username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

in archivio dal 28 giu 2016

Vanessa Sulpizi

16 luglio 1977, Roma - Italia
Segni particolari: Sono un'Artista Caoticamente Libera di Creare.
Mi descrivo così: Dev'essere che mi sono perduta nel mondo, e per ritrovare la mia strada bisogna che la scriva. Ma quand'anche così non fosse, bisogna ch'io comunque, scriva.
Mi trovi anche su:

elementi per pagina
elementi per pagina
  • 03 novembre 2016 alle ore 8:17
    Di Sole e di Luna

    Disse il sole alla luna,
    come possiamo incontrarci sempre
    e non sfiorarci mai?
    Ella rispose al suo calar sorridendo,
    quel che dici è verità,
    ma è in quel nostro breve incontro,
    che sta il mio amor per l'eternità.
    Non sarebbe stato peggio mio sole adorato,
    se io non t'avessi mai incontrato?
    Tacque la luna a quelle parole,
    legandole strette attorno al suo cuore.
    Non vi è giorno senza la notte,
    e in quel viceversa, v'è l'amore
    e le sue eterne lotte.
     

     
  • 25 ottobre 2016 alle ore 11:54
    Er pupo fiumano

    Senti e ninne che te canta er fiume pupo bello,
    senti a me, che so più belle de li tormenti de tu padre.
    Er disgraziato che so io, manco er fiume ce lo sa,
    che te sbatte de qua e de là, in un plus urtra d'armonia.
    Lascia fa che lui ce o sa, come se fa, come se fa....
    Ariverà na popolana quanno er sole a da sortì, te pijerà
    e te porterà via da lì. Che te, pupo mio fiumano, ha da diventà
    un pupo romano. Te o dice er tu padre disgraziato, va via co lei, 
    nun frignà! E sorti via da sta povertà.

     
  • 04 agosto 2016 alle ore 11:07
    I miei fiumi di parole

    Cosa sono i miei fiumi di parole
    di fronte agli oceani in cui navigano
    nell'immensità della mia mente?
    Sono manti di stelle o raggi di sole,
    sono scarpe per i miei lunghi viaggi
    e sono ossigeno dei miei lunghi respiri.
    Ch'io le taccia, le pensi o le scriva,
    esse nascono in luoghi antichi e remoti,
    tracce di me come orme sulla sabbia,
    percezioni della mia essenza come
    quel vento che soffiando t'accarezza.
    Cosa sono i miei fiumi di parole,
    se non sostanza e l'essenza mia.

     
  • 04 agosto 2016 alle ore 10:21
    Il mio tempo

    Non dagli attimi è scandito il mio tempo,
    che scorre invece lungo il tuo sguardo,
    profanando dolcemente pelle e cuore,
    e consacrando il sigillo del più puro amore,
    così che gli occhi non sono che la strada,
    dove pelle e cuore si lasciano camminare.
     

     
  • 22 luglio 2016 alle ore 11:15
    Non chiamatelo Amore

    Credo nell'inesorabile sveltezza dei fugaci amori,
    alla loro sopravivenza al di fuori delle tempeste,
    a quanto il ghiaccio ad esempio, non sia per loro
    che un'immensa fonte di calore e di scintille,
    poiché vivono di ineluttabile essenza del controsenso.
    Credo nell'indissolubile, ma solo quando apri gli occhi
    al mattino, dopo una notte di corpi agitati, e di liti e tremori.
    E proprio lì, quando occhi negli occhi, vediamo lo stesso mondo.
    Ma non chiamatelo Amore ve ne prego, perché potrebbe morire,
    come tutte quelle cose, alla quali non sai dare un nome.

     
  • 19 luglio 2016 alle ore 10:15
    Pensiero

    Pensavo di mettere la poesia dei tuoi baci
    fra il tremore della pelle e il soffio del cuore,
    mentre m'innamoro fra l'alba e il tramonto.
    Pensavo a quanto strano sia l'amore,
    così descrivibile e così inspiegabile.
    Pensavo che dovrei smettere di pensare,
    prenderti la mano e cominciare a camminare,
    così che io possa fare di tutti questi pensieri,
    un semplice, meraviglioso, atto d'amore.

