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Autore

Salvatore D'Antoni

in archivio dal 25 feb 2013

04 novembre 1985, Sciacca (AG)

01 marzo alle ore 16:15

Mr Pennington la Rockstar

Il racconto

Se hai venticinque anni quante volte il tuo cuore ha già battuto? Non rispondi? resti li seduto come un coglione e non dici niente?
Respiro profondamente, tiro su con il naso delicatamente come per respirare meglio, con quella roba bianca ho smesso da tempo, mi induriva i muscoli del collo.
Fondotinta, rossetto, eyeliner, mi chiedo sempre come ho fatto a scopare così tanto, praticamente ho più trucco in faccia delle ragazze con cui sono stato, alcune avrebbero potuto essere figlie mie, magari qualcuna lo era anche, erano anni furiosi, bastava pizzicare una chitarra nel modo giusto, dire una frase giusta nel momento giusto e in quattro minuti e pochi secondi diventi l'idolo assoluto di uno sproposito di gente diventi qualcuno a cui non farebbero mai del male mentre fanno del male a loro stessi senza nemmeno rifletterci; alcune ragazze erano davvero bellissime, con le loro collane di perle e le pellicce sintetiche, era tanto tempo fa, adesso hanno le stesse pellicce e le stesse collane ma sono meno autentiche, forse però sono io a non essere più autentico, L'autocritica è essenziale amico mio. vuoi qualcosa da bere ? il frigo è pieno di quello che vuoi.
Io invece da una vita in ogni camerino e quasi in ogni circostanza ho davanti una tazza di The nero senza zucchero e un bicchiere di vodka pieno fino all'orlo ovviamente senza ghiaccio, non mi ricordo nemmeno quando cazzo ho messo in giro questa voce, mi ricordo però che la settimana dopo mezzo mondo beveva una razione enorme di vodka in un bicchiere colmo e senza ghiaccio, farebbe vomitare chiunque. Ma lo facevo io, lo faceva la Star. io si e no lo avrò fatto una volta in vita mia e poi ho raccontato questa bugia al giornalista che mi intervistava; Lui ci ha creduto, il suo caporedattore ci ha creduto, il mondo intero ci ha creduto, eccomi qua, da circa quarant'anni nel mio camerino qualche assistente di qualcuno mi fa trovare un The nero senza zucchero e questa dannata Vodka, ma qualcuno disse che se bluffi devi farlo fino in fondo e io non sono certo tipo da tirarsi indietro, Quindi la vodka va dritta nel cesso e il mito è salvo per un altro paio d'ore e il The nero me lo bevo con calma mentre finisco di truccarmi, magari fischietto anche, non importa cosa, non ha mai importanza, se ti viene in mente la risposta su quante volte ha battuto il tuo cuore dilla pure non essere timido.  
Nel camerino a fianco c'è la mia Band, sono due, due brave persone che hanno subito per tutta la vita la luce riflessa, c'è Tom alla batteria che si veste come un impiegato di banca e Mel al basso, stanno li da tutta una vita, non abbiamo litigato, certo negli ultimi anni è diventato difficile litigare nemmeno ci parliamo più. Tra pochi minuti arriverà il mio manager molto basso, molto cattivo e molto Greco che con la calma di un cane inferocito gli dirà che stasera non suoneranno con me, perché io ho deciso che sarà un concerto Unplugged, che sarò io con la chitarra e lo sgabello e l'ho deciso all'ultimo minuto perché sono una Star. Sono rimasti tutta la vita sotto il riflettore più luminoso che essere umano ricordi, nessuno li ha mai visti, per nasconderti è necessario stare proprio sotto la luce, loro adesso lo hanno capito, incasseranno l'assegno e sbatteranno la porta, andranno via senza salutare, lo hanno appena fatto, Gli anni, i minuti, la dannata relatività del tempo, andavamo nella stessa scuola, abbiamo suonato insieme, ma abbiamo avuto delle vite così diverse che tutto è sempre sembrato una casualità, nascosti sotto la luce abbagliante, che era tutta per me e abbagliava solo me, soffio sul The. sto finendo di truccarmi, sto fischiettando tra una decina di minuti busseranno alla porta e diranno Signor Pennington mancano cinque minuti, con gentilezza, senza farmi incazzare, senza mettermi ansia. Io sono la Star, io posso mollarli senza una spiegazione e sono sicuro che tutti mi amerebbero lo stesso, sicuro che non vuoi proprio niente da bere ? sei li seduto in silenzio, piuttosto sei pronto per essere truccato ?  
Ho detto al tecnico delle luci che voglio stare in penombra, tanto tutti mi conoscono, per stasera voglio che nessuno mi veda, che allenino i ricordi questi stronzi nostalgici con i loro figli nostalgici, ha sorriso, sorriso tanto, mi ha detto Ok e poi mi ha chiesto una foto ed ha aggiunto che per lui è un onore che anche suo padre e suo nonno avevano i miei dischi. Ecco perché ha sorriso, ho fatto una gaffe che vuoi che sia, lui ci farà lo splendido a cena con gli amici che ovviamente non gli crederanno.
