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Autore

Salvatore D'Antoni

in archivio dal 25 feb 2013

04 novembre 1985, Sciacca (AG)

15 febbraio alle ore 14:37

Quel Bastardo di Topolino

Il racconto

 
Fa Caldo, fa caldissimo, l'asfalto sembra molle, l'aria sembra densa come la melassa, fa caldo e sono in un parcheggio, un parcheggio enorme di quelli così grandi che ti ci perdi, e per evitare di farlo ti tocca fare una foto alla macchina e al cartello con la lettera dell'alfabeto che indica da quale parte del parcheggio sei per ricordarti dove hai parcheggiato; ma a quest'ora il parcheggio è completamente deserto, c'è solo una vecchia utilitaria verde acqua, probabilmente guasta, sono inginocchiato con le mani sulla nuca e fa caldo, fa caldissimo, sta arrivando la polizia e il sole picchia come un fabbro, mi fa malissimo la testa, credo anche di perdere un po' di sangue.
Una volta ho letto un articolo su un giornale di cronaca, la storia dell'omino delle pizze con la bomba attaccata al collo, deve averlo letto anche qualcun altro, altrimenti non sarei in questa situazione che potrei definire scomoda. Il tizio in questione si chiamava Brian Douglas Wells, io mi chiamo William e va bene anche solo William perché il resto fondamentalmente adesso non ha importanza, forse lo avrà più tardi quando dovrò declamare a tutti questi poliziotti le mie generalità sempre che non mi sparino prima, a meno che qualcuno di loro non abbia letto l'articolo su Wells cosa che sinceramente mi auguro e spero con ogni fibra del mio corpo.
I Poliziotti non hanno letto l'articolo su Wells e adesso mi urlano contro insulti e mi intimano di sdraiarmi a faccia in giù, a faccia in giù sull'asfalto bollente. Che stronzi.
Come Wells ho una bomba legata al collo, come una specie di medaglietta per cani, una grossa sveglia di quelle fastidiose, con le braccia di Topolino che essendo il personaggio più stronzo di tutti i personaggi Disney coerentemente è inserito dentro una sveglia e le sue braccia appunto segnano le ore ed i minuti. Topolino ti vuole scattante, Topolino ti vuole sveglio.
La bomba ticchetta inesorabile, il sole brucia inesorabile, la parola del giorno è inesorabile ed inesorabilmente le pistole dei poliziotti sono puntate su di me come telecamere su uno che sta vivendo i suoi quindici minuti di celebrità ma non è per niente felice. Come sono arrivato a questo punto ? è semplice volevo essere felice, che è una risposta da Hippie rincoglionito ma è così è la verità. Volevo essere felice e mi ero fermamente convinto che la felicità passasse obbligatoriamente dalle mani e dagli occhi di una donna, ma  quello è un luogo comune e comunque una donna vera io non l'ho mai vista, quindi ho cercato altre strade ma sono sempre stato triste, sin da piccolo ero sempre triste e non sapevo perché, adesso sono tutti tristi ma credetemi per essere tristi bisogna essere dei professionisti come me, al massimo voi potete essere malinconici, tra i vari tentativi ho provato anche ad imparare a suonare la cornamusa che non è proprio gioviale come strumento, ma io ve l'ho detto sono un professionista, smisi subito di suonarla poiché il mio vicino di casa il Signor Canterbury, un regale signore alto circa un metro e novanta che somigliava in modo imbarazzante al conte Dracula si infastidiva, il più fastidioso retaggio che un genitore può regalarti è l'educazione e i miei me ne avevano regalata tantissima perciò smisi senza discutere, in virtù di un rispetto verso gli anziani che era un caposaldo dei "ricordati" che mi propinava mio padre.
Un giorno guardando un video motivazionale di un tipo che mi diceva di prendere in mano la mia vita, di dire quello che non mi andava, di non tenermi tutto dentro. Decisi di andare dal Signor Canterbury che da circa dodici anni ogni giorno prendeva a martellate qualcosa a qualsiasi ora del giorno e che mi aveva fatto smettere di suonare la cornamusa facendo leva sulla mia educazione, decisi di andare da lui e dirgliene quattro, ma io non ho mai avuto mezze misure e la determinazione mi ha sempre fatto l'effetto della cocaina, sarebbe stato semplice citofonare o al massimo bussare, io no, io buttai giù la porta a calci, l'entrata teatrale sconvolse non poco il vecchio Signor Canterbury che era dedito ad inchiodare una porta con delle assi di legno, come si fa nei film horror in cui ad un certo punto arrivano gli Zombie, esattamente in quel modo, Restammo li io con schegge di legno addosso e lui con il martello in mano a guardarmi inebetito e confuso, lo stallo durò circa un minuto, dopodiché mi arrivò una martellata in testa.
