Poesia
Clone
Troppe domande,
spasmi che non hanno suono.
Maturano strisciando tra i denti
stagionano le labbra,
riscrivono le regole
della buona educazione.
Il modo in cui sorrido,
come mi uccido
sono contrazioni di una lampada
allucinazioni ipnagogiche
di un miraggio qualsiasi
perché si sa…
l’istinto di sopravvivenza
è tipico di un clone,
la rara controindicazione
di un dolore
che ha smesso di nuocere.