Il passato, un sempiterno presente

Vedo nel mio vivere
uomini uminicchi e quaquaraquà
che hanno vissuto una vita
di gioventù riflessa
e maledetto i loro sogni
in inferni senza ritorno,
sporcando i giorni di rimpianti
e donando a se stessi
memorie di identità
disperse nella fragilità dei rimorsi.
Bianchi come vecchi cenci
se ne stanno seduti,
ora eterni panchinari,
a sopportare il peso dei pensieri
rimasti infossati negli abissi
delle loro aride menti,
ormai atrofizzate
e senza più alcuna emozione.
.
Cesare Moceo da Cefalù al mondo 71n poet‐ambassador t.d.r.