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Autore

Sebastiano Lorusso

in archivio dal 16 mar 2017

22 dicembre 1991, Bari

mi descrivo così:
Mi piacciono i mattoni delle città, le persone che hanno storie da raccontare, tutto ciò che rimane nelle strade il sabato notte quando tutti sono tornati a casa, le chiacchierate tirate per le lunghe, l'odore delle soffitte, la gente negli ostelli, i panni stesi sui balconi delle case popolari.

16 marzo alle ore 0:37

Le lucertole

La sera guardo
le persone come persone
e le luci delle case popolari
le sento sussurrare
storie tristi e caldi abbracci
quando le tende scostate
tradiscono un sorriso
le mani intrecciate
la luce si spegne
e le persone fanno l’amore
chissà con chi
con quali storie
con quanti baci.
 
La sera penso
alla vita del signore
che porta a spasso il cane
dietro le staccionate bianche
se quando la sua ombra
si allunga sotto i lampioni
sorride come quando era bambino
e che quella passeggiata
lo faccia volare
fuori di casa
la moglie lo aspetta
alla luce dell’abat-jour
gli manca.
 
La sera sono solo
alla finestra
una sigaretta dietro le tende
la gente fuori
non fa rumore
io aspetto che qualcuno bussi
le nocche sulla porta
o che gridi il mio nome
dal giardino
come quando da piccolo
scendevo a giocare
col pallone tra le braccia
e sorridendo mi buttavo
con le ginocchia sulla strada
ore sotto il sole
a cosa pensavamo poi
non facevamo l’amore
non aspettavamo nessuno
guardavamo le lumache
e ci chiedevamo dove fossero
prima della pioggia
e se le lucertole quando crescono
diventano serpenti
o coccodrilli.

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