     
  • 12 luglio 2016 alle ore 11:14
    Assenza

    E del tramonto,
    che dice la tua pelle?
    E' brivido, sangue o vento?
    C'è del suono intorno a me,
    e l'assenza è desiderio,
    e il desiderio è follia.
    Follia è dolce prigione,
    e te ne prego mio stupore,
    lasciami le catene,
    che se questa è poesia,
    ella porta la firma tua.
    Fammi tempo e poco spazio,
    lasciando alla tua pelle,
    il tramonto farmi pazzo.

     

     
  • 05 luglio 2016 alle ore 15:41
    Pioggia

    Guardarti cadere pungente dal cielo,
    lasciarmi sfregiare dai tuoi tocchi incuranti,
    sentirmi leggera col tuo peso d'acqua,
    dire che ti odio mentendo a me stessa.
    Pioggia di gocce, come queste parole,
    melodica colpa di sfuggente bellezza,
    che mi bagni e ti lasci cadere,
    giù verso terra per farle l'amore.

     
  • 02 luglio 2016 alle ore 7:32
    Foglie

    Le guardo cadere,
    spente luci di una stagione.
    Giravolte frettolose,
    nel tempo e nello spazio,
    planare a terra, dolcemente sfinite.
    Foglie in autunno, come gli anni e la vita.

     
elementi per pagina
  • 18 luglio 2016 alle ore 14:50
    Lei

    Come comincia: Lei è quell'abbraccio che racchiude tutte le stelle che hai contato prima di dormire e tutto il buio che hai attraversato prima dell'alba. Lei è quella carezza che hai desiderato fra l'incubo e il sogno di un'infanzia negata. Lei è quel frangente di lucida bellezza che nasce dal tremore della sua voce, dal profumo di donna e il sapore di bambina. Lei è quel pensiero fatto di vento, che ti scompiglia i capelli e ti scombussola l'anima. Lei è quella farfalla prigioniera di uno specchio, che ha imparato a volare con le ali spezzate dal tempo. Lei è quel perdono che il peccatore non merita, è l'odio che ti fa bestia se l'anima non t'abita, è l'amore che ti fa uomo se cedi alla grandezza. Lei è una caramella rubata, un bimbo che gioca, una stella che cade. Lei è le parole che non vuoi sentire, perché lei è le parole che non puoi tacere. Lei è stata buio, dove nemmeno il sole poteva arrivare. Lei è stata luce che la verità non ha voluto ascoltare. Lei è stata lacrima di cristallo, strappata all'istinto di chiudere gli occhi. Lei è qualcosa che accade, da amare non prima di essere passati nel suo dolore, perché appartiene al vento, e solo chi l'ascolta può lasciarsi attraversare. Lei è forte come la verità. E la verità, non è per tutti. E questa, è la sola verità che io conosca di Lei.

