Quello che siamo e quello che vorremmo essere volta a volta determinano quello che si fa. Questo ci dice che quello che vorremmo essere è già parte integrante di quello che siamo.
Se è vero che non siamo obbligati ad avere interesse verso le generalizzazioni della filosofia, perché dovremmo essere obbligati ad averne verso le banalità quotidiane? Se si è indifferenti al desiderio di capire, perché si dovrebbe essere affascinati dalla sua mancanza?