Mancano dieci minuti, la penombra c'è. il tecnico del suono lo sa, ho dovuto dargli un sacco di soldi, forse lui non era mio Fan, o forse era solo un grandissimo Stronzo, non importa, il The è finito, andiamo seguimi.  
Mancano pochi minuti, salgo sul palco al buio, mi godo il brusio, davanti ho circa quattrocentomila persone che non mi vedono e che non mi vedranno, ancora non lo sanno, L'Eyeliner mi fa lacrimare gli occhi, una volta erano più belli, adesso non lo so, mi guardo troppo allo specchio per notare i cambiamenti, sistemo lo sgabello e ci metto sopra un manichino, un bel manichino vestito come me, truccato come me, con i miei capelli, proprio i miei, io non ho i capelli da quando ho diciannove anni, nessuno se n'è mai accorto, nessuno se n'è mai voluto accorgere, gli metto i miei capelli e lo sistemo, gli do le mie sembianze perfetto e devo dire che non è così difficile ripeto: L'autocritica è Essenziale, sono totalmente al buio, nessuno mi nota, Anche il buio è un ottimo nascondiglio o il buio totale o la luce accecante, non si smette mai di imparare a nascondersi, Pensare che la condizione più comune è la penombra, quanto spreco di tempo la penombra, non ti valorizza, non ti nasconde, ti fa apparire come sei, esattamente, brutalmente come sei e tutti credono erroneamente che nella penombra ci si possa in qualche modo nascondere.
Adesso tocca a te amico mio, fai il manichino come non hai mai fatto prima d'ora, sei stato abbastanza tempo con me, ti ricordi le mie mosse ? non ha importanza tanto non dovrai muoverti, si lo so che non puoi, l'importante è che tu non voglia, ricordatelo io sono la Star.  
Il brusio aumenta, e quando si accorgono che non mi vedranno aumenta ancora di più come se stesse per tuonare, io penso a mia nonna che mi diceva che i tuoi erano causati da Dio che strappava i fogli degli appunti, il Tecnico schiaccia play e parte la registrazione, ho inciso tutto giorni fa, ringrazio tutti e faccio una pausa per gli applausi, poi ricomincio a parlare e spiego perché stasera sarò in penombra, spiego perché non ci sarà la band,spiego che sarà l'ultimo concerto e che voglio condividere con loro le mie canzoni  in maniera più intima sospiro, pausa, applausi scroscianti, le pause perfette, centomila concerti vuoi che non abbia imparato quando fermarmi quando la gente applaude ? si sono compiaciuto.
Iniziano le canzoni, sembrano tutti assorti, io passo in mezzo a loro e nessuno mi riconosce, sono un signore anziano vestito di nero, ho la fronte alta, altissima, anzi sono decisamente calvo, ho i capelli solo sui lati della testa, sono cortissimi e bianchi, ci sono nonni, padri, figli, figlie, donne di mezza età, ex groupies in disfacimento fisico e molto probabilmente psichico, ricchi, poveri, post punk, figli di papà, gente in blazer, gente che non conosce nemmeno una canzone, è decisamente una bella registrazione, è un bel concerto, Faccio un cenno al tipo della security che mi dice  << ma come vai via Nonno ? è un cazzo di evento storico, quel tipo sul palco ha fatto la storia e tu te ne vai ?>>, sorrido e rispondo di si con la testa, e poi aggiungo che ormai le Rockstar hanno fatto il loro tempo che tutti li dentro dovrebbero accorgersi che il tipo che suona ha Novantacinque anni.  Lui accusa il colpo e mi apre la porta con disprezzo, siamo già alla seconda canzone, applausi scroscianti, si ero bravo, ero dannatamente, disperatamente bravo ed a fare le pause per gli applausi durante le registrazioni ero ancora più bravo.
La luce di quasi mattina è stupenda, ho già fatto un sacco di chilometri, la radio dice che è stato il concerto del secolo, che tutti hanno pianto, che non farsi vedere è stato l'ennesimo colpo di genio della Star. che restando in ombra ha dato la possibilità a tutti di godersi solo la musica. Un concerto che finirà nei libri di storia dicono e io che l'ho fatto neanche c'ero.
Non c'è niente da fare non c'è possibilità di scampo, mentre la strada mi si apre davanti come se fosse la cosa giusta da fare, spengo lo stereo, non è tardi per ricominciare una vita nuova, ho novantacinque anni ed ho fatto la storia, posso fare quello che voglio. Le nuvole, quanto cazzo sono belle le nuvole.
Se hai venticinque anni quante volte il tuo cuore ha già battuto? La risposta è un Triliardo di volte, fate i vostri conti.

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