     
  • 05 luglio 2016 alle ore 15:23
    L'intruso

    Come comincia: Si era di Marzo e fu un'annata fredda, ma sempre pronta a lasciar esplodere il sole alla stagione successiva. In Primavera però, quando si risvegliava, la natura sapeva di flebile e forte, un contraddittorio. Come l'uomo che mostra le sue facce, così pure vi erano i contrapposti, che fra i colori e gli eventi, mutavano instancabilmente per prepararsi alla lunga estate calda.
    Ho sempre pensato alla Primavera come ad una dolce, lenta agonia. Lei, così padrona del caldo e del freddo, dei colori nei campi e dei battiti di cuore. Ci tiene al guinzaglio, ci guida e ci schiaffeggia, ci premia e ci abbandona, mutante e mutevole anima vacante.
    Si era di Marzo, e fu un'altra Primavera di occhi che frugano ovunque senza nulla vedere. Gli orizzonti più lontani sono sempre quelli che abbiamo accanto, e non è esatto dire che non li vediamo. Siamo tutti sempre molto più coscienti di quanto amiamo credere e lasciar credere.
    La mano di Beth, che carezzava le rose, le viole e le spighe, trovava ora un fiore sconosciuto, qualcosa di ignoto che sapeva di quella paura che si prova una volta sola nella vita. Tutte le altre, le volte in cui avrai avuto nuovamente paura di qualcosa, non avrà mai a competere con quella.
    Si era di Marzo, e Beth vide nello specchio la sua vita fino ad allora, scorrerle davanti, un fotogramma dopo l'altro, gli anni stipati in attimi, a perdere l'incanto di ciò che furono, solo per quella folle velocità a cui viaggiavano. Le sembrò di percepire il freddo e il calore scorrerle nelle vene, come un fiume che si lasci trascinare dalla corrente senza opporre resistenza, certa di sfociare in un mare sconfinato, un mare più dolce e più clemente di quell'eterna sentenza.
    Si era di Marzo, e la mano di Beth, sotto il getto di un'acqua tiepida e dolce, scorgeva l'intruso, che ineducato e inopportuno se ne stava lì sotto con lei, puntando i piedi come un bambino capriccioso, e deridendola come un adulto inconsapevole.
    Perché, cosa volete che ne sappia l'intruso, della Primavera e delle sue beltà, di Beth e dei suoi fiori, dei laghi e delle spiagge, della vita e dei sorrisi? L'intruso poi, egli non conosce neppure le umane lacrime, la pura sofferenza del dispiacere, o di una delusione. L'intruso però, ben conosce il punto più profondo dell'essenza del dolore, quello oltre il quale esiste solo il baratro del'ignoto, che non si trova dove c'è quel che non conosciamo, ma si trova dove vi è ciò che non saprai mai quando avrà fine, immaginando l'eternità, come un piccolo nastro rosa.
    E' l'evento che nasce, ti fa guerriera e ti vede combattere ogni volta la stessa battaglia. E' la tua prima Primavera di malattia, e l'intruso verrà sbattuto fuori dal tuo corpo senza garbo, i tuoi colori muteranno come tutte queste Primavere, sarai rosa in un campo di grano, avrai imparato a domare le correnti del fiume, avrai mutato l'odore della tua pelle, e ogni nuova tua paura ti sarà fedele compagna, alleata nella quotidiana lotta di crescere e fiorire ancora la tua rosa nel campo di grano.

     
elementi per pagina
  • Un delicato e intenso omaggio a Leonard Cohen, da cui l'autore ha colto l'ispirazione per questa sua opera. E un omaggio alle donne che sono passate nella vita dello stesso autore, che qui lascia alle parole il compito di raccontare, di raccontarsi. Un'immensità di percezioni da cogliere e interpretare perché certamente, alla fine di questo lungo viaggio di lettura, vi troverete, vi scoprirete o vi ritroverete, ma comunque vada, vi emozionerete.
    Fra le più belle opere di Giuseppe Iannozzi, Donne e Parole è edito da Edizioni Il Foglio. Da regalare e da regalarsi.

    [... continua]

  • Storia di Telemaco, uno "strano".
    Romanzo che lascia senza fiato, dal ritmo serrato e incalzante. L'autore riesce a immedesimarsi nel protagonista principale come in tutti gli altri, comunicando col lettore sia al maschile che al femminile. Commovente, emozionante, spiazzante. Telemaco ti entrerà nell'anima, non meno della sorella, grazie ad un autore in grado di suscitare emozioni.
    Una raffinatezza di pensiero che traspare ovunque nella trama, una delicatezza di fondo, a dispetto della storia molto forte che ci racconta. Mente e sentimento, genio e follia. Consigliato a tutti.

    [... continua]

  • L'Avana, Cuba e Cabrera Infante. Ritratto di un'Avana reale e nostalgica. I luoghi, le donne, il proibito raccontati da Gordiano Lupi.
    Un libro che consiglio perché racconta Cuba senza filtri, con gli occhi di chi l'ha vissuta sulla propria pelle, in tutto il suo splendore, e in tutto il suo periodo più buio. Contiene anche una bellissima galleria fotografica a cura di Orlando Luis Pardo Lazo.

    [... continua]