Nella fredda
aria di cristallo,
gli abeti,
immobili
e compatti,
punteggiano
il bianco tappeto
di neve,
incontaminato
da ombre
o da suoni.
Ma in una radura,
i raggi del sole
fendono
il muro di verde
con oblique
lame lucenti.
Al loro tepore,
dai rami pendenti
a tratti
cade
una breve
silente pioggia
di scaglie
di neve.
Volteggiando,
discendono
lente e dorate
lungo la scala
dei fasci
di luce.
Nel loro
intermittente
luccichio,
fuggevolmente
parla
il silenzio.
16 maggio 2012
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La nostra mente riduce l’infinita realtà dell’Universo alle dimensioni della sua comprensione.