere sfumature improvvise e sconosciute, da conservare, salvare e rendere fonte di ispirazione futura.
    Giulio Cesare scriveva: "La storia è testimoninaza del passato, luce di verità, vita della memoria, maestra di vita, annunciatrice dei tempi antichi". E scorrendo le liriche dell'autrice ho pensato a questa citazione: la scrittirice rende il passato vivo attraverso le sue parole e gli dà nuova forma grazie a toni medidativi, dolci e melodiosi. La metrica è colloquiale e intima. Le emozioni prendono vita grazie ad una scrittura ricca e ricercata, preziosa ed autonoma. 
    L'amore è la trama che scorre in questo patworch vitale, amore per la vita, persone e tempo passato. Tutti uniti da un elemento unico caratterizzato da mille sfaccettature nostalgiche e vitali al contempo. Ogni attimo diviene un dono, basta coglierne i riflessi. 
    Le poesie spaziano tra i sentimenti e il tempo, esprimendo l'esser donna, persona, amante e amata. Fragile e viva. In bilico tra quello che fu, l'essere e il sarà. Sempre e comunque. Nonostante tutto. Armonia tra se stessi ed il mondo circostante. L'io che diviene noi.
    Pensieri che squarciano il velo della falsità e dei luoghi comuni per trasformarsi in un inno alla verità.

    [... continua]
    recensione di Fabiana Traversi

  • "Prima di guarire qualcuno, chiedigli se è disposto a rinunciare alle cose che lo hanno fatto ammalare".
    [Ippocrate]

    Fra le pagine di questo libro scorre il sangue di due persone ferite, rispettivamente nel corpo e nell’anima.
    L’inizio è brusco e vede due figli opporsi ai padri: l’uno colpevole di non osare, l’altro di osare troppo. Sempre fedeli a se stessi, Stefano e Angela intraprendono così i loro personalissimi percorsi di vita, in una Sicilia abbozzata quel tanto che basta a renderci l’immagine di un luogo dove i sentimenti ardono come fuoco.
    Anni di lacrime e dolore si avvicendano, anni in cui i protagonisti si sentono inadeguati, anche nel loro sacrificio. Ogni cosa avviene lungo l’invisibile scia lasciata dalle ali di Angela, che come un’aquila solca più cieli, fuggendo dal dolore e dalla rabbia che le attanagliano il cuore.
    Il lettore volerà con lei, e con lei abbraccerà Stefano, ritrovato – insieme ai padri perduti – nel nido di una casa che rinascerà a ogni alba.
    Un libro che cura il dolore con la speranza e la rabbia con il perdono. L’opera seconda di Carmela Abate è colma di vita, e dalla vita si fa colmare.

    [... continua]
    recensione di Jason Ray Forbus

    • Tu, mio
    • 27 febbraio alle ore 19:26

    Siamo nel dopoguerra su un'isola del Tirreno.
    Un adolescente, voce narrante del libro, scopre il mare, la pesca e l'amore. Non è il classico amore adolescenziale ma la scoperta della storia triste e disperata di Caia (Haiele in ebraico) che lo induce ad una maturazione repentina. Di colpo diventa adulto e matura quel senso di protezione tipico dei grandi. Erri De Luca, anche questa volta, affonda la sua penna nel cuore dei personaggi, facendone emblemi di periodi storici come quelli del dopoguerra, epoca in cui le ferite appena subite stentano a rimarginarsi e il suo protagonista principale prende coscienza della propria ribellione interiore. Centoquattordici pagine per pensare.

    [... continua]
    recensione di Sebastiano Impalà

  • Sono un inno alla vita le poesie di Alarico Bernardi; promanano nude e schiette da un animo sensibile, senza nessun artificio letterario che sa di falsità costruita a tavolino. La cecità totale che l’ha colpito dal 1997 aggiunge qualità al suo spirito veggente che guarda con gli occhi del cuore, senza mai perdere l’entusiasmo e la lena.
    Un certo spirito eroico fanno di lui un titano del sentimento che non si arrende, ma cerca la luce nel buio, sicché ne deriva un piacevole gioco chiaroscurale dove è presente sempre la risalita dopo l’inabissamento. Un refolo di poesia pura dotata di naturale musicalità denota la sincerità del sentire e la predisposizione alla poesia. Già a dieci anni si scoprì poeta, anche se si avverte l’amarezza di aver avuto deboli riconoscimenti del suo poetare, che invece mi appare degno di nota.
    Presente è il dolore di cui è costellata la sua esistenza, ma mai rassegnazione, semmai  vitalismo che lo porta a cercare l’enigma della vita al di là delle sovrastrutture intellettuali. Poesia vera e non intellettuale di immediata comprensione senza scivolare nella banalità del sentire. Le immagini sono curate e le parole precise anche se non volutamente ricercate, ma quel che emerge come dato costante è l’armonia del suono e la musicalità che è il filo rosso della silloge.
    La dedica alla moglie Teresa, ragione del suo divenire, ben chiarisce la vita del poeta che è ricerca costante di un centro di gravità permanente, e nasconde tutto il bisogno di fuggire la solitudine nella quale la cecità può condurre. Il poeta cerca nella poesia un interlocutore a cui rivolgere i suoi pensieri , certo che sono il dialogo esistenziale può aggiungere qualità ad una vita, che ha anche sperimentato la fragilità umana nel terremoto aquilano del 6 aprile del 2009. Ora vive a Cuneo, esule in patria, in compagnia dei suoi nobili versi. 

