A letto piange il mio cuore

A letto piange il mio cuore, sommesso,
nel chiuso grembo di notti disfatte,
ove il tempo si sfoglia in sussurri
e il buio s’intesse di colpe sopite.

Sangue d’ombra stilla tra i sogni,
filigrana di assenze e rimorsi,
mentre il vento, con dita d’inverno,
disfa il sonno in riverberi muti.

Oh, cuore, naufrago in mare di sete,
perché tremi nel chiostro del petto?
Chi ti sfiorò con promesse di luce
lasciandoti spoglio di ogni bagliore?

Lenzuola disfatte son vele spezzate,
solcano l’onda di un’eco perduta,
mentre l’anima, cieca, si aggira
tra relitti di dolci menzogne.

Eppure, nel pianto che lento mi scava,
giace il germe di un’alba segreta:
forse un giorno, tra ciglia socchiuse,
sorgerà un cielo che ancora mi chiami.