Una cantina, il Signor Canterbury ha una cantina, è un fatto, mi fa malissimo la testa, in altri tempi mi sarei preoccupato e avrei cercato i sintomi su google, mi sarei depresso scoprendo che sarei morto di lì a poche ore, avrei buttato giù un bottiglione di vino scadente e mi sarei svegliato il giorno dopo con una gran nausea e un gran mal di testa, mi sarei preoccupato di nuovo ed avrei ricercato i sintomi su google e così via per un mese o due, adesso no, adesso mi ricordo che il Signor Canterbury mi ha dato una martellata, quindi si, sono mediamente sereno.
La cantina è umida, e arredata in modo stranissimo, è praticamente identica alla casa del Signor Canterbury, speculare in ogni punto, la tv degli anni 60, la carta da parati, le poltrone di velluto liscio, i centrini, le bocce di vetro in cui nei film mettono il whisky, i carrelli, le porcellane, tutto uguale, eccetto che per un particolare, in fondo alla stanza il signor Canterbury ha legato ed imbavagliato una donna e tre bambini.
La donna ha i capelli grigi e lunghissimi, ha una camicia da notte consumata e dei bellissimi occhi azzurri, che però se non fossero così disperati sarebbero più belli, i bambini sono in pigiama,  anche lui lurido e liso, il più grande non ha nemmeno 10 anni, la più piccola è bionda e dolcissima se fosse un alimento sarebbe una caramella, ha un vestitino rosa e gli occhi di sua madre, identici. in piedi nell'angolo opposto c'è il signor Canterbury che fuma la pipa e legge un libro, un libro antico rilegato in cuoio, mi guarda e inizia a parlarmi:
<<Mi disturbava, la tua cornamusa, era cacofonica, mi ricordava i funerali in Scozia o negli Stati Uniti, ma poi la Cornamusa benedetto ragazzo, cosa volevi dimostrare di essere triste ? tu non la conosci nemmeno superficialmente la tristezza, questa è tristezza. Guarda mia moglie e i miei figli, loro si che sono tristi sono chiusi qui da una vita, mia moglie da circa 30 anni, la misi qua giù il giorno del nostro matrimonio, la misi in braccio prima di farla entrare, come si fa con le spose e poi una volta chiusa la porta la scaraventati sul pavimento e la chiusi in cantina, loro 3 sono nati qui, non hanno nemmeno un nome, a che serve un nome ? nessuno li chiamerà mai, vivranno e moriranno qui, il mondo è cattivo, Qualcuno potrebbe fargli male, ad esempio come sta succedendo a te, sei uscito di casa e adesso sei legato in una cantina ed hai una bomba al collo. >>
Della bomba al collo non mi ero accorto, a volte i particolari più evidenti tendono a sfuggirmi, è un difetto che ho, sarebbe stato un buon difetto da raccontare a qualche donna conosciuta in qualche speed date. Mi sa che però non farò in tempo ad andarci, poi il signor Canterbury aggiunge.
<< È evidente che dovrai andare via da qui, non permetterei mai che qualcuno possa far male alla mia famiglia, perciò adesso ti slegherò e tu andrai via, correrai via dal palazzo, non posso permettere che tu faccia esplodere la casa che ho costruito con tanti sacrifici per la mia famiglia, vai fuori, esplodi in qualche piazza, il mondo fa già così schifo un botto in più non lo noteranno.>>
Così mi accompagna fuori, mi prende di peso e mi fa rotolare fuori dalla porta, mi dice che l'idea della bomba l'ha avuta leggendo un articolo su un tizio che si chiamava Brian Douglas Wells, lo avevo letto anche io quell'articolo, ovviamente mi sembra superfluo aggiungerlo alla conversazione, mi ritrovo fuori dal portone con questa bomba al collo, la gente mi guarda stranita, io ho ancora negli occhi gli occhi della signora Canterbury e dei suoi bambini, prima di esplodere devo fare qualcosa, comincio ad urlare di avere una bomba al collo, mi sembra una buona idea, verrà la polizia e gli spiegherò tutto, salveranno la donna e i bambini. si farò così.
Quello che non avevo calcolato è che ormai il panico non fa più effetto, la gente ride a mi riprende con il  cellulare, urlo di chiamare la polizia, ma nessuno fa niente, prendo a calci un cane per attirare l'attenzione ma il cane mi morde e gli animalisti mi sputano in faccia, ho rimediato un morso ed uno sputo, ma niente polizia, decido di andare verso il centro commerciale, corro per le vie della città ad una velocità che non pensavo mi appartenesse, corro e mi si spezza il fiato, mi cedono le gambe, e fa caldo, fa caldissimo.
