La cosiddetta convivenza ideale è una menzogna e poiché la cosiddetta convivenza ideale non esiste, nessuno ha il diritto di pretenderla; contrarre un matrimonio, come stringere un'amicizia, vuol dire decidere di sopportare in piena consapevolezza una situazione di doppia disperazione e di doppio esilio, vuol dire passare dall'antinferno della solitudine all'inferno della vita in comune.
Di amici a essere sinceri non ne ho molti, almeno tra le persone vive. E non lo dico con tristezza né rancore: semplicemente non mi piacciono le folle né chi si circonda di amici di ogni genere.