Trascinando la sua fame per il cielo
del mio cranio guscio di cielo e terra.
Scendendo verso i proni che dovranno
presto raccogliere la loro vita e muoversi.
Derisi da un tessuto che non può servire
finché fame terra e cielo saranno putridume.
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Le lacrime del mondo sono immutabili. Non appena qualcuno si mette a piangere, un altro, chi sa dove, smette.