La polizia urla, io sono in ginocchio con le mani sulla nuca, vorrei parlare ma ogni volta che ci provo mi urlano di stare zitto, sotto di me c'è una pozzanghera di sudore e un pò di sangue, si perdo sangue, ma so perché, sono mediamente sereno.
Sirene spiegate da tutte le parti, capannelli di curiosi, il sole sta tramontando, ho migliaia di pistole puntate addosso, dannati video motivazionali, di sempre la tua diceva, sarai felice diceva, esci e lotta diceva, ribellati diceva, Maledetto motivatore, adesso sono motivato a spaccarti la faccia, ma dovrei sopravvivere, non mi sembra una cosa facile, allo stato attuale.
Finalmente il sole tramonta c'è una luce diffusa e arancione bellissima, il parcheggio sembra una spiaggia sull'Oceano, sarebbe bello se scoppiassi adesso, ma forse mancano ancora un paio di minuti, sento gracchiare un megafono, Il tizio che ci parla attraverso dice essere L'ispettore qualcosa, mi dice di arrendermi, L'ispettore non è un grande osservatore, io sono arreso da sempre, ed oggi in particolare da circa 3 ore, Alzo il dito come a chiedere di parlare, me lo concedono e aggiungono "Parla Bastardo".
Racconto tutto, della cornamusa, del Signor Canterbury, del palazzo in cui abito, della signora con gli occhi azzurri, dei bambini che non hanno nemmeno un nome, della bomba al collo e chiedo di aiutarli, di fare qualcosa per loro.
Restano tutti in silenzio, l'ispettore fa un cenno ad un poliziotto vicino a lui, forse lo hanno mandato a controllare. La bomba ticchetta forse manca poco, alcuni nel capannello di folla si mordono le dita, prima mi insultavano, forse hanno cambiato opinione, dal megafono urlano che stanno verificando se la mia storia è vera, non hanno aggiunto alcun insulto, magari mi hanno creduto.
Passano altri interminabili minuti, penso a quanto sarebbe stata carina da raccontare questa storia ad uno speed date o ad una cena, mentre verserei del vino in un calice svasato e luccicante, sarebbe davvero bello bere e sorridere, facendo finta di essere avvezzo alle avventure e che comunque questa sia una cosa normale per un tipo avventuroso come me. si come no.
Dal megafono dicono che hanno salvato la famiglia del Signor Canterbury che adesso manderanno qualcuno per la bomba, Non sanguino più, il mio corpo ha una certa efficienza, avrei potuto godermela di più.
Forse mancano davvero pochi minuti, perché l'artificiere viene di fretta verso di me, ha più o meno venticinque anni, negli occhi una punta di panico, in mezzo alla folla c'è gente che è andata via, che non guarda, che sgranocchia patatine e c'è anche l'immancabile stronzo che riprende tutto con l'Iphone. L'artificiere mi dice che è difficile ma ce la farà, gli dico di stare sereno, che se perdo sangue è per la martellata, quindi sono mediamente sereno.
Mi guarda stranito e poi abbozza un mezzo sorriso, avrei potuto essere un gran conversatore, potevo impegnarmi di più, altro che cornamusa e video motivazionali.
C'è un cielo stellato bellissimo, mi hanno anche portato una pizza. L'artificiere si impegna ma fa dei gesti che difficilmente si possono fraintendere, dopo pochi secondi di silenzio pieno di imbarazzo mi dice chiaro e tondo che la bomba non si può disinnescare, che a mezzanotte e cioè quando le braccia di quel bastardo di Topolino si toccheranno salterò in aria, poi aggiunge con quella che sembra sincera tristezza <<ma lo farà da eroe Signore.>>
Sorrido, Eroe io ? fino ad oggi pomeriggio guardavo video motivazionali che per certi versi a mente fredda posso dire che funzionano, gli dico di allontanarsi allora, lo ringrazio per la pizza, sono tranquillo, il sangue che ho perso è stato per via della martellata, Google non serve.
Uno vive con la paura di tutto e poi quando deve averla resta sereno, Proprio come fanno gli eroi, il Signor Canterbury non era cattivo aveva solo paura, era un mostro creato dalla paura, era un monumento alla psicosi, Uno passa la vita ad avere paura ad inseguire qualche gesto eroico per venire ricordato ad allenare la tristezza come un muscolo. A bere troppo, mangiare troppo, dormire troppo.
C'è un cielo bellissimo, mancano pochi secondi e poi quello stronzo di Topolino, si toccherà le braccia e allora sarà mezzanotte e finirà così, dovrei essere triste, ma sono un professionista. Stasera al massimo posso essere malinconico.
 

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