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Autore

Salvatore Quasimodo

in archivio dal 23 giu 2003

20 agosto 1901, Modica (RG)

14 giugno 1968, Napoli

segni particolari:
Ho tradotto opere di Virgilio, Omero e Shakespeare. Nel 1959 mi è stato assegnato il Nobel per la Letteratura.

mi descrivo così:
Quando ho cominciato a scrivere ho mostrato predilezione per le immagini rarefatte e per l'ambientazione in una Sicilia dal sapore mitico, in seguito la mia opera cominciò a riflettere in modo più diretto l'opposizione al regime fascista e all'orrore della guerra.

01 aprile 2006

Varvàra Alexandrovna

Un ramo arido di betulle batte
con dentro il verde su una finestra a vortice
di Mosca. Di notte la Siberia stacca il suo vento
lucente sul vetro di schiuma, una trama
di corde astratte nella mente. Sono malato:
sono io che posso morire da un minuto all'altro;
proprio io, Varvàra Alexandrovna, che giri
per le stanze del Botkin con le scarpette di feltro
e gli occhi frettolosi, infermiera della sorte.
Non ho paura della morte
come non ho avuto timore della vita.
O penso che sia un altro qui disteso.
Forse non ricordo amore, pietà, la terra
che sgretola la natura inseparabile, il livido
suono della solitudine, posso cadere dalla vita.
Scotta la tua mano notturna, Varvàra
Alexandrovna; sono le dita di mia madre
che stringono per lasciare lunga pace
sotto la violenza. Sei la Russia umana
del tempo di Tolstoj o di Majakovschij,
sei la Russia, non un paesaggio di neve
riflesso in uno specchio d'ospedale
sei una moltitudine di mani che cercano altre mani

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