Son ibridi ombrosi
a vagare scomposti
confondendo la mente
E vaga il pensiero
inseguendo quell’ombre:
non riconosce le forme
strepita e dispera,
l’ansia lo afferra
cerca la foce…
Non è il momento
si blocca la mano
il sangue frigge le dita
E gli ibridi informi
continuan a vagare
Un silenzio e un respiro:
ho cancellato memoria,
nel Nuovo mondato
ho intravisto l’arcano
‐ la mente non vuol ansia nel ventre
ch’ella è stretta catena, avvilente ‐
per creare può e deve, soltanto
sciolta spaziare.
15 marzo 2015
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Nel buio della notte, arriva il lampo luminoso e delicato, il mio augurio di tutto bello. Ne sugga carezza chi ama riceverla, sia ombra fuggente per chi non ama vederla. È nel buio che l'intuito ci indica cosa accogliere e cosa rifiutare: luce chiama luce, ombra chiama ombra. Possa ogni luminosità, se pur debole, vanificare ogni oscurità. La luna crescente ci mostra il suo volto proteso al nuovo che nasce: illumina il nero di nuova vita pulsante