    [... continua]
    recensione di Giovanna Albi

  • Che dire di Annamaria Pecoraro, in arte Dulcinea? Una donna semplice, pacata, attenta e studiosa del suo intorno, natura e persone.
    Da tempo seguo la lettura delle sue poesie e da sempre ho notato la sua maturità e il suo limpido sguardo nei confronti del prossimo, la sua linea di correttezza nei rapporti con gli amici, e nell’ambito lavorativo.
    Tutto questo può sembrare facile ma, in effetti, non lo è per niente, intendo soprattutto nel mondo dell’Arte.
    Spesso, ad essere schietti, si può rischiare di suscitare la sensibilità altrui, oppure, cercando di adoperarsi al massimo e di essere efficienti, si può essere additate come “prime donne” o semplicemente, “amanti di protagonismo”. Bene, Annamaria, è talmente cristallina che, lavora e basta. Questo, almeno è il mio pensiero.
    In questi  tempi storici di pochezza umana, di pura follia, dove il dio quattrino viene osannato e ogni cosa esaltata e esasperata sul danaro, l’arte, in tutta la sua grandezza, è sicuramente la grande bellezza che può riscattare l’essere umano. La poesia, soprattutto, o meglio, la scrittura, in ogni sua forma, potrebbe essere la vera terapia per l’essere umano.
    “Dalla cenere al volo”, questo è il nuovo “parto” di Annamaria Pecoraro Dulcinea, come dire: dal buio alla luce, dalla polvere, all’apertura alare. Un cofanetto questo, di perle di poesie, racconti brevi ed aforismi.
    In queste liriche, in questi scritti, tutti, non ci sono incertezze di pensiero, c’è fatica quotidiana, a volte stanchezza, delusione, ma sempre, la voglia, l’incitamento, la speranza, e forse ancora di più, la consapevolezza di possedere la volontà, l’umiltà, ma anche la capacità di aprire quelle ali per alzarsi da terra e fare quel volo ambito alla costruzione di un qualcosa che il cuore prima e la testa poi hanno disegnato da sempre ed è forse la corsa col tempo la parte più fastidiosa, ma la consapevolezza della scelta, della qualità su ciò che si possiede con l’osservazione delle cose vere, e l’autenticità del bello, dei sentimenti e dei valori. L’Amore per tutto ciò che dentro e fuori il suo sguardo può attraversare, il suo cuore può raccogliere, è la fonte principale della sua crescita, del suo volo e della sua stessa esistenza.
    Bene, Guerriera, se tante frecce, strada facendo, oscureranno il sole, meglio, combatterai all’ombra! (Citazione – Battaglia delle Termopili)
     
    Nota: fra le tante perle lette, ne segnalo qualcuna particolarmente apprezzata: Mi prendi e accendi (pag.19), Fiore di Loto (pag. 22), Vorrei (pag. 26), Ultimo carillon (pag. 35), TU/IO (pag. 84), A Cristina (pag. 94).

    [... continua]
    recensione di Sandra Carresi

  • La prima parte di una saga fantasy che vi incanterà. Un giovane mago nonchè affascinante ragazza incontra sulla sua strada un vagabondo e il suo a dir poco strano accompagnatore. Grazie all'astuzia del ragazzo diverranno ben presto improbabili compagni di viaggio. Il destino li porterà al cospetto dei maghi anziani, per i quali dovranno intraprendere un'importante missione assieme a un orco, un folletto e tre scelti abitanti delle Terre di Sopra. Il gruppo ben presto dovrà non solo affrontare i pericoli esterni e le micidiali ombre, ma anche le tensioni e la diffidenza alimentate dai pregiudizi, le ambizioni e le paure di ogni singolo individuo. Dovranno imparare a fidarsi gli uni degli altri e collaborare per portare a termine il loro compito estremamente arduo.
    Una storia avvincente che vi farà entrare in un mondo fantastico per vivere una splendida avventura!

    [... continua]
    recensione di Katia Guido