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Autore

Salvatore Quasimodo

in archivio dal 23 giu 2003

20 agosto 1901, Modica (RG)

14 giugno 1968, Napoli

segni particolari:
Ho tradotto opere di Virgilio, Omero e Shakespeare. Nel 1959 mi è stato assegnato il Nobel per la Letteratura.

mi descrivo così:
Quando ho cominciato a scrivere ho mostrato predilezione per le immagini rarefatte e per l'ambientazione in una Sicilia dal sapore mitico, in seguito la mia opera cominciò a riflettere in modo più diretto l'opposizione al regime fascista e all'orrore della guerra.

01 aprile 2006

Uomo del mio tempo

Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
-t'ho visto- dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T'ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero,
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
quando il fratello disse all'altro fratello:
"Andiamo ai campi". E quell'eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

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