Il vento fa volare
le pagine rosa che ho scritto
per te.
Sembrano gemere
per liberarsi
dal filo di inchiostro
che le attorciglia e stanca.
Sono poveri resti
di colori e odori,
ormai sfuocati
nelle statiche parvenze
di un pensiero.
Eppure
anche loro mi amano,
accolgono nel capace scomparto
del silenzio
il mio pianto
così chiuso e austero.
Da “Fiori di campo” 1993, rieditato 2011
6 maggio 2013
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Non è vero che chi legge ha la testa tra le nuvole. Tutt’altro. Ma il poeta non può più stare solo nella sua torre a rimirare il cielo. Deve sporcare di fango i suoi passi, e raccogliere il respiro del mondo.